P. Angelo Benolli O.M.V. 

Angelo Benolli O.M.V., è sacerdote, scienziato, antropologo, missionario, presidente e fondatore di “Italia Solidale – Mondo Solidale del Volontariato per lo Sviluppo di Vita e Missione”. E’ nato a Nago Torbole (TN), l’11 ottobre del 1931. Ha sempre avuto il dono di percepire in sé la forza innata di Dio e della propria persona e ha sempre tutelato questa realtà, prima di tutto e di tutti. Per questo non si è mai adattato alla famiglia, alle strutture, alla cultura dominante, cercando sempre, in sé e in ogni persona, la realtà della Creazione, fuori da ogni falsità. 

In questa straordinaria esperienza di vita, Dio si è manifestato con la Sua grazia e l’ha portato a vivere un’esperienza di fede e di missione completamente nuova. Nei 57 anni del suo servizio sacerdotale, ha incontrato ogni giorno, per molte ore, persone di ogni cultura e religione. In questa grande esperienza ha visto l’immane sofferenza delle persone da sempre colpite nella fede, nell’anima, nel sesso, nei nervi, nel corpo e nella mente. Ha costatato l’impotenza della scienza che non coglie Dio e l’anima e della fede che non entra nella vita. Non si è adattato a questa secolare riduzione, ma ha sviluppato una nuova e completa antropologia, caratterizzata da numerose e necessarie novità scientifiche e religiose che portano la scienza alla fede e la fede alla vita. Una delle più significative è il cambiamento dell’inconscio di Freud con l’Io Potenziale. Ha espresso questa cultura nei suoi 10 libri e documenti tradotti in più di 30 lingue.

Con questa base, ha fondato “Italia Solidale – Mondo Solidale del Volontariato per lo Sviluppo di Vita e Missione”, un’esperienza mondiale di Eucarestia e Carità che oggi sostiene 2.000.000 di persone in Italia, in Africa, in India ed in Sudamerica. La nuova cultura e il nuovo modo di far missione nati dalla vita e dall’impegno di p. Angelo, sono un contributo sostanziale per risolvere i mali del nostro tempo, del tempo passato e per dare un fondamento affinché non si entri nei mali in futuro.

 

 

Cenni biografici1

 

  • Infanzia

       P. Angelo è nato in un luogo meraviglioso, sul lago di Garda, in una famiglia numerosa, con genitori rispettosi e parenti di grande spessore umano. Suo zio, Monsignor Sisto Mazzoldi, allora missionario in Africa, avrebbe fondato dal nulla due diocesi e quattro congregazioni per salvare l’Africa con gli africani. La ricchezza che P. Angelo sentiva in sé, però, non era questa, lui la descrive così: “Sentivo la mia energia dentro e sapevo che questa mia energia era ‘prima’. Prima del posto, prima della famiglia, sicuramente prima dell’uomo.”2 E aggiunge: “tutte le volte che nella mia infanzia non vivevo completamente la persona, la libertà dei figli di Dio, le relazioni d'amore, non stavo bene. In questo non stare bene mi sentivo sempre chiamato a qualche cosa che doveva fiorire.” 3.

       La famiglia lo sosteneva, ma trovava difficoltà specialmente con il tipo di spiritualità del suo tempo, che “non rispettava profondamente lo sviluppo della persona, ma era spesso di tipo legale, basata su regole.”4  Per questo, a 6 anni divenne ateo.

 

 

  

  • Adolescenza e giovinezza

        La sua crescita proseguì sulla stessa linea. “A 12 anni” racconta “ero molto innamorato di una ragazzina, ma lei non lo era di me.  Sentivo un fortissimo desiderio di baciarla, ma non potevo farlo, anche se lei voleva concedermi il bacio, non sapevo perché. Non rinunciavo però a questo rapporto e la corteggiavo molto. Lei voleva baciarmi e me lo dimostrava continuamente. Io però mi arrabbiavo, perché capivo che mi avrebbe baciato solo per il bacio, non perché era innamorata. Io desideravo baciare una persona innamorata, non un corpo! Ed è stata questa mia arrabbiatura a portare questa ragazzina a iniziare a innamorarsi di me, perché mi ha sentito un uomo. Io andavo piano, ero prudente. E dopo un anno le ho finalmente dato un bacio: anche lei si era innamorata. Mi è sembrato di toccare il cielo con un dito! Eravamo finalmente, veramente, innamorati, cioè normali!”5 .

