Approfondimenti : E’ stata la migliore esperienza che abbia mai fatto nella vita
Lunedì, 21 Ottobre 2013 00:00
“E’ stata la migliore esperienza che abbia mai fatto nella vita”
Con la cultura di Italia Solidale e l’aiuto dello Spirito Santo ho avuto luce sui condizionamenti inconsci che ho registrato e che ripetevo

 

Il mio nome è Erci de Fatima ho 30 anni, sono sposata e madre di 2 figli. Ho conosciuto Italia Solidale 2 anni fa, ma all’inizio non capivo quasi nulla del movimento. Nel mese di luglio 2013 abbiamo ricevuto la visita dei missionari italiani, per visitare i bambini che ricevono l’adozione a distanza con le loro famiglie e comunità. Quando sono andata all’incontro ero intenzionata ad uscire dal movimento. Ma Stefano Bovenzi, il responsabile della missione, mi ha invitato a partecipare agli incontri in uno dei quartieri più difficili e temuti di Jundiaì, la favelas di S. Camillo. Abbiamo passato giorni visitando le famiglie e ascoltando le loro testimonianze: persone incredibili che lottano ogni giorno con immenso amore e un cuore puro. Tutto questo mi toccava profondamente, tanto che Stefano mi ha chiesto anche di partecipare con loro alla missione in Amazzonia. Avevo paura, ma ho accettato e sono andata piena di voglia di imparare, capire e desiderio di fare missione, lasciando per 25 giorni mio marito e i miei figli. Ho superato la paura di prendere l’aereo che non avevo mai preso e la paura di stare lontano dalle persone che amo. E’ stata la migliore esperienza che abbia mai fatto nella vita, ho conosciute molte persone e capito veramente cos’è Italia Solidale.

Con questo viaggio ho potuto risolvere molte cose personali. Ero una persona con cui era difficile convivere, amavo stare da sola, non mi volevo che mio marito mi toccasse, non davo attenzione e urlavo e picchiavo i miei figli come una pazza. Stavo causando molta sofferenza a me stessa e alla mia famiglia. Durante il viaggio missionario, grazie alla cultura di sviluppo di vita e missione, i libri e i documenti di Padre Angelo Benolli che abbiamo approfondito e grazie alle testimonianze delle madri, dei padri, dei giovani e dei volontari stessi di Italia Solidale, che esprimevano l’esperienza di un cammino di guarigione delle loro sofferenze spirituali e materiali, ho capito perché ero così.

La mia infanzia non è stata facile, ho sofferto molto, è stata molto violenta, paurosa, umiliante. Ma nello stesso modo in cui sono cresciuta, stavo crescendo i miei figli, facendoli soffrire. Accompagnata da persone uniche, con questa cultura e nello Spirito Santo, ho avuto luce sulla mia storia che mi ha consentito per la prima volta, di bloccare l’istinto automatico violento, i condizionamenti inconsci, che ho registrato e che ripetevo. Appena tornata a casa dall’Amazzonia non ho più picchiato i miei figli, non ho più urlato e la pace regna nella mia casa e ora siamo più felici.
Oggi sono missionaria nella mia famiglia, nella mia comunità, nella città e in qualsiasi posto in cui vado testimonio con forza la nuova cultura di Italia Solidale, perché desidero portare a tutte le persone la pace, la gioia, l’amore e la libertà per le quali siamo stati creati.

Il mio ringraziamento va specialmente a Dio per la mia vita, per la vita di Padre Angelo, per tutti i missionari di Italia Solidale e per tutti i volontari donatori. Con voi e grazie a voi è iniziato per molti bambini un nuovo percorso di vita veramente rispettoso, forte, che permette loro di sviluppare, insieme alle loro famiglie, il loro potenziale, frutto dell’Amore di Dio. Che Gesù e Maria possano benedire ognuno di noi, i nostri familiari e sempre più forti nello spirito e nel corpo, possiamo portare in tutte le nazioni questa Cultura che libera e salva la vita. Siamo chiamati a ritornare bambini, esprimere le nostre forze, certi che solo così entriamo veramente nel Regno dei Cieli. Un abbraccio forte da una persona che è ritornata a rispettare e amare la vita così come fanno i bambini e così come Dio l’ha creata.

 

Erci de Fatima Silva, volontaria di Jundiaì, Brasile Solidale - Mondo Solidale