Generale : Dall'Africa, India e Sudamerica per aiutare noi italiani a vivere e far vivere
15-04-2018

Dall'Africa, India e Sudamerica per aiutare noi italiani a vivere e far vivere  

 

Con i libri di P. Angelo, la testimonianza mia e di altre persone, tantissime altre famiglie si sono avvicinate ed hanno superato tanti condizionamenti, morti e violenze dentro di sé e nelle loro famiglie

Con molta gioia, saluto te P. Angelo e tutti voi volontari di Italia Solidale. Ringrazio il Signore per le nostre vite e il Suo sigillo in tutti noi. Sono così grato per la possibilità di aver trovato la mia salvezza e la mia resurrezione di vita dal momento in cui ho incontrato Italia Solidale, attraverso il mio impegno nel tradurre i tuoi documenti e i tuoi libri P. Angelo.

Avevo molta sofferenza nella mia vita ma nessuno poteva vedere e capire cosa stavo attraversando, ho sempre sentito il bisogno di avere delle relazioni libere con gli altri, ma non riuscivo a farlo. Quindi sono sempre rimasto isolato, "umile" secondo la società, che non ha mai capito che era proprio questa la mia sofferenza e quindi non ero in grado di comprendere le radici del mio silenzio, del mio isolamento, della mia mancanza di libera espressione. Personalmente non mi rendevo conto perché spesso non riuscivo ad esprimermi e dunque sono rimasto per tanto tempo isolato da me stesso e dagli altri. Desideravo sempre l'amore, ma non potevo raggiungerlo. Dio ha sentito e dato una risposta alla mia sofferenza attraverso l'incontro con i libri e i documenti di p. Angelo perché è lì che mi sono reso conto di quanta mancanza d’amore avevo avuto nella mia storia, ed in particolare di quanta violenza avevo ricevuto da parte di mia zia materna con la quale sono cresciuto, che aveva fortemente soffocato le mie energie personali.

Sono cresciuto con questa zia dopo che mia madre mi aveva abbandonato quando avevo 2 anni. Mia madre infatti era rimasta incinta quando aveva solo 17 anni perché era scappata da casa a causa della violenza che era così intensa nella sua famiglia. Questo succedeva perché sua madre aveva lasciato il padre quando aveva solo 2 mesi per la troppa violenza che lui le infliggeva, picchiandola continuamente. Così lei, bambina, è rimasta solo col padre che aveva già una moglie. Questa matrigna era violenta al punto che mia madre, appena ha potuto, così giovane, è scappata con un uomo, che era mio padre. Lui l’ha ingannata dicendogli che non era sposato, ma lui era poligamo ed aveva già tre mogli, lei era la quarta. Nonostante lui fosse un uomo ricco, non era in grado di prendersi cura né di mia madre né di me. Mia madre ha trovato una stanzetta in affitto in qualche posto e lui, dopo che sono nato, non è mai venuto a trovarmi. Era fisicamente e spiritualmente assente nella mia vita, così come tu P. Angelo hai visto essere il problema profondo dell’Africa e così come metti in evidenza nella tua lettera al popolo africano.

Quando ho compiuto 2 anni, mia madre ha deciso di sposarsi con un altro uomo che, immediatamente, come tanti uomini africani che non vedono il valore, le energie e la presenza di Dio in ogni bambino, le ha chiesto di lasciarmi con qualcuno altro. Ecco che lei mi ha portato da sua sorella, un fatto che mia madre nega dicendo che sua sorella mi amava più di lei, ed è per questo che mi ha abbandonato lì. Credo che questo l'abbia fatto inconsciamente, ripetendo la stessa mancanza d'amore che sua madre le aveva trasmesso quando l'aveva abbandonata che lei aveva solo 2 mesi e l’ha rivista di nuovo solo quando stava per sposarsi con il suo secondo marito!

In questa situazione, io ho incontrato molte sofferenze. Nella famiglia di mia zia, non mi permettevano nemmeno di giocare con altri bambini del vicinato. A casa ero l'unico bambino della mia età, gli altri erano ormai grandi. La regola era che non potevo mai uscire di casa, se non per andare a prendere l'acqua o andare a scuola o in chiesa. Questo mi ha reso un bambino cosiddetto "umile" e ben disciplinato secondo la società, addirittura lodato perché non ero “testardo” e vivace come gli altri bambini nel nostro villaggio. Ma io stavo veramente soffrendo dentro di me: volevo giocare, avevo bisogno di relazioni, ma ho incontrato tutto l'opposto. Quindi, ogni volta che potevo andare a scuola, mi sentivo sollevato perché almeno potevo giocare, ma avevo ancora un blocco che mi limitava a esprimermi liberamente con gli altri. Temevo terribilmente mia zia! Temevo le sue botte ed il suo carattere sempre incandescente e pronto ad attaccare. 

Vivevo un grande contrasto riguardo alla Madonna, ma non potevo condividere liberamente questo contrasto con mia zia. Ero anche molto turbato dal fatto che mia madre mi visitava solo una volta ogni 3-4 mesi, allora quando sono cresciuto, ho iniziato a farle io visita durante le vacanze scolastiche. Avevo l’illusione di avere una relazione almeno con lei più che con mio padre, che era solito venire a casa di mia zia una volta all'anno, e ogni volta passava tutto il tempo con mia zia e gli anziani a bere alcol, ubriacarsi e chiacchierare, senza mai relazionarsi con me. Siccome il marito di mia zia l’aveva convinta ad entrare in una setta religiosa che nega l’importanza della Madonna, lei ha sempre cercato di farmi aderire a questa religione, ma io ho sempre rifiutato. Ho visto che in questo Dio è sempre stato con me: ho chiesto al nostro catechista che ci insegnava la religione perché abbiamo bisogno di relazionarci con la Vergine Maria, ma lui mi ha solo detto che era la madre di Cristo e quindi abbiamo bisogno di adorarla. Questa risposta non mi soddisfaceva e questo contrasto è continuato in me per tanto tempo: non potevo chiedere liberamente a mia zia perché mi picchiava anche solo se facevo un errore nel seguire l'ordine delle preghiere, e mi passava la preghiera come una serie di doveri ma senza alcuna espressione personale né relazione con Dio come Padre.

Ecco perché sono proprio testimone del fatto che ho incontrato la vera spiritualità solo quando ho incontrato i documenti e i libri di P. Angelo Benolli. Quando ho letto per la prima volta una delle riviste di Italia Solidale che si mandavano a Natale ed ho letto il libro “Dieci Punti di Sviluppo di Vita e Missione”, ho sentito così profondamente toccare proprio il contrasto che avevo sempre vissuto. È stata la prima volta che mi sentivo di dare e di ricevere molto di più perché ho subito voluto tradurlo per le famiglie, nessuno me lo ha chiesto, l’ho fatto per conto mio. Ho sentito così tanto l'immacolatezza, la grazia, la vera sessualità, la completezza della Madonna, l'unica vera madre che non mi ha mai abbandonato né mi abbandonerà mai, ed aspetta il mio ritorno a Lei, sento in Lei il mio modello, la mia Eucaristia. Ho capito il valore e la grandezza di me in me e ho iniziato ad approfondire la mia storia. In seguito, il “Carisma da Vivere e Proporre” e il DVD della creazione mi hanno aiutato a capire quanto sono grande e prezioso, ma anche come il diavolo si è intrufolato per distruggere questa grandezza in me.

Quando mia madre [come molti genitori africani] era convinta che a causa della mia “tranquillità”, del mio essere silenzioso non potevo essere in grado di avere una relazione con nessuna ragazza, ha deciso di combinare il mio matrimonio mettendosi d’accordo con diverse ragazze affinché accettassero di sposarsi con me. Queste ragazze, per la confusione e la dipendenza dal clan, erano anche disposte a sposarsi con me senza nemmeno conoscermi e senza che nessuno lo sapesse, nemmeno io! Potete immaginare quante relazioni di non amore ci siano qui tra noi, perché così tanti giovani stanno cadendo in questo tipo di relazioni ingannevoli! Dal lato delle ragazze, questi matrimoni combinati si accettano per l’interesse della dote e nessuno si cura della persona, dell'amore e della maturità della relazione! Ma dato che ormai avevo una certa luce sul valore della persona, ho rifiutato le proposte di mia madre. Lei per reazione mi ha rigettato perché sentiva che così non la amavo, ha iniziato a lamentarsi di me pubblicamente, a deridermi davanti a tutti, facendomi apparire come un vecchio senza una moglie, anche se avevo solo 25 anni! Ma, grazie alla luce e la relazione che ricevevo dai libri di P. Angelo, mi sono mantenuto, non ascoltavo i loro giudizi e quando è venuto il momento giusto per me mi sono sposato con una bellissima donna che ho scelto io, di cui ero innamorato e anche lei era innamorata di me.

Nonostante la bella relazione che abbiamo da ormai 3 anni e che ci ha dato già 2 meravigliosi bambini, ancora scopriamo delle immaturità nella nostra relazione che non abbiamo visto e quindi non abbiamo risolto. Mia moglie è cresciuta in una famiglia con un padre violento ed ubriacone e una madre completamente sottomessa. Tutto questo l’ha molto colpita: nel loro clan, insegnano alle ragazze che si stanno per sposare di essere completamente sottomesse ai loro mariti e di non andare mai contro a nessuna decisione del marito. Ma la Grazia è stata che i suoi genitori, in passato, prima di trasferirsi lontano, avevano partecipato ad una delle comunità di Italia Solidale: erano così riusciti a fare alcuni passaggi di vita: il padre non era più violento e ubriacone, anche se questo non era abbastanza per vedere e risolvere i loro condizionamenti culturali e personali. Infatti, mia suocera non era in grado di superare completamente la schiavitù della dipendenza da suo marito e inconsciamente mia moglie registrava molto di questo. Nonostante il suo tentativo di relazionarsi con me come una vera donna, si è trovata sottomessa a me in molte situazioni e a volte non ero in grado di essere un uomo forte per lei. Volevamo mantenere questo rapporto "caldo" di non violenza fisica, ma di fatto stavamo soffocando l'identità di entrambi. Ma il libro Uscire da Ogni Inganno e i membri della mia piccola comunità mi hanno davvero aiutato a vedere questo male.

Così ho iniziato a cambiare e a condividere con mia moglie. Le facevo vedere come ci illudevamo di sentirci bene l'uno con l'altra in questo tipo di relazione "calda", ma nella realtà non eravamo in un vero rapporto d'amore in cui c’è l’indipendenza di ciascuna persona. Mia moglie non era in grado di capirlo. Mi sono mantenuto anche quando si lamentava che non la amavo più, davvero non era più felice con me. Era arrabbiata anche quando sono andato in missione nel nord dell’Uganda in questo recente viaggio missionario con gli altri volontari di Italia Solidale. Io condividevo con molta forza con lei perché sentivo che non potevo rinunciare ad andare, ma proprio lei non riusciva a capire ed a sentire l'importanza del mio andare lì. Il mio andare le faceva proprio male perché era convinta che io li stavo lasciando per fare il missionario. Sono partito in missione sereno dentro di me che stavo facendo la cosa giusta, ma con questa dinamica di scontro con lei.

Una sera, mentre ero nella missione di Nyadri Solidale, mia moglie mi ha chiamato (questo mi ha davvero sorpreso!) per dirmi che aveva colto quanto io l'amavo, come non avesse capito prima, ma come poi lei ha colto che io avevo proprio bisogno che lei fosse indipendente e forte. Nell'incontro della piccola comunità, avevano infatti appena letto il capitolo sull'incesto ed è rimasta veramente toccata. Si è aperta ed ha testimoniato questa situazione ai membri della comunità, ammettendo come senza rendersene conto, era diventata incestuosa e stava distruggendo le energie dentro di lei, le mie e quelle dei nostri bambini. Ora è addirittura felice che io venga in Italia per 2 mesi per testimoniare agli italiani lo sviluppo della vita e della missione.

Con i libri di P. Angelo, la testimonianza mia e di altre persone, tantissime altre famiglie si sono avvicinate ed hanno superato tanti condizionamenti, morti e violenze dentro di sé e nelle loro famiglie. Oggi siamo 3 missioni, con 40 comunità ciascuna e con tante nuove comunità che stanno nascendo. 

Che Dio permetta a me e a tutti noi di vedere e risolvere tutti i condizionamenti inconsci e consci che ci impediscono di raggiungere la vera libertà, amore e carità, il carisma vissuto momento per momento e tutti i gemellaggi. Ogni volta che leggo i libri di p. Angelo, in particolare Uscire da Ogni Inganno su cui noi tutti di Uganda Solidale ci stiamo concentrando leggendo un capitolo al giorno per tutto il periodo della quaresima, ogni volta che sento testimonianze di resurrezione (come è successo con la gente delle missioni di Mubende, Nyadri e Pajule Solidale], si rinnova in me in modo molto forte la strada per raggiungere la resurrezione totale. Buona Pasqua.

Bukeedo Bazil (Mubende Solidale - Uganda)

 

Tutte le identificazioni negative per mancanza di relazione, amore, espressione personale e per le dipendenze erano registrate sui miei nervi e inconsciamente ho ripetuto tutto con i miei figli

Caro Padre Angelo, desidero davvero ringraziare il Signore per questo profondo Carisma e per aver la grazia di partecipare in questa cultura unica. In modo speciale, voglio ringraziare te, padre Angelo, per mantenere te stesso sempre con Dio, per essere testimone dello Spirito Santo e per proporre continuamente il Carisma al mondo intero attraverso persone laiche semplici e degne che, per secoli e secoli non hanno mai avuto la possibilità di esprimere le proprie energie vocazionali. Questo oggi è possibile attraverso lo scambio semplice ma vero che tu e i volontari di Italia Solidale insieme a noi continuate ad avere.

Quando ho intrapreso il cammino in questa cultura, ho visto la grandezza della Creazione di Dio in me ed il valore come persona, ma allo stesso tempo ho immediatamente visto il fatto che dopo i primi trenta giorni con Dio sono entrato in contatto con mia madre. Così, la mia vita è diventata l’opposto rispetto a come l’aveva creata Dio. Inconsciamente, non ho potuto rendermi conto di tutto questo finché non ho intrapreso questo cammino. Ho incontrato questa cultura nel 2013 traducendo le lettere per mio zio, che le mandava a un donatore italiano che aveva da noi un’adozione a distanza. Per me è stato un grande momento, perché era un periodo in cui stavo soffrendo molto. Pregavo, ma non cambiava nulla nella mia vita. Quando ho letto di cosa si trattava, subito ho chiesto a mio zio come potevo partecipare, perché nella lettera c’era scritto che questa cultura lo stava aiutando con la sua famiglia a ritrovare l’Amore e la relazione. Così lui mi ha dato alcuni documenti da leggere (il Carisma da vivere e proporre, Il Nuovo Sapere e il Nuovo Potere e altri) e ho iniziato a partecipare ai loro incontri di comunità insieme ad altre famiglie, rimanendo in contatto con Marco Casuccio. 

Anche io avevo sofferto per la mancanza di relazioni, per la mancanza d’amore, per la mancanza di libertà, per una grande dipendenza dai genitori, dalla cultura e dal clan. Mia madre era la terza moglie di mio padre e questo mi ha molto colpito perché ogni volta vedevo come mio padre veniva, stava con lei un tempo breve e poi ci abbandonava. Di conseguenza, anche mia madre inconsciamente non ha mai rispettato me né come persona, né come bambino perché continuamente mi abbandonava e mi lasciava con altre persone. Crescendo, mi sono adattato a queste situazioni, credevo fossero normali, ma sentivo anche che non erano vere. Anche a scuola, incontravo amici e insegnanti che non rispettavano mai la mia dignità come persona perché erano sempre sulle regole e sulle leggi che non ci permettevano di esprimerci e di conseguenza, rimanevo chiuso, senza mai esprimere me stesso. Tutte queste identificazioni negative per mancanza di relazione, amore, espressione personale e per le dipendenze erano tutte registrate nei miei nervi e inconsciamente ho ripetuto tutto questo sui miei figli.

Per grazia, quando ho iniziato a impegnarmi nella lettura dei vari libri e documenti di padre Angelo, in particolare “Il Carisma da vivere e proporre”, ho compreso meglio che tutti questi condizionamenti erano registrati nei miei nervi e ho capito come tutto questo mi impediva di vivere una vita coerente con la Creazione di Dio in me, ho compreso che in me c’è l’Io potenziale e il Sigillo di Dio, sempre disturbato dall’Io reale e ho sentito di avere davvero forze uniche e irripetibili. Ho avuto la grazia di vedere tutte queste sofferenze, e come dici tu Padre Angelo, per risolvere è necessario un coerente impegno personale e attraverso questo movimento ho iniziato a fare passaggi concreti e a prendere posizioni nella mia vita e per la vita dei bambini. 

Viste tutte le falsità in me e nelle relazioni con le ragazze, mentre ero a scuola, ne avevo messo incinta una. Grazie a Dio, con questa cultura, oggi questa ragazza è con me ed è mia moglie. I miei genitori non hanno mai voluto che ci sposassimo, non potevano accettare che io potessi scegliere una moglie senza dipendere dal clan. Ma quando ho incontrato questa cultura ho visto che, inconsciamente, i miei genitori volevano che ripetessi anche io la poligamia. Con la luce, sono rimasto solo con me stesso e con Dio, senza dipendere da loro, e ringrazio padre Angelo per questo.

Con la luce ricevuta da questa Cultura e continuando il mio cammino, ho anche avuto la possibilità di far fuori i miei condizionamenti della mancanza di espressione personale. Mia madre era sempre molto violenta con me; ogni volta che tentavo di scambiare con lei, mi picchiava e non mi permetteva di dire nemmeno una parola e se parlavo, mi picchiava ancora di più. Per questo, mi chiudevo, mi isolavo e andavo sempre a nascondermi sulle rive del Nilo, per la paura di essere picchiato ancora e là mi sentivo al sicuro. Mi avevano dato il nome, Shida, che in Kiswahili significa “Sofferente”.Con l’esperienza del Carisma, ho avuto la possibilità di uscire da questo isolamento, di condividere i miei problemi con gli altri membri della comunità e di testimoniare alle altre persone intorno a me. Grazie a questo, mi sento guarire molto dalla paura e dal giudizio. Mi giudicavo molto, credendo che fosse sbagliata ogni cosa che dicevo; anche parlare in pubblico per me era impossibile prima di conoscere la di Italia Solidale, ma ringrazio il Signore per le meraviglie che Lui ha fatto per me attraverso questa nuova cultura di vita. Con la forza nello Spirito, ho la possibilità di spezzare i muri e di esprimere liberamente il mio Io potenziale nella sua pienezza, come il fiume che raggiunge il mare. 

Attraverso la cultura e rimanendo in comunione con le persone degne, continuo a guarire dalla mancanza di vere relazioni che ho sperimentato. La novità del punto delle persone degne, qui a Pakwach, sta aiutando moltissimo il mio inconscio; infatti, ogni settimana ci incontriamo per sostenerci e questo mi aiuta a uscire dalla chiusura che avevo sperimentato in famiglia, con gli amici, nella scuola e così posso veramente superare le dipendenze della cultura e del clan.Ti ringrazio, Padre Angelo, perché attraverso i libri, in particolare “Uscire da ogni inganno”, sono stato molto sostenuto su cosa realmente significa essere innamorati e amare. Inconsciamente, credevo di amare mia moglie, ma non era vero perché il tipo di relazione che avevo con lei era falso e non c’era nessuno scambio di rispetto nelle nostre energie personali e non c’era nessuna esperienza di vita. Ma con il mio impegno personale in questa cultura, mi sono nutrito davvero, ho risolto i miei condizionamenti e questo mi ha molto aiutato a innamorarmi e amare: solo due persone che sono capaci di amare possono formare una famiglia e relazionarsi con i bambini, quando rispettano le proprie energie personali.

Così, sono rimasto con una sola moglie e insieme, in famiglia, ci impegniamo ad essere sposati prima con Dio e poi con gli uomini. Siamo stati così felici che abbiamo voluto sposarci in chiesa (cosa non comune nella cultura locale, ndr) e mantenerci come Marito e Moglie, sposati con Dio, anche se entrambi veniamo da famiglie poligame. Visti i contenuti che abbiamo ricevuto da questa cultura, abbiamo sentito che non era possibile ripetere i vecchi inganni dei secoli e che dovevamo dare ai bambini la possibilità di fare esperienza di un pieno scambio e rispetto delle loro energie personali. Questo passaggio ci ha permesso di risolvere anche i condizionamenti che non ci permettevano di rispettare la nostra sessualità di veri maschi e vere femmine. Questa testimonianza personale sta aiutando molte famiglie, soprattutto i giovani, a mantenere loro stessi e a rispettare la loro sessualità. Anche trovare donatori locali mi ha aiutato molto a esprimere il mio Io potenziale, per toccare la mia vita e il mio inconscio. Mentre scrivo questa lettera, continuo ad avere la gioia e anche esprimere quest’esperienza mi fa sentire libero, gioioso, sempre felice e mi fa guarire.   

I passaggi sono possibili solo quando la persona rimane solo con Dio e nel silenzio. Nel 2016 ho colto alcune difficoltà nella mia missione a Pakwach perché molte famiglie erano statiche e non c’erano frutti nella missione. Provavo a muovermi, ma le famiglie non rispondevano e in particolare non arrivavano neanche a trovare i donatori locali e non mantenevano bene la relazioni con i donatori italiani attraverso le lettere. Sono rimasto umile, senza giudicare le famiglie, ma ho capito che io per primo dovevo essere testimone. Credo che Dio ha creato già le persone pronte per fare le adozioni a distanza, sta a noi raggiungerle, rimanendo prima di tutto con Dio. Così ho deciso di fare un ritiro di preghiera, solo, sul Monte Biko e fare 5 giorni di silenzio e meditazione, per aver ordine su di me, sulla mia famiglia e sulla realtà intorno a me, pregare, avere fede e luce per credere e vedere i diavoli inconsci e risolverli. Questa esperienza in cima alla montagna di silenzio, ordine, preghiera e carità, mi ha permesso di credere in me stesso e mantenere la mia relazione con Dio. Mentre scendevo dal monte e dicevo le mie ultime preghiere, ho incontrato alcuni giovani che mi hanno chiesto che tipo di preghiere facevo. Mi sono seduto con loro e ho testimoniato il Carisma leggendo alcuni documenti e collegando alla mia esperienza di vita personale come questa cultura mi ha aiutato e dopo anche loro hanno iniziato a chiedermi i documenti ed erano interessati a iniziare un cammino. Gli ho detto che potevano iniziare facendo un’adozione a distanza e mantenendo una relazione con una famiglia bisognosa in Colombia e immediatamente Dio mi ha benedetto, perché hanno accettato per fare un’adozione di gruppo e salvare un bambino in Colombia. Per me è stata una gioia immensa, ho sentito l’immediata risposta di Dio perché avevo creduto in Lui e in me, ho sentito che attraverso l’esperienza di questa cultura avevo salvato un bambino con la partecipazione di queste persone!

In questa esperienza di promuovere l’adozione, ho trovato me stesso ed espresso il mio Io Potenziale, e Dio mi ha benedetto e anche la missione ha raggiunto la completezza. Nella forte comunione con Davide e Silvia dopo la visita missionaria, Dio mi ha anche benedetto nella famiglia, mia moglie è rimasta incinta di un bambino e io credo che è stato per il mio movimento di forza. Anche per il sostegno di Davide e Silvia, ho voluto chiamare questo bambino Jesse De Maria, perché sia un missionario forte come suo fratello Davide. La situazione si è sbloccata in me e intorno a me, anche grazie alla comunione mantenuta con i volontari di Italia Solidale, e oggi tutte le comunità hanno trovato i donatori locali per 2016, 2017 e 2018. Da questa esperienza, si vede proprio la necessità che la persona si mantenga solo persona con Dio. Capisco davvero che il valore di ogni persona deve essere rispettato. Questo aiuta me a mantenere me stesso, intervenendo nella vita dei bambini. Qui in Africa, le persone pensano che quando un bambino è malato, è normale e allo stesso modo pensano che è normale che un bambino muoia. Ma questo non è vero e questa cultura mi ha aiuta a prendere sempre posizioni forti per questo. Prima di tutto, quando un bambino è malato è chiaro che questo viene dalla mancanza di rispetto delle energie personali e quando l’inconscio soffre, anche il corpo soffre ed è necessario intervenire immediatamente.

Ringrazio il Signore perché, mentre sono andato in missione in questi due mesi a Kabale Solidale e Gayaza Solidale, nel sud dell’Uganda, con Rita Ranucci, Paolo Fortunato e altri missionari locali ugandesi (Scovia, Patrick Gwoktho e altri), il mio bambino più piccolo di 5 mesi, Jesse De Maria, si è ammalato gravemente di malaria. Anche se ero fisicamente molto lontano, sono intervenuto e ho sostenuto mia moglie. Abbiamo visto che, per la mancanza di rispetto, il bambino si era depresso ed, essendo un bambino, non aveva le forze per far fronte a tutto questo male, non poteva fare nulla e soffriva tantissimo nello spirito e, quindi, nel corpo. Stava morendo. Mia moglie diceva che non avevamo i soldi per curarlo, ma ho deciso che il bambino doveva essere portato immediatamente in ospedale, senza nessun ritardo e senza considerare nessun fattore umano, come i soldi per le cure o per il trasporto: la priorità era la vita del bambino. Così, mentre ero ancora in missione, il bambino è stato curato, nella relazione ho preso accordi con il dottore per trovare un modo di pagare le cure e mio figlio, con le cure e con la partecipazione alla sua vita, è stato subito meglio. Abbiamo ricevuto il dono di una grande resurrezione. 

Come dici tu padre Angelo, è vero che la carità verso sé stessi e poi verso gli altri, salva. Ringrazio Dio per il tuo dono, padre Angelo, perché, attraverso di te, sento in me la gioia di poter riscoprire le mie energie personali e potermi mantenere sempre nell'ordine della creazione, nella liberta, nella verità, nell'Eucaristia e nella carità per me stesso e per ogni persona, perché non lasciamo più morire noi stessi e i bambini. Con il mio impegno personale e con la mia testimonianza, che non si può fermare, sto molto aiutando anche le altre famiglie di Pakwach Solidale, dove abbiamo 4 zone e 40 comunità e una nuova zona in formazione, ed in altre missioni di Uganda Solidale a fare i passaggi concreti nella loro vite. Molte donne depresse stanno cominciando a prendere posizione davanti ai loro mariti per uscire dalla dipendenza; molti uomini alcolizzati stanno rendendosi conto che non sono stati creati per vivere e così e che devono risolvere completamente; i bambini sofferenti sono sostenuti con grande luce e con veri interventi nello spirito e questo sta riducendo e fermando la morte dei bambini anche senza il bisogno di portarli in ospedale e tutta questa testimonianza viene portata al mondo attraverso le relazioni, le lettere e le adozioni a distanza. Questa è la gioia che abbiamo qui a Pakwach ed in tutta l'Africa. Continuo a pregare per te padre Angelo e per tutti i volontari di Italia Solidale, che il Signore continui a nutrirvi sempre di più nello Spirito per continuare a proporre questo Carisma che tanto ci aiuta a toccare l’inconscio. Grazie e che Dio ti benedica.

Robert Opar (Pakwach Solidale - Uganda)

 

Il bimbo mi gridò “Papà, se te ne vai non tornare!”. Ancora oggi ricordo quel momento, per me fu come una pugnalata

Nel 2014 lavoravo da 6 anni in una impresa come camionista. Venivo pagato molto bene. Per il mio lavoro, però, lasciavo la famiglia ogni lunedì per ritornare il sabato notte, molte volte tornavo a casa dopo due settimane. Mio figlio Juan Sebastian, a 5 anni e mezzo cominciò a manifestare sintomi gravi per la sua salute. Era sempre più magro, non mangiava più. Tornava dalla scuola con la merenda intatta. Con il passare dei mesi la situazione peggiorava e Juan Sebastian arrivò al primo grado di denutrizione. Abbiamo portato il bambino da vari medici che ci dicevano che la situazione era grave, di stare molto attenti perché il bimbo avrebbe potuto morire. Nessun medico capiva il perché di questa situazione, ne sapeva come risolverla perché il bambino non aveva nessuna malattia e non aveva nulla che gli impediva di mangiare. Da qualche tempo mia moglie Fernanda era entrata nella missione di “Villa Rica Solidale – Mondo Solidale” e mi aveva parlato dei libri di Padre Angelo Benolli. Io in realtà non avevo mai tempo di mettermi a leggere i libri, o almeno questa era la scusa. Però mia moglie non ha mai desistito e sempre, quando tornavo dal lavoro, anche se ero molto stanco e mi mettevo subito a letto, si metteva accanto a me e leggeva i libri di P. Angelo e qualcosa mi è entrato nell’inconscio, anche se stavo nel dormiveglia.

 Lo stato di Juan Sebastian si ripercuoteva su tutta la nostra vita. Mentre io lavoravo fino allo sfinimento per avere tutti i beni materiali di cui i miei figli avevano bisogno, anche Fernanda svolgeva dei lavori, anche perché le è sempre piaciuto svolgere attività a casa per essere indipendente e stare vicino ai figli. Però lo stato di nostro figlio mi faceva nascere molti dubbi su mia moglie e mi chiedevo il perché Juan Sebastian non mangiava. Forse Fernanda non cucinava bene o era assente? A che si dedicava veramente? Tutti questo negativo che veniva fuori mi faceva giudicare molto mia moglie anche se non volevo e potete immaginare come si sentiva lei mentre stava impegnandosi al massimo e stava facendo tutto il possibile per risolvere la situazione e la sofferenza era diventata non solo lo stato di Juan, ma anche gli scontri costanti tra me e mia moglie, arrivando a considerare seriamente l’ipotesi della separazione. 

 Nella mia vita ho sempre sentito la necessità del silenzio e del dialogo con Dio per poter cogliere i suoi segni. Ho sempre capito che, dovevo ritirarmi e stare con Lui per trovare le risposte. Per questo, ogni mattina alle 4, ho sempre riservato un mio tempo quotidiano per ascoltare quello che Dio voleva dirmi, così nel silenzio, percependo solo il battito del mio cuore in preghiera. Però, fino a quel momento, non era stato possibile ascoltare e comprendere da dove veniva il problema con mio figlio e come risolverlo. Solo ora vedo quanto è stato necessaria la luce sulla vita e sull’inconscio. Luce che trovai in modo molto chiaro nei libri di p. Angelo. Passavano i giorni e Juan Sebastian cominciò a chiedere con molta forza che io non andassi a lavorare, però io ero tanto cieco e condizionato che mettevo il lavoro prima della mia famiglia anche se pensavo che stavo facendo tutto per loro. Solo grazie alla meraviglia dei libri, che avevo ascoltato grazie a Fernanda che continuava ad insistere leggendomeli, consapevole dei cambiamenti che avevano prodotto in lei, cominciai a vedere che Juan Sebastian non era malato e neanche un “ribelle”. Anche Fernanda maturò questa coscienza insieme a me.

Una settimana dopo l’altra il bambino continuava ad insistere con la stessa richiesta in modo sempre più deciso e forte. Un giorno arrivò la goccia che fece traboccare il vaso. Era l’alba e stavo uscendo per andare al lavoro, mi avvicinai al letto di Sebastian per salutarlo e il bambino afferrò la mia mano e mi disse: “Papà non andare, io non ti chiedo nulla, non ti chiedo il latte, ne altre cose.” Io, sia pure con tristezza, stavo per dargli la stessa risposta di sempre: “Devo andare a lavorare per poter comprare tutto quello di cui avete bisogno”. Ma questa volta il bambino non mi lasciò parlare, avendo percepito ciò che stavo per dirgli, lasciò bruscamente la mia mano e mi disse qualcosa di talmente forte e travolgente che ancora oggi non posso descrivere ciò che ho sentito. Il bimbo mi gridò “Papà, se te ne vai non tornare!”. Ancora oggi ricordo quel momento, per me fu come una pugnalata.

 Uscii comunque, non so come arrivai al lavoro e subito telefonai a Fernanda e parlammo di questo fatto. Fummo entrambi d’accordo che dovevamo prendere una decisione subito. Fernanda sottolineava sempre la parte del libro “Uscire da ogni inganno”, al capitolo 2, dove si parla dell’“Io potenziale”. Ripeteva a e sé stessa quei contenuti. Ascoltavo le parole di p. Angelo sulla realtà dell’Io potenziale e mi guardavo attorno. Accanto a me vedevo la realtà di tanti bambini e giovani colombiani che, per mancanza d’amore e di questi contenuti, vivono per strada pieni di droga, alcol e negatività di ogni genere. Capii che non volevo questo, né per la mia famiglia, né per mia vita, né per la vita degli altri bambini. Con tutto questo, grazie alla luce ricevuta dai libri di p. Angelo, decidemmo che io non potevo lavorare più in questo modo e che era ora di mettere in pratica i contenuti dei libri e dei documenti di p. Angelo per poter alla fine dare “via libera all’io potenziale”.  Con molti timori, ma con tutta la fede in Dio e nel nostro Io Potenziale, sapevamo che avremmo potuto fare questo passaggio e lo facemmo. Presentai le dimissioni al lavoro! All’inizio non le volevano accettare e insistettero perché non me ne andassi, poi alla fine accettarono perché capirono che le mie dimissioni erano irrevocabili.

Andarsene è stato un passaggio per liberarsi dalla schiavitù. Quello che stavamo facendo era anche il modo per salvarci, salvare nostro figlio e realizzarci come famiglia. Dopo aver lasciato il lavoro ero rimasto con 150.000 pesos in tasca (50 euro), però avevo tutta la vita davanti. Grazie a questa presa di posizione ed al nostro impegno, Dio ci ha regalato un tempo con noi stessi e in famiglia, un vero tempo, una vera occasione di condividere. Dopo questi fatti ricevemmo la visita missionaria da parte di Nino, il volontario di Italia Solidale che allora seguiva la missione. Della missione non avevo proprio esperienza. Però ci fu nuovamente l’intervento di Dio. L’incontro con la comunità di cui facevamo parte si svolse nella nostra casa. Nell’incontro avemmo l’opportunità di condividere con Nino e con le altre famiglie l’esperienza vissuta con nostro figlio Juan grazie ai libri di p. Angelo. Per Grazia di Dio, in questo scambio, abbiamo capito che non eravamo noi che stavamo salvando Juan Sebastian, ma era Juan Sebastian che stava salvando noi perché ci aiutava a non adattarci, a manifestarci, a tutelare le nostre forze e chiedere rispetto. Questo passaggio ha segnato veramente la nostra vita. Credo che lì iniziò il camino missionario: comprendere cosa vuol dire “essere missionari” ed accettare che siamo tutti missionari.  Questo ci ha portato a coinvolgerci come missionari e ci ha fatto iniziare a vivere realmente. E’ stato come tornare a nascere. Ora diamo sempre la nostra testimonianza. 

Dopo aver lasciato il lavoro, iniziammo un’attività produttiva per la distribuzione di prodotti commestibili a cui partecipavamo tutti come famiglia. Dopo qualche mese potemmo notare un cambiamento enorme in Juan Sebastian che recuperò l’aspetto e le dimensioni fisiche di un bambino della sua età. Però il recupero non fu solo fisico, smise di essere un bambino introverso e chiuso per diventare un bambino allegro che condivide con gli altri bambini e fa della sua vita una grande storia, la storia della sua persona con Dio e non con noi o con quello che noi decidiamo per lui. Che forza! Da allora ci dedichiamo alla missione e andiamo avanti con la nostra attività produttiva che nel frattempo è cambiata. Dalla rivendita di prodotti, siamo passati a coltivare un piccolo pezzo di terra che Fernanda ha ereditato.

In questa esperienza di sviluppo di vita, sussistenza e missione sono anche venuti fuori molte difficoltà che ci hanno fatto vivere molte crisi, ma abbiamo sempre cercato di stare fermi con Dio e mantenerci missionari. Il Cammino continua sempre. La missione di cui facciamo parte, “Villa Rica Solidale – Italia Solidale”, era molto disordinata e l’anno passato, a causa questi disordini che non riuscivamo a risolvere, stava quasi scomparendo. Per questo arrivò Antonella piena di molta speranza, alleata con Dio prima di tutto. Lei iniziò a sostenere ogni persona e famiglia a fare davvero pratica del Carisma per la crescita spirituale, personale e familiare e anche per la pratica della indipendenza secondo “La sacralità del lavoro” iniziando anche gli scambi dei beni da noi prodotti, tra di noi stessi. Ci sostenne anche a vedere sempre di più che, per vivere, era molto necessario per tutti essere testimoni, come nostro figlio Juan e quindi missionari, realizzando tutto lo sviluppo e l’ordine della missione nei meravigliosi gemellaggi. Molte famiglie non veramente impegnate si allontanarono dalla missione e si fece una grande pulizia. Noi e le altre famiglie rimaste iniziammo a trovare famiglie veramente disponibili per evitare che la missione scomparisse. Questa esperienza ci ha molto aiutato, ci siamo resi conto che la missione è la vita e che i missionari della nostra missione e della terra in cui viviamo siamo noi. Poco a poco, la missione si è ripresa ed oggi ci sono tutte le comunità e i gemellaggi. 

In me e mia moglie questa coscienza missionaria è cresciuta a tal punto che quest’anno siamo andati nella regione del Tolima, dove sono nato, che si trova a 6 ore da Villa Rica e abbiamo testimoniato questa esperienza a famiglie del posto. Ora in quel territorio ci sono tante giovani famiglie che stanno leggendo i libri e vogliono essere missionari laggiù. Continuiamo a dare la nostra testimonianza come famiglia con tutti. Nostro figlio Juan Sebastian è una grande testimonianza perché è vivo, si esprime sempre, non resta mai passivo, sempre manifesta le sue energie e insegna a tutti noi a fare lo stesso. Quando a febbraio Antonella che era in Colombia, è dovuta rientrare a Roma per la morte del suo papà, in casa siamo rimasti in tre, io e i mii figli Juan e Daniel, perché mia moglie è partita per visitare la missione a Maria la Baja al posto di Antonella. Siamo stati molto bene e ci siamo aiutati tra di noi, ognuno indipendente portando avanti le proprie responsabilità.

Nei libri abbiamo incontrato le risposte, la missione ci ha rafforzato. Abbiamo fatto una vera esperienza di vita e missione e ora che sono chiamato a restare due mesi in Italia insieme a Sebastian, ancora di più avremo l’opportunità di fare una grande esperienza di comunione e missione. Constatiamo ogni giorno che tutti questi contenuti e tutta questa esperienza missionaria è una formazione unica di Vita per la Vita, di amore per l’amore, di rispetto per il rispetto. Solo questi libri e questa missione ci hanno dato la luce per distaccarci da ogni forma di dipendenza, ci hanno rafforzati, ci hanno permesso di entrare nell’inconscio per vedere le nostre identificazioni negative e porre le nostre energie personali in Cristo Incarnato, Crocifisso e Risorto, per far fuori tutto il negativo con Lui e vivere senza inganni, come s. Giuseppe e la Madonna. Così possiamo essere missionari come Cristo perché, come dice Padre Angelo Benolli, per natura siamo tutti missionari. Grazie a Dio, grazie p. Angelo perché vive e fa vivere. Grazie ai missionari di tutto il mondo.

Alcides Rubiano Urueña (Villa Rica Solidale - Colombia)

 

Leggendo e approfondendo i documenti di P. Angelo risulta con chiarezza che i veri missionari in ogni territorio e in ogni missione SIAMO NOI!

 

Vivevo credendo sapere tutto, però, quando grazie al Carisma, sono entrata nel mio inconscio, mi sono resa conto che in realtà non vivevo, ma solo pensavo di vivere, che non amavo, ma solo creduto di amare perché in realtà non sono stata rispettata e quindi non ho potuto rispettare. E’ proprio qui che i libri di Padre Angelo Benolli mi hanno aiutato. Leggendoli mi sono resa conto che io e mio marito ci stavamo sostituendo tra di noi e vivevamo in una grande debolezza. Che gran peccato, però era tutto incosciente! In questi anni abbiamo fatto un grande cammino che ancora non è finito e continua ogni giorno. Sono stata nella missione di “Maria la Baja Solidale – Italia Solidale”, a 1017 chilometri dalla mia casa insieme ad Amparo, un’altra missionaria colombiana, abbiamo visitato la missione al posto di Antonella che è dovuta rientrare in Italia per la morte di suo padre. C’erano più di 40 gradi, però non ho sentito caldo perché ho sperimentato un fuoco di vita più intenso che è l’esperienza che abbiamo vissuto con tantissime famiglie povere del posto. Leggendo e approfondendo i documenti che P. Angelo ci ha inviato quest’anno risulta con chiarezza che i veri missionari in ogni territorio e in ogni missione SIAMO NOI! Che grande esperienza ho fatto! Con tutto l’amore di Dio ho lasciato i mei figli, mio marito, per essere una vera donna, una vera madre, una vera sposa, una vera missionaria, vivendo e testimoniando questo Carisma e rispettando l’ordine della vita e permettendo così ai miei familiari di essere anche loro veri uomini e vivere la loro propria esperienza senza più debolezze, senza falsità o attaccamenti, pieni di amore di Dio, riconoscendo le nostre forze e vivendo in verità. E’ il distacco più grande non per la distanza fisica o temporale, ma per il fatto di sperimentare un’esperienza di Eucaristica e Missione, come Cristo, come la Madonna, vivendo una relazione piena, un’esperienza di vita nel reale e rispettoso cammino di ciascuno.

Non pretendo di essere la miglior madre o sposa perché questa già esiste, è la Vergine Maria, io voglio solo seguire il suo esempio e da quando abbiamo approfondito l’amore e l’innamoramento in “Uscire da ogni inganno”, abbiamo scoperto che siamo realmente innamorati solo quando siamo sposati con Dio, solo così possiamo formare una vera coppia e una vera famiglia. Il viaggio missionario a Maria la Baja e il viaggio missionario che stanno facendo Alcides e Juan Sebastian nei territori in Italia è stata ed è una grande esperienza missionaria per tutti noi, per avere una relazione molto più profonda e qualificata come coppia, con i nostri figli e dando testimonianza di vita e amore in Cristo a tutti. Tutti ne abbiamo bisogno tutti siamo chiamati ad essere missionari. Grazie P. Angelo! Grazie a tutti per poter vivere e testimoniare questo Carisma!

Maria Fernanda Zapata Millan (moglie di Alcides)

 

Tante volte ho sentito che non posso amare e che non sono degna di essere amata perché per tanto tempo ho avuto un ghiaccio dentro

Ciao padre Angelo! Come stai? Ti saluta Yudith dal Paraguay e vorrei condividere con te questa lettera. Ho cominciato a partecipare in questo gran movimento mondiale ma soprattutto personale, quasi due anni fa quando non sapevo nessuna parola in italiano e oggi ti sto scrivendo questa lettera in questa lingua che non è mia però che sento la necessità di parlare per esprimermi e condividere meglio con i miei fratelli italiani sulla ricchezza e sacralità di questo carisma che Dio ha donato attraverso la tua persona. In questi due anni la mia vita è molto cambiata. Ho conosciuto Italia solidale attraverso mia zia Estela, lei mi aveva raccontato l'esperienza che aveva tenuto in Italia e mi aveva toccato quello che mi ha detto: “Per la prima volta mi sono sentita amata da persone che mai avevo conosciuto però che mi hanno amato veramente e come sono”. L'anno seguente, lei è venuta in Paraguay con due volontari italiani, Stefania e Corrado e in quei giorni ho sentito qualcosa molto forte nei piccoli scambi che ho avuto con loro perché senza conoscermi avevano visto la sofferenza che c'era dentro di me, con rispetto e facendo con me una vera comunione.

Quando sono tornati in Italia, ho continuato a scambiare con Corrado sui libri e questo mi causava sofferenza all’inizio perché mai mi ero espressa con tanta profondità e verità. Poi attraverso di Corrado, ho conosciuto Giulia e veramente mi ha toccato la sua testimonianza e per questo ho proposto di fare una comunità di giovani per scambiare sulla missione che stava facendo ognuno, cominciando sempre dai libri e ho conosciuto anche Edith che ci aiutava con le traduzioni ma che anche partecipava a questo sacro e profondo incontro e poi ho invitato agli scambi anche Pamela che aveva partecipato a degli incontri con Corrado e Stefania qui in Paraguay. In questi scambi ho iniziato a vedere quanto avevo vissuto nei miei 21 anni una falsità enorme, una spiritualità falsa e ho iniziato a vedere tante cose in maniera diversa. Ricordo che poi volevo condividere queste “scoperte” con la mia famiglia però loro non capivano niente e non mi spiegavo perché, ma poi ho capito che era una mia esperienza personale con Dio e che questo voler convincere veniva di una grande dipendenza mia verso loro. L'anno successivo poi ho avuto l'opportunità grazie a Dio di partecipare al meeting in Colombia, con te Padre Angelo e tante persone che cercano per ritornare alla vera vita con Dio, facendo una lotta profonda contro il vecchio che vuole prevalere alla rinascita, guardando con la luce di Cristo, affrontando e risolvendo con tutto l'amore del Padre Eterno ogni diavolo registrato. Stando li mi sentivo molto toccata dalle testimonianze, in ogni approfondimento sentivo che ancora non stavo vivendo una vera missione come Dio vuole e come la mia vita ha bisogno, è qui che ho cominciato a vedere la dipendenza radicata che ho con la mia famiglia e soprattutto con la mia madre terrena. Al meeting ho conosciuto tre giovani ragazze peruviane condividendo molto in quei giorno uno scambio vero e sul carisma. Sapeva che dopo il meeting, Edith e Corrado volevano sarebbero andati in Perú per cominciare la missione li e questo fatto lo sentivo come un'opportunità per rispondere a qualcosa che mi chiamava fortemente ad essere missionaria e testimone di quello che stavo ricevendo. Decisi di partire e mi sono messa a fare dei lavoretti per mettere da parte dei soldi per coprire le mie spese. I miei genitori non capivano perché lasciavo gli studi e tutti ma un poco ho cercato di spiegargli poi sono andata.

In Perú ho avuto uno dei contrasti più grandi da mia vita perché era la prima volta che dovevo esprimermi molto di più di quello che pensavo. All'inizio Corrado mi spingeva di più, poi ho iniziato ad esprimermi sola, ma sentivo tanti contrasti perché pensavo che non era importante quello che io dicevo, mentre quello che dicevano gli altri mi stava bene. È li che ho toccato quanto la mia identità era stata sostituita vedendo quanto non avevo vissuto i miei 21 anni e ho poi cominciato a vedere che questa mancanza di espressione veniva dalla dipendenza e dell'attaccamento forte con la mia famiglia e soprattutto con mia madre. Ho visto che praticamente pensavo che non potevo fare niente senza mia madre e che questa dipendenza veniva di una mancanza profonda di relazione con lei. Questa cosa mi colpiva tanto però allo stesso tempo mi chiamava forte e profondamente a cercare stare in relazione prima con l'unica Vera Madre Maria. Ho anche capito che mia madre ha subito la stessa sofferenza con sua mamma. Il contrasto era stato così forte che si manifestò proprio nel fisico, un forte mal di gola che poi passò a una febbre che non andava via. Ho capito anche che dovevo rispettarmi e sono tornata in Paraguay un po' prima di quanto pensassimo. Pensavo che Dio mi voleva missionaria in Paraguay, ma la volontà di Dio non è mai come pensiamo noi. Sono tornata all’università ma non stavo bene, non solo per l’università ma anche perché ormai nella famiglia mi sentivo soffocare.

Un giorno ho chiamato mia madre dicendo che la sera volevo parlare a lei e mio padre e lei è stata a chiamarmi tutto il giorno perché voleva saperlo subito... erano come spaventati perché mai avevo fatto questa richiesta prima. Mi sono messa fronte a loro e ho detto che ero stanca di tante situazione che mi facevano sentire male, della violenza verbale, del non rispetto e che avrei lasciato l'università perché non sapevo se era per me. Per il momento voleva andare in Argentina a lavorare e dopo studiare lì e che già avevo parlato con mia zia per stare in casa sua un tempo. Da quel momento è successo un disastro, tutti mi stavano contro. Poi da un incontro con Corrado, ho iniziato a riflettere su quello che dovevo fare capito perché che la soluzione non era andare fuori di casa per cercare l’indipendenza ma la vera indipendenza la dovevo trovare dentro di me stando con Dio Padre e con la Vera Madre Maria, e approfondire molto la mia storia personale. Ho capito anche che i miei parenti non è che non vogliono rispettarmi ma non possono farlo. Dopo ho lasciato l'università e ho cercato un lavoro anche per fare una nuova esperienza personale. Sono stata lavorando in una ditta di credito per tre mesi, dove chiamava tutto il giorno per offrire credito, questa cosa mi costava tanto perché aveva vergogna però questo mi obbligava a parlare con la gente, a esprimermi con amore, nonostante che alcune persone mi trattavano male. Anche nel condividere con miei compagni di lavoro, vedevo tanta mancanze d’amore, schiavitù e falsità, però Dio era sempre forte e presente in qualche modo. Poi c’è stato il meeting in India e io l’ho seguito. Quest’incontro ie ha fatto sentire, attraverso ogni testimonianza, una spinta a essere più concreta con questa missione, aiutando a la missione in Paraguay che allo stesso tempo era un’opportunità per sviluppare la mia persona.

Tante volte ho sentito che non posso amare e che non sono degna di essere amata perché per tanto tempo ho avuto un ghiaccio dentro. Un negativo che mi fa sentire questo, però come dici tu tante volte, è una grazia perché uno può vedere meglio le difficoltà e rifugiarsi in Dio Padre da un calore così grande che può sciogliere tutte le mancanze di amore, attraverso questo sacro carisma e attraverso ogni persona che nella relazione e nonostante le sofferenze, hanno potuto passarmi un amore vero, una comunione e una espressione profonda che tocca l'anima e che mi hanno fatto sentire che anche io posso amare. Solo Dio può fare questa completa Eucaristia. Penso che di questo profondissimo e vero amore hanno bisogno tante persone, tanti bambini nel mondo e io voglio aiutare in questo, stando sempre e prima con me, con il Padre Eterno e con la Vera Madre per dopo essere una vera donna missionaria come la mia vita necessita e Dio vuole. Per questo, continuo il mio percorso personale con Dio stando qui in l'Italia per tre mesi, anche grazie al fatto che mi sono resa indipendente con lavoro, e sarò qui per condividere, ma soprattutto per aiutare i miei fratelli italiani con questo carisma. Ringrazio Dio per questa immensa possibilità di ritornare a vivere attraverso questo meraviglioso cammino di sviluppo di vita e missione ringrazio tanto te padre Angelo per essere testimone forte e vero di una missione fatta di vita e per la vita. Prego Dio per la tua salute e perché ci dia la grazia di continuare a scambiare la gioia della vita, prendendo la sua nostra croce e con la Croce di Cristo e stando in Eucaristia molto profonda con noi stessi, con Dio e con la Madre. Ti abbraccio in Spirito dal Paraguay e abbraccio tutti i cari fratelli italiani!

Yudith Arevalos (Paraguay Solidale)

 

Ora non posso più accettare di vivere le sofferenze, voglio superare tutti gli inganni dentro e fuori di me

 

Ciao a tutti, sono Jisna, una ragazza di 23 anni e vivo in India, in Kerala. Sono cresciuta in un piccolo villaggio sulle montagne che si chiama Kanakakunnu. Qui ci sono comunità di Italia Solidale da 10 anni e io per lungo tempo sono stata una bimba adottata a distanza da un gentile donatore italiano. Ora sono grande e sono alla ricerca della libertà. Sono cresciuta lontano dai miei genitori, prima con i nonni e poi in un orfanotrofio e dall’età di 18 anni ho lavorato e guadagnato i miei soldi e li ho sempre dati tutti alla mia famiglia che ne aveva bisogno. Ho lavorato tanto e non ero mai felice e stavo sempre male, ero sempre sotto controllo medico. Ho sempre avuto la pressione bassa, forti mal di testa e dolori allo stomaco ripetuti. Sono andata da tanti dottori ma nessuno sapeva dirmi cosa avevo. Ho sofferto tanto perché ho sempre avuto paura dell’acqua, del mare, dei fiumi e ogni volta che mi bagnavo la testa anche in casa mi sentivo svenire.

Ora qualcosa sta cambiando dentro di me dopo che ho partecipato al Meeting di Bangalore a gennaio e ho iniziato a leggere il libro “10 punti di sviluppo di vita e missione” di Padre Angelo Benolli. Subito ho deciso di fare missione per 2 mesi con Eleonora, Letizia e Paolo i volontari di Italia Solidale mentre erano in visita qui in Kerala. Incredibilmente non ho avuto nessun dolore fisico, ho sentito pace e gioia dentro di me e ora posso anche stare nell’acqua senza problemi e fare il bagno nel mare! Dopo aver ricevuto tanto in poco tempo sento che sono chiamata ad essere regalo per gli altri come ho ricevuto amore e regali da questa Cultura, da Dio e da Padre Angelo e i missionari. Voglio essere anche io missionaria. I miei genitori non sono contenti per questa decisione, hanno paura per il mio futuro, perché non ho un lavoro e non ho un marito. Il giorno prima di uscire di casa anche il prete della mia parrocchia è venuto a parlarmi per dirmi di non fare la missionaria, di trovarmi un lavoro e di accettare il matrimonio combinato preparato dalla mia famiglia. Ora non posso più accettare di vivere le sofferenze, voglio superare tutti gli inganni dentro e fuori di me. Ormai ho preso la mia decisione e niente mi farà tornare indietro. Credo in Dio e credo in me, quindi vado avanti. Voglio partire ritrovando la bambina in me, voglio anche io adottare e sostenere i bambini nel Mondo come anche io sono stata adottata da un donatore italiano. 

È tempo di restituire. Ho preso una forte posizione con la mia famiglia e non vivo più con loro, ora rimarrò nel centro di formazione di Kodungallur Solidale così mi posso dedicare ai bambini, alle famiglie e alla traduzione del libro di Padre Angelo Benolli “Uscire da ogni inganno” che non è ancora disponibile per le famiglie nella mia lingua locale. Da quando ho preso questa decisione e i volontari italiani sono venuti a visitare la missione di Kanakakunnu anche i miei genitori hanno iniziato un po’a cambiare. Hanno iniziato prendersi cura di alcune nuove famiglie di una missione vicina e stanno sostenendo la nascita di nuove comunità e zona intorno al mio villaggio. Sono ancora tanto impauriti e sofferenti ma si stanno muovendo per coinvolgere nuove famiglie povere. Hanno iniziato davvero a leggere i libri di Padre Angelo e a pregare, cosa che non avevano mai preso sul serio! Sono contenta e a disposizione per essere una figlia missionaria nella famiglia di Italia Solidale e sono pronta per fare missione qui in Italia per testimoniare e restituire agli italiani il grande amore che ho ricevuto con l’adozione a distanza e gli intensi e veri scambi di vita con tutti i missionari. Pregate per me e per il mio nuovo cammino così come io faccio per voi e tutta la missione 

Jisna Shaji (Kanakakunnu Solidale – Kerala – India)

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