Approfondimenti : A LUSCIANO BAMBINI SALVATI DALLA FAME E TESTIMONIANZE DI SVILUPPO DI VITA E MISSIONE
Tuesday, 11 January 2011 00:00
 
I VOLONTARI DONATORI CASERTANI TESTIMONI DEL NUOVO MODO DI FARE
ADOZIONE A DISTANZA DI ITALIA SOLIDALE

“Prima di venire ho dovuto spiegare ai miei figli perché abbiamo le adozioni a distanza. Poi, mio figlio grande di 9 anni mi ha detto: allora cosa aspettiamo, abbiamo tante cose, adiamo e salviamoli tutti!”

Questa la testimonianza di Immacolata di Cesa che con il marito Ernesto hanno partecipato all’incontro di Lusciano. 

I volontari dell’associazione hanno tenuto il 12 dicembre, un approfondimento sul nuovo modo di fare adozione a distanza che Italia Solidale propone. Marco Casuccio missionario da 20 anni, ha parlato dell’esperienza personale in Uganda a contatto con migliaia di bambini e famiglie bisognose, che grazie al continuo impegno dei missionari e all’aiuto concreto di ormai 2000 meravigliosi volontari donatori italiani, stanno risorgendo da condizioni poverissime. Ma anche a Lusciano non sono mancate testimonianze di questa portata. “All’inizio mio marito non era d’accordo sull’adozione. Di recente al ritorno da un incontro personale e del volontariato che faccio a Roma, mi chiedeva come mai ero contenta. Gli ho risposto che quando vado in associazione sono felice perché sento che faccio qualcosa di bello per me. Ma la cosa che mi ha reso più felice è che vedendo questo cambiamento grazie all’adozione, indipendentemente da me ha iniziato a parlare anche lui con i suoi amici della serietà dell’associazione. Poi, insieme a persone con un cuore grande, sono riuscita a far adottare 21 bambini, e spero che con l’arrivo del Santo Natale di riuscire a salvarne altri, insomma non ho nessuna intenzione di fermarmi!”. Questa la testimonianza di Cecilia di Sant’Andrea del Pizzone che non è diversa da quelle di tante donne indiane, che ritrovano dignità e unione familiare grazie ai contenuti dei libri di P. Angelo Benolli, da sempre al servizio dei sofferenti nel corpo e nello spirito di tutto il mondo. Con i libri e con il sostegno dei missionari, sono i familiari stessi dei bambini adottati a distanza che si formano e diventano animatori per le comunità locali. Anche qui in Italia, grazie ad una scuola specifica “non direttiva”, riconosciuta dal MIUR e alle testimonianze di persone che vivono questi contenuti, gli stessi volontari donatori si coinvolgono e diventano diretti promotori di sviluppo di vita e missione. “Voglio ringraziare profondamente l’associazione. Con l’impegno e la testimonianza dei volontari, stiamo riscoprendo una speranza nuova, che vuole combattere la fame del corpo nel sud del mondo e dello spirito anche qui tra noi. E’ necessario riscoprire il proprio Io Potenziale e impiegare bene le nostre energie uniche e irripetibili, partendo dalla carità e arrivare a sostenere i nostri fratelli” Queste le parole di Margherita di Maddaloni che insieme ad Elpidio hanno conosciuto anche P. Angelo e che, partiti dalla loro adozione a distanza, ora ne promuovono ad amici e parenti. “E’ molto difficile per me parlare in pubblico, ma voglio dirvi che è necessario darci una mano per arrivare a salvare quanti più bambini possibili. Non è giusto che 22.000 ne muoiano ogni giorno! Con piccole rinunce possiamo fare tanto, grazie soprattutto al nuovo modo di fare adozione a distanza di Italia Solidale”. Questa quella di Mena di Lusciano che insieme a Peppe e l’intera famiglia, hanno organizzato l’incontro coinvolgendo il Sindaco che nonostante la concessione del patrocinio non ha potuto partecipare personalmente. C’era invece Pasqualino Emerito, ma questa volta in veste di volontario donatore e non di Sindaco di Cancello Arnone. Colpito dalla presentazione e dai contenuti di Italia Solidale, ha manifestato il desiderio di replicare l’incontro che Ercole ed Olimpia, hanno già organizzato lo scorso maggio nel loro paese.
Incontri come questi sono in corso in tutta Italia, e vogliono portare ringraziamenti e informazioni dirette a tutti i volontari donatori, dando loro la possibilità di approfondire il modo unico in cui opera Italia Solidale nel mondo, salvare altre vite promuovendo nuove adozioni a distanza e coinvolgersi direttamente nel cammino di sviluppo di vita e missione. “Quest’iniziativa è nata da un possiamo fare di più; è nata da un voler uscire dagli schemi imposti dall’odierna società. Gesù è stato chiaro: Devi amare il prossimo tuo come te stesso. E allora io oggi vi chiedo innanzitutto di imparare ad amare voi stessi, di imparare a conoscervi nel profondo, e poi di essere generosi con gli altri e in particolar modo con i bambini nel Sud del mondo”. Questa era Maria, figlia di Mena che ha commosso con la bellissima lettera per tutti.
Non parole, ma fatti che partono da Lusciano, dall’Agro Aversano, da una zona d’Italia che sente il bisogno di contrastare tutte le sofferenze radicate, partendo dalla carità, dal salvare i bambini dalla fame e approfondendo i contenuti di speranza che Italia Solidale propone e uscire da tutte le falsità.
Per attivare un’adozione a distanza chiama lo 06.6877999.

