Approfondimenti : NOTIZIE DALLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA
Sabato, 02 Agosto 2014 09:40
“Terza parte: festeggiamo la vita!”
In questo inferno apparente, Italia Solidale sta permettendo a queste meravigliose famiglie di non arrendersi e di mantenere viva la vita attraverso una concreta esperienza di amore che parte dalle forze inconsce della persona ed arriva alla missione!

 

Carissimi amici, nuova ricchissima e potentissima giornata nella Repubblica Centrafricana.
Oggi il paese ha vissuto una giornata di “festa nazionale”. Si è celebrata la fine del Ramadan. In realtà la fine del Ramadan era ieri, ma la celebrazione è stata snobbata dall’attuale presidente di transizione del Centrafrica. Questo atteggiamento ha fatto aumentare notevolmente la tensione con i musulmani. Per questo la presidentessa ha deciso in due minuti di correre ai ripari e di decretare una fine del Ramadan bis per la giornata di oggi e di farla celebrare come festa nazionale per tutto il paese. Questo concreto esempio ci aiuta a capire come la tensione è alle stelle e basta una piccola goccia per far traboccare un vaso che è già straripante (e che non può essere risolto a colpi di decreti. Basta un decreto o una festa nazionale per fare unità tra persone, etnie, religioni???). Questa mattina, insieme a Sara, abbiamo “festeggiato” andando ad incontrare la zona di Boy Rabe. Uno dei quartieri più “caldi” della città, considerato la roccaforte del vecchio presidente Bozizè e teatro negli ultimi mesi di atroci massacri. A Boy Rabe, Italia Solidale sta pian piano costruendo una vera unità che parte dall'anima e non dalle leggi o strutture.



La nostra visita non era prevista anche perché sconsigliata da tutti. Nello stesso tempo in quel quartiere, nonostante tutto, ci sono 60 famiglie che partecipano incontrandosi in 12 comunità di sviluppo di vita e missione. Quindi io e Sara abbiamo deciso comunque di andare, anche se per un incontro più breve del solito e di incontrare le famiglie ed i loro bambini. Con un Taxi ci mettiamo in cammino. Più si procede e meno soldati delle forze di pace internazionali si incontrano. Lungo il tragitto ci si innamora della confusa vitalità delle strade. In ogni centimetro di strada si potrebbe scrivere un libro. Dopo aver visto intere famiglie (4 o 5 persone) sullo stesso motorino, dei divani trasportati con una bicicletta, una vera e propria asta per vendere al miglior offerente delle magliette tra cui riconosco quella del Milan degli anni 90, dei bambini che giocano con un maiale e così via, arriviamo al luogo dell’incontro che si svolge nella casa di una delle 60 famiglie. Il tutto con un temporale straordinariamente potente!

L’esperienza è stata veramente speciale e forte, difficile da descrivere e da raccontare. Infatti penso che molti aspetti, per ora, resteranno profondamente nel mio cuore. Abbiamo incontrato soprattutto donne, ma stavolta non perché i mariti si rifiutando di partecipare ma perché purtroppo non ci sono. Molti sono fuggiti nel vicino Congo, altri stanno combattendo in varie zone del paese ed altri purtroppo sono stati uccisi. Nelle donne presenti si percepiva una grande energia positiva ma nello stesso tempo anche una grande sofferenza. Tantissime donne, ad esempio, sono state violentate. Anche in Centrafrica sembra che viene “usato” lo stupro come vera arma di guerra. Una diavoleria ignobile che, usando le debolezze sessuali dei soldati, ha lo scopo chiaramente malato e scientificamente indiavolato di “sporcare” la purezza dell’avversario sia perché profanano le donne, sia perché pensano di far nascere una generazione di bambini “non puri” perché non frutto dello stesso clan, tribù, etnia, religione ma della violenza degli acerrimi nemici.

