Approfondimenti : "Una nobile storia di sviluppo e di maturazione"
25-01-2013
"Una nobile storia di sviluppo e di maturazione"
testimonianza di Guido dalla missione in India

 

Sto lasciando Mittapally (nello stato dell’Andhra Pradesh – India del sud), avamposto delle suore Salesiane circondato a campi di miglio e risaie, tra i contadini analfabeti della casta più bassa. Dimenticati tra gli uomini. Ho completato la seconda parte del mio breve viaggio in India (la prima parte è stata dedicata ad un Meeting con tutti i volontari locali delle 18 collaborazioni che abbiamo in questo stato), e tra poco partirò per raggiungere il villaggio di Kodumur, a circa 4 ore da qui, dove rimarrò per 6 giorni. A Mittapally abbiamo avviato da alcuni anni una collaborazione con le suore, facendo adottare a distanza un centinaio tra i bambini più bisognosi di questa zona. E’ il quarto anno che visito questa missione, che seguo insieme ad altre 2 in Andhra Pradesh, collegandomi con i donatori italiani e trasmettendo a queste famiglie la nuova cultura di vita e missione di Italia Solidale.

Abbiamo iniziato con questi “intoccabili” che erano tutti braccianti a giornata, pagati un euro al giorno e solo per 6 mesi all’anno, gli altri 6 mesi erano costretti a privazioni e fame. Nel 2009 sono stati colpiti da una delle ricorrenti grandi alluvioni di questa parte del mondo (che si alternano a lunghe siccità), evento che li ha privati del raccolto e delle poche cose che avevano. Siamo intervenuti in soccorso con un piccolo aiuto, e nel giro di meno di un anno sono rifioriti. Con il sostegno dell’amore dei donatori italiani, e con il contributo economico da loro versato, ora queste famiglie si sono trasformate. E’ una nobile storia di sviluppo e di maturazione, comune in tutte le collaborazioni di Italia Solidale nel mondo. Non facciamo assistenza, ma chiediamo alle famiglie – unite in piccole comunità - di impegnarsi utilizzando le loro forze, per “restituire” a loro stessi in un anno il denaro ricevuto dai donatori, ed avviando per questo piccole attività generatrici di reddito. Contemporaneamente chiediamo a loro di riunirsi ogni settimana, leggendo i libri scritti da P. Angelo e poi esprimendosi liberamente sulla loro storia, per aiutarsi sulle difficoltà. Anche qui infatti le ferite di non amore ricevute sono molte e profonde, che impediscono alla persona di cogliere la propria dignità, la bloccano e ne condizionano gravemente la vita. E’ il “lavoro” di noi volontari, aiutare le persone ad essere quello che per creazione sono in potenza, sostenendoli in un cammino per vedere, affrontare e risolvere tutti i condizionamenti ricevuti nella vita. E’ un esperienza, che possiamo ben trasmettere solo se noi stessi per primi la mettiamo in pratica: “Non posso darti 5 centesimi se non li ho in tasca” dice P. Angelo. Quest’anno sto dando priorità a quest’aspetto di “cultura di vita”, spingendoli con l’esempio diretto a fare gli incontri di comunità. Qui le famiglie sono molto pratiche e subito hanno colto l’aspetto economico, riuscendo in pochi anni a migliorare grandemente il loro stato. Ogni anno hanno restituito completamente il denaro ricevuto, versandolo sui loro conti di comunità, e ogni anno hanno potuto disporre di cifre sempre più alte, potendo migliorare molto. Ma dal punto di vista umano le loro ferite sono presenti, e se non facciamo fronte ad esse con gli strumenti più idonei (cioè questa cultura), essi perderanno tutto. Infatti i diavoli si annidano tra questa gente (e non solo…), ce ne sono tanti nascosti nelle loro consuetudini, nei pregiudizi di casta, nella sessualità, nelle cattive abitudini, nelle strutture civili e religiose, nell’abitudine a non esprimersi ma a soffocare la propria creatività, nell’adattarsi a schemi e leggi che sono contro la persona e contro l’indipendenza. La suora che segue questa collaborazione è un vero “carro armato”, ma anche lei ha bisogno di questo cammino, e si è aperta con me su tante difficoltà che incontra. Sono in contatto con mia moglie Caterina (che è in Assam), e ho sentito gli altri volontari Luca e Daniela che si trovano in Andhra come me. Stanno tutti bene e vi salutano. Vi lascio perché tra poco mi passano a prendere. Rimaniamo uniti nella comune preghiera, per avere luce, forza e spirito, ed esprimere la meraviglia che è in ciascuno di noi.

 Guido Pietropaoli (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale)