Generale : 2020, anno della paura. È tempo di rinascere - di Antonella Casini e Jisna Shaji
mardi 4 août 2020 05:56

2020, anno della paura. È tempo di rinascere

 

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Ogni anno i rapporti del Censis “fotografano” la condizione degli italiani con una parola. Negli ultimi anni le parole sono state: “Poltiglia e mucillagine”, “liquidità”, “rancore”. La parola del 2020 è: “Paura”. Abbiamo paura perché, in un attimo, un minuscolo virus ha abbattuto la nostra “onnipotente civiltà”. Non c’è lavoro, non c’è futuro, non ci sono più “certezze”. Secondo l’Istat, la comunità che più ha resistito e tenuto insieme il paese, è la famiglia. Ma davvero la famiglia resiste? Guardando la realtà viene piuttosto da chiedersi: la famiglia esiste?. Un dato spicca su tutti: non nascono più bambini. La denatalità non è colpa del Covid-19, è un processo inarrestabile, in atto da decenni. Nel 2018 ci sono stati 439.000 nati e 633.000 persone morte: un record demografico negativo uguale solo a quello della prima guerra mondiale. Secondo uno studio pubblicato da “The Lancet”, nel 2100 il popolo italiano sarà dimezzato rispetto ad oggi. Perché non nascono più bambini? Dove sono le famiglie?

 

Non c’è più l’esperienza persona com’è, delle relazioni come sono e la Vita si spegne. Non è colpa nostra. Da millenni abbiamo una cultura che fa fuori Dio. Gli uomini sono sempre stati sempre sugli uomini, sui soldi o sul potere. Così, di generazione in generazione, siamo spariti come persone, nell’identità sessuale, nelle relazioni familiari. Nessuno ha mai visto, né risolto questa realtà. Oggi però possiamo uscire da questi errori secolari inconsci e ritrovare l’esperienza della Vita attraverso i 10 libri, i documenti e i video di Padre Angelo Benolli. In 90 anni di vita e 54 anni d’incontri quotidiani con moltissime persone, come sacerdote, missionario, antropologo e scienziato, ha sviluppato una nuova e completa antropologia che rimette al centro Dio e la persona creata con energie uniche ed irripetibili per l’amore. Padre Angelo ha fatto scoperte epocali, come l’Io potenziale, con cui cambia l’inconscio di Freud, o come i “giardini” e i “gemellaggi mondiali”. Nei giardini (comunità di 5 famiglie), le persone s’incontrano settimanalmente con i suoi libri, condividono, pregano e superano gli inganni secolari. Ognuno ritrova sé, Dio, la capacità di amare e lavorare bene e la spinta naturale ad essere “missionario” con le persone del proprio territorio e salvando, con un nuovo modo di fare adozione a distanza, i bambini e le famiglie bisognose di tutto il mondo. Questa è l’esperienza di più di 2 milioni di persone in Italia, Africa, India e Sudamerica. Tutte queste famiglie si relazionano continuamente tra loro con i “gemellaggi” mondiali. Con questa comunione intercontinentale si recupera ogni persona, ogni famiglia e il futuro dell’umanità.

Antonella Casini

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“Solo chi sa ben lavorare e ben amare è ricco di spirito di vita”

dal libro “Uscire da ogni inganno” di Padre Angelo Benolli 

Vi è una grande confusione culturale sul servizio alle forze di base dell'uomo. Se da una parte si afferma che l'uomo è maturo se sa ben lavorare e ben amare, di fatto molta cultura, molte persone e molte relazioni non concepiscono e non sviluppano, nel tempo e nel modo dovuti, le forze che porteranno la persona ad essere ricca d'amore e di creatività. È evidente che la forza della libertà, della gioia, della salute e dell'amore, presuppone l'energia della libido (necessaria per poter ben amare) e quella dell'aggressività (necessaria per poter ben lavorare e creare). Ben difficilmente però si servono in forma autentica queste forze di base. Ben difficilmente si comprende che queste forze di base crescono solo nelle relazioni d'amore più che mature. Ben difficilmente si capisce che sia la libido, sia l'aggressività, sono principalmente energie dello spirito, si relazionano solo nello spirito e solo dopo irrorano la sfera psichico-mentale e poi quella corporale. La cultura corrente ed anche passata, ha molta difficoltà a sganciarsi dalla dimensione biologica; tutt'al più arriva a quella psichica. Ma quanta difficoltà ha nello scoprire che sia la libido sia l'aggressività, essenzialmente, radicalmente e primariamente, sono energie dello spirito! Ogni violenza di vita, ogni schiavitù, ogni perdita di libertà, ogni falsità culturale nascono da quest'errore di base. È comodo, per ogni potere, credere e far credere che l'aggressività sia finalizzata solo al lavoro materiale. Molti credono che il lavoro sia principalmente per far denaro. Nella storia, quante violenze, ingiustizie e latrocini hanno prodotto simili castrazioni dell'aggressività! Che dire poi della libido? Quante persone la riducono al sesso? Quante persone violentano altre persone vivendo il sesso senza lo spirito d'amore? Quanti bambini, per tale concetto di libido senza spirito, non saranno mai maschi o mai femmine? Le forze di libido e di aggressività non sono come l'uomo le concepisce o le sperimenta. Non dipendono né dalla cultura, né dalla prassi. Sono forze fondamentali della vita, che si trovano dentro ogni persona indipendentemente dalla sua mente o dalle forze di altre persone. Ogni persona ha queste forze di base (maschio o femmina): solo tutelandole, servendole, testimo­niandole così come sono, si avranno gioia, libertà, forza, amore e pace.

