Approfondimenti : Per fare vero Natale
Wednesday, 17 December 2014 11:23
“Gli ho chiesto perdono e dal giorno in cui ha conosciuto la verità è guarito”
Mia madre mi ha detto che è grazie alla nuova cultura di Italia Solidale, nella quale lei cammina da qualche anno, che ha potuto scoprire la causa profonda della mia malattia

 


Mi chiamo Dorothee, della comunità Dukundane, zona Iribajuru, di Kigali Solidale, Rwanda – Italia Solidale.
Sono entrata nella nuova cultura nel 2009, ma è nel 2013 che ho messo in pratica l’esperienza di Padre Angelo sulla mia vita personale e ho potuto scoprire i condizionamenti di mio figlio Rukundo Olivier, e la mia parte di responsabilità in quello che gli è capitato. Grazie a Dio questo problema è ora risolto. Ho scoperto che noi suoi genitori siamo stati l’origine della sua malattia, l’epilessia. Ecco in breve cosa è successo e come ne sono uscita:
Nel 1994, quando Kigali è caduta nelle mani del Fronte Patriottico, ero una giovane sposa, mamma di una bambina. Io e mio marito Eugene siamo fuggiti separatamente. Nel mese di maggio sono partita con mia figlia che aveva 2 anni, mia suocera e le mie 4 cognate verso Byumba (al nord est del paese) e loro mi hanno seriamente maltrattata. Ero disperata e credevo che mio marito fosse morto. Per fortuna lui fece passare un comunicato alla radio nazionale per chiedere se ero ancora viva e chiedendomi di raggiungerlo nel sul del paese. Nell'agosto 1994 tutti noi che eravamo fuggiti verso Byumba siamo tornati a casa. Ho continuato ad essere maltrattata e ho perduto il desiderio di vivere. Mio marito ha proseguito la sua fuga verso l’ovest e solo nell'Ottobre 1994 è tornato a casa. Io ero stata traumatizzata dalla sua famiglia ed avevo perduto il gusto dei rapporti sessuali. Mio marito, al contrario, aveva molto desiderio di me. È in questo clima che ho concepito il mio secondo bambino Rukundo Olivier. Incinta, non avevo gioia. Quando il bimbo è nato pesava 5 chili. È a 6 mesi che la sua malattia ha iniziato a manifestarsi.



Io l’ho fatto curare ovunque, mi si diceva che era possibile curarlo, ma in realtà non c’erano miglioramenti. In età scolastica la situazione si è aggravata, era molto aggressivo. Certo, lui amava studiare ma non ci riusciva. I suoi genitori, i suoi fratelli e sorelle, i suoi compagni di scuola, i suoi vicini, tutto il mondo lo trattava male. A partire dal 5° anno di scuola primaria lo abbiamo fatto curare al centro psichiatrico e fino a poco tempo fa era sotto trattamenti. Io amavo molto andare alle preghiere di guarigione ovunque si svolgessero, ma non c’erano miglioramenti.
Aiutata dalla nuova cultura di Italia Solidale e dalla comunità Dukundane, cercando le testimonianze di vita da condividere con i miei fratelli e sorelle nel cammino e da donare a Grazia, sono potuta entrare in me stessa e rileggere il mio passato, là dove avevo ferito i miei bambini, specialmente Rukundo. Padre Angelo mi ha permesso di avere la luce leggendo il secondo punto del libro: I 10 punti dello sviluppo di vita e missione. Immediatamente ho compreso il problema che mio figlio Rukundo ha incontrato dal suo concepimento. Aiutata da questa nuova cultura, poco prima della visita della volontaria Grazia Diotallevi, nel mese di maggio 2014, ho parlato con il ragazzo e gli ho spiegato la genesi della sua malattia. Gli ho chiesto perdono e dal giorno in cui ha conosciuto la verità, mi ha perdonata e immediatamente la sua malattia è scomparsa. Attualmente è normale, si guadagna da vivere facendo delle installazioni elettriche. In famiglia si esprime, non si innervosisce più, si intende con tutti gli altri. È un ragazzo esemplare.
Termino ringraziando molto Padre Angelo Benolli, tutti i volontari di Italia Solidale e tutti i volontari donatori, per averci portato questa nuova cultura e per il loro grande amore verso i bambini. Ringrazio la mia comunità che mi accompagna e che mi ha dato questa possibilità di entrare in me stessa per vedere quello che non andava e risolverlo.

Testimonianza di Rukundo Olivier
Io, Rukundo Olivier, ringrazio molto Dio del fatto che mia madre ha conosciuto la nuova cultura di Italia Solidale. La mia malattia mi faceva soffrire molto. Perché non riuscivo a capire di cosa soffrissi. Sembrava che cadessi in una sincope, è quello che gli altri mi dicevano quando uscivo da una crisi epilettica. Quelli che assistevano alle mie crisi, poi mi sottoponevano ad un interrogatorio e non sapevo cosa rispondere, perché io stesso non comprendevo nulla.
Amavo molto studiare ma a causa di questa malattia volevo lasciare la scuola perché ero traumatizzato e trattato come un folle e un idiota. Certi miei compagni di scuola mi evitavano e altri mi trattavano come uno posseduto da spiriti malvagi. È per miracolo che ho potuto terminare la scuola primaria. Ho anche rifiutato di proseguire la scuola secondaria a causa di questo clima di tensione. Ho preferito andare a studiare un mestiere di elettricista che amo molto.
Ringrazio molto mia madre che ha avuto il coraggio di rivelare la genesi dei miei problemi e la sua parte di responsabilità. Apprendendo tutto questo sono stato molto toccato ma la ho direttamente perdonata di avermi concepito senza volermi ma al contempo di aver accettato di portarmi nel suo grembo senza abortire, di aver sopportato la mia malattia per 18 anni, fino al giorno in cui me l’ha svelata. La ringrazio molto di avermi testimoniato l’amore, e di avermi dato il nome di RUKUNDO - AMORE : guarire attraverso il fatto di testimoniarmi amore era il suo augurio più profondo e sino ad oggi è il suo pensiero su di me. Dal giorno in cui ho conosciuto questa verità profonda ho immediatamente sentito un cambiamento radicale in me, e da allora sino ad oggi sto bene.
Per me, i miei parenti, i miei conoscenti, i miei vicini… è un miracolo che passo una giornata, un mese o più senza avere crisi epilettiche. Mia madre mi ha detto che è grazie alla nuova cultura di Italia Solidale, nella quale lei cammina da qualche anno, che ha potuto scoprire la causa profonda della mia malattia. Ringrazio molto Padre Angelo e i suoi collaboratori per questo grande regalo che ci hanno offerto e che mi ha permesso di guarire. Io applico i principi fondamentali di questa nuova cultura che approfondisco sempre più.
Che Dio benedica Padre Angelo Benolli, i volontari di Italia Solidale e i volontari donatori di Italia solidale. Unione di preghiera.

 

Gihogwe, Kigali solidale – Italia Solidale Rwanda