Approfondimenti : Testimonianza Volontaria Donatrice di Italia Solidale
Monday, 12 March 2012 00:00

Testimonianza Volontaria Donatrice di Italia Solidale

Sono una volontaria donatrice di Italia Solidale. Sono trentina ma abito a Roma dal 2005. Circa 6 anni fa ho deciso di fare un’adozione a distanza perché volevo salvare un bambino del Sud del Mondo, dove ogni giorno ne muoiono a migliaia. Così ho iniziato la mia adozione a distanza con Italia Solidale, Onlus di Roma, fondata da Padre Angelo Benolli. La famiglia del bambino che ho adottato vive in India, nell’Andhra Pradesh, in un villaggio molto povero della zona di Jammapuram; il bambino, Prudvi, era stato messo in un collegio, lontano dalla sua famiglia - allora aveva solo 6 anni! - e poteva tornare a casa solo durante le vacanze della scuola. 

Per i primi tempi mi sono limitata da inviare il mio contributo pari a meno di un’ euro al giorno per questa adozione a distanza. Poi è iniziata la corrispondenza con questo bambino e la sua famiglia, regolarmente ricevevo posta dall’Andhra Pradesh, da Padre Anthony, missionario responsabile per quella zona, che mi informava che da quando la famiglia del bambino si era avvicinata alla cultura di Italia Solidale, leggendo i libri di Padre Angelo e frequentando le comunità del posto, aveva deciso di riportare a casa il loro figlio e crescerlo nell’amore. Questa notizia mi ha dato una grande emozione e mi ha reso molto felice. Anche io ho iniziato a scrivere regolarmente al bambino anche con scambio di fotografie e ogni volta che ricevevo notizie mi sentivo fortemente motivata a continuare questo cammino d’amore che avevo intrapreso con il semplice gesto di attivare una adozione a distanza. Così piano piano ho incominciato ad interessarmi a questa cultura per me nuova leggendo informazioni sul sito di Italia Solidale e partecipando alla messa di Padre Angelo la domenica ed in seguito, su invito dei volontari missionari della mia zona, alle comunità di zona ogni due settimane. Da qui ho capito che tutto questo mi faceva bene, mi faceva sentire più forte, più serena, capace di liberarmi a poco a poco dai miei condizionamenti, dalle mie paure, facendomi sentire viva e molto vicina a questa famiglia lontana migliaia e migliaia di chilometri da me, ma tanto vicina in questo comune cammino di sviluppo di vita e missione, tutti uniti nell’amore di Dio. Abbiamo formato con altri donatori una comunità nel quartiere di Roma dove risiedo e ogni due settimane ci incontriamo per scambiarci le nostre esperienze di vita, per guardarci dentro, per scoprire il non amore che ci ha causato tante sofferenze quando eravamo bambini e tutt’ora da adulti, per leggere insieme i libri di Padre Angelo, come “La vita non si inganna”, libro che forse è necessario leggere almeno due volte per capirne il profondo significato. Tutto questo ha cambiato la mia vita in meglio, nelle mie relazioni con gli altri, con me stessa, con Dio. Ed è così che sono arrivata, dopo 6 anni di cammino, a dare la mia disponibilità a partire in missione in uno dei paesi del Sud del Mondo. In verità non mi sentivo pronta ad affrontare un’esperienza così forte, ma tutto è avvenuto in modo così naturale che a febbraio di quest’anno sono partita per l’India, per l’Andhra Pradesh, per accompagnare Daniela Giuliani, una volontaria missionaria che si occupa di due delle missioni di quella zona. In una di queste missioni, la prima che abbiamo visitato, nella zona di Jammapuram, ho incontrato il bambino che avevo adottato per un semplice gesto d’amore 6 anni prima quando mai avrei pensato un giorno di poterlo vedere! Ho ricevuto un’accoglienza piena di affetto da lui, dalla sorellina Mary e da tutta la sua famiglia ed in verità, in quel momento, mi sono sentita io adottata da loro e non viceversa. E’ stata una grande emozioneed uno scambio d’amore che è difficile descrivere a parole! Poi ho saputo e visto che grazie alla cultura di Italia Solidale, la famiglia del bambino si è resa indipendente, non più lavorando sotto padrone, ma coltivando un piccolo terreno che ha acquistato grazie all’aiuto spirituale ed in seguito anche materiale ricevuto tramite l’adozione, e riesce oggi ad auto sostenersi. Il bambino e la sorellina sono felici, vanno a scuola tutti i giorni e vivono nell’amore che ora i genitori sono in grado di dare loro. Pensate, con meno di un’ euro al giorno, possiamo cambiare la storia di questi bambini e delle loro famiglie, pertanto invito tutti a fare o promuovere almeno un’adozione a distanza con Italia Solidale, perché aiutando questi bambini in verità aiutiamo noi stessi a crescere nell’amore!

Marta Leonardi
volontaria donatrice di
Italia Solidale
Roma