Approfondimenti : "Mercoledì su Radio Inblu"
Tuesday, 16 April 2013 00:00
"Mercoledì su Radio Inblu"
 

 

Domani 17 aprile all'interno di Mattinata in Blu (dalle 10.40) ospiti in studio Stefano Bovenzi, Lavinia Rocchi, Olendino dall'Amazzonia e Johnson dell’Andhra Pradesh. Non perdeteveli! Diretta su www.radioinblu.it

Approfondimenti : “Il sesso non è possesso”
Wednesday, 10 April 2013 00:00
“Il sesso non è possesso”
Solo nell’amore e nell’indipendenza
può esserci la pienezza della sessualità

 

Il sesso non è possesso. Essere sessuati vuol dire avere la pienezza del sesso. Soltanto due sessuati possono fare l’amore. Sessuati nel senso che permangono nell’amore, fuori da ogni dipendenza o riduzione sessuale e di vita. Sessuati sono solo i veri innamorati, perché hanno tutte le forze dell’Albero della Vita, cioè tutte le forze di Dio, tutte le forze dell’anima, del carattere, tutte le forze del sesso nell’amore. E quindi hanno anche i nervi e il corpo, nell’amore, e quindi la mente sapiente. Tutti quelli che non hanno questa base e completezza delle energie della vita, che sono nell’Albero della Vita, quando fanno l’amore, si proiettano addosso l’un l’altro tutte le loro carenze, e allora subiscono (masochisti), o si arrabbiano (sadici), o sono bravi e buoni (depressi).

Quindi voi capite perché ci sono le separazioni? Pensate cosa succede ai figli che vogliono la pienezza della sessualità, la pienezza dell’amore, un padre e una madre indipendenti e innamorati. Quando non c’è questo, i poveri bambini non trovano che inganno e sofferenza. E allora cosa succede? La cultura attuale non aiuta, quindi vedete e riparate con completezza e grande impegno tutte le vostre falsità. Andiamo piano, ma andiamo bene, perché bisogna che voi lavoriate e guardiate dentro voi stessi. Solo così amerete, testimonierete e sarete missionari con gli altri. Per esempio, conosco una persona che aveva un’ottima professione a livello internazionale, come esperto in scienze statistiche, e aveva soldi, successi, università, ma stava male. Ed io gli ho detto: «Guarda che non puoi stare male, devi uscire dalla malattia: ama te stesso, entra nel tuo inconscio e ama gli altri». L’ha fatto e Dio l’ha benedetto ed è guarito. Così benedirà anche ognuno di voi: diamoci da fare, anche con quelli che, per non entrare nella falsità spirituale proposta, hanno rigettato tutto e vivono come la Samaritana che aveva cinque uomini. Dio cerca questi non credenti prima che i falsi credenti.

 Padre Angelo Benolli (Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale)


(Tratto dal sito ioacquaesapone.it)

Approfondimenti : "Io e Massimo abbiamo deciso di destinare i proventi di Oltre il Respiro a Italia Solidale"
Saturday, 30 March 2013 00:00
"Io e Massimo abbiamo deciso di destinare i proventi di Oltre il Respiro a Italia Solidale"
 

Un sincero grazie alla cara amica Rosaria Troisi e alla delicatezza con cui ha voluto custodire il ricordo di suo fratello Massimo donando i proventi del suo ultimo libro "Oltre il respiro - Mio fratello Massimo” (Iacobelli Editore), per la vita dei bambini che Italia Solidale sostiene nel mondo. “Io e Massimo abbiamo deciso di destinare i proventi di Oltre il Respiro a Italia Solidale. Noi siamo stati bambini fortunati perché avevamo intorno a noi adulti teneri e fieri, pieni di dignità e di coraggio”. Il contributo che abbiamo ricevuto, ricavato dalla vendita di questo libro, sarà impiegato proprio per permettere anche a molti altri bambini di crescere con genitori, famiglie e comunità che possano ritrovare la loro dignità umana e la loro identità in un autentico rapporto con Dio, vivendo sane relazioni di coppia e di famiglia ed esprimendosi in un lavoro creativo e di servizio. Ancora un grazie di cuore per la partecipazione di Rosaria e della sua famiglia alla vita dei bambini che da molti anni sostengono con l’adozione a distanza. Grazie Rosaria per la tua costante e concreta testimonianza di amore e solidarietà.

