Approfondimenti : In particolare abbiamo oggi nel cuore la sofferenza dei bambini e delle famiglie nello stato dell’Assam, nord-est dell’India
Sabato, 18 Agosto 2012 00:00
In particolare abbiamo oggi nel cuore la sofferenza dei bambini e delle famiglie nello stato dell’Assam, nord-est dell’India che si trovano oppresse da calamità naturali (gravissime alluvioni di luglio) aggravate da scontri etnici-religiosi (in corso) di cui nessuno trasmette notizia.

Le famiglie con cui noi già collaboriamo si trovano proprio a Kokrajhar, epicentro della sofferenza (di seguito richiesta di aiuto della suora salesiana con cui collaboriamo e articoli di Asianews). Quest’area è collegata al resto dell'India attraverso una stretta striscia a “collo di gallina” nel Bengala Occidentale e la cultura, il clima e l’aspetto fisico delle persone sono molto vicine alle popolazioni del Sudest dell’Asia. A causa della grande presenza di immigrati, soprattutto dal Bangladesh, con diversi sistemi di credenze e stile di vita, vi sono scontri etnici e culturali nella regione, alimentati anche da gruppi radicali. Sono in atto violenze ed esplosioni di bombe che squarciano alcune delle città della regione, provocando molti morti. I cristiani, pari al 4% della popolazione, costituiscono una piccola comunità spesso chiamata a svolgere un ruolo di mediazione nei frequenti scontri tra la maggioranza induista, 65%, e la minoranza musulmana, 31%.

Oggi la prima necessità, al nord come al sud del mondo, è quella di uscire dai tanti inganni e recuperare le energie potenziali di ogni persona, per costruire un futuro di persone e famiglie davvero capaci di essere sussistenti e solidali tra loro. Solo su queste basi si avrà la maturità e la sapienza per mettere in moto iniziative che risolvano definitivamente ogni emergenza. Anzitutto, c’è bisogno di una nuova cultura che rispetti la Vita. Con la nostra base culturale, nata dalla lunga e profonda esperienza di P. Angelo Benolli e contenuta nei suoi libri, le famiglie dei bambini adottati a distanza attraverso Italia Solidale non ricevono “elemosine”, ma una concreta possibilità di sviluppo. Si riuniscono in piccoli gruppi nei quali, aiutati da volontari locali formati da noi, vedono le radici dei loro problemi e trovano insieme una via di risoluzione. Il denaro proveniente dalla solidarietà dei “volontari donatori” coinvolti, viene dato alle famiglie bisognose in forma di piccoli prestiti economici attraverso cui realizzano attività (di agricoltura, allevamento, commercio) generatrici di reddito. Le famiglie restituiscono il denaro alle loro stesse comunità e lo impiegano per aiutare altre famiglie vicine e lontane a fare il loro stesso percorso di sviluppo di vita e missione. Ai volontari donatori il “prestito solidale” viene restituito attraverso le lettere che le famiglie del Sud del mondo scrivono e con cui li coinvolgono in questo processo di completa solidarietà. Così, anche in Italia, i volontari donatori stanno creando piccole comunità di “sviluppo di vita e missione” con cui si promuove la solidarietà e si superano tante sofferenze. In questo sentiamo di dare un contributo per costruire una vera civiltà, a prescindere dalle differenze di confessione religiosa o di cultura.

Con questa radice culturale, basata sull’energie della vita di ognuno, espresse nella relazione d’amore, l’adozione a distanza diventa un modo semplice ed efficace per “spezzare il cerchio” tra fame dello spirito e fame del corpo nel mondo, mettendo in relazione persone di diverse fedi e culture. Per attivarla e salvare subito la vita a un bambino, basta donare l’equivalente di un caffè al giorno. Presentiamo la nostra esperienza perché tutte le persone attendono questo ed in questo momento lo attendono soprattutto in Assam. Vi ringraziamo profondamente, perché attraverso persone generose come te, abbiamo già potuto salvare migliaia di bambini e famiglie.