Approfondimenti : TESTIMONIANZE DAL MEETING - MISSIONARI RELIGIOSI
Friday, 25 June 2010 00:00

ASSISTENZIALISMO? NO, GRAZIE!

Italia Solidale onlus porta a due milioni di persone in tutti i continenti, un nuovo e rispettoso modo di fare solidarietà, partendo dall'inconscio per una piena indipendenza di ognuno.


Molte persone hanno nel cuore il desiderio di aiutare i poveri, ma senza una profonda preparazione culturale, è forte il pericolo di cadere nell'assistenzialismo. Al meeting internazionale “Sud America Solidale-Italia Solidale-Mondo Solidale” di Popayan, molteplici testimonianze fanno emergere una grande verità: abbiamo bisogno di una proposta di sviluppo completa per ogni bambino, persona, famiglia e comunità per comprendere le cause della povertà ed essere capaci di risolverle alla radice. 

Durante i lavori dell'assemblea, tre religiosi, in modi diversi, hanno dato su questi aspetti la loro diretta testimonianza.

La prima è di Padre Gian Antonio Sozzi, missionario della Consolata, da molto tempo impegnato in Colombia:
"Oggi è il mio compleanno e sono felice di festeggiarlo qui, insieme a tante persone che in tutto il mondo lottano per la salvezza dei bambini e delle famiglie. Il regalo più bello l'ho ricevuto qualche anno fa quando sono stato invitato a partecipare al progetto di Italia Solidale. Finalmente, dopo tanti anni di servizio sacerdotale missionario, ho incontrato qualcuno che non metteva al primo posto il denaro: raccogliere fondi non è la cosa più importante! Per fare vera missione bisogna soprattutto amare le persone e partire da loro. Con la cultura antropologica proposta da Padre Benolli, presidente e fondatore di Italia Solidale, qui in Colombia ed in tutto il mondo, finalmente abbiamo la possibilità concreta di aiutare ogni persona e famiglia a maturare ed a liberarsi da tante catene, interiori e materiali"

Anche nella favelas più pericolosa di San Paolo del Brasile l'assistenzialismo è una vera piaga da sconfiggere, come testimonia suor Ismaeira:
"Ho sempre vissuto in mezzo ai poveri con un permesso speciale del vescovo. Io parlo poco e preferisco operare secondo il motto di Italia Solidale: persone per le persone, al di fuori delle strutture, affinché ognuno scopra la sua dignità e l'amore di Dio. Dal 1995 mi sono impegnata molto nella favela, ma da quando ho compreso ed applicato lo spirito proposto da Italia Solidale, la mia missione è cambiata completamente. Compresi di dover lavorare coinvolgendo le famiglie dei bambini adottati a distanza: cominciai a riunirle regolarmente condividendo con loro i contenuti dei libri di P.Angelo. Mi resi subito conto di quanta differenza c'era nei risultati rispetto ai bambini di genitori che non collaboravano. Naturalmente all'inizio fu difficile fare questa rivoluzione ed ho incontrato non solo le resistenze di alcune famiglie, ma anche l'ostilità di molti sacerdoti abituati ad operare in modo tradizionale che non fa crescere l'indipendenza degli altri. Ho pregato molto e sono andata avanti, perchè ormai sono certa: fare assistenza è un grande tradimento verso i bambini, i donatori e la Chiesa. Chi cade nell'assistenzialismo, senza accorgersene, forse cerca di aiutare se stesso invece di sostenere veramente i poveri."

Anche nel continente indiano gli inganni missionari sono gli stessi, come racconta suor Mercy, missionaria Salesiana:
"Per tanti anni con la mia congregazione ho dedicato la mia esistenza ai poveri: come missionari facevamo assistenza e la gente sembrava contenta, ma non ci rendevamo conto che non rispettavamo la dignità della persona. Normalmente noi missionari siamo contenti quando le persone sono dipendenti da noi. Dopo quattro anni di collaborazione con Italia Solidale, iniziai ad intuire la loro proposta culturale ma la svolta arrivò quando, aiutata dai volontari laici dell'associazione, intrapresi un cammino personale per uscire dai miei condizionamenti. Pregando, trovai la forza di meditare i libri di Padre Benolli e di condividerli gradualmente con le mie consorelle. Ora centinaia di comunità di cinque famiglie hanno intrapreso il proprio cammino di Sviluppo di Vita e Missione, con cambiamenti incredibili: migliaia di uomini usciti dall'alcolismo, armonia e fedeltà riconquistate nelle famiglie, grande partecipazione alla Fede. Senza dimenticare la rivoluzione, economica e culturale, portata dagli innovativi Prestiti Solidali e dalle adozioni intercontinentali che ora ogni comunità matura in tutte le missioni farà per salvare a loro volta la vita di molti altri bambini nel mondo."

