Approfondimenti : Dies Natali di Suor Nancy Pereira FMA
Wednesday, 14 July 2010 00:00
Oggi Sr. Nancy Pereira FMA è “rinata” in cielo, una grande persona, una grande missionaria. Migliaia di poveri, bambini e famiglie, devono al suo cuore e alla sua carità, tutto l’amore e l’aiuto ricevuto. Era una persona tenace, voleva seguire l’esempio di Cristo che ha amato e servito nei più piccoli fino alla fine.
Ringraziamo Dio di averla conosciuta e di aver iniziato, attraverso di lei, a collaborare con le Suore Salesiane per il bene di migliaia di bambini e famiglie in India e Africa...

Questa collaborazione continua ad essere benedetta dal Signore, visto che oggi collaborammo con tante suore salesiane in 17 missioni in cui Italia Solidale è presente negli stati del Karnataka, Kerala, Assam , Andhra Pradesh e Sudan.
Per Padre Angelo Benolli, fondatore e presidente di Italia Solidale, Sr Nancy è sempre stata e sempre sarà “una PROVVIDENZA di DIO”! Noi tutti così la ricordiamo.

Grande anima, grande cuore, grande umiltà, al servizio di Dio e dei poveri.
P. Angelo Benolli e noi tutti volontari di Italia Solidale la ricordiamo nelle nostre preghiere e preghiamo per la missione comune che portiamo avanti in tutto il mondo con le suore salesiane, affinché ogni bambino e famiglia possano svilupparsi e crescere nell’amore, nella forza e nella carità come Dio vuole e Suor Nancy ha sempre voluto.

                                                               Suor Nancy Pereira F.M.A. e Padre Angelo Benolli O.M.V. (Bangalore, India 2007)

Approfondimenti : INTERVISTA A PADRE ANGELO A RADIO VATICANA
Thursday, 01 July 2010 00:00

Oggi giovedì 1 luglio su RADIO VATICANA, (105 mhz e in onde medie 585 khz) alle ore 11.30, all'interno del programma "InFatti" , ci sarà un intervista a Padre Angelo Benolli, fondatore e presidente di Italia Solidale sull'importante meeting Sud America Solidale - Italia Solidale, a conferma dell'opera di Dio in tutto il mondo.

Approfondimenti : Visita di Mons. Marin, arcivescovo di Popayan, al meeting internazionale di Italia Solidale
Saturday, 26 June 2010 00:00

"Italia Solidale - Mundo Solidario è pienamente nella Chiesa, anzi, è proprio nel cuore di nostra Madre Chiesa poiché ciò che propone e sviluppa è giusto quel che vuole Dio: vivere il Regno di Dio dentro ogni persona." Così Monsignor Iván Antonio Marín López, Arcivescovo di Popayan, in Colombia, ha salutato ed accolto le quasi 200 persone riunite nel Meeting Internazionale Sud America Solidale Italia Solidale - Mondo Solidale.

Una realtà che già arriva a coinvolgere due milioni di persone nel continente latinoamericano, in Africa, India e Italia con 20.000 volontari donatori che con le adozioni a distanza sostengono famiglie e bambini. 

Iniziato il 21 giugno, il Meeting proseguirà fino al 26 giugno, con moltissime testimonianze: Grazie a questo percorso di sviluppo di vita e missione ora non ci sentiamo più schiavi affermano i rappresentanti delle comunità afrocolombiane, discendenti degli schiavi africani, già coinvolti con centinaia di famiglie. Stiamo riscattando le nostre famiglie e il nostro popolo indigeno raccontano altri delle comunità Nasa, popolo indigeno del Nord del Cauca, regione colombiana tra i fuochi di guerriglia, paramilitari e narcotraffico. Nella nostra favela, la più pericolosa dello Stato di San Paolo, solo attraverso questa proposta di Italia Solidale stiamo operando direttamente con le famiglie, affinché arrivino a vedere, affrontare e risolvere i mali che li colpiscono. E così testimoniano anche i volontari e le volontarie dell'Argentina: Finalmente stiamo trovando la nostra identità di persone, nella carità e superando gli ostacoli della nostra dolorosa storia, e possiamo accompagnare i poveri, tra cui molti nuovi emigranti, come i boliviani e i peruviani, che cercano speranza e opportunità nel nostro Paese. Speranza che si fa concreta mano a mano che si avvicinano a questo cammino ecumenico portato avanti con Italia Solidale anche nelle missioni argentine.
Dio vuole che qui ognuno di voi sia portatore del Suo Regno e questo può succedere con questo cammino di Italia Solidale ha detto Monsignor Marìn, ribadendo il suo invito a Popayan considerate la nostra una città aperta a questa realtà missionaria, un punto di riferimento per Italia Solidale, Sud America Solidale e per il Mondo Solidale, e per tutto il movimento di sviluppo di vita e missione fondato da padre Angelo Benolli.
Il sostegno dell'Arcivescovo colombiano si unisce a quello di altri Vescovi di Brasile, Argentina, Africa, Italia e del Pontificio Consiglio della Cultura.
Francesco Buda


Il saluto dell'arcivescovo di Popayan a Padre Angelo Benolli O.M.V.

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Approfondimenti : TESTIMONIANZE DAL MEETING - MISSIONARI RELIGIOSI
Friday, 25 June 2010 00:00

ASSISTENZIALISMO? NO, GRAZIE!

Italia Solidale onlus porta a due milioni di persone in tutti i continenti, un nuovo e rispettoso modo di fare solidarietà, partendo dall'inconscio per una piena indipendenza di ognuno.


Molte persone hanno nel cuore il desiderio di aiutare i poveri, ma senza una profonda preparazione culturale, è forte il pericolo di cadere nell'assistenzialismo. Al meeting internazionale “Sud America Solidale-Italia Solidale-Mondo Solidale” di Popayan, molteplici testimonianze fanno emergere una grande verità: abbiamo bisogno di una proposta di sviluppo completa per ogni bambino, persona, famiglia e comunità per comprendere le cause della povertà ed essere capaci di risolverle alla radice. 

Durante i lavori dell'assemblea, tre religiosi, in modi diversi, hanno dato su questi aspetti la loro diretta testimonianza.

La prima è di Padre Gian Antonio Sozzi, missionario della Consolata, da molto tempo impegnato in Colombia:
"Oggi è il mio compleanno e sono felice di festeggiarlo qui, insieme a tante persone che in tutto il mondo lottano per la salvezza dei bambini e delle famiglie. Il regalo più bello l'ho ricevuto qualche anno fa quando sono stato invitato a partecipare al progetto di Italia Solidale. Finalmente, dopo tanti anni di servizio sacerdotale missionario, ho incontrato qualcuno che non metteva al primo posto il denaro: raccogliere fondi non è la cosa più importante! Per fare vera missione bisogna soprattutto amare le persone e partire da loro. Con la cultura antropologica proposta da Padre Benolli, presidente e fondatore di Italia Solidale, qui in Colombia ed in tutto il mondo, finalmente abbiamo la possibilità concreta di aiutare ogni persona e famiglia a maturare ed a liberarsi da tante catene, interiori e materiali"

Anche nella favelas più pericolosa di San Paolo del Brasile l'assistenzialismo è una vera piaga da sconfiggere, come testimonia suor Ismaeira:
"Ho sempre vissuto in mezzo ai poveri con un permesso speciale del vescovo. Io parlo poco e preferisco operare secondo il motto di Italia Solidale: persone per le persone, al di fuori delle strutture, affinché ognuno scopra la sua dignità e l'amore di Dio. Dal 1995 mi sono impegnata molto nella favela, ma da quando ho compreso ed applicato lo spirito proposto da Italia Solidale, la mia missione è cambiata completamente. Compresi di dover lavorare coinvolgendo le famiglie dei bambini adottati a distanza: cominciai a riunirle regolarmente condividendo con loro i contenuti dei libri di P.Angelo. Mi resi subito conto di quanta differenza c'era nei risultati rispetto ai bambini di genitori che non collaboravano. Naturalmente all'inizio fu difficile fare questa rivoluzione ed ho incontrato non solo le resistenze di alcune famiglie, ma anche l'ostilità di molti sacerdoti abituati ad operare in modo tradizionale che non fa crescere l'indipendenza degli altri. Ho pregato molto e sono andata avanti, perchè ormai sono certa: fare assistenza è un grande tradimento verso i bambini, i donatori e la Chiesa. Chi cade nell'assistenzialismo, senza accorgersene, forse cerca di aiutare se stesso invece di sostenere veramente i poveri."

Anche nel continente indiano gli inganni missionari sono gli stessi, come racconta suor Mercy, missionaria Salesiana:
"Per tanti anni con la mia congregazione ho dedicato la mia esistenza ai poveri: come missionari facevamo assistenza e la gente sembrava contenta, ma non ci rendevamo conto che non rispettavamo la dignità della persona. Normalmente noi missionari siamo contenti quando le persone sono dipendenti da noi. Dopo quattro anni di collaborazione con Italia Solidale, iniziai ad intuire la loro proposta culturale ma la svolta arrivò quando, aiutata dai volontari laici dell'associazione, intrapresi un cammino personale per uscire dai miei condizionamenti. Pregando, trovai la forza di meditare i libri di Padre Benolli e di condividerli gradualmente con le mie consorelle. Ora centinaia di comunità di cinque famiglie hanno intrapreso il proprio cammino di Sviluppo di Vita e Missione, con cambiamenti incredibili: migliaia di uomini usciti dall'alcolismo, armonia e fedeltà riconquistate nelle famiglie, grande partecipazione alla Fede. Senza dimenticare la rivoluzione, economica e culturale, portata dagli innovativi Prestiti Solidali e dalle adozioni intercontinentali che ora ogni comunità matura in tutte le missioni farà per salvare a loro volta la vita di molti altri bambini nel mondo."

Dunque una solidarietà completa che non solo aiuta i poveri ad essere pienamente sè stessi ma, raggiunta la sussistenza, li sostiene a diventare genitori di adozioni a distanza di bambini sofferenti in altri continenti. Una novità assoluta che fa di Italia Solidale una realtà mondiale all'avanguardia nella solidarietà risolutiva, partecipativa e matura.

Chiediamo a P.Angelo Benolli, fondatore e presidente di Italia Solidale, quali sono le basi antropologiche e spirituali di questo rivoluzionario movimento solidale?
"Senza una piena conoscenza dell'inconscio, delle forze che vi risiedono e dei traumi di non amore che vi rimangono registrati dall'infanzia, non è possibile oggi entrare nelle sofferenze e nei traumi molteplici che colpiscono tutte le persone di tutte le culture nel mondo. Con la Grazia di Dio, ho fatto questo lavoro in oltre 50 anni di sacerdozio, entrando nell'inconscio delle persone che soffrivano. Grazie a questa esperienza ho cambiato l'inconscio di Freud, che era ateo, scoprendo l'Io Potenziale, dove risiedono le forze di Dio, dell'anima o carattere, del sesso, dei nervi e del corpo, che sono inconsce. La mente (10% di tutte le forze personali) è l'unica forza cosciente che rimane sapiente solo se irrorata in modo sano dalle altre forze". P.Angelo ha una grande cultura sul bambino, avendolo studiato per 4 anni a livello intrauterino. Grazie a questa esperienza ha visto che ogni bambino appena concepito e fino al 30° giorno, rimane indipendente anche dalla stessa madre. Dice P. Angelo: "In quei giorni il bambino sperimenta il grande amore di Dio che lo crea, indipendente dalla madre. Indipendenza confermata dal modo di essere delle cellule germinali, definite dalla scienza biologica "totipotenti, immortali e sessuali", che, a differenza delle cellule somatiche, azzerano il dna del genitori attestando scientificamente l'unicità e l'irripetibilità di ogni bambino, creatura sempre nuova. Si vede chiaramente che in questo amore il bambino si sviluppa indisturbato. Ma questo stato finisce quando il bambino entra in contatto con la madre, appunto dopo i primi trenta giorni, quando inconsciamente sente il modo d'essere della madre e la sua maturità o immaturità d'amore. E' lì che si formano i primi condizionamenti inconsci nel bambino, che lo colpiranno in tutte le sue forze inconsce: nella fede che si falsificherà, nell'anima che si staccherà dall'amore, nel sesso che devierà, nei nervi che tutto registrano e non cambiano, nel corpo che si ammalerà. Da questo scaturiranno tutte le debolezze, le dipendenze e gli attaccamenti inconsci del bambino, che soffrirà proprio per questo mancato sviluppo dovuto al mancato amore." Come guarire tutto questo?" Continua P.Angelo: "L'indipendenza non è una parola, è l'esperienza della nostra persona piena di tutte le forze dell'albero della vita con Dio, prima che con gli uomini. E invece la storia umana ci dice che da sempre la persona ha perso questo stato perchè è sempre andata dietro le culture degli uomini, abbandonando se stessa e Dio e producendo ogni sorta di dipendenze e violenze dentro e fuori di sè. Cristo viene proprio per liberarci da tutto questo male, dove si insinua il diavolo, distruttore di ogni vita. Con la nostra proposta antropologica vogliamo e possiamo realizzare quello che dice Cristo dei suoi discepoli, essere cioè in grado di scacciare i diavoli e guarire ogni malattia".
Questo è il contenuto culturale e missionario che Italia Solidale applica in tutto il mondo nelle sue 108 missioni, e anche qui in Colombia e in tutto il Sud America, un nuovo modo di fare missione e adozioni a distanza, lontano anni luce dall'assistenzialismo che non risolve e crea dipendenza.

Giuseppe Stabile – Daniela Gurrieri


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Approfondimenti : TESTIMONIANZE DAL MEETING - AFROCOLOMBIANI
Thursday, 24 June 2010 00:00
ORA NON CI SENTIAMO PIU' SCHIAVI 

Al Meeting di Popayan gli Afrocolombiani coinvolti nelle missioni di
Italia Solidale in Colombia danno inizio alla seconda giornata del
meeting con forti testimonianze

La seconda giornata del meeting di Popayan (21-26 Giugno 2010 Popayan Cauca - Colombia) è iniziata con la detonante gioia e naturalezza degli afro-colombiani. La loro è un'esplosione di gioia contagiosa fatta di canti e balli, che parlano di una liberazione e di energie mai addomesticate, nemmeno da gente come gli schiavisti, le multinazionali, i dittatorelli locali o le tante sette che si sono diffuse a macchia d'olio in Sud America.

"Non ci sentiamo più schiavi - ha detto Herberto, animatore della missione colombiana di Villarica - grazie a questa esperienza nella cultura di vita e missione che padre Angelo ci ha portato e che insieme stiamo approfondendo e vivendo anche noi, discendenti degli schiavi. Ci hanno strappato dal cuore dell'Africa per schiavizzarci, ci hanno sempre detto che non avevamo l'anima. Ora invece stiamo riconoscendo e recuperando le nostre forze, compresa l'anima, con questo cammino di sviluppo di vita e missione con Sud America Solidale - Mondo Solidale. Viviamo ancora in una società che fa discriminazioni, ma andiamo avanti. Grazie Padre Angelo Benolli, grazie a tutti i volontari donatori di Italia Solidale-Mondo Solidale".

"Non fermiamoci nemmeno alla felicita' raggiunta" ha sottolineato Padre Angelo, fondatore e presidente di Italia Solidale mondo Solidale, e che ha ribadito quanta gente ancora aspetta questa liberazione, come testimoniato il primo giorno dai discendenti degli emigranti italiani ed europei in Argentina e poi dagli indigeni del popolo Nasa, qui nel nord della regione chiamata Cauca.
E in effetti, già solo a camminare sull'autostrada Panamericana, in mezzo alle montagne della Cordigliera Andina e nella valle del Cauca, ti lascia senza fiato la nuova colonizzazione tutta verde: immense distese di terre coltivate intensivamente tutte a canna da zucchero. Dolcezza? Manco a parlarne! E' l'economia verde, come la chiamano gli economisti e i businessman del nord del pianeta; da tutti questi milioni di tonnellate di canne tirano fuori il biocombustibile, quando qui la macchina o la moto è roba ancora per pochi. Eppure si impongono amare coltivazioni coloniali, ancora una volta. L'alimentazione dei motori viene prima della nutrizione della povera gente e dei bambini, che ancora in tanti qui in Colombia e in tutto il Sud America soffrono la fame.
Questa agricoltura coloniale e globalizzata strappa ai contadini del posto la possibilità di coltivare per mangiare. Niente più yuca (una specie di tubero che fanno bollito o fritto), riso, fagioli, abichuela (tipico fagiolino di queste parti), e altro ben di Dio come raccontano i cartelli semplici e bellissimi fatti dagli indigeni Nasa e appesi ai muri del salone dove ci incontriamo, cartelli in cui descrivono i "resguardos" (una sorta di riserve) e le "veredas" (contrade) dove vivono in mezzo ai monti e dove abbiamo le nostre missioni solidali.