 Tiziana Sacco (volontaria di Italia Solidale – Mondo Solidale)

Ringrazio sinceramente Rosaria per la sua generosità che salva i bambini, nell’amore e nel rispetto della vita risorta di suo fratello Massimo Troisi, che si è sempre mantenuto “bambino” nella pienezza delle sue energie così come Dio le ha create.

 Padre Angelo Benolli

Approfondimenti : "Buona Pasqua 2013 da Italia Solidale - Mondo Solidale"
Saturday, 30 March 2013 00:00


"Buona Pasqua 2013 da Italia Solidale - Mondo Solidale"

Padre Angelo Benolli regala il suo augurio agli amati volontari donatori italiani per aiutare ognuno a risorgere e far risorgere nella Pasqua, ogni bambino, famiglia e comunità delle nostre 118 missioni di Africa, India, Sud America e anche qui in Italia, per un mondo veramente sussistente e solidale.

Approfondimenti : Settimana Santa 2013 presso la Chiesa di Santa Maria del Pianto
Thursday, 28 March 2013 00:00
Settimana Santa 2013 presso la Chiesa di Santa Maria del Pianto
 

Giovedì Santo 28 marzo
Ore 19:30 S. Messa “In Cena Domini”
Notte Adorazione al Santissimo Sacramento

Venerdì Santo 29 marzo
Ore 9:30 -10:30 Confessioni
Ore 15:00 Via Crucis
Ore 15:30 Celebrazione della Passione del Signore
Ore 16:30 Proiezione del film “La Passione di Cristo”

Sabato Santo 30 marzo
Ore 21:00 Veglia Pasquale

Domenica di Pasqua 31 aprile
Ore 10.00 Approfondimento sulle Sacre Scritture
Ore 11.00 S. Messa Pasqua di Resurrezione

Lunedì dell’Angelo 1° aprile
Ore 19.00 S. Messa

Approfondimenti : “Emergenza dalla Repubblica Centrafricana”
Monday, 25 March 2013 00:00
“Emergenza dalla Repubblica Centrafricana”
vi chiediamo di pregare per i bambini e le famiglie delle missioni di Bangui e Bangassou Solidale
che stanno vivendo un momento difficile

 

Vi scriviamo per ringraziarvi ancora una volta per la vostra partecipazione alla vita dei bambini che avete salvato con l’adozione a distanza e delle loro meravigliose famiglie, in particolare per chi è in contatto con le famiglie centrafricane che vivono in uno dei luoghi più poveri e instabili del mondo. Infatti in Centrafrica Italia Solidale sostiene ormai da anni circa 260 bambini e famiglie tra la missione di Bangui e la missione di Bangassou Solidale, a 750 km dalla capitale. In particolare in questo momento il paese sta affrontando una grave emergenza, a causa di un colpo di Stato in cui i ribelli del gruppo SELEKA hanno invaso la capitale Bangui spodestando il presidente Bozizé. In questo momento è molto difficile avere contatti con i nostri volontari sul posto, perché manca l’elettricità e non riescono a ricaricare i telefonini. Sappiamo però che il loro lavoro è incessante per rintracciare le famiglie che, vista la situazione, si sono disperse nelle campagne limitrofe e attendono il ristabilirsi della pace.


Chiediamo a tutti i volontari donatori che sostengono con noi i bambini e le famiglie di Bangui e Bangassou, e ad ognuno di voi, di unirvi a tutto Mondo Solidale in una preghiera incessante a Dio in questa Settimana Santa affinché tutti i centrafricani siano custoditi e aiutati a non perdere le speranze, in una situazione precaria che ormai va avanti da più di tre mesi. Chiediamo a Dio che il male non prevalga sugli innocenti, e che Cristo possa risorgere anche nel lontano paese centrafricano, almeno nei cuori delle nostre famiglie, sostenute dalla nostra preghiera e dalla cultura di vita testimoniata da Padre Angelo Benolli, che li ha già fatti rinascere dalle profonde sofferenze inconsce che causano la fame del corpo e dello spirito e che portano anche il germe di queste guerre ingiuste. Per ogni ulteriore aggiornamento e informazione, vi preghiamo di contattarci direttamente (06/6877999 – email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.).

 Sara Pietropaoli e Angela Armentano (volontarie responsabili di Bangui e Bangassou Solidale – Mondo Solidale)

Approfondimenti : “Rinasco ogni giorno grazie alla cultura di Italia Solidale”
Thursday, 21 March 2013 00:00
“Rinasco ogni giorno grazie alla cultura di Italia Solidale”
testimonianza di Jeanne D’Arc, missionaria del Rwanda

 

"Sono nata in una famiglia di sei figli e io sono la primogenita ma da piccola non riuscivo né parlare né a ridere. Quando mio padre si è sposato legalmente con mia madre, aveva già un altra donna con un altro figlio e mia madre non lo sapeva. Quando lo ha scoperto sono iniziati screzi e litigi che hanno profondamente segnato la mia famiglia. Mia madre non poteva lasciare mio padre perché anche lei era rimasta orfana di madre, quindi non avrebbe saputo dove andare, ma non sopportava di restare in casa con la seconda donna di suo marito. Io sono stata messa al mondo in mezzo a tutte queste sofferenze. All’età di un anno e sette mesi mi sono ammalata e sono diventata handicappata. La società Ruandese rifiuta i bambini con handicap perché dice che distruggono la ricchezza familiare. La famiglia si vergognava di me e sono cresciuta isolata: non uscivo, non giocavo con gli altri bambini, non facevo niente.

"Mi ricordo che vicino a casa mia c’erano delle pietre che lanciavo ai bambini che venivano a vedermi attraverso il nostro recinto e una volta ho colpito la mia sorella minore che era con loro. Mia sorella piangeva e quando è venuta dentro ho visto il sangue dalla ferita che le avevo causato, ma non ho detto niente a nessuno, non riuscivo a capire come avessi potuto fare ciò. Alla scuola primaria, la maestra mi diceva di restare in classe durante la ricreazione e di non giocare perché gli altri bambini potevano farmi cadere. Ho vissuto così durante tutti i cinque anni della scuola primaria, pensavano di farmi del bene invece mi ferivano sempre di più. Al quinto anno della scuola primaria ero diventata la seconda della classe ma il preside diceva alla mia maestra di verificare i compiti d’esame perché non lo riteneva possibile. Quando tornavo a casa nessuno dei miei genitori mi gratificava per il un buon lavoro. L’odio verso i miei genitori cresceva sempre più e mi domandavo perché fossi nata, non sapevo come trovare una soluzione alle mie sofferenze. L’ anno seguente sono partita per un centro per handicappati di Gategara, lì mi sentivo bene, giocavo con i bambini come me, cominciavo a fare qualche cosa, ma quando ero in questo centro spesso non parlavo, ero molto aggressiva e mi punivano ogni giorno perché picchiavo gli altri bambini. Quando sono arrivate le vacanze non volevo tornare a casa mia ma dovevo tornare. Come d’abitudine, a casa dei miei genitori non uscivo mai di casa. L’anno successivo sono andata alla scuola secondaria, li c’erano dei ragazzi del mio villaggio che avevano diffuso per tutta la scuola la notizia che da molto tempo ero malata mentale anche se non era vero e anche durante questi anni ho condotto una vita molto molto dura, come a casa mia. Terminati gli studi non volevo trovare lavoro dalle mie parti e l’ho trovato al sud del paese, ma quando ho cominciato a lavorare, non mi ferivano ma mi vedevano come una ragazza di cui avere pietà, per aiutarmi, perché non ero capace, io mi domandavo perché e non trovavo la soluzione. Prima del mio matrimonio, come d’abitudine, sono andata a casa dei miei genitori per invitarli e tutti sono rimasti meravigliati che ci fosse uomo disposto a sposarmi. Mio marito era militare e tornava a casa i fine settimana. Mi sono sposata con lui ma la sua famiglia era contro di lui perché dicevano che non ero normale. Nella mia famiglia lavoravo molto, senza sosta affinché mio marito non mi considerasse incapace come dicevano gli altri. Ero in lotta con mia cognata che viveva con noi e parlava molto con mio marito. Quando è nata mia figlia si è ammalata e l’ho portata più volte in ospedale, l’ultima volta siamo stati trasferiti in un ospedale per malati mentali, ma la bambina non guariva, mi chiedevo come trovare una soluzione per guarire mia figlia che soffriva, malgrado la mia ricerca continua di verità. Ho molto da dire sulla mia vita ma soltanto attraverso la nuova cultura del nuovo sapere e nuovo potere di Italia Solidale ho capito e mi sono resa conto delle mie energie create da Dio, per vivere in unione personale con Lui. Tutti i documenti di Padre Angelo Benolli insistono spesso sul fatto che il bambino che non cresce nell’amore soffre. Ho capito che i miei genitori mi hanno fatto soffrire moltissimo da piccola e che io ho fatto, inconsciamente, la stessa cosa con mia figlia. Ho cominciato il mio cammino personale e continuo. Ho cominciato a vedere la mia storia alla luce di questo amore che mi è mancato, ho perdonato i miei genitori e gli altri. Dopo aver cominciato a seguire questa cultura ho capito, ho saputo, dell’Io Potenziale. Ho potuto iniziare a parlare, a ridere e ad aiutare i miei figli, a loro racconto tutto. Così ho iniziato ad amarli veramente, e solo dopo mia figlia ha iniziato ad uscire poco a poco dalle sue sofferenze e ora non soffre più. I medici ci hanno detto con enorme stupore che è completamente guarita! Questo mi ha rafforzata nel mio cammino personale in questa cultura di vita e nella ferma volontà di condividerlo con tutti coloro che sono sofferenti. Ora lascio i miei figli liberi, ho capito che i miei genitori e tutta la famiglia mi consideravano come una “cosa”, avevo perso la mia identità. Ora ho lasciato il lavoro di segretaria che avevo per stare al servizio degli altri; ho imparato a fare collane per donne e uomini per essere indipendente. Adesso mi sento gioiosa. Questa nuova cultura che viene dalla grande esperienza di Padre Angelo Benolli, mi aiuta a scoprire i miei condizionamenti, come li posso risolvere e come con Cristo posso scacciare il negativo che è dentro di me. Adesso so che i miei figli sono figli di Dio prima di essere miei figli, hanno un sigillo di Dio che non cambia e non si può cancellare. Sono felice di diffondere questa Nuova Cultura di vita e di missione ai miei fratelli e sorelle perché io rinasco ogni giorno grazie a questa cultura ed è tempo di condividere la mia testimonianza con tutti e continuare il mio cammino personale. Ringrazio profondamente Dio per la mia vita, ringrazio Padre Angelo che ha avuto la grazia di scoprire e testimoniarci questa cultura, ringrazio moltissimo i volontari donatori che adottano a distanza i nostri bambini e ringrazio tutti i testimoni di Italia Solidale Mondo Solidale.”

 

Jeanne D’Arc Nyiramatama (volontaria di Rwanda Solidale – Mondo Solidale)

Approfondimenti : "Tutta la mia tristezza è svanita"
Tuesday, 19 March 2013 00:00
"Tutta la mia tristezza è svanita"
 

Volevo condividere l’esperienza della mia adozione a distanza con Italia Solidale. Stavo attraversando un periodo molto buio della mia vita, dopo la morte di mio padre e la malattia di mia madre che tutt'ora non l’abbandona, quando inaspettatamente è arrivata una magnifica lettera e la bellissima foto del mio piccolo Jacob. Tutta la mia tristezza è svanita! Vederlo sorridere e vedere i suoi bellissimi occhi mi ha fatto subito pensare al valore dell’adozione a distanza e a quanto questo gesto può rendere felice una famiglia povera in Africa e anche noi qui. Leggere le parole dei genitori del bimbo, che continuano a ringraziare me e mio marito, a invocare Dio perché ci protegga e ci raccontano i loro progressi nella loro attività agricola, mi riempie il cuore di gioia. È un bambino bellissimo e questa esperienza mi sta facendo crescere nello spirito. Ringrazio Italia Solidale, che mi ha permesso di rendermi utile. Ho visitato anche la sede e ascoltato le parole di Padre Angelo Benolli. Mi hanno molto colpito per la forza che sprigionano, sono trascinanti, piene di amore, e indicano una vera strada per la nostra esistenza. Non è facile esprimere fino in fondo cosa prova il nostro cuore, ma mi sento davvero benissimo nel sapere che in Africa c'è un bimbo che sta meglio grazie al mio piccolo gesto. Ci sono molti bambini come il mio piccolo Jacob che hanno bisogno di aiuto. Aprirci alla carità è un gesto d’amore che viene ricambiato dal loro amore, anche attraverso le foto e le lettere. Ora, quando la tristezza riprende il sopravvento, prendo una foto di Jacob e parlo con lui, come se fosse qui con me.

