Generale : Perché nelle famiglie oggi si soffre tanto? di Antonella Casini
Wednesday, 10 July 2019 11:15

Perché nelle famiglie oggi si soffre tanto?

 

La famiglia, per noi italiani, è sempre stata la “Sicurezza”. Oggi non è più così. Nei centri di ascolto di Roma si osserva che, per un numero crescente di persone, la famiglia è “fonte primaria di sofferenza”. Ma c’è di più: secondo gli esperti, nel nostro paese, si sta verificando un cambiamento antropologico: “Fare famiglia è sempre meno un progetto d’amore creativo e sempre più un modo per soddisfare le esigenze di ‘star bene’ dei singoli”. 

Si sta però sempre meno bene. Aumentano il disagio psichico, le violenze, le dipendenze da alcol, il gioco d’azzardo, ecc... Perché? Come risolvere? Nessuno lo sa, ma oggi risolvere è più necessario che mangiare, altrimenti c’è la morte. In Italia, nel 2018, si è verificata la più grave recessione demografica degli ultimi 100 anni: solo 439.000 bambini nati contro 633.000 persone morte (dati Istat). Italia Solidale – Mondo Solidale offre una soluzione sperimentata a tutto questo: 2.500.000 persone in Italia, Africa, India e Sud America stanno ritrovando sé, la propria relazione con Dio, la propria capacità di ben amare  e di ben lavorare fino ad essere sussistenti e solidali. Centinaia di migliaia di famiglie e bambini si salvano!

Se volete sperimentare tutto questo leggete i libri e i documenti di Padre Angelo Benolli O.M.V., coinvolgetevi nei “Giardini” del vostro territorio e nei “gemellaggi mondiali”, frutto di tutta questa nuova cultura di Vita. Nei libri si trova una nuova antropologia per “uscire da ogni inganno”. Nei “giardini” ci s’incontra settimanalmente con i libri, in comunità di 5 famiglie, si scambia, si prega, si cresce, si amano le altre famiglie del territorio e si salvano altri bambini nel Sud del mondo.

Ogni famiglia italiana ha la gioia di essere in relazione con un bambino e una famiglia del Sud del mondo, grazie al nuovo modo di far missione a distanza sviluppati da P. Angelo. Anche le famiglie del Sud del mondo fanno i “giardini” e sono missionarie, trovando un donatore locale per un bambino di un altro continente in uno scambio d’amore mondiale. Questi “gemellaggi” fondati sul Carisma di Sviluppo di vita e missione, sono la base per “rifondare” la famiglia nell’Amore e dare così la Vita a tutte le famiglie del mondo di oggi.

Di Antonella Casini

PRIMA LA PERSONA POI LA FAMIGLIA


Estratto di P. Angelo Benolli - Tratto dalla raccolta “O si vive o si muore” “La meraviglia della famiglia non è tanto l’unione parentale quanto la natura inserita in ogni persona che aspetta sempre dai familiari la più profonda attenzione e comprensione, il più profondo sostegno e scambio d’amore.

Quest’esigenza è talmente costitutiva di ogni persona che spessissimo molte persone rinunciano alla propria identità pur di non rimanere sole e senza relazioni. Proprio in questa così profonda necessità di rapporto, matura la tragedia che spesso annulla tutte le più autentiche forze di scambio.

Quante famiglie infatti vogliono incontrarsi e non ci riescono, vogliono intese significative, ma i loro momenti insieme si riducono a banchetti, scambi formali, razionali o materiali. Così vivono molte famiglie e per questo, anche, molte di esse si sfasciano. Non è l’accordo o il disaccordo che conta, ma la capacità di vedere o risolvere autenticamente ciò che porta ai falsi accordi o agli sconvolgenti disaccordi.

Questa capacità, spesso, all’interno delle coppie e delle famiglie non esiste o non viene sviluppata, perché, come ho già ripetuto più volte, difficilmente si trova chi sappia autenticamente aiutare con giusto amore e competenza. Molti rinunciano a credere alla possibilità di un autentico rapporto familiare, si compensano con altri sciocchi incontri, si chiudono si disperano, fuggono. Si fanno molte chiacchiere, circolano molti odiosi giudizi, si fanno anche delle riunioni, spesso utili, ma che non arrivano a vedere e risolvere definitivamente i contrasti tra le persone.

È vitale pertanto, oggi più che mai, ricevere, ritrovare e diffondere, a livello personale e relazionale, una cultura di vita che veramente offra delle autentiche risoluzioni a tanti contrasti che si soffrono inconsciamente in tante famiglie. Questo è uno degli scopi fondamentali dei miei libri, dei ‘giardini’ e dell’aiuto che diamo ai bambini e alle famiglie di tutto il mondo”. 

Padre Angelo Benolli (Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale)

 

Il libro e l’adozione ci hanno reso vera famiglia

GEMELLAGGI INTERNAZIONALI DI VITA

Marilena Bosco e il marito Stefano Funari con Juan, il bimbo adottato a distanza, e il papà Alcides

Mi chiamo Marilena e quando abbiamo incontrato la cultura di Vita proposta da Padre Angelo io e mio marito Stefano eravamo due persone apparentemente realizzate: tre figli, una bella casa, il lavoro andava bene e si andava d’accordo. Attraverso  una  volontaria di Italia Solidale, facemmo un’adozione a distanza in Colombia e con lei e con altre persone cominciammo ad incontrarci nel “giardino” per leggere il libro di Padre Angelo “Uscire da ogni inganno”. Quando ripenso a quel periodo sento quanto in quel momento Dio ci ha amati attraverso quei volontari e Padre Angelo Benolli. Vivo il dono di quei libri come il dono del Padre che vuole dare una speranza alla vita dei figli, inconsapevoli della loro malattia. La nostra vita “perfetta”, infatti, era un castello di sabbia che di lì a poco sarebbe crollato. Il rapporto tra me e mio marito era una relazione profondamente debole: dal primo giorno in cui ci siamo conosciuti lui mi ha messa su un piedistallo e in me questo compensava il bisogno di essere vista e amata.

Dall’altra parte lui cercava una madre su  cui appoggiarsi, a cui affidarsi, e io mi sentivo in dovere di assecondarlo. In casa quindi tutto era deciso da me: dall’educazione dei figli a quello che si doveva fare nel tempo libero. Stefano era completamente assente ed io avevo incastrato la vita di tutti noi in una serie di regole da cui nessuno si poteva sottrarre, nemmeno il cane. La sua forza Stefano la esprimeva fuori casa, soprattutto nel lavoro, lavorava tanto, e più realizzava, più lavorava. Quando rientrava in casa “spegneva la testa”, giocava un po’ con le figlie e si addormentava sul divano. Questo tipo di relazione, senza che ce ne rendessimo conto, ci stava portando ad allontanarci sempre di più. Io ero sempre più insoddisfatta, perché mi sentivo schiacciata e non sentivo la sua presenza. Lui non sapeva più come rapportarsi con me, perché in tutto quello che faceva io trovavo qualcosa che non andava bene.

In questa realtà, proprio perché la “vita non si inganna”, la nostra prima figlia si è ammalata di anoressia. Solo attraverso i libri di Padre Angelo abbiamo potuto capire quello che ci stava succedendo, analizzare la nostra vita, il nostro rapporto e il rapporto con i nostri figli. Grazie ai libri di Padre Angelo, ho potuto rispettare mia figlia, credere che in lei c’erano tutte le forze per guarire, io non dovevo intervenire se non lavorando su me stessa e sui miei condizionamenti. Grazie ai libri di Padre Angelo, Stefano ha potuto cogliere quanto fosse necessaria per nostra figlia la relazione con il padre, quanto fosse necessario che lui fosse un padre forte e non solo fisicamente presente. Facemmo l’adozione a distanza proprio mentre Giulia stava male. Nella relazione con Alcide e Fernanda, i genitori di Juan Sebastian, il bambino da noi adottato a distanza,  abbiamo scoperto che mentre noi ci impegnavamo con il nostro movimento a salvare la nostra famiglia e la vita di nostra figlia anoressica, anche loro in Colombia si stavano impegnando con i libri di P. Angelo e il loro movimento,  per salvare la loro famiglia e la vita di Juan Sebastian, anche lui anoressico a causa dell’assenza di suo padre, completamente schiavo del lavoro attraverso cui pensava di offrire il “meglio” alla sua famiglia.  

In questa corrispondenza di eventi, a 10.000 km gli uni dagli altri, abbiamo colto come, attraverso la carità di un’adozione a distanza basata su questa cultura,  il Signore è potuto intervenire e i nostri figli sono guariti. Ringrazio Dio per averci donato attraverso Padre Angelo un’antropologia nuova e completa, che non fa “magie”, ma semplicemente ti permette di trovare l’ordine naturale della vita e così di ritornare al Padre e in Lui tutto si risolve.

Marilena Bosco

dal sito e settimanale de "Il Caffè"