        La sua coerenza, lo portava a intervenire davanti ad ogni incompletezza, anche nella vita dei suoi amici che spesso gli chiedevano aiuto, “se non lo avessi fatto,” spiega “ avrei perso il mio carattere, sarei diventato una “polpetta”. Il continuo impegno, però, gli toglieva il tempo per se’ e lo stancava, non sapeva come andare avanti.

        In questa situazione, lesse i “Promessi Sposi”. Scoprì allora “un tipo di fede che entra nella vita”6 . Subito dopo lesse il Vangelo. In Gesù trovò un grande e vero amico, che, come lui, non si adattava alla famiglia, alla cultura del tempo, ai sacerdoti, ma era molto più grande di lui. “Capivo” scrive “che il Vangelo corrispondeva alla mia natura.”7

 

  

 

  • Il sacerdozio

        Negli anni della sua giovinezza, questa esperienza, si rafforzava sempre più. Trovava sempre più sé, Dio, vere relazioni con le ragazze e con gli amici. Fu così che arrivò a sentire di vivere la pienezza dell’amore nel sacerdozio. Scelse di entrare nella Congregazione degli Oblati di Maria Vergine, che ha come Carisma di promuovere la Salute, la Spiritualità, la capacità di sane relazioni e di vera Missione e di combattere gli errori correnti con i mezzi ed i modi più attuali del proprio tempo.  Dalla sua entrata in seminario, però, continuò a sperimentare gli stessi contrasti del passato: “Fuoco dello sviluppo di vita da un lato e mortificazione dello stesso per via di una cultura e di una fede legalista, schematica, falsa.”8 . Saranno proprio i contrasti a dargli la base per lo sviluppo della sua proposta culturale: “Mi rendo conto adesso” afferma “che questi contrasti sono sempre stati una grazia di Dio. … Proprio su questi contrasti, sofferti sulla tua persona, senza adattarti, devi saper cogliere i messaggi di vita e di sviluppo di vita.”9

 

  • I Primi anni da sacerdote

        Una delle esperienze più importanti di questi anni, avvenne a Rovereto. Qui, la sua congregazione gli aveva affidato una “Casa dello studente” in crisi. Il Rettore, secondo lo stile del tempo, tentava d’inquadrare i ragazzi con regole e schemi, per questo molti avevano abbandonato ed erano rimasti solo 14 studenti. P. Angelo ebbe un approccio completamente diverso: “Con i miei ragazzi parlavo, volevo la loro fiducia e sempre più mi convincevo della validità di questa diversità d’ impostazioneCercavo nell'insieme di impostare uno sviluppo di vita, un modo naturale di rispetto della vita, che nella libertà portasse anche al rispetto dei lavori comunitari10 . Davanti alle difficoltà scolastiche dei suoi studenti, non ammetteva aiuti da parte dei professori, voleva che i ragazzi stessi, con la loro personalità, venissero fuori. I ragazzi percepirono il rispetto, ci fu una grande crescita, al punto che l’esperienza si allargò ad altri giovani. Al termine dell’anno scolastico gli iscritti erano saliti a 52. 51 di loro furono promossi, l’unico rimandato fu il figlio di un avvocato costretto dal padre a prendere ripetizioni. In questa esperienza si convinse che non doveva ”insegnare, ma favorire l’espressione, la relazione, il naturale sviluppo personale ed intellettuale dei ragazzi.” Molti professori ed esperti del settore apprezzano questo metodo educativo. Così, nel 1960, p. Angelo gettò le basi per la riforma della scuola secondaria in Italia.

 

                       

  

  • L’argentina. Primi approcci con la realtà dell’inconscio. Nascita del "volontariato per lo sviluppo di vita e missione”

        Nel 1962 la congregazione accettò una sua vecchia richiesta di andare come missionario in Argentina. Nel continente sudamericano, visse un’altra esperienza fondamentale. Entrare in contatto con un popolo giovane e meno condizionato di quello europeo, lo aiutò moltissimo a trovare meglio la sua vocazione e sviluppare ancora di più la sua proposta culturale.