Dunque una solidarietà completa che non solo aiuta i poveri ad essere pienamente sè stessi ma, raggiunta la sussistenza, li sostiene a diventare genitori di adozioni a distanza di bambini sofferenti in altri continenti. Una novità assoluta che fa di Italia Solidale una realtà mondiale all'avanguardia nella solidarietà risolutiva, partecipativa e matura.

Chiediamo a P.Angelo Benolli, fondatore e presidente di Italia Solidale, quali sono le basi antropologiche e spirituali di questo rivoluzionario movimento solidale?
"Senza una piena conoscenza dell'inconscio, delle forze che vi risiedono e dei traumi di non amore che vi rimangono registrati dall'infanzia, non è possibile oggi entrare nelle sofferenze e nei traumi molteplici che colpiscono tutte le persone di tutte le culture nel mondo. Con la Grazia di Dio, ho fatto questo lavoro in oltre 50 anni di sacerdozio, entrando nell'inconscio delle persone che soffrivano. Grazie a questa esperienza ho cambiato l'inconscio di Freud, che era ateo, scoprendo l'Io Potenziale, dove risiedono le forze di Dio, dell'anima o carattere, del sesso, dei nervi e del corpo, che sono inconsce. La mente (10% di tutte le forze personali) è l'unica forza cosciente che rimane sapiente solo se irrorata in modo sano dalle altre forze". P.Angelo ha una grande cultura sul bambino, avendolo studiato per 4 anni a livello intrauterino. Grazie a questa esperienza ha visto che ogni bambino appena concepito e fino al 30° giorno, rimane indipendente anche dalla stessa madre. Dice P. Angelo: "In quei giorni il bambino sperimenta il grande amore di Dio che lo crea, indipendente dalla madre. Indipendenza confermata dal modo di essere delle cellule germinali, definite dalla scienza biologica "totipotenti, immortali e sessuali", che, a differenza delle cellule somatiche, azzerano il dna del genitori attestando scientificamente l'unicità e l'irripetibilità di ogni bambino, creatura sempre nuova. Si vede chiaramente che in questo amore il bambino si sviluppa indisturbato. Ma questo stato finisce quando il bambino entra in contatto con la madre, appunto dopo i primi trenta giorni, quando inconsciamente sente il modo d'essere della madre e la sua maturità o immaturità d'amore. E' lì che si formano i primi condizionamenti inconsci nel bambino, che lo colpiranno in tutte le sue forze inconsce: nella fede che si falsificherà, nell'anima che si staccherà dall'amore, nel sesso che devierà, nei nervi che tutto registrano e non cambiano, nel corpo che si ammalerà. Da questo scaturiranno tutte le debolezze, le dipendenze e gli attaccamenti inconsci del bambino, che soffrirà proprio per questo mancato sviluppo dovuto al mancato amore." Come guarire tutto questo?" Continua P.Angelo: "L'indipendenza non è una parola, è l'esperienza della nostra persona piena di tutte le forze dell'albero della vita con Dio, prima che con gli uomini. E invece la storia umana ci dice che da sempre la persona ha perso questo stato perchè è sempre andata dietro le culture degli uomini, abbandonando se stessa e Dio e producendo ogni sorta di dipendenze e violenze dentro e fuori di sè. Cristo viene proprio per liberarci da tutto questo male, dove si insinua il diavolo, distruttore di ogni vita. Con la nostra proposta antropologica vogliamo e possiamo realizzare quello che dice Cristo dei suoi discepoli, essere cioè in grado di scacciare i diavoli e guarire ogni malattia".
Questo è il contenuto culturale e missionario che Italia Solidale applica in tutto il mondo nelle sue 108 missioni, e anche qui in Colombia e in tutto il Sud America, un nuovo modo di fare missione e adozioni a distanza, lontano anni luce dall'assistenzialismo che non risolve e crea dipendenza.

Giuseppe Stabile – Daniela Gurrieri


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Responsabile ufficio stampa Daniela Gurrieri
Per il Sud America: Fracesco Buda - Celia Regina De Oliveira
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