Ho incontrato ad esempio A.J., una ragazza di 28 anni, sposata e madre di 4 figli. Con grande dignità mi ha testimoniato i cambiamenti che sono avvenuti nella sua vita grazie alla cultura di Italia Solidale. "Mio marito mi picchiava e maltrattava... picchiava anche i bambini. Ogni volta che tornava a casa i bambini scappavano perché terrorizzati dal padre che per loro significava violenza. Grazie ai libri ed alla comunità abbiamo colto che questa violenza non era nostra, ma trasmessa inconsciamente dalle nostre famiglie di origine. Mio marito beveva per tutte le sofferenze di non amore che aveva subito nella sua infanzia. Io non riuscivo a reagire per la debolezza passatami dalle donne della mia famiglia in cui mi hanno insegnato che ad un uomo non si reagisce mai. Grazie a Italia Solidale ho colto il valore della mia persona ed ho cominciato a pretendere rispetto da mio marito. Anche lui pian piano si é coinvolto. Abbiamo cominciato a vivere, attraverso la comunità, delle esperienze d'amore che hanno colmato i tanti buchi che erano dentro di noi. E la pace è ritornata nella nostra famiglia. Quattro mesi fa, però, è successo qualcosa di orribile. Mentre tornavo a casa dopo aver chiuso il piccolo negozietto che abbiamo aperto grazie a Italia Solidale e alla generosità del donatore che ha adottato a distanza uno dei nostri bimbi, sono stata avvicinata da alcuni uomini delle milizie seleka. Mi hanno fermata, picchiata e violentata. È stato orribile, tremendo. Forse se fosse successo un anno fa, mi sarei suicidata. Però ora no! Anche se è stato un orrore, grazie all’esperienza con Italia Solidale ho avuto la forza di reagire e di mantenere viva la mia anima... hanno profanato il mio corpo ma non la mia anima. In questo la comunità mi ha molto aiutato e sostenuto. Questo é quello che viviamo... ti rendi conto di come la comunità sulla cultura di vita è fondamentale?"

In questo inferno apparente, Italia Solidale sta avendo un ruolo fondamentale, è vero! Non sta assistendo, distribuendo “cose” materiali, costruendo strutture… Ma sta permettendo a queste meravigliose famiglie di non arrendersi e di mantenere viva la vita nonostante tutto e tutti attraverso una concreta esperienza di amore che parte dalle forze inconsce della persona ed arriva alla missione. C'è ancora tanto da vivere e non é tutto perfetto ma la missione di Bangui Solidale sta donando al Mondo i suoi frutti di vita. Ho parlato di inferno apparante perché anche oggi in ogni persona, ho percepito il Paradiso... nonostante l’inferno. Ogni persona era testimonianza di paradiso. Le persone sono forti, vivaci, le comunità si incontrano, leggono i libri di Padre Angelo Benolli, li collegano alla loro vita, trovano luce sulle loro sofferenze e quindi concrete soluzioni in Dio e nell’amore.
Quell’esperienza di autentico amore di cui tutti abbiamo bisogno per Essere veramente quelli che per Creazione siamo, e poter essere così testimoni di vita per tutti i nostri fratelli. Solo così salviamo noi stessi e i bambini.

Vorrei raccontarvi tanto altro… ma è troppo tardi… ed anche in Centrafrica di notte… si dorme! Prima di lasciarvi un ultima condivisione in diretta: sono circa le 23:45. In Africa significa piena notte! Silenzio assoluto. Mentre vi scrivo però, il silenzio è rotto da nitidi “botti” che si sentono in lontananza. Vorrei tanto che si trattasse di fuochi d’artificio per una celebrazione… ma qui i fuochi d’artificio non ci sono! Si tratta di colpi di arma da fuoco che anche stanotte disturbano i sogni di tanti bambini e di tante famiglie di Bangui e del Centrafrica. Io e Sara siamo al sicuro! Ma chiedo a tutti voi una preghiera speciale per tutti i bambini del Centrafrica e del Mondo, vittime dirette o indirette dei rumorosi proiettili sparati dai fucili di Bangui, di Gaza, in Ucraina, in Nigeria e nelle tante guerre del Mondo. Chiedo una preghiera anche e soprattutto per tutti i bambini che non vivono in zone di guerra ma che sono vittime dei “proiettili” subdoli, silenziosi, invisibili del “non amore” sparati inconsapevolmente in tante famiglie e che feriscono inconsciamente tutti i bambini!

La preghiera più bella che possiamo vivere è quella di impegnarci per ESSERE VIVI e quindi testimoni di amore.
Come scrive Padre Angelo nel libro "10 punti di sviluppo di vita e missione": "tutti gli uomini hanno bisogno di essere liberati per vivere in pienezza la missione d'amore che a ciascuno è stata data con carismi diversi: finché non si sviluppa questo germe, questa meravigliosa energia, nessun uomo è veramente soddisfatto di sé e gusta veramente la gioia della luce piena, del pieno amore, della piena Grazia e fecondità per sé e per i fratelli in Cristo"

Fermiamo le guerre visibili e invisibili vivendo la nostra vita in pienezza facendo anche in Italia comunità di sviluppo di vita e missione e promuovendo le adozioni a distanza come stanno facendo a Bangui. La vita è troppo bella e merita di essere vissuta come merita!
Viva la vita!

 

Davide De Maria (Volontario di Italia Solidale - Mondo Solidale)