        A Buenos Aires, divenne preside in un liceo della congregazione, con 1500 alunni. Iniziò subito a mettere in pratica la riforma iniziata a Rovereto, gestendo la scuola in “comunità” con i professori, con i genitori, con gli studenti. Aveva relazione con tutti. Moltissime persone, specialmente giovani, andavano a confessarsi da lui. In questa esperienza vedeva che tutti erano molto condizionati e non erano “colpevoli” di questo. Davanti a ciò sentiva che non poteva non assolverli, ma che sarebbe stato un “mago” se non li avesse anche aiutati a risolvere i condizionamenti. Chiese quindi la collaborazione di 3 psicanalisti specializzati nell’età giovanile. Attraverso loro entrò in contatto con la psicanalisi. A questa disciplina, P. Angelo, riconobbe il grande valore della scoperta dell’inconscio che rappresenta il 90% delle nostre energie e irrora con il suo medo d’essere la mente, ma si accorse anche subito della grave carenza del non considerare Dio e l’anima nell’inconscio. Su tutto questo, tra lui e i tre specialisti, s’instaurò un forte confronto e una collaborazione feconda.

       Contemporaneamente, si occupava anche di una favela con 160.000 baraccati, a pochi chilometri dal suo istituto. Dopo qualche tempo iniziò ad aiutare anche i “Niños vagos”: migliaia di bambini affamati e abbandonati dalle famiglie, che vivevano sulle Ande, in una zona poverissima dell’Argentina che aveva visitato. Gli impegni lo assorbivano completamente, era stanco, sveniva più volte al giorno. Comprese che doveva cambiare. Dopo un lungo periodo di meditazione e preghiera, sentì che doveva trovare un nuovo modo di far missione, arrivando “bene al profondo di poche persone, per giungere, con loro a un autentico rapporto con la vita e con la Grazia di Dio, per poi soddisfare in comunità tutte le necessità del popolo di Dio.11Così concepì il “Volontariato per lo sviluppo di Vita e Missione”. Inizialmente pensava che avrebbe formato a questo un piccolo gruppo di seminaristi. S’iscrisse poi alla facoltà di psicologia e psicoanalisi. Approfondendo queste discipline e continuando a incontrare moltissime persone ogni giorno, poteva vedere ancora meglio le gravi carenze della scienza e della psicanalisi che non colgono Dio e l’anima, così come, da sempre, aveva costatato l’impotenza della fede che non entra nella vita,

        Si accorgeva chiaramente che c’era bisogno di una cultura di vita nuova per portare la scienza alla fede e la fede alla vita.

 

  • La Missione a Roma. Sviluppo della cultura per portare la scienza alla fede e la fede alla vita

        Nel 1968 la sua congregazione lo richiamò in Italia e lo nominò direttore del proprio Seminario a S. Vittorino, un piccolo paese a pochi chilometri da Roma. Vide l’occasione di formare i primi “volontari”: sacerdoti altamente qualificati per arrivare, a soddisfare le necessità delle persone del nostro tempo. I ragazzi furono contentissimi del suo metodo educativo ma ritrovò i soliti contrasti con il vecchio metodo tradizionale, moltissimi sacerdoti lo ostacolarono.

        In questo periodo, P. Tejera e p. Gutierrez, rispettivamente direttore  del consultorio per la terapia dei preti e suore al Pontificio Ateneo Salesiano e preside della stessa facoltà, lo chiamarono a collaborare con loro, nel consultorio per preti e suore. Accettò con gioia.