Ancora una volta al servizio di potenze esterne prepotenti, il continente latinoamericano è abusato. Un nuovo anello nella catena dello sfruttamento che sempre nasce dalla mancanza di rispetto della creazione in ogni persona, cioè del bambino, somma creatura. Come Padre Angelo ed anche Antonella Casini, volontaria responsabile del Sud America Solidale, profondamente impegnata anche nell'ambito della cultura, non si stancano di ricordare anche in questo meeting. E la gente di qui è felice di sentire questo, perché, come ha sottolineato Antonella oggi ripercorrendo la travagliata storia del popolo latinoamericano, l'ultima parola non spetta allo sfruttamento, non tocca alle negatività e ai mali che attaccano la meraviglia del Creato e delle creature umane mettere la parola fine. Sopra tutto ciò si staglia Maria, madre del latinoamerica e di tutti, ovunque, sempre. Ha stupito tutti noi, a cominciare dagli indigeni e dai sudamericani qui presenti, la narrazione della presenza della Madonna, nelle vesti della Nostra Signora di Guadalupe, apparsa appena dieci anni dopo l'inizio della conquista spagnola, in aspetto di meticcia (massacrati gli indios, l'attuale popolo sudamericano si e' formato da una mescolanza, dovuta anche alle violenze sessuali sulle donne indios da parte dei conquistadores, quelli arrivati con la spada e il crocifisso) e questa Maria Madre si e' manifestata parlando la lingua degli indios. La narrazione di Antonella è stata di un'enorme chiarezza, possibile solo grazie a tutto l'amore che lei e i volontari di Italia Solidale ci stanno mettendo.
"Non avevo mai sentito parlare della nostra mamma di Guadalupe in questo modo e con questa luce concreta e calata nella storia di ieri e di oggi, che ci aiuta a vederci, riconoscerci e affrontare le catene" mi ha detto Graciela, cognome italianissimo del Veneto, anche lei discendente di emigrati a Buenos Aires, dove oggi è animatrice di molte famiglie.

Durante l'esperienza in gruppi, nel pomeriggio, sono venute fuori testimonianze toccanti, racconti di vita vera: Anna Maria, ad esempio, rimasta incinta a 17 anni, ha visto la propria bimba (che oggi ha 4 anni) vivere e risorgere davvero, nonostante i medici le avessero diagnosticato terribili malformazioni e che dunque sarebbe morta alla nascita. Pelle carbone e sorrisone afro, ha preso in animo la situazione, anche affrontando con carattere i "consigli" delle amiche che le dicevano di abortire. "La niña e' nata sanissima, prematura di sei mesi, ma se la vedi non diresti mai che e' nata prima, e' intelligentissima e non ha nessuna delle malattie previste dai dottori" ha detto Anna Maria, che ha aggiunto: "Questo e' stato possibile grazie ai volontari di Colombia Solidale che mi hanno parlato di questa solidarietà, che mi hanno avvicinato ad Italia Solidale, ho così potuto vedere la mia vita, le mie ferite subite in famiglia, anche a causa della tradizione maschilista molto comune anche tra gli afrocolombiani, e andare avanti anche dopo che il papa' della bimba mi ha lasciata appena rimasta incinta". Questo condizionamento culturale del "machismo" ossia la fissazione sulla presunta superiorità del maschio sulla donna, lo confessano anche gli indigeni Nasa, ma anche la gente che vive nelle città ed altre provenienze -come chi ha storie di emigrazione, come i tanti italo argentini, o gli italo brasiliani- annuiscono e confermano questa piaga. Ebbene, Afro e Nasa, all'unisono praticamente, non solo raccontano la piaga machista, ma stanno testimoniando che la stanno vedendo, cogliendola come condizionamento delle loro "culture" e la stanno sanando nelle relazioni di coppia e nelle famiglie, dove ritrovano, con fatica e croce ma con speranza concreta, il rispetto reciproco perduto nella notte dei tempi. "E' una rivoluzione" ci dicono.
Ed e' senz'altro cosi'.

Che dire di Cyla? Altra discendente degli schiavi africani, lei anima oggi 12 famiglie a Marialabaja (nord Colombia) che hanno cominciato senza neppure avere le adozioni a distanza! Non sono i soldi, gli ospedali, le cose e le case che risolvono, che riportano alla Vita. "Da noi abbiamo cominciato con le fotocopie del libro di Padre Angelo "Uscire da ogni inganno", ce le siamo passate, abbiamo iniziato a leggere, approfondire, calare nelle nostre vite le cose scritte là sopra" racconta Cyla. Stiamo parlando di persone analfabete, o con qualche anno di elementari alle spalle, e ti dicono cose da "professori della vita". In soli 9 mesi la comunità di Cyla e' arrivata a ritrovare e ad esprimere una sapienza (evidentemente già insita) e fare passaggi di rinascita concreti che ti viene da alzarti e metterti a ballare dalla gioia! "Ma non ci fermiamo ai risultati raggiunti" dicono vari di questi volontari. "Io ho iniziato a "moltiplicare" quello sto "imparando" e i miei risultati li porto nella famiglia dei miei che ora perdòno per tutta la mancanza di amore che mi hanno inflitto e mi impegno per estendere questa solidarietà e cultura di vita ai miei vicini" dice Maria Cenelly.

Insomma, mi sembra di essere all'Accademia della Vita, in mezzo a persone semplici ma capaci di un vero cammino di sviluppo di vita e missione, "poveri" a loro volta elargitori di una ricchezza abbondante.
A cena, Evangelina - con origini francesi, basche e spagnole, che vive in una ex piccionaia adibita a tetto domestico- mi ha raccontato dei suoi passaggi di vita, dei suoi sviluppi, una vera professoressa di amore: ha 5 figli ma sembra una ragazzina, il marito ha il morbo di Parkinson, ma lei non si ferma a questa realtà di sofferenza familiare. Aiuta altre mamme e famiglie, e ti racconta di come si è riavvicinata a Dio, di come ha ritrovato la Madre dopo che la sua mamma terrena è morta in un incidente: "Questa cultura, questo percorso con Italia Solidale mi incanta perché ti fa vedere i mali, i problemi, le ferite, ma ti fa andare oltre, ti fa superare quei mali e ti riporta a vivere".
Insomma: storie assurde di violenza, abbandono, emarginazione, dipendenza, mancanza di amore...ma sopra tutto questo un' abbondanza di felicità che ti pervade e ti conferma quanto l'Io Potenziale necessita di tutto questo amore maturo e profondo che solo Dio può dare e che la nuova cultura di P.Angelo aiuta a riscoprire.
 
Francesco Buda


Francesco Buda con volontari Afrocolombiani della missione di Villarica Solidale


Il gruppo dei volontari della missione di Villarica Solidale presenti al meeting



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Approfondimenti : TESTIMONIANZE DAL MEETING DEL SUDAMERICA
Wednesday, 23 June 2010 00:00

QUANTA VITA DAL MEETING DI POPAYAN!

Il meeting “Sud America Solidale-Italia Solidale-Mondo Solidale”, che si
svolge a Popayan Colombia dal 21 al 26 giugno, è entrato nel vivo con le
testimonianze delle comunità di tutto il Sud America


A Popayan, la Cultura di Vita e Missione portata avanti da Italia Solidale, emerge con tutti i suoi frutti. Ovunque nel mondo, la persona è figlia di Dio e sempre aspira all'esperienza completa del suo Io Potenziale, in rapporto con Dio al servizio dei sofferenti. Un fiume d'Amore e di Carità sgorga dalle testimonianze dei volontari impegnati nei vari Continenti: dai libri di Padre Benolli arriva la luce, dalla missione arriva la guarigione!