 

Approfondimenti : Il Sudan e lo storico referendum del 9 gennaio 2011
Friday, 07 January 2011 00:00

Domenica sarà una giornata storica per il Sudan. Si deciderà per l’unità del paese o per l’indipendenza (data per certa) del Sud dal Nord, e la conseguente nascita di una nuova nazione africana: il Sud Sudan.


Un incontro di formazione con alcune famiglie

Il Sudan è stato un paese colpito da una guerra lunghissima, 22 anni, finita solo nel 2005 e costata la vita a due milioni di persone (e due milioni e mezzo di sfollati). Dopo 6 anni da quell’importante firma di pace, i sud sudanesi hanno ora di fronte la possibilità di affrancarsi dal nord e trovare un’indipendenza politica. Ma forse più dell’indipendenza politica serve un’altra indipendenza…
Siamo presenti in Sudan da molti anni, dal 1992, quando attraverso la collaborazione con le suore del Sacro Cuore e l’arcidiocesi di Juba moltissimi italiani hanno adottato a distanza i bambini di Juba, capitale del Sud Sudan. Finchè c’era la guerra e nessuna possibilità di entrare nel paese, le adozioni a distanza sono servite per mantenere in vita i bambini aiutandoli a frequentare la scuola, dove almeno potevano vivere un minimo di normalità ed essere sfamati. Finita la guerra, con le nostre visite, pur in mezzo a mille difficoltà, abbiamo potuto finalmente fare il passaggio dall’assistenza allo sviluppo, e iniziare quindi un lavoro più approfondito direttamente con le famiglie. Come in tutte le 108 missioni di Italia Solidale nel mondo, abbiamo condiviso con loro i contenuti della proposta di sviluppo di vita e missione di P.Angelo, anche attraverso i suoi libri, che è enormemente piaciuta perché li rispettava. Sabina, una delle nostre principali volontarie sul posto, ci disse allora: “La proposta di Italia Solidale che ci vuole genitori non dipendenti dagli aiuti ma forti e capaci di ben amare e ben lavorare è davvero una proposta nuova per noi e l’unica valida per il nostro sviluppo”.
Da allora è stato fatto un bellissimo cammino che oggi vede coinvolti, attraverso le adozioni dei bambini, 450 famiglie di Juba. Ma la strada è ancora molto lunga e se non viene posta una base di vera indipendenza personale, l’indipendenza politica rischia di diventare peggiore della guerra appena finita. Sono infatti tanti i problemi che toccano la persona in Sudan, indipendentemente dalla guerra. Da anni ormai, incontrando una ad una queste famiglie, spesso formate dalla sola donna coi bambini, mi imbatto in situazioni di sofferenza estrema, causata dal non amore e non rispetto della dignità umana, non per la guerra ma in famiglia! Ho visto donne terribilmente soffrire per la dipendenza dal marito, che contemporaneamente aveva altre 2, 3, 8 mogli. Marito che spesso, lungi dall’occuparsi di tutte queste “famiglie”, le usa per sfamarsi, di cibo, di prestigio e di sesso. Le violenze che ho sentito raccontare da queste donne farebbero rabbrividire chiunque. Ma la dipendenza non è solo questa. Il clan ne produce di altre e più terribili. Il clan in Africa ti regola e ti controlla la vita, dal primo all’ultimo istante. Rose, una nostra volontaria, è stata massacrata il 24 di agosto 2009, di fronte ai suoi bambini, perché morto il marito, il clan a cui lui apparteneva aveva deciso che la terra su cui sorgeva la loro casa doveva ritornare al clan. Lei ha cercato di resistere, non aveva dove andare. Non c’è stato scampo.

