Approfondimenti : “La vera civiltà” Digiuno, Papa e Turkana: la vera pace nel deserto nasce dall’inconscio
Martedì, 10 Settembre 2013 00:00

“La vera civiltà”

Digiuno, Papa e Turkana:
la vera pace nel deserto nasce dall’inconscio

 

Sabato sera c'è stata una veglia in Piazza S. Pietro, organizzata dal Papa, che non vuole restare indifferente dinanzi a quanto sta accadendo in Siria.
Bene. Perché prima di tutto occorre saper vedere.
Ha chiesto una giornata di digiuno, il Papa. Per la Siria.
Certo, siamo così addormentati che un modo doveva trovarlo per richiamare la nostra attenzione.
Ma mi chiedo: a cosa servirà, non mangiare? A preservare forse altre vite dalle bombe? Ad impedire la morte di altri bambini? A portare la pace tra persone che la guerra ce l'hanno prima di tutto dentro, registrata sulle cellule? A permettere quello sviluppo economico che sembra essere la panacea di tutti i mali?
Non voglio rispondere con altre parole o con ragionamenti astratti, che già dobbiamo sentirne troppi, al giorno d'oggi, attraverso i tanti mezzi di comunicazione a nostra disposizione.
Ma stavo pensando ai miei amici Turkana, nel nord del Kenya, dove Italia Solidale ha la gioia di aver visto nascere e crescere 4 collaborazioni con la gente locale.
Vivono nell'arido deserto del Turkana, in mezzo al nulla, in uno dei posti più inospitali della terra, tra sabbia, caldo rovente, animali velenosi e siccità: un luogo da cui, la prima volta che ci si arriva, si desidera solo scappare, perché pensare di poterci sopravvivere sembra impossibile.

E non sono solo gli animali, la fame, la sete e le malattie che ne conseguono, ad uccidere. La tribù dei Turkana, come tutte le tribù africane, è spesso coinvolta in atroci lotte tribali, in atti di banditismo, in razzie di animali e violenze personali. Sono tante, troppe le persone che muoiono a causa della mancanza di una cultura che veda e rispetti veramente la persona in tutta la meraviglia della sua creazione. Ma nessuno parla di questi morti, perché non fanno notizia, non si trovano in luoghi strategici che promettano interessanti ritorni economici.
Ho trascorso gli ultimi due mesi con le meravigliose persone Turkana che sperimentano ogni giorno la cultura di vita proposta da Italia Solidale, e posso testimoniare quello che ho visto con i miei occhi: non ci sono più scontri tribali, da quando le persone sono entrate nel loro inconscio, hanno visto la loro storia personale, hanno affrontato i loro condizionamenti e le loro dipendenze secolari ed hanno riscoperto la meraviglia della loro creazione e la potenzialità delle loro energie, quelle dei primi 30 giorni dal concepimento, in cui ci sono solo Dio e il bambino! Perché, come loro stessi mi hanno ogni giorno ripetuto, scoprendo questa creazione in loro, hanno potuto vederla in ogni altra persona, anche se appartenente ad una diversa tribù: e non hanno più trovato motivi per considerala nemica, ma vivono per la prima volta nella pace!
Non solo: questo recupero delle proprie forze personali e relazionali, insieme all'amore di tanti donatori italiani che hanno attivato un'adozione a distanza, ha permesso loro di creare davvero dal nulla ed in modo impensabile, considerato l'ambiente desertico ed ostile in cui vivono, una varietà di piccole attività economiche autonome con cui ogni famiglia è diventata davvero sussistente! Così ora non dipendono più dall'assistenzialismo impersonale e castrante delle ONG e dallo sfruttamento immorale ed arrogante delle multinazionali, ma hanno una vita dignitosa, possono prendersi cura dei loro bambini e addirittura hanno iniziato loro stessi ad adottare a distanza i bambini delle altre 121 missioni di Italia Solidale in Africa, Sud America ed India. E di più: molti di loro hanno chiesto di poter aiutare i bambini italiani, perché hanno compreso che, oltre alle difficoltà economiche contingenti, anche noi abbiamo tanti condizionamenti inconsci da affrontare e risolvere per uscire dalle nostre sofferenze sia dello spirito che del corpo (depressioni, violenze, separazioni, cancri).
Siamo di fronte ad una grossa rivoluzione culturale: l'Africa, da sempre considerato il Paese che deve essere aiutato, è passata dall'altra parte, è lei, ora, che ha la possibilità di aiutare gli altri!
Se non è pace questa, se non è sviluppo economico questo, se non è civiltà questa...!
L'intenzione è buona, ma i fatti mi testimoniano concretamente che non servirà digiunare se non ci si incarna veramente nei problemi e negli errori alla base delle guerre. E ci si può incarnare solo personalmente, partendo dalla propria vita che, in maniera personale, unica ed irripetibile, ci è stata donata ed alla quale, in modo altrettanto personale, dobbiamo partecipare. Perché solo così possiamo partecipare anche alla vita degli altri, proprio come noi facciamo nelle 125 missioni in tutto il mondo delle quali, come per i Turkana, siamo responsabili, continuando a collaborare insieme a Dio ogni giorno, per uscire da ogni morte, da tutte le guerre, da tutte le povertà e da tutti gli inganni della nostra cultura attuale.

 

Roberta Cappelli (Volontaria di Italia Solidale – Mondo Solidale