Approfondimenti : Ero un assassino, ora porto la Vita
Monday, 10 October 2011 00:00
Ero un assassino, ora porto la Vita

Spargeva il terrore nello slum e tutti aspettavano che morisse; con Italia Solidale è rinato, vende acqua potabile e tutti lo cercano.

Al Meeting Intercontinentale dei Testimoni di “Italia Solidale – Mondo Solidale” stiamo vivendo un'occasione unica: avere la possibilità di relazionarsi e scambiare con 300 persone, veri maschi e vere femmine,gli autentici poveri ed ultimi che ci ricorda Nostro Signore, provenienti dai più sperduti villaggi del Pianeta, forti solo della loro testimonianza di una Vita Vera immersa nella Carità ed illuminati dalla Nuova Cultura di Vita che parte dall'inconscio ed arriva alla missione.

A Nago c’era anche Suresh tra i tanti testimoni delle rivoluzioni che porta la Nuova Cultura di Vita testimoniata nel mondo da Padre Benolli OMV e da Italia Solidale onlus.

Suresh era il braccio destro di un boss dello slum di Ulsoor di Bangalore in India. Il braccio armato di una violenza cieca che distrugge le esistenze di molti poveri di tutto il mondo, anche intorno a noi.

Pure un assassino, se raggiunto dall’amore della adozione a distanza che salva suo figlio, può scegliere la Vita e l’indipendenza, prendendo posizione di fronte allo spietato boss mafioso che era il suo padrone.

Uomo schivo e dallo sguardo penetrante, Suresh indossa sempre un cappello che gli copre una profonda ferita sul capo, ricordo di una violenta colluttazione. E’ lui stesso, con emozionante coraggio, a parlare alla grande platea del Meeting: "Mia moglie era stanca della nostra esistenzae mi ha introdotto nella piccola comunità di famiglie che condivide sui libri di Padre Benolli; ma è stata la famiglia italiana che ha adottato a distanza uno dei miei bambini che mi ha insegnato ad amare i miei figli. Amo con tutto il cuore questo donatore che mi ha donato la luce e ringrazio i volontari di Italia Solidale che con grande amore sono arrivati fino a noi. Ora la mia esistenza è cambiata ed ho un lavoro onesto e indipendente: sono grato di essere di nuovo Vivo ed ora testimonio alle famiglie dello slum che con la Nuova Cultura di Vita di Italia Solidale è possibile tornare ad amare: noi stessi, i bambini e gli altri".
Giuseppe Stabile