Le famiglie si incontrano per scambiare sui contenuti di sviluppo di vita e missione

Quel che è peggio è che i vari clan in Sudan, come in tanta parte dell’Africa, sono già in guerra tra loro per il potere. Con l’indipendenza cosa succederà?
In Sudan stiamo portando avanti il nuovo modo di fare missione che caratterizza Italia Solidale: senza costruire strutture o organizzazioni, sosteniamo la persona perché ritrovi pieno rispetto, amore, dignità, autentica fede e autentiche relazioni, e possa arrivare alla sussistenza spirituale e materiale, nella comunione con altre persone e famiglie. Tanti sono i frutti che stiamo raccogliendo e la testimonianza di Agnes ne è un esempio (su cui Avvenire ha pubblicato un articolo a novembre 2009):
Agnes Ayuru è una donna di 50 anni di Juba, capitale del Sud Sudan. Nei terribili anni della guerra civile durata 22 anni, sposa un uomo e ha con lui due figli. Il marito è però poligamo, già sposato con un’altra donna, che per la guerra è andata all’estero. Finita la guerra la prima moglie ritorna a Juba e riprende la relazione col marito. Agnes si sente abbandonata, disperata, e cerca in tutti i modi di farsi riprendere dal marito, che la usa solo sessualmente, ma non si occupa né di lei né dei figli, i quali cominciano a star male. “Mio figlio maggiore, di 14 anni, è diventato alcolizzato, mia figlia più piccola di 12 anni era denutrita. Continuavo a sperare in mio marito, lo cercavo, gli chiedevo di tornare, ma lui mi trattava in modo sempre più violento. Ho cominciato a star male e non riuscivo a occuparmi né di me stessa né dei miei figli”. I volontari di Juba Solidale, venuti a sapere della sua drammatica situazione, intervengono attraverso l'adozione a distanza della bambina, che viene subito nutrita e curata. Agnes comincia a ricevere un aiuto più profondo dai volontari, grazie ai contenuti di sviluppo di vita e missione che Italia Solidale porta in tutte le missioni. Fa luce anzitutto sulle radici del suo malessere, e si rende conto dei condizionamenti inconsci che la rendono dipendente dal marito. “Mi hanno aiutata a sentire l’importanza della mia dignità, di staccarmi da mio marito per essere indipendente e forte. Ho cominciato a far parte di una comunità di sviluppo di vita e missione con altre 4 famiglie coinvolte nello stesso cammino. Mi sono sentita rinascere grazie all’amore e alla solidarietà matura che ricevevo dagli altri. Ho recuperato così la mia persona nell’indipendenza, e ho iniziato a vivere con dignità finalmente. Coi soldi dell’adozione a distanza ho iniziato un’attività di piccolo commercio e sono diventata anche sussistente”. Agnes affronta con forza anche il problema del figlio alcolizzato, che le chiede continuamente dei soldi. Rimane ferma e capace per un intero anno di rifiutargli un aiuto che sa per certo che verrà sprecato nell'alcool. Grazie a questo, il figlio cambia completamente atteggiamento. Agnes vede che ora il figlio è serio nel suo impegno per uscire dalla dipendenza dall'alcol e studiare, allora con il frutto del proprio lavoro lo manda in una scuola in Uganda, insieme alla sorella. Intanto diventa anche volontaria per altre famiglie bisognose, perché sente che quello che ha ricevuto come amore lo deve restituire aiutando gli altri a fare lo stesso sviluppo. Inoltre mantiene, in questo stesso spirito di restituzione, anche una corrispondenza con la famiglia in Italia che l’ha aiutata con l’adozione a distanza, condividendo tutto questo.

Due donne portano avanti un'attività di sussistenza al mercato
Approfondimenti : Campagna di Sensibilizzazione 2010
Saturday, 18 December 2010 00:00

Campagna di sensibilizzazione
“Salva un bambino, l’Amore ti salverà”

 

Dal 19 al 26 dicembre 2010 in tutte le regioni italiane Italia Solidale promuove all'interno della campagna: “Salva un bambino, l'Amore ti salverà”, la campagna di sensibilizzazione: "A Natale regaliamo la vita a noi stessi, ai bambini e al mondo" per soddisfare la fame dello spirito e del corpo qui tra noi e nel Sud del mondo.

Approfondimenti : "A Natale regaliamo la vita a noi stessi, ai bambini e al mondo” per soddisfare la fame dello spirito e del corpo qui tra noi e nel Sud del mondo.
Saturday, 18 December 2010 00:00

La terra ha le risorse per sfamare il doppio dei suoi abitanti. Eppure ogni giorno muoiono di fame 22.000 bambini nel Sud del mondo. Nei paesi “ricchi” la metà delle famiglie sono divise, la depressione sta divenendo la prima causa d’invalidità permanente. Nell’impotenza di risolvere queste situazioni, la confusione e la violenza aumentano sempre più.

Per ogni comunicazione: Antonella Casini tel. 06 68.77.999 fax: 06 68.32.799

 

Oggi prima necessità, al nord come al Sud del mondo, è una cultura di vita per uscire dai tanti inganni e recuperare le energie potenziali di ogni persona, fino alla sussistenza ed alla globalizzazione della solidarietà.
“Italia Solidale”, da anni, gradualmente ma concretamente, sta sconfiggendo la fame dello spirito e del corpo nel Sud del mondo ed in tutte le regioni italiane, senza creare “strutture”, solo attraverso il movimento di “persone per le persone”.
Dal 19 al 25 dicembre 2010 con incontri in ogni regione italiana, i volontari di “Italia Solidale” promuoveranno la proposta culturale di “sviluppo di vita e missione” che è alla base di “Italia Solidale”. La proposta è nata dai 79 anni di vita e 51 di sacerdozio del fondatore p. Angelo Benolli missionario, antropologo e scienziato ed è racchiusa nei suoi libri. Anche con testimonianze dall’Italia e dal Sud del mondo, si vedrà, come, questa base culturale, permette di uscire dai tanti inganni interni ed esterni per vivere una solidarietà completa che soddisfa la fame dello spirito e del corpo nel mondo, mettendo in relazione persone di diverse fedi e culture e salvando migliaia di bambini. Agli incontri parteciperanno volontari donatori coinvolti attraverso l’adozione a distanza in tutte le regioni italiane. Ci saranno anche rappresentanti dei volontari collaboratori di “Italia Solidale” dal Sud del mondo.

