Generale : Dall'Africa e dal Sudamerica, per aiutare gli italiani
Wednesday, 08 February 2017 11:50

Dall'Africa e dal Sudamerica per aiutare l'Italia

 Scovia dall'Uganda, Faith dal Kenya e Mercédes dal Paraguay

qui per testimoniare agli italiani il loro grande sviluppo di vita e missione 

  


Testimonianza di Scovia

Caro Padre Angelo Benolli, mi sento felice di poter far parte della Nuova Cultura di Vita che viene dallo Spirito Santo tramite te, Padre Angelo, fondatore di Italia Solidale. Questo è stato una vera salvezza per la mia vita! Sono nata in una famiglia dove non c’era nessun rispetto e amore per la bambina che ero. Mio padre era alcolizzato e violento mia madre molto passiva e non ha mai fatto fronte e di conseguenza noi figli vivevamo nella continua paura e in una totale mancanza di relazione.

Prima dell’arrivo di questa cultura ho sofferto moltissimo ma senza capire cosa era successo nella mia vita. Ringrazio Dio per il dono del documento il Carisma da vivere e proporre, che insieme agli altri libri di Padre Angelo, ha portato amore e resurrezione alle persone che soffrono qui nella nostra missione e nel mondo. Ho iniziato a leggere e piano piano ho colto che il bambino ha bisogno di un rispetto completo e amore come Dio che l’ha creato nel Suo Vero Amore e indipendenza!

 

Nel libro uscire da ogni inganno ho letto che il bambino necessita di genitori maturi con un amore completo come quello di Dio e così anche il contesto in cui vive, la scuola, gli amici, tutto dovrebbe essere nell’amore. Questo però non è avvenuto nella mia vita e non avviene nella vita di tanti bambini. Mi sono sposata per scappare dalla mia famiglia ma oggi capisco che non ero matura nella mia sessualità proprio per le mancanze che avevo sperimentato e sono finita nella famiglia di mio marito che era piena di confusione e violenza perché anche loro non avevano luce sull’inconscio.

 Dio mi ha benedetto con i figli ma ho cominciato a ripetere gli stessi errori con loro perché non avevo risolto dentro di me e li picchiavo fortemente e gli impedivo di essere liberi. Oggi capisco che non posso dare quello che non ho. Non li amavo ancor più perché erano tutte femmine e nella mia cultura questo è un disonore. Ma andando a fondo nella mia storia aiutata dai libri ho capito che ogni bambino viene da Dio maschio e femmina e Dio ama tutti i Suoi figli! Questo mi ha dato luce e ho colto che nessun bambino viene fatto dai genitori ma viene da Dio e nei primi 30 giorni è completamente libero. Dio e la persona, la persona e Dio.

Quando Italia Solidale è arrivata nel mio villaggio il responsabile era il fratello di mio marito e io praticamente facevo da schiava a lui in tutto, quando arrivavano i volontari dall’Italia io non parlavo mai e restavo in cucina con le altre donne, ma facevo parte di una comunità di sviluppo di vita e missione e ho ricevuto l’adozione a distanza. Anna Fanuele ha iniziato a relazionarsi con me, mi chiedeva di parlare, di partecipare, ma a me sembrava impossibile, io non mi esprimevo, avevo l’ulcera per tutte le cose non espresse e la rabbia che avevo dentro.

Per grazia di Dio avevo ricevuto l’adozione di una delle mie bambine da un donatore italiano, così piano piano ho iniziato a coinvolgermi e leggere I libri. Io e mio marito avevamo addosso una enorme sofferenza perché suo fratello era molto violento con noi e ci costringeva a mentire anche su certi aspetti della missione, mio marito beveva ed era spesso ubriaco e non riusciva per la sua storia a fare fronte a questo fratello maggiore che lo schiacciava; la situazione della missione era sempre più negativa e la missione per tutto questo stava per essere chiusa.

Padre Angelo Benolli e altri volontari come Marco Casuccio e Anna, sono intervenuti e hanno mandato via mio cognato che però ha continuato a disturbare per diversi anni la missione perché voleva ancora esercitare il suo potere sulle persone. Ma Padre Angelo è un uomo di Dio e Dio con lui è intervenuto tramite i volontari che hanno continuato a seguirci. Anna ha iniziato a relazionarsi con me e mi ha iniziato ad aiutare a vedere la mia storia e le mie debolezze come con mio marito che beveva e che io non riuscivo a prendere posizione e restavo in silenzio soffrendo e facendo soffrire le mie figlie, come mia madre aveva fatto con noi.

Quando Anna una volta è venuta in visita ha trovato mio marito completamente ubriaco e una situazione di estremo disordine nelle comunità per tutto il negativo che la missione stava vivendo. L’unica strada era fare fuori tutto il vecchio e ripartire da zero! Così mi ha chiesto di aiutarla nella missione andando a trovare le persone nelle zone per ripartire dalle persone disponibili. Io non credevo di potere tradurre in lingua locale o esprimermi, ma lei mi ha sostenuta e mi sono coinvolta! Ho iniziato a parlare a tradurre ad esprimermi, a ballare, non potevo credere di essere io!

Da quel momento ho preso a cuore la missione e ho iniziato a impegnarmi fortemente perché vincesse il Carisma sulle vite dei poveri del mio villaggio. Ho preso posizione con mio marito e ho iniziato a capire che l’unica strada per guarire era stare con Dio e fare missione. Il villaggio si è praticamente diviso in due e tutte le famiglie che volevano impegnarsi nel Carisma sono state perseguitate, minacciate. In quella situazione così difficile Padre Angelo ci ha chiesto di trovare un donatore africano per salvare altri bambini in altri continenti.

E’ stato molto difficile all’inizio ma, grazia a questa spinta missionaria, ogni giorno mi muovevo in una zona diversa, nonostante lo scherno della gente, sostenuta anche da Anna via Skype, abbiamo messo lo Spirito Santo e Dio prima di ogni cosa e con il Carisma siamo arrivati a promuovere 100 adozioni il primo anno! Le nostre missioni sono gemellate con missioni indiane e ci stiamo scambiando lettere in vere relazioni. Questo ha aiutato a riportare tutto una forza e un positivo alle famiglie della missione. Da li siamo ripartiti per rimettere tante cose in ordine. Oggi sulle ceneri della vecchia missione di Kitowa, sono nate 4 missioni nuove (Kasinje Maria Solidale che significa Ave Maria; Rwanga Solidale che significa Dio; Kiconco Solidale, che significa Carisma; Rukundo Solidale che significa amore), abbiamo ancora tanto da fare ma le persone sono disponibili e in cammino.

Oggi ringrazio Dio perché sono risorta e impegnata e abbiamo dato una testimonianza di tenuta e così anche le famiglie che erano negative adesso ci chiedono di rientrare nella missione. Stiamo costruendo il capannone e stiamo cogliendo sempre più la grandissima opportunità che Dio ci ha dato, di uscire da tutti gli inganni che ci vogliono lasciare nella morte. Quindi oggi padre Angelo io ti ringrazio per tutto quello che hai fatto con Dio nella mia vita. Oggi amo e rispetto le mie figlie e sono impegnata e missionaria anche per gli italiani e per il mio prossimo viaggio in Italia, ho una gioia immensa.

Ho ancora tante registrazioni negative sui miei nervi, ma con la luce e il mio impegno personale continuerò a lavorare per Dio, come persona degna, per servire le persone come Lui mi chiede e così continuo a scoprire molto ancora di me e riparo il passato. Noi persone del villaggio di Kitowa abbiamo ricevuto un miracolo da questa Nuova Cultura di vita e ci impegneremo sempre di più a salvare i bambini anche in altri continenti.

LUNGA VITA A PADRE ANGELO BENOLLI,  LUNGA VITA A ITALIA SOLIDALE!

Happy Scovia, volontaria della missione di Kasinje Maria Solidale – Italia Solidale

 

Testimonianza di Faith

Alfred e Faith Chepkurui sono una giovanissima famiglia con due splendidi figli. Vivono nella zona di Chebigen (Kericho – Kenya). È una famiglia meravigliosa e vive in una delle zone più fertili e ricche del Kenya e del pianeta. Eppure la loro vita era un inferno di miseria e violenza ed i bambini soffrivano terribilmente. 
Hanno cercato aiuto nelle ONG, nella parrocchia, nelle multinazionali del tè presenti nella zona e  ricevevano piccoli aiuti materiali che però non apportavano nessun cambiamento alla loro vita.
Un giorno una vicina di casa invita Faith ad uno degli incontri di Italia Solidale. Lei partecipa pensando che si tratta dell’ennesima organizzazione che distribuisce aiuti umanitari ma subito si rende conto che non è così e che in quell’incontro vi era qualcosa di molto profondo e vero che parlava direttamente alla sua vita. Faith parla inglese e gli viene chiesto se può dare una mano per leggere e tradurre i libri di Padre Angelo Benolli. Lei accetta e comincia subito. Ma è insicura. Ha paura di sbagliare e chiede al marito di aiutarla. Il marito inizialmente tentenna ma poi accetta.

Senza volerlo i due si ritrovano a tradurre uno dei libri di Padre Angelo “Uscire da ogni inganno”. Leggendo insieme il libro, si rendono conto che quello che vi era scritto non erano teorie o astratti pensieri ma che parlava di vita e della loro vita. Cominciano a collegare il libro con la realtà che vivevano nella loro famiglia, con la violenza che sperimentavano, con la sofferenza dei figli che non facevano altro che piangere e con la miseria a cui dovevano far continuamente fronte. Uno dei suoi figli viene collegato ad un generoso donatore italiano con cui comincia ad avere relazione e scambio. Iniziano pian piano a cogliere il meraviglioso ordine della vita e che tutti sono Creati per Essere liberi nella gioia e che nessuno è creato per “star male”. In silenzio ascoltano profondamente la voce della loro anima e cominciano ad avere luce sulla radice inconscia delle loro sofferenze.

Lei si rende conto che è nata e cresciuta in una famiglia dove il padre era molto violento e dove tutte le donne erano sottomesse. Lui coglie che dentro di sé aveva registrato tutte le mancanze di amore di un padre assente e di una madre depressa e fredda. Sia lei che lui, per tutta la loro vita, non avevano mai avuto vere relazioni. Si sono sposati perché cercavano relazioni nuove e libere, ma la non soluzione delle mancanze di amore e le conseguenti debolezze sessuali che avevano vissuto ha portato entrambi ad essere lontani da se stessi, dalla meraviglia della creazione e dal avere sane relazioni con gli altri. Lei inconsciamente aveva timore di lui perché tutti gli uomini gli avevano fatto del male; lui non riusciva a relazionarsi con lei perché inconsciamente non libero nelle relazioni. Cercavano amore e relazioni di amore ma in realtà si proiettavano addosso secoli di falsità, violenza e mancanza di rispetto. Tutto questo ricadeva sui loro figli che conseguentemente stavano male nel fisico e nello spirito. 


Con profonda fede hanno creduto di essere più forti di ogni diabolica ripetizione passata. Si sono incarnati in un intenso cammino dove ognuno ha cercato la propria libertà personale per essere non più figli del loro passato, ma nuovi figli di Dio e ritrovare se stessi e poi vivere vere relazioni in famiglia. Pian piano attraverso veri e intensi scambi di vita hanno sciolto profondissimi nodi che ingarbugliavano la loro vita. Questo grazie alla relazione con Dio, con la loro anima ma anche allo scambio che hanno avuto con il donatore, con me, con le altre famiglie della zona di Chebigen che hanno cominciato a sostenere e rafforzare. 

Oggi la loro realtà è completamente diversa. Alfred ha ritrovato la sua identità e si è liberato dai mostri del passato e finalmente riesce ad amare se, la moglie, i figli e ogni persona. Faith è forte e libera e sta sostenendo tutta la missione di Kericho Solidale a crescere. Oggi i bambini sono una meraviglia. Stanno bene e sono felici, non solo perché hanno da mangiare ed i vestiti ma soprattutto perché hanno una famiglia con una madre ed un padre capaci di amare.
Una delle loro figlie è collegata, attraverso Italia Solidale, ad una generosa donatrice italiana con cui hanno cominciato a partecipare al “nuovo modo di fare adozione a distanza”, che significa avere veri e intensi scambi di vita. Anche la donna italiana era molto sofferente e soffriva di depressione, era stata abbandonata, insieme ai suoi tre figli, dal marito, stava male e pensava che la sua vita era finita e che non poteva fare più nulla per se e per i suoi figli.

Tra la famiglia in Kenya e la famiglia in Italia è iniziata una relazione a distanza che sta aiutando entrambi. Grazie alla testimonianza di Faith e Alfred anche la donatrice italiana ha colto il valore della sua vita, ha iniziato anche lei a leggere i libri di Padre Angelo ed a ritrovare una gioia per se e per i suoi figli che sembrava definitivamente persa. Dall’Italia ha adottato un bimbo in Kenya ma ha ricevuto vita, amore, benedizioni. Non è adozione a distanza, ma uno scambio intenso e vero di vita e si stanno aiutando reciprocamente a vedere, affrontare e risolvere con gioia ogni male. 

Faith ed Alfred non si sono fermati. Come stanno facendo anche tantissime altre famiglie di Mondo Solidale, attraverso la relazione hanno coinvolto una loro amica di Kericho a cui hanno fatto fare una adozione per salvare un bambino in Sud America. Allo stesso modo hanno ricevuto un donatore dal Sud America. Così oggi hanno una bimba adottata da un donatore italiano mentre il secondo bambino adottato da un donatore della Colombia. Un vero scambio intercontinentale che sta rivoluzionando non solo la loro vita ma la vita di tante altre persone nel Mondo.

Questa è una testimonianza semplice e vera che ho avuto la gioia di vivere e toccare con mano.
Una testimonianza che ci fa vedere come un piccolo movimento, grazie a Dio ed alla proposta culturale e missionaria alla base di Italia Solidale e frutto della grande esperienza di Padre Angelo Benolli, ha portato miracoli di vita a livello mondiale.

Uno scambio intenso e vero di vita che sta portando rinascita nella vita di Faith, di Alfred, dei loro figli, della donatrice italiana e dei suoi figli e che oggi si espande al nuovo donatore che hanno trovato in Kenya ed alla famiglia sudamericana collegata.

Una immensità di vita a cui tutti siamo chiamati a partecipare per arrivare a vivere e far vivere. Viva la vita!!!

Davide De Maria, volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale

 

Testimonianza di Mercedes

Vi ringrazio molto per questo tempo che dedicherete a leggere la mia piccola testimonianza. Sono una persona che per molto tempo è rimasta vincolata e contornata dalla struttura di Chiesa e lo dico senza nessuna intenzione di offendere o giudicare qualunque forma di religione. Però era tanta la mia necessità di conoscere Dio che ero sempre presente alla Messa, leggevo la Bibbia ogni giorno, partecipavo ai gruppi dei giovani, ero sempre coinvolta in iniziative di solidarietà e questo mi dava la forza e la speranza per andare avanti di fronte al disastro che vivevo in famiglia dove mio padre era alcolizzato e mia madre veniva costantemente picchiata ed era spesso in preda a crisi di nervi.

A causa di tutto questo, mentre il tempo passava, mi rendevo conto che tutto questo non mi aiutava veramente serviva ad aiutarmi. Al contrario mi sentivo sempre più rigettata dalla gente e dentro di me c’era un vuoto devastante che annichiliva la mia anima. In fondo avevo bisogno solo di essere ben voluta per come ero, ed essere ascoltata anche per un solo istante. Mi sono aggrappata a Dio senza in realtà conoscerlo solo perché spesso lo sognavo.

Con il passare del tempo, dentro la mia famiglia, sono successe cose tristi, dolorose e molte anche traumatiche che mi hanno tolto speranza e fede. Sentivo che Dio mi aveva defraudato di tutto. Mi sono arrabbiata con la vita e a partire da quel momento la mia anima, il mio corpo e anche la mia mente hanno cominciato ad ammalarsi più di quanto già non lo fossero.

Ho incominciato ad “allontanarmi” da Dio, non andavo più a Messa, non frequentavo più la Chiesa e neanche pregavo più. Davo a Dio la colpa di tutto: per aver avuto una famiglia così, per essere diventata una giovane ragazza madre di due bambini e per aver vissuto in un ambito familiare in cui la violenza era la unica parola all’ordine di ogni giorno.

Però, siccome Dio non si era mai allontanato da me nonostante tutto il negativo che io sentivo e vivevo, un giorno mi ha preso letteralmente per mano portandomi a conoscere due persone speciali, Julia e Roberto, che mi hanno parlato del movimento di Italia Solidale. Mi hanno testimoniato che si trattava di una cultura che si basa sull’Amore di Dio, sul ritrovare il rapporto con sé stessi, con Lui e con gli altri e ricevere da tutto questo un gran sostegno spirituale. Mi sono avvicinata alla cosa, non lo nego, per curiosità, perché qualcosa dentro di me mi chiedeva di andare.

Da quel momento cominciando ad approfondire il libro “Dieci punti di sviluppo di vita e missione” di Padre Angelo Benolli e il mio mondo ha cominciato subito a cambiare e la prima cosa che ho colto era che non bisogna cercare Dio chissà dove perché Lui è presente ovunque. Nell’immensità dei cieli come nel più piccolo fiore.

Ho iniziato subito ad impegnarmi e a dare tempo ed energie a questa meravigliosa missione formando comunità e sostenendo diverse persone che soffrono nello spirito del corpo, come me, ciascuno con i propri condizionamenti. Con la visita dei due missionari, Stefania e Corrado, mi sono sentita rafforzata nello spirito specie ascoltando la loro testimonianza. In seguito vedendo il video della Creazione del Bambino, che per i primi 30 giorni dopo il concepimento non ha nessun vincolo con la madre ma rimane solo con Dio, ho colto che senza rendermene conto, al di là di ogni sofferenza familiare, i miei figli erano stati creati solo dall’Amore di Dio e che per questo sono una meravigliosa benedizione.

Vedendo poi il secondo video, quello sul virus, ho colto che è nelle cellule nervose dove comincia a manifestarsi l’azione diabolica del diavolo ed è proprio li che il bambino comincia ad allontanarsi da Dio e dall’Amore e a registrare tutta la sua sofferenza e così il corpo si ammala, la mente soffre e il condizionamento si manifesta come virus. N questo mi sono vista io, con tutte le sofferenze e le mancanze di amore ancora profondamente registrate sui miei nervi fin dal momento in cui dopo i miei primi 30 giorni dal concepimento mi ero allontanata dal mio Creatore.

Grazie Padre Angelo perché oggi, grazie a Dio e a Lei, posso dire che Mercedes, una donna di 29 anni di nazionalità paraguaiana, si è lasciata dietro le tristezze, i dolori, le arrabbiature e la mia anima sta riprendendo sempre più colore perché sa che è Dio che guarisce, consola, protegge, rafforza e guida verso la piena felicità.

Tutto quello che sono e che ho è grazie all’ ”AMORE” di Dio e a questa grande missione che mi guida nel cammino di tornare a incontrarmi con la mia bambina interiore che è pura perché creata solo dall’Amore.

Mercedes Miranda, volontaria della missione di Santa Rosa Solidale, Paraguay