Approfondimenti : "Sentivo una spinta ad amare e abbiamo attivato un adozione a distanza"
Lunedì, 10 Ottobre 2011 00:00
"Sentivo una spinta ad amare e abbiamo attivato un
adozione a distanza"

"Ringrazio Dio per questa cultura di vita che mi sta dando quello che ho sempre sentito vero dentro di me, ma che non ho mai trovato intorno a me. Contiene tutta la chiesa del mondo: è una cultura che è dentro di noi.
Quando ho sentito che siamo fatti di forze che sono per il 90% inconsce e per il solo 10% consce, rappresentato dalla mente, sono rimasto molto colpito. Ho visto un filmato che diceva che secoli di esaltazioni della mente hanno allontanato l’uomo da Dio e questo su di me è stato verissimo. Nella mia famiglia, la mente è la cosa piu importante, il lavoro è la cosa piu importante. Non a caso, a solo sei mesi dal concepimento, volevo uscire fuori perchè percepivo che mia mamma lavorava molto. Non ho mai ricevuto un sano rispetto e ho avuto serie difficoltà nei primi anni di vita, tanto che a 2 anni e mezzo ho smesso di crescere per 6 mesi e i medici non capivano perche'. Solo quando ho incontrato un medico che mi ha preso in braccio con amore, ho ripreso a crescere. Quando mi sono sposato, a causa della mia immaturità non riuscivo a vivere un rapporto di vera libertà, e pur avevo un lavoro ben pagato ero molto depresso. Sono andato da uno psicologo cattolico che subito mi ha ha indirizzato da un altro per capire innanzitutto che medicine dovevo prendere. Durante la terapia parlava al mio inconscio, ma non mi dava delle risposte. Diceva che erano dentro di me ma io non le trovavo e la depressione cresceva tanto che ho dovuto prendere psicofarmaci.
Per fortuna sentivo una spinta ad amare e con mia moglie abbiamo attivato un'adozione a distanza con Italia Solidale. Ho iniziato così a conoscere i volontari dell'associazione, testimoni di questa Nuova Cultura e dell’amore che contiene. Ho iniziato a sentire le mie energie e ho deciso di seguire con serietà questa strada. Negli incontri personali, Marco Casuccio mi testimoniava con lo sguardo e con parole prese dalla scrittura, che l’amore esiste, ma bisogna essere concreti e coerenti, ho così iniziato a esprimere le energie che sentivo e a fare quello che mi piaceva senza fare compromessi nel lavoro tanto che mi hanno anche licenziato. Poi ho capito che devo mettere al primo posto Dio e non sono disperato. So che trovero' una soluzione e mi sto impegnando ancora di più nel volontariato e nel mio piccolo riesco ad essere testimone di tutto questo."

Fabio Laner (volontario donatore di Roma)