Dalla missione di San Roque Solidale – Buenos Aires, la testimonianza di Claudia.
In questa zona della capitale argentina vivono profughi provenienti dalle zone rurali dell'Argentina e di paesi poverissimi come la Bolivia. Tante famiglie vivono in una situazione precaria e disperata. Le loro case, poverissime, si trovano su un terreno espropriato da tanti anni perché destinato alla costruzione di un'autostrada, mai cominciata. In questa situazione di precarietà e abbandono, hanno trovato un grande sostegno nei volontari di San Roque-Italia Solidale, alcuni dei quali sono a loro volta discendenti di emigrati europei, tra cui molti italiani, e dunque persone che hanno già alle loro spalle la stessa sofferenza di trovarsi poveri in un paese straniero con enormi disagi, spirituali e fisici. Grazie al cammino di sviluppo di vita e missione e alle piccole comunità sostenute dalla cultura di vita dei libri di P.Angelo Benolli, queste famiglie ricevono amore e sostegno perchè la loro vita sia valutata e aiutata a svilupparsi. Infine, grazie alle adozioni a distanza dei loro figli e al prestito solidale, sono aiutate a raggiungere la sussistenza e ad aprirsi alla solidarietà verso altri che soffrono.

Claudia racconta: “Vivevo con grande difficoltà personali, familiari ed economiche, ma soprattutto avevo perso la fiducia negli altri. La mia esistenza cambiò con l'incontro di Italia Solidale, che all'iniziò mi aiutò con l'adozione a distanza dei miei figli. Poi ho iniziato anche il mio cammino personale che gradualmente mi ha aiutato a rendermi conto del mio passato: mi sentivo come morta interiormente e diventavo sempre più chiusa, fino al punto che mi è venuto il cancro alla tiroide. La malattia mi ha spinto ad approfondire la mia storia e, grazie al sostegno umano dei volontari di San Roque Solidale e attraverso la lettura dei libri di Padre Benolli, ho capito che tutto aveva origine nel rapporto con i miei genitori e soprattutto con mia madre. Mi sono fatta carico di queste sofferenze e dopo un serio impegno nel cammino sono guarita: oggi continuo il cammino!” Ma la guarigione è autentica solo se sfocia nella missione: Claudia si impegna nelle Comunità di Sviluppo di Vita e Missione e qualche mese fa, durante un incontro, una mamma di otto figli si aprì sulla propria sofferenza e sul fatto che le era stato appena diagnosticato un cancro alla tiroide, senza saperlo proprio come Claudia, la quale si è sentita chiamata alla carità verso questa donna. Oggi Claudia la sostiene nel suo cammino di sviluppo di vita e missione, verso la guarigione dell'anima e del corpo.”

In una realtà apparentemente normale quale quella urbana della grande capitale argentina, si nascondono sofferenze personali e familiari che né una falsa spiritualità né la buona volontà aiutano a risolvere. La conoscenza dell'inconscio, come proposta da P.Angelo Benolli nei suoi libri, diventa un faro nella notte della disperazione e della solitudine.

