Approfondimenti : Testimonianza dall'Italia
Giovedì, 24 Ottobre 2013 00:00
“GRAZIE PADRE ANGELO!”
Ho conosciuto un’antropologia dell’uomo che mi corrisponde in pieno, perché parla di me, perché sono io, perché dice ciò che io sento da sempre e per cui ho rischiato di passare per matta!

 

Carissimo p. Angelo,
ho deciso di scriverle superando tutti i miei timori di “dire cose vecchie” perché voglio davvero ringraziarla e quindi dirle Buon Compleanno!
Davvero la sua vita è stata un Completo vivere e donare per ripulire ogni Anno di secoli dei secoli dagli inganni personali, familiari, culturali, storici, religiosi e scientifici.
Questa mattina nella Messa ho pregato molto per lei, ringraziando il Signore del dono che ci ha fatto e di sostenerci per renderci degni delle molte grazie ricevute.
Oggi è il giorno in cui la Chiesa ricorda il Beato Papa Giovanni XXIII e il Concilio Vaticano II, e mi piace questa coincidenza di Spirito perché credo che un vero concilio l’abbia fatto lei p. Angelo, iniziato l’11 ottobre 1931, anzi ancora prima in quei 30 giorni di Vera Chiesa in cui Dio ha plasmato il Suo Angelo che non si è mai staccato dal Suo Dio!
Ed è arrivato fino a noi con una LUCE che finalmente ci permette di leggere il Contrasto sull’Inconscio, la lotta tra Io Potenziale (in cui c’è il Sigillo di Dio) e l’Io Reale (in cui c’è il male). Ci fa sperimentare veramente in questo contrasto (la nostra croce), la FEDE in Cristo morto in Croce, che fa fuori la morte e il diavolo, risorge e ci dona lo Spirito Santo per farci muovere (per noi stessi e per i fratelli) nella CARITA’ che tutto risolve!
Basterebbe a testimonianza di questo la Sua Vita p. Angelo… la vita di milioni di persone nel mondo raggiunte da questa Antropologia... ma non è vero che basta se non c’è la personale esperienza della mia Creazione, Croce e Resurrezione da testimoniare nella Carità ai fratelli.
Per ringraziarla davvero vorrei raccontarle tanti “fatti” che in questi quasi tre anni di Nuova Antropologia ci sono stati nella mia vita. Ma non so decidermi quale scegliere… e così le mando quanto avevo scritto un anno fa a un amico:

“Sento che in me, come in ognuno, c’è un’energia e una possibilità infinita di vita e d’amore che supera il tempo e lo spazio, lo sento così forte che non posso negare in questo l’esistenza di Dio che mi ha creato così, mi ha voluta così, mi ha amato così. Come sento tutto il contrasto che questa energia unica vive dentro di me scontrandosi con la sofferenza, con il vuoto, con la solitudine, la mancanza d’amore… e si blocca, viene meno, si nasconde, si adatta, trova soluzioni che sono palliativi e creano ancora più sofferenza. Come sento, ancora, che in questi contrasti c’è addirittura una forza così negativa che mi vorrebbe portare all’autodistruzione totale. Questo è ciò che io sento in me fin da bambina, e questo credo che sia in tutti gli uomini.
C’è una forza incredibile di vita che non vuole morire, che si ribella a ogni ingiustizia, ad ogni male, che non accetta di non essere vista, rispettata, amata, colta, che non può non esprimersi… eppure quante volte è bloccata, paralizzata o addirittura spazzata via. Ma comunque essa non muore mai. È lì come il nucleo di ogni cellula, come il fuoco del centro della terra in attesa di essere liberato. E questa liberazione è ciò che ora più di ogni altra cosa riempie la mia giornata, coglie la mia attenzione e usa le mie energie.

Due anni fa nel periodo più buio della mia vita e dopo anni e anni di ricerca del “perché io non posso essere felice?” penso di aver ricevuto un regalo che ancora non colgo interamente e nella sua completezza… ancora non sono abbastanza libera per poterlo vivere in pieno, ma è proprio questo il regalo… iniziare a vivere veramente, piano piano, riuscendo a cogliermi, a vedermi, a sentirmi, a relazionarmi, ad avere fede e ad amare. Piano piano ti dico. Con molta sofferenza. Sto ripartorendo me stessa nella verità, sto rileggendo la mia storia con una luce che mette insieme i pezzi, dà risposte e se mi impegno risolve ciò che si era rotto e bloccato, mi fa ritrovare ciò che ho perso da chissà quanti anni e probabilmente da tante generazioni prima di me nella mia famiglia. Perché tutto ciò che non si risolve, si ripete, si ripresenta e si tramanda
Due anni fa ho ricevuto una telefonata dall’Associazione missionaria Italia Solidale, con cui da tanti anni avevo l’adozione a distanza. Una donna, una madre, una missionaria mi invitava a un incontro che presentava il “lavoro” dell’Associazione. Io avevo fatto un gesto d’amore salvando un bambino dalla morte di fame, non sapevo che sarei stata salvata con ancora più amore io stessa (la bambina che c’è in me e che ha tanto sofferto fino al punto di sentirsi una morta!).
Ho conosciuto così un’antropologia dell’uomo che mi corrisponde in pieno, perché parla di me, perché sono io, perché dice ciò che io sento da sempre e per cui ho rischiato di passare per matta! È un’antropologia di vita che non è culturale ovvero non dipende dalla cultura in cui vivi, ma è una nuova cultura (vecchia quanto la creazione del mondo!!!) che tiene uniti tutti gli uomini del mondo. Ci rende davvero tutti uguali (e ne ho appena fatta esperienza personale in Sud Sudan) e ancora più meraviglioso nel rispetto di ogni unicità e diversità personale (personale! Non di popolo, casta, chiesa, famiglia, clan… lingua, scrittura, studio e quant’altro… personale, cioè della Persona).
Un’antropologia “tirata” fuori dalla vita stessa, una scoperta scientifica di ricerca vera e sincera sulla realtà come fanno gli scienziati veri e seri non quelli che devono vendere il prodotto. Una verità che per tanti aspetti disturba, rompe decisamente gli schemi, è sacrilega. Difficile da comprendere e ancora di più, molto di più, da vivere. Eppure io, che avevo perso tutto o proprio per questo, l’ho sentita subito in me.

Il grande merito va a un giovane 81enne, Padre Angelo Benolli, ateo a 15 anni perché in contrasto con i preti e la Chiesa, giustiziere tra gli amici, e in opposizione con ogni tipo di struttura e regola. Scienziato, teologo, psicanalista… in disaccordo con la scienza, con la teologia, con la psicanalisi… impara da se stesso, dai ninos vagos argentini, dai bambini moribondi del Kenya e dai bambini intrauterini cos’è la Vita, chi è l’Uomo e dov’è Dio. Continua a confermare ciò che ha scoperto nel dialogo continuo e giornaliero con persone di ogni cultura, ceto sociale, colore della pelle che gli raccontano le gioie e le sofferenze della loro esistenza. E’ entrato in relazione con matti, prostitute, alcolizzati, tossicodipendenti ma anche intellettuali, uomini di fede, dottori, ricchi, poveri… e con tutti e in tutti è riuscito a vedere la grande sofferenza dovuta alla mancanza di amore, origine di ogni male, e a sostenere la potenzialità forte, unica e personale di ognuno per uscirne.
Non è per niente facile perché ti devi immergere nei tuoi contrasti interni, fino a lì dove le tue ferite sanguinano, ti fa sentire tutto il dolore fisico e sui nervi, che è stato registrato negli anni (dovuto proprio alla sofferenza dell’anima) fino a rompere ogni meccanismo che ti ha fatto sopravvivere alla mancanza d’amore e tornare a muovere quell’energia di vita che hai dentro e non ti vuole morto.
E allora come uno spettatore che aspetta l’alba, ecco che appari tu, la tua meraviglia e senti che Qualcuno ti ha amato per essere così e ti ama perché tu ti mantenga così e vai verso l’altro con la gioia e l’innamoramento che solo i bambini sanno testimoniare”.
GRAZIE PADRE ANGELO!

 

Letizia