Padre Angelo Benolli (Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale) 

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Nata nella foresta, poi schiava. Oggi missionaria

Mi chiamo Jisna. Sono nata e cresciuta in una foresta sulle montagne del Kerala (India). Come la maggior parte delle donne indiane, non mi era permesso decidere della mia vita. Sono stata allontanata dalla mia famiglia e sono cresciuta in un orfanotrofio. A 9 anni mi prendevo cura dei bambini appena nati. Soffrivo perché cercavo la relazione con mia madre, ma il dovermi prendere cura di quei piccoli me lo impediva. Così mi sono chiusa e ho iniziato a odiare i bambini. A 16 anni ho cominciato a lavorare. Venivo trattata come una schiava perché ero femmina, cristiana e scura di pelle. Volevo essere libera e rispettata, ma nessuno mi aiutava. Per questo non avevo fiducia in me e in Dio. Ho avuto molte malattie. A 20 anni il medico mi ha detto che non sarei potuta diventare madre per le tante malattie e per la forte depressione che avevo. Prendevo molti farmaci che non mi aiutavano, non avevo più speranza.

Ma Dio era presente. Nel 2018 ho potuto partecipare al grande incontro di “India Solidale – Mondo Solidale” con la presenza di Padre Angelo. Lì ho visto il suo video sulla Creazione nel bambino intrauterino e ho colto per la prima volta la creazione di Dio viva in me. Ho iniziato a capire che non stavo vivendo la mia vita. Ho preso posizione, ho lasciato il lavoro e mi sono coinvolta nella missione di “Mondo solidale” che era presente nel mio territorio. Dopo 9 mesi ho sentito per la prima volta il forte bisogno di essere madre, ma vivevo un forte contrasto. Ho letto il libro di Padre Angelo e condiviso nella mia comunità questo fatto. Ho pregato molto e meditato e ho capito che dovevo recuperare la bambina Jisna e che, per risolvere le mancanza di amore in me, avevo bisogno dell’amore puro di un bambino. Così ho adottato a distanza una bimba indiana: Sanjana, una bellissima figlia di Dio.

Il rapporto con lei mi ha aiutato a guarire nell’anima e mi ha spinto a uscire da ogni sofferenza. Ho iniziato a lavorare creativamente per sostenerla. Ho scoperto nuovi talenti dentro di me grazie a lei. La mia famiglia mi ha proposto ben 8 matrimoni combinati! Ma io ho rifiutato e, a febbraio scorso, ho sposato Paolo, un volontario missionario di Italia solidale che ho conosciuto nella missione. Lui, come me, ha cambiato la sua vita e si dedica alla cultura di “sviluppo di vita e missione” elaborata da Padre Angelo e alla missione di promuovere i “giardini” e salvare i bambini in Italia e nel mondo. Appena trasferita in Italia, ho iniziato la missione nel Nord del Paese. Non parlavo bene l’italiano, avevo un’altra cultura. Ma, grazie a Dio, sono riuscita a coinvolgere molte persone degne che hanno colto il valore universale dei libri di Padre Angelo, dei “giardini” e dei “gemellaggi mondiali”, per salvare i bambini e l’umanità. Ora sono incinta, aspettiamo un bambino, un’altra creatura di Dio, un altro missionario e un nuovo donatore di vita. Come dice Padre Angelo: “Salva un bambino, l’amore ti salverà”.

Jisna Shaji

Dal sito IlCaffe.TV