Come nella storia di Graciela, oggi diventata volontaria della missione di Lourdes Solidale-Buenos Aires.
“Apparentemente conducevo una vita felice, anche se avevo una personalità sofferente e nostalgica; all'improvviso qualche tempo fa arrivarono gli attacchi di panico. Parlando con mia madre, scoprii per la prima volta che fui il frutto di un mancato aborto: ne rimasi sconvolta e la mia malattia peggiorò. Ricordo che, nonostante la mia famiglia fosse atea, io da bambina cercavo Dio in tutti i modi. Ora che nessuno mi poteva aiutare, neanche i medici, mi sono rivolta a Dio come ultima speranza e mi sono arrabbiata con Lui. Allora ho conosciuto per la prima volta l'Amore del Padre e l'aiuto dei sacerdoti della parrocchia: mi sembrò quello il vero il momento della mia nascita. Da lì ho sentito di non aver più bisogno di nessuno e di niente, mentre prima mendicavo amore ed attenzione. In quel momento entrò nella mia esistenza Italia Solidale ed i libri di Padre Benolli, di fronte ai quali provavo rifiuto, credendo di conoscere già l'amore di Dio. Ma non mi sono arresa e dopo la quarta lettura di “Uscire da ogni inganno” iniziai a vedere quanti condizionamenti avevo dentro di me. In quei mesi successe di tutto: mio marito e la mia unica sorella morirono, i miei due figli si ammalarono. Mi sentivo sola, ma percepivo la presenza di Dio: mi resi conto che dovevo effettuare il distacco da tutti, perché ero sempre stata molto dipendente soprattutto dai familiari, cercavo sempre soluzioni per gli altri, perdendo le mie energie e facendo male agli altri, soprattutto ai miei figli verso i quali ero molto protettiva e che sono cresciuti molto deboli. In questo abisso iniziai a fare passaggi nuovi, a sentire la mia forza unita a Dio, senza persone intorno. Approfondii la parte del libro con le energie personali ed iniziò un cambiamento lungo e difficile, reso concreto dalle mie testimonianze e dall'impegno missionario nelle altre comunità di Sviluppo di vita e missione. Dalle comunità ho ricevuto tantissimo, sperimentando l'Amore di Dio, l'unico che consente il distacco e la guarigione per arrivare alla vera libertà.

Tra le testimonianze del primo giorno anche quella commossa e commovente dell'afro-colombiana Maria. Gli Afro-colombiani, che rappresentano oggi un terzo della popolazione della Colombia, sono i discendenti degli schiavi africani deportati qui per lavorare le piantagioni dei coloniali europei. La loro è una storia fatta di violenze e sangue, che ancora oggi rimane scritta e si perpetua nell'inconscio di queste persone, che pure hanno conservato una vitalità e una dignità enormi. La loro sofferenza è ancora oggi alimentata da una discriminazione che continua a livello sociale e nell'esclusione da diritti elementari, quali il diritto alla salute.

“Sono sempre stata molto chiusa e sofferente per i tanti traumi subiti fin da bambina. Mio marito mi maltrattava pesantemente, soffrivo moltissimo e ferivo tanto anche il mio bambino di cinque anni. Dopo aver incontrato Italia Solidale tutto è cambiato e leggendo il libro di Padre Benolli ho capito che era possibile vivere in un altro modo. Al secondo incontro nella Comunità di Sviluppo di Vita e Missione della mia area, mi sono inginocchiata chiedendo a Dio di aiutarmi a non ferire più mio figlio; nell'incontro successivo mi sono confidata e ho trovato anche la forza di affrontare mio marito: lui non ha capito e ci siamo divisi. La comunità mi ha aiutato molto, facendomi ritrovare il rapporto con Dio e la capacità di relazionarmi con gli altri: questo non è facile quando si è abituati a essere trattati male. Cinque anni fa, dopo la separazione da mio marito, subii un grave incidente alla gamba per il quale i medici mi dicevano che non avrei più camminato. Diventai triste e chiusa, ma imparai a pregare veramente, facendolo giorno e notte nel mio letto, con la certezza che sarei guarita. Iniziai a muovermi prima con le stampelle e poi con il bastone, anche se non potevo camminare e lavorare. Poche settimane fa, continuando a pregare, sono guarita, come avevo sempre saputo! Ora sono qui, emozionata e felice di stare tra voi, e sono riuscita anche a perdonare mio marito. Ringrazio con tutto il cuore Dio e Padre Angelo, ma anche la mia Comunità che mi ha aiutato moltissimo.”
Queste sono alcune delle testimonianze iniziali del meeting, alle quali seguiranno molte altre nei prossimi giorni, alternate agli approfondimenti sulla nuova cultura di sviluppo di vita e missione, proposti da P.Benolli e dai volontari di Italia Solidale.
E' anche possibile seguire la diretta video del meeting.

Giuseppe Stabile - Daniela Gurrieri



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