La fame dello spirito e del corpo nel mondo
Ognuno sente dentro di sé la meraviglia della vita. Ognuno sente anche i blocchi che impediscono questa meraviglia. Ogni abitante della terra è fatto per l’amore. Eppure l’1% della popolazione mondiale detiene quasi la metà della ricchezza del pianeta. Ogni giorno 22.000 bambini muoiono di fame nel Sud del mondo. Quasi la metà delle famiglie del nostro “ricco” occidente sono divise, la depressione è ormai la prima causa d’invalidità permanente, aumenta spaventosamente l’incidenza del cancro. La vita richiede una risposta completa. Non basta preoccuparsi di salvare la vita fisica. Dobbiamo risolvere anche la “non vita” delle nostre famiglie e dei nostri bambini, immersi, come dice il CENSIS, in una “poltiglia” di caos e solitudine.
Non c’è cattiveria cosciente: siamo tutti colpiti da una confusione secolare. Da sempre si pone il profitto o “ciò che corre”, prima della persona e delle sue energie sacre e naturali. Questa “contro - cultura” stratificata ferisce ognuno nella propria identità, nella propria spiritualità e quindi nella propria capacità di amare, lavorare bene ed essere solidali con gli altri.

Risolvere la fame del mondo con una cultura che rispetta la vita
Attualmente aiutiamo 2.000.000 di persone con 108 “Missioni Solidali” in Africa, in India ed in Sud America. Collaboriamo con volontari (missionari e laici) di 20 tra Congregazioni e Diocesi e con 20.000 volontari donatori coinvolti in un nuovo modo di far missione e adozione a distanza.
Possiamo realizzare tutto questo perché, alla base del nostro impegno, c’è la proposta di “Sviluppo di Vita e Missione”. Una proposta culturale che parte dall’”Io potenziale” di ogni persona e permette di guarire i condizionamenti di non amore posti nell’ “Io reale” che è nell’inconscio di ognuno ed è il risultato di tutte le esperienze vissute che si registrano sulle cellule nervose che non cambiano. Per questo il nostro passato è sempre “presente”. Nel suo apostolato, P.Angelo ha incontrato moltissime persone di varie fedi e culture, per molte ore ogni giorno. Ha così toccato con mano l’impotenza della spiritualità che non entra nella vita e le carenze di una scienza che non vede Dio e l’anima. In questa esperienza, non si è integrato nelle parzialità scientifiche o spirituali, ma ha sviluppato un’antropologia completa e coerente con la vita, che offre soluzioni per uscire dai tanti inganni della cultura corrente. I contenuti di questa proposta si trovano espressi anche nei libri p. Angelo: “Dieci punti di sviluppo di vita e missione”; “Uscire da ogni inganno”; “La famiglia non s’inganna”; “La vita non s’inganna”.
Con questa base culturale (per la quale siamo sostenuti dal Pontificio Consiglio della Cultura) anche le famiglie dei bambini adottati a distanza non ricevono “elemosine”, ma una concreta possibilità di sviluppo di vita e missione. Si riuniscono in piccole comunità dove, aiutati da volontari locali che si sono formati con i libri di p. Angelo e nel rapporto con noi, vedono e risolvono i loro condizionamenti interni ed esterni. Con questo fondamento, attraverso la solidarietà dei volontari donatori coinvolti, sviluppano piccole attività produttive con cui restituiscono e donano ad altri poveri il denaro ricevuto. Oggi ci sono “comunità solidali” dell’India che hanno “adottato a distanza” bambini di comunità dell’Africa e del sud America e viceversa. Basta donare l’equivalente di un caffè al giorno per salvare un bambino. Nelle nostre 108 missioni anche quest’anno se non s’interviene, 15.000 bambini moriranno di fame.
Ai volontari donatori il “prestito solidale” viene restituito attraverso le lettere che le famiglie del Sud del mondo scrivono e con cui li coinvolgono in questo processo di completa solidarietà. Anche in Italia, i volontari donatori, sostenuti da noi, stanno creando piccole comunità di “sviluppo di vita e missione” . Con questo si promuove la solidarietà e si superano tante sofferenze anche qui, tra di noi. Così contribuiamo alla Chiesa Ecumenica, che è fatta di persone con Dio che amano come Cristo ha amato, a prescindere dalle differenze di confessione religiosa o di cultura.
Ormai siamo presenti in tutte le regioni italiane. Come nel Sud del mondo, non salviamo solo i bambini, ma anche la salute delle persone e delle famiglie, proponendo la cultura nuova contenuta nei libri di p. Angelo, necessaria per ogni persona, famiglia e comunità. Questa cultura ribalta gli errori secolari di una spiritualità ridotta e di una scienza che non tratta Dio, la creazione e l’indipendenza della persona che vive solo nell’amore di una sana e completa antropologia.

