Approfondimenti : BABY SQUILLO. SOLO TU PUOI DECIDERE DI NON ESSERLO.
Wednesday, 04 December 2013 00:00
“BABY SQUILLO. SOLO TU PUOI DECIDERE DI NON ESSERLO”
Ecco perché le ragazze per avere un po’ di calore e una relazione dove credono di essere un po’ amate, vanno sul sesso e si prostituiscono.

 

Conosco quelle strade, sono le strade della mia città.
Conosco quelle ragazze, come ragionano, come si muovono, le voci che si scimmiottano, il cuore vero sotto la maschera da ragazza squillo.
Sono nato a Roma il 20 Dicembre del 1988, e sono cresciuto nelle scuole e nell’ambiente della Roma bene, la Roma di una dura verità sotto la maschera meravigliosa d’una scricchiolante ipocrisia.
E’ buffo perché i media hanno il potere di “allontanare” le persone e le realtà che descrivono dalle strade di tutti i giorni, da quelle realtà e quelle facce, da quella quotidianità da cui quelle storie provengono.
No, non ho mai conosciuto nessuna ragazza che si prostituiva per denaro o per cose, come quelle dei Parioli sulle pagine dei giornali tutti i giorni, ma ho camminato su quelle strade, respirato quegli ambienti, parlato con ragazze che non si vendevano forse per denaro… ma ci sono tanti modi di vendersi e tanti “denari” da ottenere.
Una volta a una festa di 18 anni una mia amica si presentò praticamente in mutande, cioè con un vestito talmente corto da sembrare un costume da bagno. Io le volevo bene, non sopportavo il modo con cui si atteggiava perché sapevo che quella non era lei.
Fu così che la presi in disparte e la portai in riva al mare, a passeggiare… lei guardava in cielo e chiudeva gli occhi: “che fai?” le dissi, e lei: “parlo con la mia stella… era da un po’ che non lo facevo più”.
“Ma perché ti sei vestita così? E perché fai la cretina con tutti?” le chiesi arrabbiato; non dimenticherò mai ciò che mi disse: “So che questa non sono io, ho fatto cose sessuali nella mia vita di cui mi vergogno, in cui non mi riconosco, ma le ho fatte perché quello è l’unico modo per essere vista e amata da un ragazzo, perché nessun ragazzo amerebbe ciò che ho dentro di me e rimarrei sola.” Fui molto scosso da queste parole e questa verità

 

A una ragazza che chiude gli occhi sulla brezza marina e parla con la sua stella di certo non manca anima, spirito, profondità e ricchezza interiore.
Lei era, come ogni persona, un fuoco, una stella, un sole, una meraviglia, ogni persona lo è, tu lo sei. Cercando di trovare me stesso, grazie a chi mi ha dato una mano ho capito quanto in ogni essere umano c’è un’energia unica e autentica che per crescere attende rispetto, scambio di rispetto su ciò che è, amore, calore, movimento, creazione, forza, incanto, natura incontaminata e sacralità. Solo su queste basi una persona cresce e matura ciò che è, ma se questo manca chiaramente viene a mancare una base imprescindibile per la vita personale.

Questa ragazza aveva profumati capelli scuri, ed occhi vivi e naturali. Sapeva disegnare come un angelo, aveva una voce sussurrata e profonda. Aveva uno Spirito meraviglioso ed io lo so perché abbiamo parlato tante volte, era mia amica.
Lei veniva da una famiglia “perfetta” della Roma bene, dove tutto doveva essere perfetto, dove doveva sempre esserci il massimo dei risultati, dove si doveva essere sempre ai massimi livelli sociali. Lei si apriva e mi diceva che non si sentiva sostenuta per ciò che ERA, ma continuamente giudicata su ciò che altri dicevano lei avrebbe dovuto essere. Una maschera di perfezione che però non era la sua vita.

Andava in una delle migliori e più in vista scuola di Roma, dove però mi diceva che non si sentiva sostenuta a far sbocciare ciò che ERA LEI DAVVERO, piuttosto sentiva una grande pressione e giudizio su come avrebbe ripetuto la lezione, sul voto che avrebbe preso ripetendo cose che ALTRI ritenevano che lei dovesse sapere.

