Approfondimenti : LA GRANDEZZA DI UN UOMO NELL’UMILTA’ DI UN PAPA
Thursday, 28 February 2013 00:00
LA GRANDEZZA DI UN UOMO NELL’UMILTA’ DI UN PAPA
Sulla partecipazione all’ultima udienza di Benedetto XVI

 

“La gente, chi dice che sia il Figlio dell’Uomo?”
“Alcuni dicono Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”
“Ma voi, voi chi dite che io sia?”
Disse Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”
“Beato tu baar Giona, perché ne la carne ne il sangue te lo hannorivelato, ma il Padre mio che è nei Cieli.
Tu sei Pietro, e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno su di essa”
Per secoli si è letto questo vangelo come l’investitura da parte di Gesù Cristo di San Pietro come capo della sua Chiesa sulla terra, come suo Vicario, e senza dubbio questo è vero.
Anche qui però, P. Angelo Benolli ci parla con una voce nuova e preziosissima aiutandoci a cogliere un fatto sostanziale che fonda questa stessa investitura.

Gesù dice a Pietro “Tu sei”.

Tu sei, vuol dire tu sei persona, Figlio di Dio, unico ed irripetibile e su questa unione tra ogni “tu sei” cioè ogni persona e Dio, si fonda la Chiesa, dove le porte degli inferi non prevarranno. Dio con la Persona, la Persona con Dio, fondamento della Chiesa.
Quindi, come Benedetto XVI ha più volte invitato a ricordare nel corso del suo pontificato, ogni persona con Dio è la Chiesa.
Certo questo è il fondamento anche della Santa Romana Chiesa Cattolica, ma poi il Signore ha anche affidato il deposito di tutta la ricchezza del suo messaggio nelle mani di uomini che hanno tentato di testimoniare questo nel Mondo, in continuità con la testimonianza degli apostoli e dello stesso Gesù Cristo.

Sono state, fin ora, 265 le persone che Dio ha chiamato a guidare la Chiesa Cattolica da San Pietro a Benedetto XVI.

Ho fatto questa premessa perché davvero la sensazione che si aveva osservando Papa Benedetto oggi benedire i fedeli dalla papa mobile, era di aver davanti da una parte l’anziano, saggio e stanco Joseph Ratzinger, ormai alla fine del suo lavoro, e dall’altra il Vicario di Cristo e Successore di Pietro. Una figura che dà unità e fondamento a tutta la Chiesa, che và anche oltre la persona che la svolge. 

“Ringrazio il creatore per questo cielo meraviglioso e ognuno di voi perché mi fate vedere la Chiesa viva”.
E davvero a guardare la varietà e la molteplicità dei movimenti, dei fedeli, degli stati rappresentati si poteva avvertire una Chiesa viva e fiduciosa. Era lampante il grande contributo di freschezza arrivato dal Concilio Vaticano II e dal pontificato del Beato Giovanni Paolo II, che hanno svecchiato e rinnovato dal profondo la Chiesa Cattolica.
Il Papa ha detto poche parole, ha ringraziato tutti, e poi sostanzialmente ha detto: “Avevo fede il 19 Aprile 2005 quando ho accettato il pontificato, ho la stessa certezza oggi che la Chiesa non è mia, ma di Dio, e l’amore di Dio la guiderà sempre, come l’ha guidata durante gli 8 anni del mio pontificato”.
Quasi un bilancio di Benedetto XVI che parla di “tempi di pesca gioiosa e tempi di mare in tempesta”.
Ma davvero il papa ha lasciato una grande testimonianza di fede a tutti, e questa fede si toccava tra la gente, fede nella vita, fede nella Chiesa, fede nello Spirito, fede nel futuro.
Anche Mondo Solidale era presente a questo momento storico epocale, perché erano rappresentati tutti i continenti dove la testimonianza dello sviluppo di vita e missione è ormai arrivata e agisce attivamente. La grande sensazione che ognuno di noi di Mondo Solidale aveva e su cui ci siamo trovati d’accordo è quale grande missione abbiamo noi nel testimoniare questa nuova cultura che è vita vissuta e proposta da P. Angelo Benolli.
Infatti si percepiva che tutte quelle persone, gli eminenti cardinali e vescovi erano lì, partecipavano, ma non so fino a quanto ci si rendeva conto di cosa avesse vissuto nelle sue energie personali, che per il 90% sono inconsce, Benedetto XVI per arrivare a questo grande gesto di rinuncia. Non so se ci si rendeva conto fino in fondo di quello che ogni membro della Chiesa vive in profondità nelle sue energie personali, e che sono proprio quei drammi che portano le divisioni, anche nella Chiesa.
C’è l’esigenza di una grande testimonianza delle forze della vita, dell’inconscio, dello Spirito Santo che ti fa vedere l’inconscio, di Cristo “Unico Terapeuta”, per rinnovarci personalmente e quindi portare una grande ventata di novità anche nella Chiesa, altrimenti continueremo magari a voler fare, a essere volenterosi e devoti, ma a non vedere i nostri drammi e quindi mai ad avere un autenticità di fede e di sviluppo di vita e quindi di missione.
Il Concilio Vaticano II fu indetto da un figlio di Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, che era stato fatto Papa perché avrebbe dovuto essere un “momento di transizione”, invece lo Spirito sconvolse tutto, era l’11 Ottobre del 1962.
Proprio in quel giorno festeggiava i suoi trentun anni un giovane sacerdote nato a 182 km da Sotto il monte, nel paesino di Nago, che avrebbe completamente rinnovato in Cristo l’inconscio di Freud e profondamente ravvivato la fede con una visione cristiana dell’inconscio, e che ancora oggi attua continuamente quel concilio proponendo a ogni persona, ed anche alla Chiesa, non un cambio o uno snaturare le tradizioni o l’identità, ma una piena fioritura e testimonianza proprio di quella stessa identità sia come Chiesa – persona che, di conseguenza, come Chiesa Universale.
Preghiamo allora, con il papa, per i cardinali che ora dovranno eleggere il 266esimo successore di San Pietro, e preghiamo per tutti noi, perché possiamo essere testimoni della vita, della fede, del nostro inconscio per un autentica fioritura di ogni persona e quindi anche della Chiesa di Dio.

 

Giacomo Fagiolini (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale)