Approfondimenti : Articolo su l'Osservatore Romano
Tuesday, 02 September 2014 10:30
 

"Come i bambini"

L’adozione a distanza sostenuta dalla onlus Italia solidale nella Repubblica Centroafricana

Forse solo i bambini possono salvare la Repubblica Centroafricana dilaniata da una sanguinosa guerra civile che negli ultimi diciotto mesi ha provocato migliaia di morti e almeno un milione di rifugiati. I bambini, come quelli ospitati nelle comunità di Bangui Solidale, iniziativa della onlus «Italia solidale. Volontariato per lo sviluppo di vita e missione», associazione privata di fedeli laici fondata da padre Angelo Benolli.

Bambini, cristiani, musulmani, che diventeranno grandi insieme, crescendo attorno a valori comuni, e che un giorno, speriamo non troppo lontano, saranno in grado di costruire una nuova nazione. «La speranza la vedo chiaramente nei bambini», scrive dalla Repubblica Centroafricana un volontario, Davide De Maria, che con la moglie Sara sta visitando le trecento famiglie e sessanta comunità accomunate dall’esperienza di Italia Solidale. In questi giorni le sue testimonianze sono pubblicate sul sito in rete della onlus.
In una foto, da lui inviata, sette bambini giocano e si divertono insieme. «Una foto normale», racconta De Maria, «ma in quella foto c’è il futuro, c’è la speranza. Loro o i loro fratelli e sorelle sono adottati a distanza. Tra quei bambini ce n’è uno musulmano che gioca insieme agli altri. Non riuscirete mai a capire chi è il musulmano, perché i bambini sono tutti uguali. Non sono divisi, non fanno differenze. Sono creati tutti meravigliosamente capaci di amare e felici di essere amati».

Giovanni Zavatta

(puoi leggere l'articolo completo dell'Osservatore Romano - pagina 7, cliccando sulla foto dei bambini)

 

Approfondimenti : NOTIZIE DAL CENTRAFRICA (E DALL'ITALIA)
Wednesday, 27 August 2014 11:12
“Sesta e (forse) ultima parte”
“Centrafrica – Italia. Stessa missione di luce, fede e carità per scacciare le guerre e vivere pienamente la pace in noi e intorno a noi!”

 

Lasciamo Bangui con il cuore pieno di gioia nonostante la difficile realtà che abbiamo concretamente incontrato (Quest’articolo è stato scritto da Davide i primi giorni di agosto). Perché a Bangui c’è la guerra, c’è il terrore, c’è la sofferenza, c’è la morte, ma c’è anche e soprattutto Dio ed il Suo Amore per ogni persona, c’è la potenzialità immensa di ogni creatura e c’è la capacità di relazionarsi con i fratelli in modo libero e sempre nuovo. C’è una nuova cultura di vita che grazie a Dio e a Padre Angelo Benolli, pian piano si diffonde e dona luce, fede e carità a tante famiglie. Questa è la gioia. Lasciamo il Centrafrica certi che dovrà affrontare ancora tante dure prove ma con la certezza di una risoluzione in Dio e per l’Amore. La mattina del 1° Agosto andiamo in aeroporto. In questo periodo l’aeroporto di Bangui è molto affollato, non perché c’è l’esodo per le vacanze estive, ma perché attualmente secondo le Nazioni Unite, all’interno dell’aeroporto vivono circa 102.000 persone che si sono rifugiate in un immenso campo profughi a ridosso delle piste (vedi foto). Le persone si sono rifugiate qui perché “controllato” dai soldati dell’ONU e sperano di trovare, per questo motivo, la protezione da eventuali attacchi. In aeroporto la sicurezza è altissima ed il nostro volo ha un ritardo di circa un’ora. Motivo? È appena atterrato un grande aereo della “République Française” che trasporta uomini e mezzi. Non so se sono soldati che rimpiazzano quelli già presenti o se sono già i rinforzi previsti (a Settembre i soldati ONU passeranno da 7.000 a 12.000). L’aeroporto di Bangui è République Française. Comunque si parte e dopo 24 ore e due scali aeroportuali (a Douala in Camerun e Addis Abeba in Etiopia) arriviamo a Roma.


Approfondimenti : NOTIZIE DALLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA
Monday, 25 August 2014 15:03
“Quinta parte: un fiume in piena…d’amore!”
“Il Centrafrica produce tutte le risorse agricole per sfamare il suo popolo ma esporta quasi tutto ed a prezzo stracciato e quasi tutto ciò che si trova nel paese è importato dall’estero a prezzo più alto”

 

Carissimi amici, nelle foto potete ammirare uno scorcio dell’Oubangui, l’imponente e maestoso fiume che attraversa la città di Bangui e che segna il confine con il Congo. Oggi è il nostro ultimo giorno in Centrafrica. Domani, dopo 45 giorni in Kenya e 10 in Centrafrica, torno in Italia con il cuore carico di gioia e per continuare con ancora più forza l’esperienza di sviluppo di vita e missione necessaria per la mia vita, la mia famiglia e per i miei fratelli vicini e lontani (Quest’articolo è stato scritto da Davide giovedì 31 Luglio a Bangui!).
L’esperienza che ho avuto la grazia di vivere è stata veramente un fiume in piena… in piena d’amore. Ringrazio profondamente Dio, Padre Angelo Benolli, la cultura di vita di Italia Solidale e le centinaia di comunità che ho avuto la grazia di incontrare negli ultimi due mesi. Una potenza di “calore” che ha riscaldato la mia anima. E’ talmente nuovo quello che ho vissuto che dovrei inventare una parola nuova per descriverlo. Una gioia poter vivere la missione per la prima volta anche insieme a mia moglie Sara.
I bambini, le famiglie, le comunità di sviluppo di vita e missione di Bangui Solidale sono un fiume. Un fiume che parte dalla sorgente, fa il suo cammino di vita ed arriva alla pienezza del mare. La missione da fare è ancora grande per amare tutte le comunità come Dio vuole (ovviamente su 60 comunità, molte sono forti mentre altre sono da fortificare). Vi chiedo di continuare a pregare per la Repubblica Centrafricana. Un paese che ha delle potenzialità straordinarie e ve l’ho testimoniato nelle precedenti quattro “puntate”. Nello stesso tempo è un paese che è ancora completamente fuori controllo e troppo spesso dimenticato. Questa sera, il nostro amico francese che si occupa di servizi di sicurezza ci ha comunicato che a Batangafo, villaggio a 300 km da Bangui, le forze “anti Balaka” hanno attaccato rompendo ufficialmente, dopo varie drammatiche scaramucce, la tregua firmata a Brazzaville lo scorso 24 Luglio. Mentre parliamo con lui, arriva una telefonata che lo informa che anche a Bangui si spara.

Approfondimenti : NOTIZIE DALLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA
Saturday, 02 August 2014 09:53
“Quarta parte: i bambini vivono e testimoniano la pace!”
In molti casi nelle persone che dovrebbero portare e testimoniare la pace, si percepisce un senso di impotenza dovuti principalmente al fallimento della cooperazione internazionale. Non è una colpa o un giudizio. Sono le stesse Organizzazioni a dirlo. La realtà è che non avendo alla base una cultura di vita che vede, rispetta ed ama la parte più bella e profonda della persona, si ripete un “vecchio” di organizzazione, struttura, assistenza, progetti, buone intenzioni.

 

Carissimi amici, il sole tramonta ed una nuova giornata termina. Torno nella mia stanza con il cuore pieno di amore per questa nuova giornata passata tra i bambini, le persone, le famiglie e le comunità di Bangui Solidale. Bangui è una città internazionale. In questi mesi è abitata oltre che dalla popolazione locale, anche da centinaia di uomini e donne provenienti da tutti i continenti. Ci sono i soldati della forza internazionale delle Nazioni Unite (francesi in testa), c’è l’esercito di operatori umanitari di decine e decine di ONG, ci sono i funzionari delle diverse agenzie delle Nazioni Unite (FAO, UNICEF, PAM, etc…), ci sono decine di religiosi e religiose missionarie (soprattutto italiani) e ci sono gli uomini d’affari stranieri presenti sul posto per mettere le mani sulle risorse del paese nel momento di confusione (americani, francesi, cinesi). Insomma sembra che il Mondo sia tutto a Bangui! Anche se il Mondo non lo sa, visto che della Repubblica Centrafricana nessuno ne parla! Per questo, ho avuto modo di relazionarmi con diverse persone di varie nazionalità. Degli scambi molto ricchi che mi hanno insegnato molto! In particolare nel luogo in cui alloggiamo (un posto molto umile ma dignitoso), abbiamo la grazia di convivere con un gruppo di persone molto varie: c’è Anne Marie funzionario belga dell’ONU; c’è una anziana dottoressa italiana che lavora in Centrafrica da 30 anni ma l’ospedale in cui lavora è stato completamente distrutto e saccheggiato; c’è M. francese ed operatore civile dei servizi di sicurezza; c’è James, keniota, operatore di una ONG internazionale che si occupa di mass media, c’è S., figlio di un noto politico locale, ci sono due ragazzi rwandesi e da oggi anche un ospite indiano. Poi ci sono anche altre persone che penso vivano qui perché costretti ad abbandonare le loro case per motivi di sicurezza. La maggior parte sono delle persone eccezionali e piene di amore e mi hanno donato veramente tanto tanto tanto e li ringrazio perché grazie a loro, ho avuto modo di conoscere e capire meglio tanti aspetti dell’Africa e del mondo della cooperazione internazionale.