 

Antonella Casini per i volontari di “Italia Solidale”

Per ogni comunicazione: Antonella Casini tel. 06 68.77.999 fax: 06 68.32.799
Approfondimenti : «Voi che amate, amatevi!» di Francesco Buda
Friday, 12 November 2010 00:00
Questo mercoledì 10 novembre 2010, Padre Angelo Benolli e i volontari di Italia Solidale – Mondo Solidale hanno incontrato una folta rappresentanza degli oltre 4.000 volontari donatori di Roma e dintorni.


Questo mercoledì 10 novembre 2010, Padre Angelo Benolli e i volontari di Italia Solidale – Mondo Solidale hanno incontrato una folta rappresentanza degli oltre 4.000 volontari donatori di Roma e dintorni.
 

Padre Angelo incontra il cuore di Roma per sviluppare la vita e la missione anche qui

L'esperienza di sviluppo di vita e missione è sempre più al servizio anche degli italiani, a cominciare da quei 20.000 che da anni stanno salvando migliaia di bambini e aprono il loro cuore alle famiglie africane, indiane e sudamericane con queste particolari adozioni a distanza. Per questo mercoledì 10 novembre Padre Angelo Benolli e i volontari di Italia Solidale – Mondo Solidale hanno incontrato una folta rappresentanza degli oltre 4.000 volontari donatori di Roma e dintorni. Proprio l'Italia è anch'essa terra di missione.

«Voi già amate, ora diamoci una mano per amare e amarci qui!» ha detto il fondatore di Italia Solidale, che ha voluto incontrare personalmente per ringraziare e sentire da vicino il battito del cuore più forte del Paese. A loro vuole offrire sempre di più l'esperienza che sta facendo rinascere in mezzo mondo migliaia di persone e famiglie. Mai come adesso, infatti, si rende indispensabile la pienezza della cultura testimoniata ed espressa dal sacerdote, che finalmente mette insieme scienza e fede superando sia le parzialità della religiosità che non entra nella vita e nelle ferite più profonde delle persone sia degli approcci scientifici che scartano Dio e l'anima e l'immensità della Creazione, che proprio nel bambino trova la sua vetta e attende il rispetto per svilupparsi appieno. Padre Benolli ha sinteticamente, ma con forza sorprendente, ripercorso le tappe essenziali della sua esperienza che lo hanno portato a cogliere com'è e cos'è veramente il bimbo, cioè la persona a immagine e somiglianza di Dio: collegata al Creatore, c'è la forza dell'anima, che si riflette sulla sessualità fatta per l'amore, e quindi sui nervi fino al corpo. Forze inconsce che - se disturbate – si ammalano adombrando la stessa mente.

«Voi siete i migliori italiani, senza di voi io non so cosa avrei potuto realizzare, vi ringrazio per la vostra umanità, dobbiamo amare i bambini, ma anche amare noi stessi qui e le nostre famiglie. Perciò oltre alle adozioni a distanza occore “fare” vita nostra in Italia. Il Signore vuol fare di più, vogliamo che voi vi amiate e facciate comunità» ha detto Padre Angelo, invitando a creare relazioni e piccoli gruppi basati sull'esperienza di sviluppo di vita e missione come già fanno le famiglie nelle missioni di Italia Solidale. «Non voglio persone dipendenti ma libere, come Gesù» ha sottolineato il missionario, facendo appello al bisogno d'amore e di scambi autentici di ognuno.

«Vediamo nel bambino Cristo incarnato, quando soffre Cristo crocifisso e quando è salvato Cristo risorto... sapeste quanti bambini avete salvato! Però senza questa cultura e questa concretezza di trovare te maschio e te femmina che non ti fai condizionare, che fine fai? Che amore hai? Come vivi?». Per questo ha proposto a tutti coloro che lo volessero, di incontrarsi e darsi una mano a vedere e risolvere anche qui ciò che ferisce dentro profondamente la persona e danneggia tanto i nostri bimbi, con l'ormai conclamata “sindrome” dell'“uno su due”: una persona su due a rischio di cancro e la metà delle coppie e delle famiglie scoppiate. Assurde conseguenze di secoli di falsità contro la vita e contro il bambino che ora presentano il conto. Mai nessuno prima però aveva visto pienmanete perché e come risolvere. «Chi non ha la luce non sa quello che fa e noi insieme con voi vogliamo trovare e portare luce per vivere. Dobbiamo uscire dalle falsità per essere sani e vivere l'amore» ha ribadito Padre Angelo. Gli ha fatto eco Antonella Casini, volontaria responsabile per le missioni sudamericane: «Ho visto famiglie che non sanno leggere e scrivere condividere i libri di Padre Angelo con uno che legge ed uscire da tragedie, difficoltà enormi e condizionamenti. Senza nessuno che li “istruisce”, scoprendo la cultura del rispetto del bambino succedono cose incredibili. Vi lanciamo questo inviuto a fare comunità anche qui, perché c'è bisogno». Antonella ha testimoniato come le famiglie sostenute con l'adozione a distanza basata su questa cultura arrivino a vedere e guarire i propri mali, partendo dalla sussistenza interiore, nello spirito, fino a quella materiale creandosi piccole attività lavorative dignitose e indipendenti. «Lì cinque famiglie si riuniscono e fanno comunità, perché non lo facciamo pure noi qui?» ha esortato la volontaria. E in effetti è già in corso un gran fermento nella varie regioni italiane dove poco a poco i volontari di Italia Solidale stanno contattando e sostenendo i volontari donatori affinché s'incontrino e arrivino a sperimentare la gioia come già fanno le persone che loro aiutano in Africa, India e America Latina. A confermare che ciò è possibile e necessario, la testimonianza di Alberico, un altro volontario da poco uscito da un grave tumore. «Sono guarito, ma la guarigione più grande e che conta è quella dello spirito. Io cercavo la vita e non la trovavo e con tutta la buona volontà non potevo risolvere, altro che sofferenza fisica! Grazie a Padre Angelo e a questa cultura ho potuto vedere gli intoppi nel'amore e così collaborare con il Signore: ho visto che avevo una ferita d'amore e sono guarito» ha raccontato, invitando tutti a «disporsi a ricevere, dopo aver dato tanto».

Approfondimenti : Acqua & Sapone
Wednesday, 10 November 2010 00:00
IL CONTRASTO PRIMARIO È INCONSCIO

L’io potenziale è ciò che la persona, per natura, è. L’io reale è dato da ciò che la persona realmente incontra.

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Approfondimenti : Incontro con i volontari donatori di Roma
Tuesday, 09 November 2010 00:00
Italia Solidale è felice di invitare tutti i volontari donatori di Roma ad un incontro in cui sarà presente anche il fondatore P. Angelo Benolli.
L'incontro si terrà Mercoledì 10 Novembre 2010 alle ore 19:00 nella Chiesa di s. Maria del Pianto in via S. Maria de Calderari, 31.

 


E' un'occasione unica per la presenza di P. Angelo Benolli che nei suoi 53 anni di esperienza come sacerdote, missionario e antropologo ha trovato un nuovo modo di fare missione e adozione a distanza sulla base culturale di sviluppo di vita e missione. Con questa base, racchiusa anche nei suoi libri, stiamo promuovendo l'autentico sviluppo dei bambini, delle famiglie e comunità (in tutto quasi 2.000.000 di persone) che aiutiamo insieme a volontari, missionari e laici di 20 tra congregazioni e diocesi e insieme a 20.000 volontari donatori come voi. Oggi abbiamo 108 missioni solidali in Africa, India e Sud America.
E' un'esperienza unica, che serve molto anche a noi italiani, per questo siamo contenti di offrirvela e di tenere una relazione con tutti voi.

Per informazioni contattare la Segreteria al numero: 06.68.77.999.