Approfondimenti : Il Viaggio del Papa in Kenya
30-11-2015
"Il Viaggio del Papa in Kenya"
Una cultura di vita per sostenere ogni persona ad essere libera in Dio e per la carità in Kenya e nel mondo,
ed essere in comunione e sostenere la missione del Papa 


L’Africa è in festa per la prima storica visita di Papa Francesco che in questi giorni è in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana. È un viaggio speciale ed atteso da molto tempo ma che avviene nel momento più caldo della “terza guerra mondiale che si combatte a pezzi” più volte citata dallo stesso Papa. 
L’attuale situazione internazionale rende il viaggio pastorale in Africa ancora più significativo non solo per il continente africano ma per tutto il pianeta. La grandiosità di questo viaggio è soprattutto nella testimonianza del Papa che, nonostante l’invito giunto da più parti, di annullare o rinviare il viaggio per motivi di sicurezza ha comunque deciso di partire. Ancora una volta Papa Francesco ci dona la sua grande testimonianza di fede ed il suo grande amore per i più poveri, per i più semplici, per i più sofferenti. Non fa prevalere il negativo, la paura, la tensione o i “timori umani” ma resta saldo in Dio e sempre aperto alla Carità verso i fratelli. Un grande esempio per tutti noi! 
La decisione di partire, nonostante i rischi, è già una vittoria contro tutti i terrorismi che sempre vogliono impedire la vita, la libertà, la gioia, l’amore.
La visita del Papa tocca tre paesi che conosco profondamente e che sono impressi nel mio cuore perché ho avuto la gioia di visitarli più volte e di incontrare migliaia di bambini, di famiglie, di comunità che, grazie alla cultura di vita e missione alla base di Italia Solidale – Mondo Solidale hanno ritrovato se stessi, Dio e sane relazioni in famiglia e con tutte le persone vicine e lontane. 
La prima tappa del viaggio è il Kenya. Un paese meraviglioso in cui si tocca e si respira il sigillo di Dio che per Creazione è in ogni persona. Gli occhi dei bambini sono pieni di vita e amore; le donne hanno una forza ricca di Dio e la bellezza della loro anima ti lascia senza parole; gli uomini sono una potenza della natura. Il Kenya ha una cultura millenaria e straordinariamente ricca. Nel paese sono presenti delle tribù meravigliose come i masai, i turkana, gli akamba, i kikuyo, i pokot, i kalenijn e molte altre. Il territorio è in buona parte fertilissimo e ricchissimo. In Kenya così come in ogni parte del Mondo, ogni persona è creata viva, vera, indipendente. È creata per amare ed essere amata e per vivere nella piena sussistenza. 
Nello stesso tempo nel paese si vivono innumerevoli sofferenze. Il valore immenso di ogni persona non è stato colto e rispettato e le tradizioni, il clan, le organizzazioni, le strutture si sono messe al posto di Dio e della persona creando tantissima dipendenza, passività, riduzioni che sempre provocano tanta morte e disperazione. Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, solo nel 2013 sono morti nel paese più di 120.000 bambini. Le donne sono considerate “culturalmente” inferiori agli uomini e vengono spesso selvaggiamente picchiate e sessualmente abusate. Molti uomini sono dipendenti dall' alcool e di conseguenza in molte famiglie c’è tanta violenza e sofferenza. Ci sono continue lotte tribali (secondo l’ONU solo negli ultimi due anni per tribalismo ci sono stati almeno 700 morti). L’economia è fortemente nelle mani delle multinazionali (anglosassoni e recentemente anche cinesi). Milioni di persone lasciano i villaggi per cercare fortuna a Nairobi ma si ritrova a vivere nel degrado delle baraccopoli. La politica spesso è corrotta e tribale. Negli ultimi anni è esploso con veemenza anche il dramma del terrorismo islamico con oltre 100 attacchi terroristici in tre anni.
In Kenya si percepisce una grande e profonda divisione tra la ricchezza immensa dei bambini, degli uomini, delle donne, delle loro culture, delle loro risorse e quello che poi realmente si vive e si sperimenta. Una divisione profonda che inficia le grandi potenzialità di questo straordinario paese africano e della sua meravigliosa popolazione.


Davanti a questa terribile realtà si è cercato in molti modi di intervenire. Il Kenya è uno dei paesi africani più aiutati dalle ONG laiche e religiose e da organizzazioni politiche nazionali e internazionali, etc. Ma la situazione non è cambiata e la gente continua a soffrire. Lo dimostrano anche i tristi dati dele Nazioni Unite che affermano che in Kenya nel 2013 nonostante i tanti aiuti sono morti più bambini rispetto al 1990. 

Questo dimostra che non basta la buona volontà, l’impegno, la dedicazione per risolvere nella completezza dei problemi così diabolici e che per non fare morire i bambini non bastano i soldi o gli aiuti materiali ma c’è bisogno di molto di più. Questa è una realtà vera in Kenya ma purtroppo è comune in tutto il Mondo. 
Padre Angelo Benolli, presidente e fondatore di “Italia Solidale - Mondo Solidale” nei suoi 56 anni di impegno come missionario, sacerdote, antropologo e scienziato, di fronte a questa terribile mortificazione della Creazione di Dio ha cercato una soluzione completa e valida per ogni persona in ogni continente e per ogni tempo. 
Nella sua grande esperienza, ha visto che in ogni persona c’è la meraviglia del Sigillo di Dio che è più forte di ogni male. Nello stesso tempo ha visto che sempre si incontra il contrario rispetto alla propria dignità e tutti siamo profondamente feriti nella fede, nel carattere, nella sessualità, nei nervi, nel corpo e nella mente. Ha colto che queste sofferenze non sono frutto di una colpa cosciente, ma sono il prodotto di secoli di cultura di morte che si trasmettono nelle generazioni e cadono addosso ad ogni bambino. Tutti questi inganni sono inconsci e non vedendoli e non risolvendoli si registrano nelle nostre cellule e senza volerlo ci identifichiamo con essi ripetendo il male. Ha constatato l’importanza, davanti a questa realtà, di collegare la scienza alla fede e la fede alla vita ed è arrivato ad esprimere una completa antropologia con novità epocali. Questa proposta è racchiusa nei suoi 10 libri e nei suoi documenti, tradotti in 35 lingue, che v’invitiamo a leggere. 
Moltissime persone sono uscite dagli inganni personali, relazionali e culturali, ritrovando la propria identità, la propria spiritualità per poter ben amare e ben lavorare fino ad essere sussistenti e solidali. Con questa base si sono formati i 110 volontari di “Italia Solidale”, che oggi seguono ciascuno 600 famiglie in Italia e 600 famiglie nelle missioni del Sud del mondo. Tutta questa esperienza è oggi una realtà planetaria e siamo presenti con 125 missioni in Africa, India, Sud America ed in tutte le regioni di Italia. 
In Kenya siamo presenti in 19 diverse missioni e collaboriamo con più di 3.500 famiglie che stanno facendo una grande esperienza di rinascita personale e missionaria. Le famiglie coinvolte con noi fanno un profondo cammino per ritrovare l’ordine della propria vita, per ascoltare in silenzio la voce della propria anima, per avere luce sulla meraviglia che sono e sulle profonde difficoltà inconsce che vivono, per avere così vera fede e vera carità verso se stessi e verso tutti i fratelli. Cinque famiglie si incontrano settimanalmente in piccole comunità, leggono i libri di Padre Angelo, si sostengono e si aiutano nello spirito e nella pratica. Ogni famiglia è collegata ad un generoso volontario donatore attraverso l’adozione a distanza. Le famiglie ricevono direttamente i contributi dei donatori nel proprio conto di comunità, usano i soldi per delle attività creative che generano reddito ed ogni anno restituiscono quello che hanno ricevuto a se stessi nei propri conti di comunità e si arriva così ad una vera sussistenza. Dieci comunità formano poi una zona che si incontra mensilmente per approfondire ma anche per avere uno scambio commerciale per essere liberi dalle multinazionali e dalle schiavitù economiche. Le famiglie che hanno ricevuto tutta questa immensità di vita e poi hanno deciso egli stessi di diventare donatori per salvare altri bambini e famiglie ed in questi giorni stanno facendo un altro grande passaggio nel testimoniare tutti questi contenuti a persone degne e di cuore a loro vicine facendogli fare l’adozione a distanza e salvando sempre più bambini. 
Ad esempio proprio in questi giorni Patrick un degno missionario laico del Kenya mi scriveva: “sono veramente felice che Papa Francesco viene a visitare la nostra terra. È una grande grazia per il nostro paese. Ricordo ancora la visita di Giovanni Paolo II nel 1980. All’epoca ero un ragazzo, ma quando ho sentito che il Papa veniva da noi ho subito sentito il desiderio profondo di andarlo ad incontrare. Ho fatto più di 300km a piedi. Ho camminato per 5 giorni e 5 notti. Camminavo e cantavo e durante il tragitto si sono uniti a me altri bambini, donne e uomini. Siamo andati tutti a Nairobi a vedere il Papa perché tutti sentivamo il bisogno profondo di stare con Dio. Ma io vivevo un vero e proprio inferno. Sono stato concepito ma mio padre è andato via quando ha saputo che mia madre aspettava un bambino. Mia madre è stata ripudiata e giudicata da tutto il Clan. Era disperata e mi ha sempre inconsciamente considerato la causa del suo male. Sono stato trattato malissimo. Ad un certo punto mio padre è ritornato ma era dipendente da alcool e picchiava selvaggiamente sia mia madre che me. Sono andato dal Papa pensando che qualcosa potesse cambiare ma in realtà tutto continuava come prima. Tutto questo male inconsciamente si è registrato dentro di me. Sono cresciuto ma non sono mai riuscito ad esprimermi. Volevo amare ma non ne ero capace. Stavo malissimo. Mi sono sposato ed ho avuto dei figli. Purtroppo inconsciamente ripetevo con loro quello che avevo sperimentato nella mia infanzia e che non avevo né visto né risolto. Ad un certo punto sono stato coinvolto nella missione di Italia Solidale ed ho letto “uscire da ogni inganno” uno dei libri scritti da Padre Angelo. In quel libro ho colto la causa profonda di tutti i miei mali e con Dio ho cominciato a vederli ed a risolverli nella completezza e nella carità. Oggi la mia vita è diversa. Con mia moglie ho una bellissima relazione e non come mio padre con mia madre o come la maggior parte degli uomini in Kenya. Con i miei figli c’è una bellissima relazione ed anche questa è una grande novità per me e per le persone intorno a me. Oggi tutto questo è una testimonianza di vita e di missione che sta toccando l’anima di tantissime altre famiglie. Dopo aver visto Giovanni Paolo II oggi ho la gioia di vedere nuovamente un Papa ma grazie a Italia Solidale questa volta ho la felicità perché non vado a Nairobi solo per ricevere ma con la consapevolezza che posso dare il mio contributo a Papa Francesco per sostenerlo insieme a tutte le famiglie di Kenya Solidale e di Mondo Solidale nella grande missione che sta svolgendo per la Chiesa nel nostro tempo. Grazie Dio. Grazie Papa Francesco. Grazie Padre Angelo.” 
Tutte le famiglie che collaborano con noi in Kenya, così come Patrick, sono straordinariamente felici della visita di Papa Francesco perché si sentono in comunione con lui e testimoni della Chiesa che il Papa desidera per il Mondo di oggi. Non strutture o organizzazione ma testimonianza viva del Vangelo per vedere e risolvere, come Cristo, tutti i mali interni ed esterni ed essere finalmente liberi come Dio ci ha creati per essere missionari per il Mondo intero in una vera esperienza di Eucarestia e Carità.


 

Davide De Maria per i Volontari di “Italia Solidale – Mondo Solidale”