Approfondimenti : NOTIZIE DALLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA
Saturday, 02 August 2014 09:40
“Terza parte: festeggiamo la vita!”
In questo inferno apparente, Italia Solidale sta permettendo a queste meravigliose famiglie di non arrendersi e di mantenere viva la vita attraverso una concreta esperienza di amore che parte dalle forze inconsce della persona ed arriva alla missione!

 

Carissimi amici, nuova ricchissima e potentissima giornata nella Repubblica Centrafricana.
Oggi il paese ha vissuto una giornata di “festa nazionale”. Si è celebrata la fine del Ramadan. In realtà la fine del Ramadan era ieri, ma la celebrazione è stata snobbata dall’attuale presidente di transizione del Centrafrica. Questo atteggiamento ha fatto aumentare notevolmente la tensione con i musulmani. Per questo la presidentessa ha deciso in due minuti di correre ai ripari e di decretare una fine del Ramadan bis per la giornata di oggi e di farla celebrare come festa nazionale per tutto il paese. Questo concreto esempio ci aiuta a capire come la tensione è alle stelle e basta una piccola goccia per far traboccare un vaso che è già straripante (e che non può essere risolto a colpi di decreti. Basta un decreto o una festa nazionale per fare unità tra persone, etnie, religioni???). Questa mattina, insieme a Sara, abbiamo “festeggiato” andando ad incontrare la zona di Boy Rabe. Uno dei quartieri più “caldi” della città, considerato la roccaforte del vecchio presidente Bozizè e teatro negli ultimi mesi di atroci massacri. A Boy Rabe, Italia Solidale sta pian piano costruendo una vera unità che parte dall'anima e non dalle leggi o strutture.

Approfondimenti : NOTIZIE DALLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA
Wednesday, 30 July 2014 14:50
Seconda parte: il calore del “sole” riscalda la vita!
 

 

Carissimi amici, continua la breve ma intensa visita nella Repubblica Centrafricana. Oggi fa molto caldo sotto tutti i punti di vista. Fa caldissimo dal punto di vista climatico, non so quanti gradi, ma non si smette di sudare. Il clima è caldo, purtroppo, anche dal punto di vista politico e militare perché si percepisce una crescente tensione anche a Bangui (pare che il flebile accordo per il cessate il fuoco sta già scricchiolando), ma è caldo soprattutto per il grande calore che stiamo ricevendo dalle famiglie che abbiamo la gioia di incontrare nelle comunità di sviluppo di vita e missione! Una meraviglia di vita e amore! Ieri vi ho parlato delle famiglie e comunità “testimoni di pace” che sto avendo la grazia di incontrare qui a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. Oggi vi voglio raccontare brevemente, perché queste meravigliose famiglie nonostante la guerra, hanno la forza e la positività per continuare a testimoniare la vita, l’amore, la pace. Ieri, ad esempio, ho incontrato Taboun, uomo di circa 30 anni che insieme alla moglie Natacha partecipa da circa tre anni in una delle 60 comunità di sviluppo di vita e missione di Bangui Solidale – Italia Solidale – Mondo Solidale.
Con grande positività mi ha raccontato: “tutte le famiglie della nostra comunità hanno perso almeno un parente stretto, nelle ultime settimane, a causa della guerra. Una famiglia ha perso la sorella e i suoi due figli piccoli per lo scoppio di una granata. Per settimane siamo stati rifugiati a St.Paul (una chiesa). Nonostante ciò non abbiamo mai smesso di incontrarci. Tre anni fa, quando ho incontrato Italia Solidale, non ero quello che sono adesso. Ero debole e violento con mia moglie. La picchiavo continuamente, anche in presenza dei miei figli. Non solo, avevo anche tante relazioni extraconiugali. La mia vita e la mia famiglia era un inferno. Non c’era nessuna relazione, ma solo violenza e tradimenti. Grazie a Vianney (altro uomo che partecipa alla comunità) sono stato coinvolto nella comunità di Italia Solidale. Abbiamo letto insieme il libro di Padre Angelo “10 punti di sviluppo di vita e missione”. Con quel semplice libro ho capito che la vita ha un ordine che io non rispettavo. Ho iniziato a cogliere me stesso, Dio e gli altri, a cominciare dalla mia famiglia e con l’aiuto della comunità ho cominciato a risolvere l’inferno che vivevo dentro la mia persona e dentro la mia casa e a vivere così un ordine che prima non avevo. In questo è stato fondamentale l’aiuto e l’amore del nostro volontario donatore grazie al quale abbiamo cominciato anche una piccola attività: prepariamo e vendiamo delle torte. Abbiamo ricevuto tanto amore da Dio, da Padre Angelo, dalla cultura di vita alla base di Italia Solidale, da Sara. Oggi vogliamo che anche altre famiglie possano vivere la stessa esperienza e per questo, quando Padre Angelo ci ha chiesto una mano per salvare altri bambini trovando nuovi donatori, non ci abbiamo pensato due volte. Mi è subito venuto in mente un mio amico che ho chiamato, incontrato e a cui ho testimoniato tutto questo. Ha subito accettato e vuole salvare un bambino sofferente in una delle 125 missioni di Italia Solidale. Ci ha fatto molto bene testimoniare la vita”.

Approfondimenti : NOTIZIE DALLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA
Wednesday, 30 July 2014 14:00
"Prima parte: storia di guerra e testimonianza di pace!"
 

 

Carissimi amici, eccomi qua a scrivervi nuovamente dopo un lungo silenzio. Stavolta non vi scrivo dal Kenya ma dalla Repubblica Centrafricana dove insieme a mia moglie Sara, sto visitando le 300 famiglie e 60 comunità che vivono l' esperienza di luce, fede e carità alla base di Italia Solidale. L'esperienza é immensa e non penso di poter testimoniare con le parole quello che la mia anima sta vivendo... ma comunque ci provo rendendovi partecipi attraverso piccolo reportage quotidiano. Per cominciare, due parole sulla Repubblica Centrafricana, perché mentre il Mondo parla giustamente di Ucraina, Gaza... ci sono tante realtà che spesso neanche conosciamo perché nessuno ci aiuta a conoscerle.
La Repubblica Centrafricana è un paese meraviglioso, ma dilaniato da una sanguinosa guerra che in 18 mesi ha provocato la morte di migliaia di persone ed almeno un milione di rifugiati (su 5 milioni di abitanti). L’ONU ha diverse volte dichiarato che in Centrafrica si sta consumando un nuovo ed orribile genocidio. È difficile spiegare le ragioni di questa guerra che ha origini storiche, sociali, culturali, politiche. Il paese è stato per decenni colonizzato dai francesi che hanno mantenuto un controllo del paese anche dopo l’indipendenza. Dal 1960 ad oggi, tutti i 6 presidenti del Centrafrica, sono arrivati al potere attraverso colpi di stato. Ogni presidente, una volta giunto al potere, favoriva la sua etnia, i suoi amici e gli amici degli amici, emarginando tutti gli altri. 18 mesi fa, tutti gli "esclusi" hanno formato una coalizione detta "seleka" (che in lingua sango significa appunto "coalizione"), per prendersi il potere. Questa coalizione è formata da forze ribelli di varia natura ma quasi tutte riconducibili a forze islamiche, ciò perché il precedente presidente ha favorito i cristiani ed emarginato i musulmani. Alle forze ribelli locali, si sono aggiunti dei cospicui contingenti di mercenari provenienti dai vicini paesi islamici come Sudan, Ciad, Nigeria.



 

Attualità : Notizie di cronaca
Tuesday, 17 June 2014 18:40

Fermato il presunto assassino di Yara, dopo tre anni d’indagini. Dice “sono sereno”. I residenti della zona si dicono sconvolti. "Conosco la famiglia, siamo increduli, davvero non ci credo'', così una vicina di casa del presunto killer.
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Carlo Lissi uccide la moglie e i due figli piccoli. Ha confessato “amavo un’altra”. La dinamica del triplice omicidio è stata ricostruita dai carabinieri: "Dopo aver avuto un rapporto intimo con la moglie, il marito è andato in cucina tornando con un coltello e l'ha uccisa. Dopo aver ammazzato anche i figli è andato con un amico a vedere la partita in un pub del paese".

Attività di formazione : 15 - 18 maggio 2014 Malga Zures
Saturday, 17 May 2014 14:00
“ESPERIENZA DI ORDINE, SILENZIO, PREGHIERA E CARITA'”
Malga Zures (Nago) 15-19 maggio 2014

Vedi i video

 



Giovedì 15 maggio 2014: https://www.youtube.com/watch?v=pskYbk7edBs
Venerdì 16 maggio 2014-I momento: https://www.youtube.com/watch?v=jZsjhBmdCaM
Venerdì 16 maggio 2014-II momento: https://www.youtube.com/watch?v=NmUpX-UzWUY
Sabato 17 maggio 2014 - I approfondimento https://www.youtube.com/watch?v=_Dy_nXgzaUM
Sabato 17 maggio 2014 - II approfondimento https://www.youtube.com/watch?v=-L0iPCeZats
Sabato 17 maggio 2014 - III approfondimento http://youtu.be/hF9Dt40QZqA
Domenica 18 maggio 2014 - I approfondimento https://www.youtube.com/watch?v=2gnOaxLCGAE
Domenica 18 maggio 2014 - II approfondimento https://www.youtube.com/watch?v=bSYh6M9W4GM

Approfondimenti : “Italia Solidale - Mondo Solidale” a Malga Zures
Wednesday, 14 May 2014 13:30
"Italia Solidale - Mondo Solidale” a Malga Zures: dalle regioni italiane e dai continenti testimoni di una nuova cultura per salvare l’umanità."
 

 

“Malga Zures” è una splendida, antica fattoria che si trova nel territorio di Nago. Apparteneva a Serafino Benolli, naghese di grande anima, che, morendo, ha voluto donarla a suo fratello, P. Angelo Benolli O.M.V, sacerdote, missionario, scienziato, antropologo, presidente e fondatore di “Italia Solidale – Mondo Solidale del volontariato per lo Sviluppo di Vita e Missione”. Serafino desiderava che il posto, a lui tanto caro, rimanesse per sempre un luogo di ordine, silenzio, preghiera e carità, al servizio dello spirito e dei poveri. Con gioia P. Angelo ha accolto lo spirito di suo fratello, facendo di Malga Zures una casa di spiritualità e formazione per “Italia Solidale – Mondo Solidale”.
Dal 15 maggio prossimo, P. Angelo, insieme a 35 volontari di “Italia Solidale – Mondo Solidale” e a 4 testimoni dall’Africa, dall’india e dal Sud America, inaugurerà l’inizio di una grande esperienza: da aprile a novembre di ogni anno, per 3 settimane al mese, testimoni da tutte le regioni italiane e dal mondo, verranno a “Malga Zures” per formarsi nel cammino di sviluppo di Vita e missione, accompagnati da diversi volontari di “Italia Solidale”. Da qui uscirà più forte la grande missione che già sta salvando centinaia di migliaia di persone nel mondo.
Oggi, il movimento fondato da P. Angelo, sostiene più di 2.000.000 di persone in Italia ed in 125 missioni dell’Africa, dell’India e del Sud America. Tutto questo senza “strutture” od organizzazioni, soltanto con l’impegno di carità di “persone per le persone”. Ognuno dei 101 volontari laici di “Italia Solidale” è responsabile di 600 famiglie in Italia, distribuite in 48 bacini presenti in ogni regione, e di 600 famiglie nelle varie “missioni solidali” nel Sud del mondo. Tutto questo movimento si sviluppa nella collaborazione tra famiglie italiane e famiglie del Sud del mondo. Malga Zures sarà il centro di tutto questo. Qui verranno le persone migliori dall’Italia e dal mondo che poi saranno missionarie. Per questo grande movimento, “Italia Solidale – Mondo Solidale” ha bisogno di una chiesetta e dell’accoglienza, del rispetto, della comprensione da parte delle istituzioni.