Questo fiore di rara bellezza avrebbe avuto bisogno di un’acqua di vita fatta di accoglienza dell’espressione della sua identità vera, fatta di rispetto e vivace scambio su ciò che si sentiva dentro di se, ed invece riceveva da parte della famiglia e della società una continua pressione e continue aspettative su di lei, che la facevano sentire sempre insignificante anche se non era vero che lo era. Proprio dalle persone con cui avrebbe dovuto vivere le relazioni fondamentali per la formazione della sua identità, riceveva incoraggiamenti, aspettative, involontarie pressioni sul “modo di lei” che loro pensavano fosse più giusto da vivere.
E’ questo il dramma nascosto dai “va tutto bene” che tantissime ragazze vivono oggi a Roma e non solo, ed io lo so perché ci sono dentro, perché me lo hanno detto loro.
Questo giglio così fragile andava cercando esperienze di autenticità e fioritura, ed è così che si spingeva nelle relazioni con i suoi amici, con i suoi coetanei, ma cosa si trova? Cosa si vive? Su cose ci si incontra???
Si ha un disperato bisogno di incontro, un disperato bisogno di vita, ma quali contenuti sono proposti? Quali luoghi sono offerti per l’incontro dei giovani?

Allora lei, come anche io, come molti ci incontravamo ma tra le strade di Roma si respira tutta una cultura dell’apparenza, dell’avere. Uno è fico perché appare, non perché è. Uno è fico perché lo dicono gli altri, non perché è un vero con se stesso e con gli altri. Uno è considerato perché ha i voti alti, la faccia bella, la macchinetta che costa, la donna o l’uomo fico: uno non è visto per ciò che è.
Uno non è sostenuto ed amato ad essere e crescere per ciò che è.
Uno è spinto dai film, dai libri, dalla cultura corrente a costruirsi una maschera fica, ma sotto cosa c’è?
Ecco perché le ragazze per avere un po’ di calore e una relazione dove credono di essere un po’ amate, vanno sul sesso e si prostituiscono. Certo, quelle che conoscevo io non si prostituivano per denaro ma davano il loro corpo per essere viste, considerate e amate, non è colpa loro, loro sono meravigliose, è colpa del nulla intorno a loro, intorno a noi.

E’ che nelle famiglie si vive mancanza di amore, giudizio, aspettativa, violenza o indifferenza.
E’ che nella scuola si è “verificati”, anche a buoni livelli, ma si è compresi e amati?
E’ che in giro c’è una cultura superficiale, di false relazioni, di falsità di soldi, look, macchine che non è vera e viva. Che non è giusta.
E’ che ciò che noi siamo dentro soffoca e quindi cerca modi per non morire, cerca surrogati.
E’ che i politici italiani sono i più costosi al mondo e non fanno NIENTE se non complicare di più le cose e un giovane su tre non ha lavoro, e non ci sono prospettive di futuro.
E’ che spesso i ben pensanti giudicano e non vedono l’anima meravigliosa dei giovani e non capiscono i perché profondi. E se non capisci i perché profondi è mejo che te stai zitto.
L’Italia se vuole dare un futuro ai suoi ragazzi, alle sue ragazze deve ripartire dalla base. Dobbiamo aiutarci a ritrovare in noi stessi le forza e la vita di una cultura dell’essere, di una cultura dell’uomo, dell’amore.
La poesia di Dante, Petrarca, Manzoni, Boccaccio e Ungaretti, la musica di De Andrè, Guccini, Battisti, Ligabue.
Dobbiamo ritrovare chi siamo per poter offrire poi, nella scuola, nella famiglia, nella società ai ragazzi un sostegno a percepire e maturare la loro vera identità di persone umane.

Solo la tua persona, che hai solo tu, ti dice chi sei.
Solo la tua persona ti dice chi è l’altro, chi è la tua ragazza, il tuo ragazzo.
Solo la tua persona ti dice che lavoro sai fare, e per cosa lottare nella tua vita.
Solo la tua persona ti prende per mano e ti sussurra all’orecchio con forza la tua libertà.

 

Giacomo Fagiolini