Approfondimenti : “In giro per l'Italia ho visto tante persone sofferenti”
22-02-2013
“In giro per l'Italia ho visto tante persone sofferenti”
l’esperienza di Restituta, missionaria della Tanzania

 

"Voglio cogliere l'occasione per ringraziare Dio per il dono della vita e in special modo, ringrazio Dio per tutti voi, volontari donatori e volontari di Italia Solidale, per la grande esperienza che abbiamo fatto insieme nelle regioni italiane. E’ stato un periodo di grazia per me, di grande crescita spirituale e personale, soprattutto in contatto con Padre Angelo che ci testimonia come vivere una vita di conversione e ritornare ad essere bambini. Ho imparato molto e ho ricevuto molto da volontari donatori. Sono persone che hanno voglia di vivere la vita e di condividerla con altre famiglie, ma questo è sempre soffocato da tutte le negatività che hanno intorno e penso che la mia testimonianza li abbia aiutati.

Alcuni hanno espresso difficoltà a incontrarsi in piccoli gruppi per leggere i libri di P. Angelo, per mancanza di tempo e altre cose non importanti; altri dicevano che non capivano bene i contenuti. Penso sia sempre più importate che riusciamo a fare dei collegamenti Skype dalle nostre comunità nelle missioni, direttamente con i donatori, proprio per aiutarli e sostenerli a capire l’importanza degli incontri. Ho visto tante persone sofferenti in giro per l’Italia e credo che questa cultura sia un grandissimo aiuto per avere più luce e contrastare le tante falsità che si vivono. Al mio ritorno testimonierò nella missione, questa esperienza e continuerò fortemente ad aiutare le famiglie, le persone e i bambini delle comunità di Tanzania Solidale. Li aiuterò a riunirsi settimanalmente per leggere i libri di Padre Angelo e incoraggerò le famiglie a scrivere testimonianze ai volontari donatori per aiutarli a fare comunità sui libri. Ci impegneremo per seguire sempre meglio questa cultura che ci sta salvando la vita, chiedendo aiuto a Dio per intercessione della Vergine Maria. Grazie!"

Restituta Pius (volontaria di Tanzania Solidale – Italia Solidale)

Restituta Pius è una donna africana, animatrice della missione di Tabata Solidale in Tanzania e partecipa da 10 anni all’esperienza di sviluppo di vita e missione di Italia Solidale. In questo tempo si è trovata a far fronte e risolvere numerosi condizionamenti radicati nella sua storia personale e nella cultura corrente africana in cui è cresciuta. Nata in una famiglia poligama ha vissuto la sofferenza profonda dell’abbandono e della mancanza d’amore da bambina che l’ha segnata nell’inconscio; la sua crescita nell’infanzia è stata profondamente segnata dalla mancanza di un rapporto d’amore vero prima nella famiglia e poi via via nelle persone, religiose e laiche che ha incontrato; il giudizio ed il rifiuto non le hanno permesso di sperimentare uno scambio vero d’amore con nessuno e l’hanno portata ad odiare nel profondo la vita e le persone che sentiva non rispettose di lei e dei bambini come lei. Dio e la Madonna però le sono stati sempre accanto e l’hanno preservata, custodendola nella vita reale. All’età di 9 anni è scappata nella foresta dove ha vissuto isolata per 7 anni cibandosi di quello che trovava, dormendo sull’erba sotto le piante e senza mai ammalarsi. Ogni notte faceva un sogno: “Una Donna bellissima vestita d’azzurro mi svegliava e prendendomi per mano mi conduceva in una casa piena di fiori.” Così la sera al buio era serena perché aspettava la bella Signora che veniva a trovarla in sogno e al mattino risvegliandosi era triste perché non aveva nulla attorno a se. La Madonna l’ha sempre custodita e poi Dio, dopo questo periodo di solitudine, ma di profonda relazione con la natura e il suo spirito, le ha fatto incontrare persone che si sono prese cura di lei dandole la possibilità di crescere in un ambiente, se pur non fondato nell’amore, comunque rispettoso della vita e della dignità dell’uomo e dei bambini in particolare. Quando, 10 anni fa, ha incontrato la realtà di Tabata, si è subito avvicinata ai bambini ed alle persone sofferenti coinvolte nella collaborazione. Pur non comprendendo inizialmente la nuova cultura che viene dall’esperienza di Padre Angelo Benolli e che porta la persona a fare un cammino per liberarsi dai condizionamenti e per poter essere liberi, forti e sussistenti nell’amore, si è coinvolta perché voleva aiutare i bambini che soffrivano e morivano di fame e non voleva che i bambini fossero abbandonati e soffrissero come lei aveva sofferto. Ha accolto in casa prima una, poi una seconda e una terza bambina, allontanate e rifiutate da famiglie e situazioni difficili come era stata difficile la sua infanzia. In realtà aiutando i bambini, iniziava a curare le sue mancanze d’amore profonde. Con gran fatica, ha iniziato a sperimentare cosa vuol dire far fronte ai mali e senza paura, resistere alle negatività ed agli inganni, che soprattutto in Africa, rendono le persone dipendenti e sottomesse al potere ed ad una falsa spiritualità. Ciò non consente mai di valutare, sperimentare ed esprimere quello che uno è, a livello personale, di coppia, di famiglia e nel rapporto fra genitori e figli. Questi ultimi, là dove non c’è amore e scambio di rispetto, crescono non rispettati né amati, ma purtroppo usati ed abusati. L’esperienza di questa la cultura, questo “nuovo modo” di fare adozione a distanza, che viveva sempre di più nella missione a Tabata, l’ha portata a cercare un’indipendenza, ha sempre lavorato per essere sussistente, fino ad aprire una scuola per l’infanzia nella sua casa. Ha accolto prima i bambini delle famiglie che facevano parte della collaborazione, all’inizio senza farsi pagare, sperimentato la capacità di sostenere e insegnare ai bambini. Con quello che coglieva di questa nuova cultura rispettosa della vita de bambino, delle sue energie uniche e irripetibili, create da Dio e messe dentro ciascuno proprio perché possa esprimersi ed essere libero e felice, animava i bambini che rispondevano molto bene. Così, avendo successo in questo, ha accolto bambini di altre famiglie che le chiedevano di far scuola ai propri figli, arrivando ad avere 70 bambini. In questa esperienza di sussistenza, espressione sua personale e scambio d’amore con i bambini, Restituta è guarita anche fisicamente ed in modo inaspettato da una grave malattia fisica al pancreas, alla quale la medicina non riusciva a trovare una soluzione e che negli anni l’aveva portata a subire fino a 6 operazioni ed a subire l’asportazione di un rene. Dopo due anni di questa bella esperienza con i bambini, il governo locale l’ha costretta a chiudere la scuola perché non era consentito dalla legge. Restituta, però non si è abbattuta, voleva restare sussistente e così si è messa ad allevare polli nella sua casa ed andava nella foresta a raccogliere frutta e casava. Nei 45 giorni che è stata in missione nelle regioni, ha testimoniato tutto questo Amore a centinaia di italiani. In questo cammino di sviluppo di vita, Restituta ha realmente sperimentato cosa vuol dire liberarsi dai condizionamenti profondi di non amore. E’ riuscita a ritrovare il suo io potenziale nell’amore come nei primi 30 giorni; è guarita nel corpo e nello spirito, ed ha imparato a perdonare e comprendere coloro che le hanno fatto del male nella vita. Anche di questo io, che conosco Restituta da oltre 10 anni, seguendo le missioni della Tanzania, ne sono testimone.

Giovanni Picca (volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale)