Generale : Uscire da tutti gli inganni del lavoro - di Antonella Casini
Tuesday, 23 July 2019 11:19

Uscire da tutti gli inganni del lavoro

 

scarica il pdf

Il lavoro, come l’amore, è un bisogno primario. In esso esprimiamo la nostra naturale spinta creativa per contribuire al mondo. Dalla preistoria ad oggi, però, si è lavorato soprattutto per l’accumulazione e il potere. Questo ha provocato guerre e gravi disfunzioni, che si è preteso di risolvere con teorie economiche, politiche o filosofiche, senza considerare la Vita. Nessuno ha mai visto e risolto gli errori collegati a tutto questo. Così oggi abbiamo un sistema produttivo che stritola le persone e distrugge il pianeta con l’inquinamento. Non si tratta solo di un fenomeno economico. In Italia ci sono centinaia di migliaia NEET: giovani tra i 15 ed i 34 anni talmente “bruciati” dal nostro “sistema” che non studiano né cercano più lavoro. A Roma sono 134.000!  Non dobbiamo cambiare l’economia, ma la vita. P. Angelo Benolli O.M.V. ha fondato “Italia Solidale – Mondo Solidale” sulla base della nuova e completa antropologia da lui sviluppata. Nei suoi 60 anni di esperienza, in servizio quotidiano a migliaia di persone, ha visto infatti che la radice di ogni “povertà” è la secolare cultura di morte che non vede la persona e Dio.

Oggi, con i libri di P. Angelo, i “giardini”, i “gemellaggi” da lui sviluppati, 2.500.000 persone in Italia e in 117 missioni di Africa, India e Sud America stanno uscendo dagli inganni secolari. Incontrandosi ogni settimana con i libri di P. Angelo, nei “giardini” (comunità di 5 famiglie), centinaia di migliaia di padri, madri, giovani ritrovano sé, Dio, la capacità di ben amare e anche la capacità di ben lavorare fino ad essere sussistenti e solidali. Ogni famiglia italiana partecipa a un “giardino” nel proprio territorio dove condivide, si ritrova e ama le altre famiglie vicine e lontane, inoltre è collegata ad una famiglia del Sud del mondo con un nuovo modo di fare adozione a distanza. Con l’esperienza dei “giardini” e con questo aiuto, la famiglia del Sud del mondo inizia un’attività produttiva, ogni mese scambia i suoi prodotti con le altre famiglie in un capannone, così diventa sussistente, ma non solo: trova a sua volta una persona del suo paese disposta a salvare un bambino di un altro continente. Con questi “gemellaggi” mondiali tra famiglie di tutto il mondo si costruisce una vera “Civiltà” ed un’economia solidale, che sta cambiano la vita e il modo di lavorare anche di tantissimi italiani.

  

Per cogliere questo vi presentiamo un estratto dal IV punto dei “Dieci punti di sviluppo di Vita e Missione”, in cui P. Angelo parla del lavoro. IL LAVORO Una persona è matura non solo se sa ben amare, ma anche ben lavorare. Signore, Tu hai posto nella nostra persona energie d'amore e d'aggressività le quali, specialmente le ultime, vanno ben canalizzate nel lavoro. Anche per il lavoro è necessario mantenere la propria libertà e creatività. La Scrittura dice che dobbiamo essere concreatori e corredentori con Cristo. A quale dignità di lavoro siamo chiamati! Purtroppo spesso il lavoro diventa difficile: non si trova, o si trova con forte riduzione delle proprie energie. Perché? Perché anche il lavoro presuppone una grande vita interiore personale e sociale, altrimenti diventa  distruttore delle proprie energie di vita e di quelle altrui. Quante ingiustizie, quante schiavitù, quanto disordine d'energie nel e per il lavoro! Spesso si educa al lavoro più per avere che per essere. Si usa il lavoro per sfruttare le persone per il proprio tornaconto. Spesso, poiché si è in difficoltà di relazione, d'amore e di religione, si usa il lavoro come copertura e giustificazione della propria carenza di vita spirituale. Proprio attraverso il lavoro si intravedono mille modi per arrivare ad un disordine e ad una riduzione della vita. Nella società industriale, quanti massacri della dignità umana attraverso il lavoro!

Ormai quasi tutti i lavori seguono un'impostazione capitalistica, utilitaristica, tanto che il caos, creato da questo lavoro, ha portato all'inquinamento spirituale e cosmico in cui ci troviamo. Tutto questo è frutto di secoli d'ingiustizie, di materialismi ed avidità perpetrati da uomini che credevano e credono di poter costruire una civiltà dell'amore senza Dio, senza rispetto della persona, della coppia e della famiglia. Troppo spesso il lavoro è posto prima di Dio, della persona e della famiglia! E allora il lavoro diventa inquinante. S'intravede perciò come sia necessario, anche per lavorare bene, posporre il lavoro alla persona, alla coppia, alla famiglia. Non può essere che il lavoro rovini la persona, la famiglia, la natura. Ma questo avviene, e perché? Perché potere, avere, ignoranza si sono anteposti a Dio, all'anima, alla comunità. Anche per poter ben lavorare con creatività e piena professionalità, è necessario conoscere e servire Dio, nella natura e nelle forze che ci ha dato. Solo allora saremo concreatori, non distruttori; corredentori, non profanatori. Pertanto il lavoro è estrema necessità e forza da esplicare anche e principalmente per godere e rafforzarsi nella vita. Il lavoro va vissuto con sacralità o è un inganno distruttivo delle proprie ed altrui forze.

Antonella Casini

 ________________________________

 

Io, che mi ero perso nel lavoro

 

Mi chiamo Marco e vivo a Roma Nord. Ho conosciuto Italia Solidale a 26 anni. Laureato in Statistica Attuariale con 110 e lode, avevo trovato subito un lavoro ottimo e ben retribuito che mi dava molte soddisfazioni. Amici, fidanzata, soldi, volontariato, sport, vacanze: non potevo lamentarmi di nulla. Il mio stomaco però si lamentava: avevo la gastrite, per tutti un “normale” disturbo con cui convivere. Spesso ero stanco e arrabbiato, ma mi nascondevo dietro al mio perenne sorriso. Era tutto “come volevo”, ma non avevo pianificato i contrasti interiori tra ciò che facevo e ciò che ero. Sul lavoro ero impegnato almeno 10 ore al giorno. Ero soddisfatto, ma qualcosa dentro “scricchiolava”. Feci un’adozione a distanza perché non volevo che i bambini morissero e mi fidavo di Italia Solidale. Incontrai P. Angelo, scoprii che era Italia Solidale che “mi stava adottando”, perché non volevano che morissi nello spirito e nel corpo! P. Angelo è un uomo ricco di gioia e  di vita, ogni sua parola è perché nessuno viva nell’inganno. «I bravi e i buoni son figli di una buona donna...», queste le sue prime parole… una sberla per me! «La vita è quello che è, non quello che pensi». Io con la mia testa pensavo molto ed ero bravo e buono. Lui era sempre felice, io sempre arrabbiato, perché accontentavo tutti tranne me. Capii che il mio stomaco si era ammalato a furia di “ingoiare”.

Leggevo i libri di P. Angelo, ma non comprendevo. Poco a poco, però, si sono aperti in me i nuovi orizzonti di vita e prassi missionaria di Italia Solidale per creare  “Giardini di vita che salvano bambini”. Sentivo sempre più che dentro me c’è una realtà (“Io Potenziale” lo chiama P. Angelo) che era stata sotterrata dai secolari condizionamenti negativi. Ero come sdoppiato. Avevo perso la mia unicità e le mie energie personali, adattandomi alle persone, alla società, al lavoro, alla cultura corrente. Quindi avevo perso anche la fede. Cogliere che la vita non è come penso, ma come l’ha fatta Dio ed ha un ordine intrinseco che, se non lo vivi, soffri, è stata una rivoluzione che mi ha fatto sentire Cristo dentro di me, mi ha portato a cambiare il mio modo d’essere e di conseguenza a lavorare in modo più creativo, stancandomi di meno ed accorgendomi di me e degli altri.

Il mio problema non era il lavoro né gli altri. Ho acceso i riflettori sulla mia persona come l’ha creata Dio e mi sono impegnato a recuperare quel gap. Oltre a salvare un bambino con la mia adozione a distanza, ho cominciato ad impegnarmi nella missione, trasmettendo agli altri ciò che avevo ricevuto. Sono guarito dalla gastrite senza medicine. Ad un certo punto ho sentito la necessità di impegnarmi in un lavoro veramente creativo e di servizio. Così ho lasciato tutto per dedicarmi a tempo pieno alla missione mondiale con Italia Solidale, per dare a tutti l’opportunità che ho avuto io. Oggi sono sposato, ho un figlio, sono impegnato nella missione in India ed in Campania e ho la gioia di restituire a chi è disponibile ciò che ricevo ogni giorno. Non ho lasciato, ma ho trovato. Anche chi legge, con questa cultura, con i “giardini” e salvando i bambini può trovare e ritrovarsi.

Marco Casuccio