Approfondimenti : “Vi racconto come ho scoperto l’Amore di Dio e della mia famiglia"
Mercoledì, 16 Gennaio 2013 00:00
“Vi racconto come ho scoperto l’Amore di Dio e della mia famiglia"

Mi chiamo Prakash, ho 36 anni e vengo dallo Stato del Karnakata, India. Sono il sesto figlio, ma nella mia famiglia non c’è mai stata né gioia e né libertà. Nessuno rispettava i miei sentimenti, mi umiliavano e non mi permettevano neppure di giocare pretendendo che dopo la scuola aiutassi in campagna e se non ubbidivo mi picchiavano ferocemente. L'unica persona che si prendeva cura di me era mia sorella maggiore che purtroppo si suicidò a causa dei miei familiari che volevano sposasse forzatamente un uomo che non amava, quando io avevo appena 5 anni. Questa sofferenza enorme rimase indelebile dentro di me. La mancanza di amore subita fin dalla nascita si radicò dentro bloccando l'espressione di tutta la mia persona, tanto che senza accorgermene ho riversato poi nel mio matrimonio la violenza vissuta. Impedivo ai miei figli di giocare, li picchiavo, soffocavo la loro espressione e la loro libertà. A causa della ripetizione, inconscia, di quello che avevo subito, ho causato tante sofferenze a mia moglie e ai miei figli, tanto che uno di loro sprofondò nel silenzio e si ammalò di problemi respiratori.

Grazie a Dio nel 2008, attraverso il sacerdote della mia parrocchia, venni a conoscenza di Italia Solidale - Mondo Solidale. Un mio figlio fu adottato a distanza da un donatore dall’Italia, ma per circa 3 anni non ho capito la potenzialità dell’aiuto che stavo ricevendo. Nel 2011 ricevetti l’invito a partecipare al meeting intercontinentale di Nago (TN), dove ci riunimmo in più di 300 persone provenienti dall’Africa, India, Sudamerica e Italia. Fu l'occasione per cominciare a guardarmi dentro. I primi giorni furono difficilissimi: vivevo un profondo contrasto tra il fuoco che ardeva dentro di me, sentendo le testimonianze di rinascita di persone provenienti da tutto il mondo e la forte chiusura che avevo avuto e avevo nei confronti della vita. La mia durezza iniziò a sciogliersi il quarto giorno, quando riuniti in piccoli gruppi di italiani, africani, sud americani ed indiani, ciascuno esprimeva la propria esperienza. Quando venne il mio turno cominciai a piangere senza riuscire a fermarmi, ma fu un pianto di liberazione. Realizzai che nel mio passato avevo ricevuto tanta violenza e mai amore e rispetto come persona, per questo non ero capace di amare me stesso, né la mia famiglia. Da quel momento ho iniziato ad approfondire sempre di più i contenuti di questa Nuova Antropologia attraverso la lettura dei libri di Padre Angelo Benolli, sia a livello individuale che in piccoli gruppi di papà e mamme dei bambini adottati dai meravigliosi volontari donatori italiani. Negli incontri settimanali in queste piccole comunità, esprimiamo le nostre esperienze di vita e ci sosteniamo attraverso questa cultura a risolvere alla radice i condizionamenti di ciascuno per la mancanza di amore subita, come nella mia storia. Attraverso questo cammino di approfondimento e scambio di esperienze, riceviamo luce per vedere dentro noi stessi, e in Cristo rimarginare le ferite del passato e aprirci all'Amore non solo di sé e della propria famiglia ma anche verso il prossimo. Oggi posso dire di aver riscoperto la mia persona e l’amore per la mia famiglia. Questo è avvenuto grazie all’adozione a distanza ricevuta da mio figlio. Il donatore italiano ha amato mio figlio molto più di me e ha amato anche me, mia moglie e tutta la mia famiglia. Grazie a quest’amore ricevuto, economico e personale, anche io sto imparando ad amare sempre più la mia famiglia. Adesso stiamo meglio anche grazie all’attività di sussistenza avviata con il prestito economico. Quello che abbiamo ricevuto è talmente grande che ci siamo sentiti nel profondo di donarlo ad altri e abbiamo deciso di adottare a distanza un bambino africano. In questo modo abbiamo dato anche a lui ed alla sua famiglia, come è stato fatto con noi, la possibilità di vivere la meraviglia della vita che Dio ci ha dato nel rispetto delle forze ricevute per creazione. Ho condiviso tutto questo nel recente viaggio missionario in Italia, dove ho conosciuto centinaia di volontari donatori in varie regioni e potuto testimoniare questa grande esperienza di vita ed ogni volta che la raccontavo, mi sentivo più forte e vedevo con più chiarezza i condizionamenti che mi hanno bloccato per tanti anni. Attraverso questo cammino di sviluppo di vita e missione proposto da Italia Solidale, riscopriamo e mettiamo al servizio nostro e degli altri le energie che abbiamo dentro e che purtroppo non sono mai viste e valorizzate come meritano. Adesso con questa nuova cultura di vita, venuta dalla grande esperienza di Padre Angelo Benolli, abbiamo tutti una nuova speranza, una vera possibilità per vedere e risolvere le negatività dei secoli che abbiamo addosso. Ringrazio profondamente Dio per il grande Amore avuto per me facendomi conoscere Italia Solidale, ringrazio Padre Angelo, tutti i volontari di Italia Solidale e tutti i volontari donatori italiani.

 

Prakash Srusti (volontario di India Solidale – Italia Solidale)