Approfondimenti : Gioia nella guerra
09-12-2015

Gioia nella guerra. Giubileo nel conflitto.

Sembrano degli ossimori ma invece è la spettacolare realtà che stiamo vivendo in questi giorni. Papa Francesco ha aperto la prima Porta Santa del Giubileo della Misericordia a Bangui nella Repubblica Centrafricana. Un gesto semplice ma ricchissimo di profondi significati. Un giubileo che inizia non da Roma come la tradizione vuole, ma dall'apertura di una semplice porta di legno in una cattedrale di uno dei paesi più poveri e sofferenti del pianeta. Papa tra i poveri. Pastore con l’odore delle pecore. 
Conosco Bangui perché ho avuto la gioia di visitarla e perché mia moglie Sara è la volontaria di Italia Solidale che segue i bambini, le famiglie, le comunità di Bangui Solidale. Non potrò mai dimenticare l'esperienza che ho avuto la grazia di vivere. Una esperienza che non si può raccontare con le parole ma che mi ha toccato profondamente l’anima e vedere ieri la città in festa mi ha profondamente emozionato. 
La Repubblica Centrafricana è un paese straordinario, ricco di vita, ricco di Dio dove in ogni persona si può scorgere una potenzialità immensa. Nello stesso tempo il paese è dilaniato da una sanguinosa guerra che negli ultimi 3 anni ha provocato la morte di decine di migliaia di persone ed almeno un milione di rifugiati. (su 5 milioni di abitanti). L’ONU ha diverse volte dichiarato che in Centrafrica si sta consumando un nuovo ed orribile genocidio.
I motivi della guerra sono complessi ed hanno origini storiche, sociali, culturali, politiche, economiche… Il paese è stato per decenni colonizzato dai francesi che hanno mantenuto un controllo del paese anche dopo l’indipendenza avvenuta nel 1960. Dal 1960 ad oggi, tutti i presidenti del Centrafrica, sono arrivati al potere attraverso colpi di stato. Ogni presidente, una volta giunto al potere, favoriva la sua etnia, i suoi amici e gli amici degli amici... emarginando tutti gli altri. Tre anni fa tutte le forze emarginate dal presidente Bozize hanno formato una coalizione detta "seleka" (che in lingua sango significa appunto "coalizione") per farsi valere e prendersi il potere. Questa coalizione è formata da forze ribelli di varia natura ma quasi tutte riconducibili a forze islamiche, ciò perché il precedente presidente ha favorito i cristiani ed ha emarginato i musulmani. Alle forze ribelli locali, si sono aggiunti dei cospicui contingenti di mercenari provenienti dai vicini paesi islamici come Sudan, Ciad, Nigeria. I seleka iniziano una marcia verso la capitale Bangui e la loro avanzata distrugge tutto ciò che incontra. Violenza, abusi, torture, morte... specie contro i cristiani... colpevoli di nulla ma solo perché cristiani e considerati nemici e vicini al regime...

A marzo 2013 i Seleka arrivano a Bangui... e con violento colpo di stato, prendono il potere... promettono la pace... ma la situazione ormai é fuori controllo. Continuano i saccheggi, le violenze ed atrocità di ogni tipo...

I cristiani per difendersi costituiscono una loro forza armata definita "anti Balaka". Solo che la violenza chiama altra violenza ed anche gli antiBalaka cominciano la "caccia" al musulmano”...ed attuano un ulteriore colpo di stato. Inizia così una violenta guerra civile con due forze contrapposte estremamente violente...una guerra che é ancora in corso e in molte zone di Bangui e nel resto del paese la situazione è ancora fuori controllo e si continua a morire. 
Sembrerebbero delle dinamiche esclusivamente locali, ma in realtà sono in tanti interessati alla Repubblica centrafricana. Anzi, per essere più esatti, più che alla Repubblica centrafricana, sono in tanti ad essere interessati ai suoi grandi giacimenti di oro, diamanti, legno, petrolio ed uranio. Da sempre tutte le risorse erano "controllate" dalla vecchia mamma coloniale: la Francia (con annessi amici occidentali come gli USA). Ora però una nuova forza è entrata prepotentemente nella gestione delle risorse: la Cina. Dietro alle forze ribelli Seleka e AntiBaraka ci sono le grandi potenze internazionali che sfruttano le divisioni locali per accaparrarsi le importanti risorse energetiche e minerarie (ad esempio l' uranio é fondamentale per l'energia nucleare e la Francia non ha nessuna intenzione di perderlo).
Per questo (più che per motivi umanitari) la Francia, quando ha perso il controllo del paese ha deciso l'invio di circa 3000 soldati transalpini nella missione Sangaris che oggi sta affluendo insieme a soldati di Rwanda, Burundi, Congo, Polonia, Spagna, etc..in una forza internazionale di "pace" che ha "l' ombrello" delle Nazioni Unite. Oggi ci sono circa 12.000 soldati stranieri. 
La guerra è ancora in corso ed il paese è fuori controllo. Solo nelle ultime settimane nella sola città di Bangui ci sono stati più di 100 morti e più di mille case sono state distrutte.
Il Papa con grande coraggio e con profonda testimonianza di fede e di carità ha deciso di aprire il Giubileo della misericordia da Bangui e di mettere al centro della storia questa città dimenticata da tutti ma non da Dio. 
Nell’inferno apparente della Repubblica Centrafricana, Italia Solidale sta avendo un ruolo fondamentale. Non sta assistendo, distribuendo “cose” materiali o costruendo strutture…ma grazie ad una profonda proposta culturale e missionaria frutto dell’immensa esperienza di Padre Angelo Benolli sta permettendo a circa 200 meravigliose famiglie di Bangui di non arrendersi e di mantenere viva la vita nonostante tutti i drammi in una concreta esperienza di amore che parte dalle forze inconsce della persona ed arriva alla missione. 
Padre Angelo, presidente e fondatore di “Italia Solidale - Mondo Solidale”, nei suoi 56 anni di impegno come missionario, sacerdote, antropologo e scienziato, davanti a tutti gli inganni ed alla terribile mortificazione della Creazione di Dio ha cercato una soluzione completa e valida per ogni persona in ogni continente e per ogni tempo ed è arrivato a manifestare una “Cultura di Sviluppo di Vita e Missione” ben espressa nei suoi libri che è una completa e concreta soluzione per sostenere ogni persona, ogni famiglia, ogni società a ritrovare se stessa, l’amore di Dio e l’amore per il prossimo e a vivere così, la vita nella pienezza della Creazione di Dio e quindi nella pace e nella gioia. 
Ha sempre cercato una soluzione autentica a tutti i drammatici mali che affliggono nel corpo e nello spirito i bambini e le famiglie in ogni parte del Mondo. Ha visto che tutti questi mali sono profondamente inconsci. Non ha accettato la morte dell’anima o fisica dei bambini. Non si è fermato alle risposte lontane dalla vita proposte dalla scienza, dalla politica o da una spiritualità che non entra nella vita. Per questa sua tenuta e coerenza di fronte a tante incompletezze, Dio si è manifestato con la Sua grazia e lo ha portato ad entrare gradualmente e completamente nella realtà delle persone. Così ha potuto delineare una antopologia, rispettosa della natura dei bambini. È una novità assoluta, indipendente da tutte le persone e da tutti gli uomini, da tutte le culture, da tutte le organizzazioni e da tutte le strutture.
Padre Angelo ha visto che il bambino cresce e si sviluppa nell’Amore, solo se intorno a sé ha persone mature che rispettano le energie potenziali in Dio e per l’Amore che, per natura sono dentro di lui. La realtà è che purtroppo, troppo spesso, ciò non avviene e il bambino “cade” sugli uomini che si mettono al posto di Dio e della persona e che non sostengono il naturale sviluppo della persona. La conseguenza è che lo spirito ne risente, le nostre relazioni perdono qualità e diventano sempre più superficiali, la nostra anima ne soffre e la sessualità si allontana dall’amore e come conseguenza di ciò, anche il nostro corpo e la nostra mente si ammalano. Ormai in tutto il Mondo, proprio per questa lontananza da Dio e dalla Creazione di Dio che è in ogni bambino c’è tanta morte e tanta sofferenza nel corpo e soprattutto nell’anima, specie per i bambini. 
Questa è la causa profonda della guerra centrafricana ma anche della morte terribile dei 22.000 bambini che ogni giorno muoiono per cause prevedibili nei paesi del Sud del Mondo, dei tanti bambini che soffrono nello spirito ed all’immane sofferenza che c’è nelle persone, nelle famiglie, nelle comunità e nelle società non solo dei paesi in via di sviluppo ma anche e soprattutto nei paesi del “civile” occidente. Oggi in Italia e in tutto l’Occidente stiamo vivendo una guerra silenziosa che uccide milioni di anime perché ci troviamo a vivere in una realtà molto lontana dall’amore e della creazione di Dio che è in noi. I bambini sono sempre più soli e sofferenti, i giovani cercano risposte alla loro vita ma, non trovandole, finiscono a dipendere da droga, alcool, sesso deviato o comportamenti violenti, la depressione è in vertiginoso aumento, il 50% delle famiglie si separa o divorzia e purtroppo dal 2004 al 2015 l’incidenza del cancro è aumentata del 60%. 
Moltissime persone sono uscite dagli inganni personali, relazionali e culturali, ritrovando la propria identità, la propria spiritualità per poter ben amare e ben lavorare fino ad essere sussistenti e solidali. Con questa base siamo presenti con 125 missioni in Africa, India, Sud America ed in tutte le regioni di Italia. 
Le famiglie coinvolte con noi si incontrano settimanalmente in comunità di cinque famiglie, leggono i libri di Padre Angelo, si sostengono e si aiutano nello spirito e nella pratica. Ogni famiglia è collegata ad un generoso volontario donatore attraverso un nuovo modo di fare adozione a distanza. Le famiglie ricevono direttamente i contributi dei donatori nel proprio conto di comunità, usano i soldi per delle attività creative che generano reddito ed ogni anno restituiscono quello che hanno ricevuto a se stessi nei propri conti di comunità e si arriva così ad una vera sussistenza. Dieci comunità formano poi una zona che si incontra mensilmente per approfondire ma anche per avere uno scambio commerciale per essere liberi dalle multinazionali e dalle schiavitù economiche. Le famiglie che hanno ricevuto tutta questa immensità di vita poi hanno deciso di diventare donatori per salvare altri bambini e famiglie ed in questi giorni stanno facendo un altro grande passaggio nel testimoniare tutti questi contenuti a persone degne e di cuore a loro vicine facendogli fare l’adozione a distanza e salvando sempre più bambini. 

Ad esempio Taboun un uomo che ho incontrato a Bangui mi diceva: “tutte le famiglie della nostra comunità hanno perso almeno un parente stretto negli ultimi mesi a causa della guerra. Una famiglia ha perso lasorella e i suoi due figli piccoli per lo scoppio di una granata. Per settimane siamo stati rifugiati a St.Paul (una chiesa). Nonostante ciò non abbiamo mai smesso di incontrarci. Tre anni fa, quando ho incontrato Italia Solidale, non ero quello che sono adesso. Ero debole e violento con mia moglie. La picchiavo continuamente, anche in presenza dei miei figli. Non solo, avevo anche tante relazioni extraconiugali. La mia vita e la mia famiglia era una guerra. Oltre alla guerra intorno a me, avevo la guerra dentro di me e dentro la mia famiglia. Non c’era nessuna relazione, ma solo violenza e tradimenti. Grazie a Vianney (altro uomo che partecipa alla comunità) sono stato coinvolto nella comunità di Italia Solidale. Abbiamo letto insieme il libro di Padre Angelo “10 punti di sviluppo di vita e missione”. Con quel semplice libro ho capito che la vita ha un ordine che io non rispettavo. Ho iniziato a cogliere me stesso, Dio e gli altri, a cominciare dalla mia famiglia e con l’aiuto della comunità ho cominciato a risolvere l’inferno che vivevo dentro la mia persona e dentro la mia casa e a vivere così un ordine che prima non avevo. In questo è stato fondamentale l’aiuto e l’amore del nostro volontario donatore che ha adottato a distanza uno dei nostri figli e grazie al quale abbiamo cominciato anche una piccola attività: prepariamo e vendiamo delle torte. Abbiamo ricevuto tanto amore da Dio, da Padre Angelo, dalla cultura di vita alla base di Italia Solidale, da Sara. Oggi vogliamo che anche altre famiglie possano vivere la stessa esperienza e per questo, quando Padre Angelo ci ha chiesto una mano per salvare altri bambini trovando nuovi donatori, non ci abbiamo pensato due volte. Mi è subito venuto in mente un mio amico che ho chiamato, incontrato e a cui ho testimoniato tutto questo. Ha subito accettato e vuole salvare un bambino sofferente in una delle 125 missioni di Italia Solidale. Ci ha fatto molto bene testimoniare la vita”.

 

Taboun ci dimostra che se risolviamo le guerre che viviamo dentro di noi possiamo essere veri testimoni di pace anche per risolvere le guerre intorno a noi. A Bangui cristiani e musulmani fanno il loro cammino personale, famigliare ed insieme partecipano nelle comunità di Italia Solidale – Mondo Solidale. È un invito per tutti noi anche in Italia per fare altrettanto. Risolvere le guerre interiori per essere veri testimoni di pace.

"La libertà esiste solo se vi sono persone libere. L'amore esiste solo se vi sono persone nell'amore. La pace esiste solo se vi sono testimoni di pace" (tratto da uscire da ogni inganno).

L’apertura della Porta Santa nella guerra è un grande segno per il nostro tempo. Un apparente contrasto che può essere collegato alla vita di tutti noi. Molti di noi vivono delle guerre interiori ma è proprio nelle guerre che abbiamo la possibilità di aprire la nostra personale porta santa e di vivere il nostro personale giubileo.

Tutti noi abbiamo bisogno di cogliere l’ordine della pace di Dio dentro di noi, ascoltare in silenzio la pace della nostra anima ma anche avere luce per vedere tutte le guerre interiori che ci turbano, ci condizionano, ci deprimono, ci rendono violenti e con fede e preghiera credere che con Dio siamo più forti di tutti i mali inconsci e così aprire la Porta Santa che è dentro di noi per far emergere il Sigillo di Dio e con tutta la carità vivere la pienezza della vita e sperimentare la gioia per Essere Giubileo e quindi veri strumenti di profonda misericordia per i fratelli.

Viva la vita

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