        Durante questa esperienza, alcune alte autorità ecclesiastiche incaricarono i 3 di compiere degli studi sullo sviluppo della vocazione secondo la Sacra Scrittura, secondo la storia, secondo la sociologia, secondo la psicologia e secondo la "Pastorale Vocazionale". Quando, dopo tre anni d’intenso lavoro, le autorità lessero i testi che P. Tejera, p. Gutierrez e P. Angelo avevano preparato sui temi proposti, non ne compresero i contenuti e intimarono ai tre di non divulgarli assolutamente. Davanti a ciò P. Gutierrez e P. Tejera, lasciarono il sacerdozio. La congregazione tolse a P. Angelo ogni incarico educativo. Lui però, non lasciò il sacerdozio perché, racconta: “Non ero clericale come gli altri due, sentivo che il mio sacerdozio era un fatto tra me e Dio per la carità” . Il Cardinal Gabriel Marie Garrone, che lo stimava molto, gli propose di entrare come suo collaboratore nella Santa Sede, con la prospettiva di divenire vescovo. Lui rifiutò e, per guadagnarsi da vivere, andò a scaricare i sacchi di frutta ai mercati generali, meditava di divenire “prete operaio” in Francia, con l’Abbé Pierre.

 

 

  • Il passaggio ai laici

        In questo periodo incontrò casualmente l’unico laico che veniva al consultorio presso il Pontificio Ateneo Salesiano. Raccontò a lui tutto ciò che era successo. L’uomo disse a p. Angelo “ Tu hai tutti i numeri, perché non apri un consultorio per aiutare le persone?”, p. Angelo rispose che era impossibile data la mentalità della Congregazione e delle autorità ecclesiastiche. Davanti a questo il laico disse: "E tu mi parli di Dio? Parti solo dagli uomini e lasci completamente fuori Dio!"12. P. Angelo si sentì schiaffeggiato, comprese il richiamo e propose all’uomo d’incontrarsi il giorno dopo, nella chiesa di S. Giuseppe dei falegnami, davanti al foro romano, dove viveva in quel momento. Lui si presentò con altre 3 persone le quali, a loro volta, ne presentarono altre: in una settimana aveva tutte le ore occupate da persone che chiedevano aiuto. Così comprese che il Signore lo voleva “più per i laici, così bisognosi e disposti a incontrare Cristo, che per i sacerdoti13.

        Era il 1973. Da questo momento, p. Angelo si dedicò completamente a incontrare persone di ogni ceto sociale , età e cultura, per almeno 8 ore al giorno. Erano giovani, uomini e donne pieni di problemi, ma che non volevano “adattarsi” alle falsità e cercavano la pienezza della vita. Questi incontri quotidiani lo “obbligarono” a entrare più profondamente nella vita delle persone e trovare la “cultura” per vedere e risolvere tutti gl’inganni.

 

  • Le scoperte del “Nuovo Sapere e del Nuovo Sapere”

        Nei suoi quotidiani incontri con queste persone, P. Angelo vedeva sempre più che tutti soffrono nella fede, nel carattere, nel sesso, nei nervi nel corpo e nella mente. Vedeva anche che i condizionamenti che abbiamo nella fede, nel carattere, nel sesso, nei nervi, nel corpo e nella mente, vengono sempre dall’infanzia. Davanti a ciò, toccava sempre più l’impotenza della scienza senza Dio e della fede che non entra nella vita. Non si adattò a questo. Decise di studiare i bambini, concentrandosi sulla realtà del bimbo intrauterino. Studiò questa realtà per 4 anni, insieme a due medici. Qui fece le sue scoperte fondamentali.

        Osservando il bimbo intrauterino, vide che, per i primi 30 giorni dal concepimento, egli non ha relazione con la madre, ma è sostenuto soltanto da una forza che gli scienziati chiamano epigenica (fuori dai geni). Constatò che, in questi 30 giorni, sono create anche le cellule germinali che sono totipotenti, immortali e sessuali e in cui non c’è nessun DNA del padre e della madre. Colse che, in questo momento, c’è solo Dio e la persona e che questa “indipendenza” in Dio è lo stato naturale di ognuno. Andando avanti in quest’osservazione, vide la sofferenza che il bimbo patisce quando, a partire dal 31° giorno, si congiunge con la madre ancora nell’utero ed entra in contatto con gli uomini che non rispettano la realtà sacra e naturale della creazione perché sono condizionati dalla falsità culturale e antropologica dei secoli e quindi sono sugli uomini, contro la creazione, mentre il bimbo è una novità assoluta.

        Davanti a questa realtà, p. Angelo pose un fondamento antropologico nuovo ripartendo dalla creazione: il bambino è una novità assoluta, con energie uniche e irripetibili, però ha bisogno d’amore. L’amore è solo rispetto e scambio di rispetto dell’”albero della Vita” che Dio ha posto in ognuno.  L’albero della Vita è contenuto nell’”Io potenziale” ed è costituito da tutte le forze di Dio e da tutte le forze della persona (anima, sesso, nervi e corpo), senza nessuna dipendenza, senza niente di “vecchio”. Queste forze, che sono il 90% delle nostre energie, sono nell’inconscio e irrorano con il loro modo d’essere la mente cosciente che è il rimanente 10%.

        Quando non c’è amore, la persona è disturbata e non può più vivere l’esperienza antropologica delle energie personali nell’amore, come il bambino nei primi 30 giorni. Per questo soffre, si sviluppano i condizionamenti. Questi si ripetono continuamente perché le cellule nervose registrano tutto e non cambiano, quindi il passato è presente. Nella sua lunga esperienza e nei suoi studi scientifici, ha anche visto che, in queste registrazioni nervose, si pone la forza negativa del diavolo che è sempre contro Dio e contro la persona. P. Angelo ha sintetizzato queste scoperte nel “Nuovo Sapere”.

        Tutti hanno sempre cercato questa realtà di Vita, ma nessuno l’ha mai trovata. Per questo abbiamo tanta sofferenza, malattia, separazioni e violenze in tutto il mondo. Non era però sufficiente “sapere”, bisognava anche risolvere.

        Nella sua enorme esperienza, p. Angelo ha costatato che, per risolvere questi condizionamenti che vengono dal non amore, ci vuole l’Amore. Cristo è l’Amore perché ha la forza di vincere la morte, scacciare ogni negatività diabolica. Con la grande scoperta del “Nuovo Potere” di Cristo, p. Angelo mette in luce una realtà fondamentale: Gesù, proprio perché ci ama, non si sostituisce a noi e non interviene se non collaboriamo prendendo la nostra croce con Lui. “In tanto Caos culturale, ripetitivo e dipendente, era necessario riscoprire la grandiosità della redenzione e croce di Cristo; ma anche riscoprire la grandiosità dell’energia indipendente, con creatrice e con-redentrice di ogni persona che, attraverso la Croce di Cristo e la propria croce risorge e riceve lo Spirito Santo.”14

        L’inconscio, come Dio l’ha creato e anche salvato in ogni persona, non era mai stato visto da nessuno. Qui cogliamo il valore enorme di questa proposta nuova e veramente necessaria oggi.

 

La nuova cultura e il nuovo modo di far missione

 

  • I libri e i documenti di p. Angelo per il mondo

        I contenuti di questa proposta, caratterizzati da numerose e storiche scoperte scientifiche e antropologiche, sono sviluppati nei 10 libri di p. Angelo: “Dieci punti di sviluppo di vita e missione”; “Uscire da ogni inganno”; “La vita non s’inganna”; “La famiglia non s’inganna”; “Il sesso non s’inganna”; “Antropologia per uscire dagli inganni specie inconsci”; “Ordine antropologico della vita”; “Documenti scritti da p. Angelo”; “Portare la scienza alla fede e la fede alla vita”; “Antropologia inconscio e comunità”; “Le perle”.  Egli ha anche sintetizzato questi contenuti nei suoi documenti e particolarmente in: il Carisma da Vivere e proporre, “Nuovo Sapere e Nuovo Potere”; “Ordine umano e missionario “; “Per la libertà, la dignità e l’indipendenza dei poveri”; “Seconda lettera alle famiglie che hanno fatto fare l’adozione nel Sud del mondo” .

        La pratica di questa cultura, sostenuta da p. Angelo con la sua continua testimonianza, i suoi libri e documenti, ha portato migliaia di persone a entrare nella propria storia e nel proprio inconscio, a vedere e risolvere tutti i condizionamenti con il “Nuovo Potere di Cristo”, fino a essere liberi sussistenti e solidali. Questa esperienza ha portato moltissimi a essere missionari ed è stato il fondamento del “Volontariato per lo Sviluppo di Vita e Missione”.

 

  • Un nuovo modo di far missione

        La prima “chiamata” concreta alla missione per le persone che facevano il cammino con p. Angelo, ci fu negli anni 80’. Mons. Sisto Mazzoldi, zio di p. Angelo, richiedeva con forza un aiuto. A quel tempo era vescovo della Diocesi di Moroto, in Uganda. Qui imperversava una terribile carestia, morivano migliaia di bambini ogni giorno. Questo fatto chiamava anche p. Angelo a riprendere la missione iniziata in Argentina, per salvare i bambini che, a migliaia, ogni giorno muoiono di fame.

        In questo s’impegnò moltissimo andando più volte in Africa, girando l’Europa. Raccolse moltissimi aiuti, attraverso grandi artisti e uomini di spettacolo. Sensibilizzò le istituzioni italiane, facendo pervenire miliardi di lire alle Congregazioni africane fondate da Mons. Mazzoldi. Si costruirono così scuole, ospedali, seminari e altri tipi di strutture. P. Angelo, però, vedeva che gli aiuti, non arrivavano mai direttamente alle famiglie. I bambini continuavano a morire, le persone erano rafforzate nella loro atavica dipendenza. Si rese conto che, per salvare davvero i bambini, c’era bisogno di un movimento di “persone per le persone”, fuori da tutte le strutture e da ogni dipendenza.

  Vide che la base antropologica da lui scoperta, era necessaria anche nel Sud del mondo.

        Propose quindi, alle persone che frequentavano il suo consultorio di partecipare alla missione. Molti accettarono perché sentivano il desiderio di trasmettere agli altri l’esperienza di liberazione che stavano vivendo. Nacque così il primo nucleo di “Italia Solidale – Mondo Solidale del Volontariato per lo sviluppo di vita e missione”. All’inizio l’impegno si concentrò sull’aiuto alle popolazioni africane e sudamericane sostenute dalle missioni fondate da Mons. Mazzoldi e da quelle dei padri Oblati di Maria Vergine. Poi si allargò in India, collaborando con altre congregazioni. Per coinvolgere le “persone per le persone”, p. Angelo sviluppò un nuovo modo di fare adozione a distanza15. Si fece un intenso lavoro di comunicazione attraverso le principali reti televisive italiane. Migliaia d’italiani si coinvolsero.

        Da quegli anni a oggi, il movimento ha avuto un’evoluzione spettacolare grazie a Dio e alla continua missione di p. Angelo. Tutto questo ha segnato svolte culturali nella storia della missione e della cooperazione internazionale. Si è passati, ad esempio, dall’aiutare le famiglie del sud del mondo attraverso i sacerdoti e le suore di varie Congregazioni, alla collaborazione diretta e alla responsabilità completa da parte delle famiglie del posto, fuori da ogni struttura od organizzazione.

        Nel 2007 si è iniziata una missione capillare sui territori in ogni regione italiana, per aiutare più profondamente anche gli italiani. E’ impossibile riassumere questo processo in poche parole, per coglierlo a pieno invitiamo a leggere i documenti di p. Angelo che hanno segnato i passaggi e sostenuto tutto lo sviluppo di questo movimento.

 

  • “Italia solidale – Mondo Solidale del volontariato per lo sviluppo di vita e missione”: Eucarestia e Carità oggi

        Oggi, i 110 volontari italiani di “Italia Solidale – Mondo Solidale”, sono responsabili di 12 zone con 600 famiglie nel Sud del Mondo e di 20 territori con 600 famiglie in Italia. Sono collegati con migliaia di altri volontari laici nel Sud del mondo e in Italia con cui condividono la missione. Infatti, in ogni zona del Sud del mondo e in ogni territorio italiano, ci sono almeno 2 persone “degne” che sono pienamente coinvolte nel cammino e nella missione con le famiglie del posto. Tutti insieme aiutano 2.000.000 di persone in tutte le regioni italiane ed in 120 missioni dell’ Africa, dell’ India e del Sud America.

        Le persone nel Sud del mondo si riuniscono in comunità di 5 famiglie. S’incontrano settimanalmente per pregare e condividere, con i libri di p. Angelo. Così, gradualmente, escono dalla dipendenza e da condizionamenti secolari. In questa esperienza si sono sviluppati passaggi epocali, ben espressi in uno degli ultimi documenti di p. Angelo dal titolo: “Per la libertà, la dignità e l’indipendenza dei poveri”, che sintetizza tutto il cammino di Spirito e pratica svolto finora con le famiglie del Sud del mondo e ne segna il cammino futuro. In questa nuova e meravigliosa esperienza, l’aiuto dei meravigliosi donatori italiani coinvolti in questo nuovo modo di far missione e adozione a distanza, arriva alle famiglie direttamente nei loro conti di comunità. Con quest’ aiuto le 5 famiglie della comunità, si fanno piccoli prestiti e sviluppano attività produttive. Ogni anno poi restituiscono a se stesse tutto il prestito che si sono fatte sul proprio conto di comunità, arrivano così alla sussistenza ed anche alla solidarietà.

        Infatti, davanti al dramma dei 22.000 bambini che ogni giorno muoiono di fame, ogni comunità del mondo solidale ha adottato a distanza un bambino in un altro continente. Ora, sostenuti dal documento di p. Angelo appena citato, hanno fatto un passaggio ancora più grande: ogni 5 anni una famiglia di ogni comunità fa fare una nuova adozione a una persona degna del posto, fuori dalla comunità. In questo modo, spiega p. Angelo, avendo “migliaia di comunità, avremmo migliaia di adozioni ogni anno”. Considerando poi che ogni anno, in ogni missione, vengono formate nuove comunità, vediamo che questa meravigliosa solidarietà si allarga in un movimento di vera indipendenza dove tutti sono missionari.

        In Italia, i volontari di “Italia Solidale”, accompagnati da testimoni dal Sud del mondo e sostenuti dalle persone degne di ogni territorio, sono presenti in ogni regione: una missione provvidenziale, in questo paese dalle grandi potenzialità, ma anche dalle enormi sofferenze. Centinaia famiglie italiane stanno conoscendo i libri di p. Angelo, si stanno coinvolgendo, stanno salvando altri bambini e stanno uscendo così da tanti inganni. In questo modo, stiamo gradualmente trasformando in giardini, tutti questi territori italiani. Per rafforzare tutto questo movimento di vita e missione, nel 2014, p. Angelo ha donato al movimento la “Malga Zures”, un’antica malga ereditata da suo fratello, sita in un luogo meraviglioso, nel suo paese natio. Ogni mese, in vari turni, circa 100 persone “degne” provenienti da 6/8 regioni, accompagnate dai volontari responsabili dei loro territori, condividono qui un’esperienza di ORDINE, SILENZIO, PREGHIERA E CARITÀ e poi ritornano “missionari” nei loro territori.

        Gesù dice che i suoi discepoli sono quelli che “parlano lingue nuove, scacciano i diavoli, non si fanno più condizionare da aspidi e vipere e guariscono ogni malattia, anche inconscia, propria e dei fratelli” (cfr. Mc. 16, 17-8.) Oggi c’è più che mai bisogno di questo! La depressione aumenta; più del 50% delle famiglie si divide; una persona su 3 ha il cancro; abbiamo un’economia malata per cui ogni giorno, muoiono di fame 22.000 bambini. La confusione e la violenza dilagano.

        Attraverso l’impegno e l’opera di p. Angelo, Dio ci ha offerto una possibilità di essere liberi, ritrovare sé, Dio e l’amore agli altri e arrivare, in modo naturale, ad essere missionari per essere finalmente veri e liberi.

        Se cerchi questo, visita il sito Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiama al 0039 06 6877999.

 

[1] Non è possibile qui riportare la ricchissima esperienza di vita di p. Angelo. Per approfondimenti più completi v’invitiamo a leggere i suoi libri.
[2]  P. Angelo Benolli O.M.V. “Dieci punti di Sviluppo di Vita e Missione” – Italia Solidale P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[3] P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[4] P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[5] P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[6] P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[7] P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[8] P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[9] P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[10] P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[11] P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[12] P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[13] P. Angelo Benolli: “10 punti di sviluppo di Vita e Missione” - Italia Solidale Editrice.
[14] P. Angelo Benolli: “Il Carisma da vivere e proporre”.
[15] Vedi P. Angelo Benolli: “Pienezza della Solidarietà in un nuovo modo di fare adozione a distanza”.
 
A cura di Antonella Casini (Volontaria di Italia Soliadle - Mondo Solidale)