 Barbara di Giacomo (volontaria donatrice di Latina)

Approfondimenti : MI ALMA CANTA LA GRANDEZA DEL SEÑOR!!!
Thursday, 14 March 2013 00:00
MI ALMA CANTA LA GRANDEZA DEL SEÑOR!!!
Messaggio di una volontaria dalle nostre missioni nelle Favelas di Buenos Aires Solidale-Mondo Solidale

 

La mia anima canta la grandezza del Signore. Come sempre, voglio solo condividere i miei sentimenti. In questi momenti, con il cuore ardito, che vuol dire essere testimoni dei segni di questi tempi…. sento la fedeltà del Padre che dice “Non vi lascierò orfani”. Oggi queste parole assumono la centralità e il “carattere” per cui sono state pronunciate a tutta la creazione… Oggi la mia anima le percepisce ed è mossa ad annunciare al mondo, con sicurezza, la Gioia del cristiano per questo nuovo Papa ed augurare tutto il bene per i miei fratelli sparsi nel mondo. Ho grande gioia come Argentina, come sudamericana, ma specialmente come figlia di Dio.
Ringrazio lo Spirito di Dio per la possibilità di questa nuova cultura di Vita che ci permette di “vedere” per reinterpretare le culture, per “ricreare” questa Presenza amorosa con cui il Padre vuole arricchirci attraverso la diversità…..
Prego perché insieme possiamo stare attenti e dare con umiltà e docilità buoni frutti nel cuore di ogni persona,
Un forte Abbraccio a tutti

 Andrea Basso (Volontaria di Buenos Aires Solidale – Mondo Solidale)

 

Approfondimenti : IERI IL MIO "DOPPIO CUORE" HA ESULTATO
Thursday, 14 March 2013 00:00
IERI IL MIO "DOPPIO CUORE" HA ESULTATO
 

 Quando la voce tremolante del Card. Tauran ha pronunciato in latino il nome di Battesimo del nuovo Papa, Jorge Mario, ho cominciato a sperare. Quando poi ne ha scandito il cognome, Bergoglio, alla maniera degli ispanici ossia distinguendo la “g” dalla “l” il mio cuore “latino americano” ha esultato. Così come ha gioito il mio cuore di “indegno servitore della vigna del Signore” (per riprendere le parole dell’eligiendo ex-Papa, ora emerito Benedetto XVI). Da 22 anni lavoro per la Santa Sede. Questo è il “mio” terzo Papa. Allo stesso tempo da 5 anni mi dedico a vivere e a testimoniare, specie in Sud America ed in particolare proprio in Argentina. l’esperienza antropologica che viene dalle scoperte religiose, scientifiche, scritturali ed esistenziali di P.Angelo Benolli. E oggi mentre la Chiesa celebra l’arrivo di un nuovo Pastore, P.Angelo compie 54 anni di sacerdozio. Ci sarebbe tanto da dire, Madre Santa. Ci provo. Ieri il mio “doppio cuore” ha esultato perché è stanco di divisioni, di schizofrenie, di strutture mentali che coprono la piena espressione delle energie vitali che Dio ha messo dentro ognuno di noi. Ha esultato perché, inconsciamente, per la prima volta ha sentito che si può davvero ri-unire quello che Dio ha creato sacramentalmente unito a Lui per sempre, ossia la Vita. Ma, da sempre “qualcuno”, che non viene da Dio ha cercato di separare e di separarci dal nostro Creatore, facendoci perdere la nostra Creazione e il legame profondo con la nostra Creatura. E ci è sempre riuscito. Sono 82 anni di vita e 54 di sacerdozio che P.Angelo, leggendo nella profondità inconsce della nostra Creazione, urla al mondo questa “novità antica”. E’ instancabile la sua testimonianza di coerenza e quindi di profonda unità alla Creazione, che parte dal vedere le forze inconsce di ogni persona, prosegue con un cammino di guarigione personale in Cristo che è l’unico Medico capace di andare in croce per rimuovere la radice diabolica di ogni malattia dello spirito e del corpo, per poi risorgere ed esprimere così la meraviglia delle energie d’amore con cui eravamo stati creati. Solo allora, ristabiliti nel Sacramento amiamo fino alla conversione per “darci” in pienezza ai fratelli ed essere tutti così di “nuovo” missionari perché solo nella “missione” ci diamo al punto da vivere davvero.

P.Angelo non mi ha insegnato questo. Me lo ha testimoniato con la sua Vita nella Vita di Cristo. E tutto questo l’ho poi potuto sperimentare nelle “villas” intorno a Buenos Aires da cui viene per nascita e cammino l’ex Card.Bergoglio da ieri Francesco I, viene. Nelle “villas” (tipo favelas brasiliane) c’è tutto il “concentrato” di una terra immensa e ricca di Natura come l’Argentina da un lato e la sofferenza di un popolo che non riesce ancora ad avere un’identità, dall’altro. E per questo si spacca, piange, si riunisce di nuovo, si cerca ma fondamentalmente non si trova. Dai tempi della colonizzazione spagnola, cui gli stessi Gesuiti (di cui Francesco I è stato Provinciale in Argentina) hanno cercato di porre rimedio aiutando gli indios rimasti dal genocidio, a quelli dei desaparecidos, a quelli dei contrasti sociali fino al 2001 anno in cui i poveri assaltavano i supermercati, a quelli di una politica debole e asservita ad oggi, nulla è profondamente cambiato. La gente continua a non vivere perché dentro non ha l’esperienza della certezza della sua provenienza “divina” , non ha l’esperienza delle sue energie vitali che per il 90% sono inconsce e quindi totalmente “destrutturate”. E poi ci sono i bambini che nascono copiosi come segno della debolezza umana che non trova altro sostegno se non rifugiarsi in un calore passeggero e superficiale di un rapporto immaturo. Quasi tutte le famiglie sono così. Eppure i bambini continuano a nascere. La Vita e il Suo Creatore “spinge” continuamente la Vita verso la Vita. Eppure la miseria ad ogni livello ci attanaglia e ci isola.

Mi colpisce che P.Angelo ha studiato all’Università Gregoriana, proprio dai Gesuiti. Lui “stra-benedice” ancora tanti dei suoi professori dell’epoca. Ma poi aggiunge che il suo vero sacerdozio l’ha trovato proprio in Argentina, sua prima terra di missione nei primi anni ‘60 quando Jorge Mario Bergoglio era appena entrato in Seminario. E lo ha trovato proprio comprandosi un “rancho” in mezzo ai baraccati delle villas di Castelar (periferia nord di Buenos Aires nella Diocesi di Moron) e genuflettendosi di fronte alla potente fede di quelle popolazioni andine che da 250 anni non vedevano un prete e lo osannavano chiedendogli di celebrare i Sacramenti per e con loro.
Oggi a distanza di più di 50 anni ringrazio Dio per la Vita meravigliosa di P.Angelo e per il dono del Suo Sacramento sacerdotale “ecumenicamente” missionario e perché proprio in Argentina P.Angelo ha scoperto la presenza di Dio Padre nell’inconscio mentre celebrava il Sacramento della Riconciliazione con la gioventù argentina del tempo. Lo ringrazio perché oggi più di 2 milioni di persone, nelle 116 missioni in India, Africa e Sud America con cui collaboriamo riscoprono questa potente dignità di amore che ogni creatura ha per “dotazione”. Ed ognuna di loro si ritrova proprio essendo missionaria. E così salvano i bambini.
Ringrazio ancora Dio perché dal balcone della Basilica di S.Pietro ieri sera, si è affacciato un uomo che vuole essere Pastore prima che Pontefice. Il Figlio del Padre e della Madre che ha pregato subito con i fedeli prima di un “ruolo”.
Forse ora ho capito perché esultava il mio cuore. Forse il mio “essere già naturalmente Chiesa”, come ognuno di noi lo è per Creazione, ha colto che si può essere finalmente uniti “dall’inconscio alla missione”, quindi dalla Creazione alla Risurrezione come la Madonna e come Cristo. A patto però che ci impegniamo per “permanere” Chiesa e far fuori ogni divisione testimoniando l’unione profonda con il Creatore. Non facendo morire i bambini, Creature vive. Da Chiesa nella Chiesa per la Chiesa.
Maria, Madre Bambina e Chiesa sostienici nel “rimanere” nella luce fino ad amare come Te.

 

Corrado Rossi (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale)