Dal sito Ioacquaesapone : Non basta manifestarsi per essere in spirito, verità e libertà - di P. Angelo Benolli
Wednesday, 20 March 2019 10:44

Non basta manifestarsi per essere in spirito, verità e libertà

Come fare emergere tutta la ricchezza e l’ordine delle energie personali?

Il peccato contro lo spirito personale è talmente diffuso che molte persone non hanno quasi mai il coraggio di manifestarsi. Sono spesso chiuse o partecipano anche a molte riunioni, ma è tale il loro impoverimento interiore che per lo più ascoltano, s’adattano, giudicano, si compromettono, ma non hanno mai il coraggio di manifestarsi. 
 
Questo stato di impedimento e soffocamento personale ci dovrebbe far riflettere. Sicuramente tale stato non è umano e ancor meno cristiano. Questo c’insegna che tipo di spiritualità possa esistere quando, più che far emergere tutta la ricchezza e l’ordine delle energie personali, si crede sia lecito sovrapporsi ad esse per determinarle con leggi o fini sociali. Credo che nel passato, più che nel presente, questo tipo di cultura e di falsa spiritualità purtroppo sia stata presente a tal punto che le persone non potevano e nemmeno osavano manifestarsi.
 
Oggi molte persone non possono manifestarsi, non tanto perché condizionate da leggi o fini sociali, ma perché, per gravi disordini personali e relazionali, hanno talmente ridotto le loro energie personali che ormai con molta difficoltà si manifestano. Altri non accettano di mortificare così profondamente la loro personalità e si manifestano reagendo a tanti soprusi con indignazione ed anche con reazioni rabbiose e violente. Se il subire è sempre masochistico, il reagire, il manifestarsi rabbioso fa meno male, ma è sempre sadico. Inoltre molti, per non subire e per non colpire, si manifestano, ma solo parzialmente. Tutto questo, in proporzione, fa male alla persona e non permette alle sue energie di manifestarsi in pienezza. 
 
Quel “sì, sì; no, no” del Vangelo ha un grande significato, ci chiama sempre ad una manifestazione completa. Cristo ci chiama alla manifestazione completa del “sì, sì; no, no” perché, ci dice, “tutto il resto è del maligno”. È evidente quindi che non basta manifestarsi. È già una cosa viva il manifestarsi, ma per essere in spirito e verità, come la vita e la collaborazione con Dio vogliono, è necessario manifestarsi sempre completamente e totalmente.
 
Purtroppo, sembra che non ci sia mai il tempo di ascoltare chi si manifesta, né di aiutarlo perché si esprima completamente. Intanto si continua a mortificare gli individui non solo impedendo la loro espressione, ma anche sovrapponendosi continuamente, con ogni sorta di bieca morale, a tutto quello che è connaturale allo sviluppo ed alla manifestazione delle loro più intime energie personali. 
 
È necessario capire quali sono gli impedimenti alla completa manifestazione personale ed interpersonale. È necessario poi provvedere fino a risolvere completamente tutti i vari ostacoli che frenano, con qualità e densità diverse, la completa manifestazione e l’autentico scambio di relazione. 
 
Purtroppo non si fa quasi mai l’esperienza di questa così naturale ed essenziale manifestazione completa della vita. Ma come si può conservare lo spirito, l’anima, la forza, la pace, l’amore senza questa completa manifestazione? Questa manifestazione personale completa è la base del permanere delle forze personali. 
 
Non solo: è anche la base insostituibile della possibilità delle relazioni interpersonali autentiche. Purtroppo viviamo ancora in una cultura che, per ignoranza e per il permanere di tradizioni fissate, non solo non favorisce la manifestazione delle energie personali ma nemmeno le considera e ancor meno indica come risolvere i mali che s’instaurano in esse quando tali energie sono disturbate, impedite, mortificate e di conseguenza vengono colpiti lo spirito, l’anima, il sesso, il corpo e la mente. 
 
Eppure la presenza delle immaturità e dei disturbi personali appare continuamente davanti ai nostri occhi. Come pensare poi che - senza risolvere ogni impedimento delle proprie energie personali . la vita possa essere vera, felice, sana, libera, completa per ben lavorare ed amare? 
 
Come si può poi, senza la maturità personale, presumere di rispettare e relazionarsi bene con le altre persone? Possono, le coppie e le famiglie, sussistere nell’inferno interiore di personalità immature? E le comunità, anche religiose, possono vivere solo di ideali o necessitano primariamente di scambi esistenziali con persone mature? 
Come si possono, poi, testimoniare e trasmettere queste dimensioni ad altre persone, senza prima viverle personalmente? 
 
Oggi, con chiarezza, si constata che non bastano più le ideologie o le leggi per vivere. 
Vi è però ancora tanta ignoranza e imbarazzante impreparazione a dare un giusto sostegno e ad offrire un concreto cammino di guarigione, di liberazione e di relazione a tante persone le quali s’incontrano, ma ben poco riescono a risolvere e a manifestare quello che sono e, per questo, ben poco si sentono appagate, comprese e in sana relazione con gli altri.
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