Generale : Efreim e Susan dall'Africa, Reinaldo dalla Colombia e Anil dall'India!
Monday, 07 November 2016 12:27

Grandi missionari dall'Africa, India e Sudamerica

per aiutare noi italiani ad avere scambi intensi e veri di vita

 

Efreim dalla Tanzania, Susan dall'Uganda, Reinaldo dalla Colombia

e Anil dall'India!

 

La mia storia prima e dopo il coinvolgimento con Italia Solidale 

Ringrazio Dio per il Dono della vita. Lo ringrazio proprio per il meraviglioso dono della Creazione che e’ in ognuno di noi, come figli di Dio. Sono nato il 30 agosto 1960 nel Villaggio di Mkyashy, distretto di Kilema Moshi, Regione del Kilimanjiaro, Tanzania. La mia famiglia e’ composta da 4 fratelli e 1 sorella e, attualmente, vivo con mio padre anziano, mia sorella e con i miei 5 figli, tra cui un ragazzo di circa 16 anni con disabilità mentali fin dalla nascita. Terminata la scuola secondaria non ho potuto proseguire gli studi o lavorare per accudire mia nonna e mia madre, entrambe malate da lungo tempo. Ho dovuto impegnarmi molto in tal senso fin dalla scuola elementare perche’ mio padre aveva abbandonato la famiglia, viveva lontano in citta’ e non se ne occupava. Dopo la morte di mia madre e di mia nonna, ho dovuto sposare mia moglie da cui ho avuto 7 figli, 2 dei quali sono morti dopo pochi mesi dalla nascita.

La vita continuava a non essere facile per me perche’ mia moglie si e’ ammalata per 4 anni, il diabete e l’ipertensione l’hanno costretta ad allettarsi perche’ le avevano causato una paralisi al lato sinistro del corpo. Per questo motivo per 4 anni non ha potuto alzarsi dal letto. E cosi’ per 4 anni ho dovuto prendermi cura di lei e contemporaneamente di mio padre e dell’intera famiglia, specialmene dei miei figli che andavano a scuola. Mia moglie poi e’ morta nel febbraio del 2015. Durante la malattia pregava continamente e sorrideva in ogni momento ed io condividevo con amore con lei molte cose, come quelle di Italia Solidale, poiche’ lei gia’ partecipava agli incontri settimanali, agli incontri di zona ed incontrava anche i volontari di Italia Solidale che incontravano annualmente le famiglie di queste nostre missioni. Grazie a questo movimento e alla nuova cultura di Italia Solidale ho ricevuto una luce immensa per la mia vita, per i miei figli, per la comunita’ e, in generale, collaborazione con altre famiglie della Missione della Tanzania.

Questa cultura è basata sulla creazione, Dio e la Persona e la Persona con Dio, sulla Completezza, per portarci ad essere liberi da tutti i condizionamenti che vanno contro Dio, per amarci reciprocamente partendo da una esperienza personale. Per essere come bambini perche’ siamo tutti bambini nello Spirito, per conoscere la nostra storia, vedere i nostri condizionamenti, le ferite che abbiamo ricevuto e che poi trasmettiamo ai nostri figli, e dopo averle viste cercare le soluzioni con luce, significa che e’ necessario essere completi, puri come la Vergine Maria e cosi’ riuscire a risolvere tutti i diavoli e diventare, nuovi, liberi da tutte le dipendenze ed essere creativi nel lavoro ed essere sussistenti.

Ringrazio Dio per avere l’opportunita’ di essere in collegamento con moltissime persone da differenti paesi, continenti, con culture diverse. Ho potuto partecipare a diversi meeting in luoghi differenti. Da tutto questo ho ricevuto molta luce e guarigione, grazie a Dio, grazie a Padre Angelo Benolli. Da questa grande esperienza, con le visite di Francesca Palombi, Sara Del Brocco, Giovanni Picca e altri volontari di Italia Solidale, come pure dagli incontri via Skype con le famiglie, ho ricevuto veramente una grande forza per per riuscire a risolvere i molteplici problemi della mia vita, collegati alla mia storia.

Ora posso prendermi cura di mio padre, nonostante per lungo tempo lui non si è preso cura della nostra famiglia, perche’ solo l’amore puo’ curare tutte le ferite nella vita. Riguardo la mia vita sono riuscito a capire che, poiche’ mi ubriacavo e diventavo irascibile e violento, mia moglie si è ammalata e l’ipertensione le ha poi causato l’ictus. Questa è stata una ripetizione di cio’ che faceva mio padre perche’ anche lui era violento in famiglia! E soprattutto, attraverso questa cultura, ho scoperto che mio figlio, che ha un ritardo mentale, e’ stato rifiutato quando era ancora nel grembo materno, perche’ quando il medico disse a mia moglie che era incinta, lei stava vivendo un periodo di confusione mentale poiché’ si trattava della terza gravidanza non pianificata, per tre anni consecutivi senza una pausa. Perciò tutto quello che accade intorno alla madre colpisce totalmente il bambino che porta in grembo e per questo devo ringraziare molto per il dvd sulla creazione. Anche la decisione di sposarmi e’ stata una forzatura del clan e allo stesso tempo avevo necessita’ di qualcuno che mi aiutasse nelle attivita’ domestiche dopo la morte dei miei genitori. In tal senso non ho rispettato ne’ me stesso ne’ mia moglie e non poteva esserci vero amore, stavo solo ripetendo quanto fatto dai miei nonni e bisnonni.

Grazie a questa cultura, grazie per tutta la luce dei libri di Padre Angelo Benolli, grazie per l’esperienza di grande relazione tra le famiglie di Italia Solidale, grazie per la Carita’ dei donatori di Italia Solidale e dei donatori locali. Tutto questo e’ un grande dono di Dio! Con tutto il Carisma possiamo intervenire per porre fine alle sofferenze degli esseri umani di oggi, partendo dai bambini; quando saremo capaci di liberare noi stessi, allora potremo aiutare anche gli altri a farlo, ma sempre partendo da Dio! Vorrei terminare col ringraziare le volontarie di Italia Solidale che hanno visitato quest’anno la nostra missione, Francesca, Letizia Petriccione e Susanna De Lucia e per le loro testimonianze di vita ed anche. Credo che con il mio arrivo in Italia avro’ l’opportunita’ di ricevere molta altra forza ed esperienze per me e per le famiglie di Kilema, Tanzania ed altre. DIO BENEDICA TUTTI VOI.

Efrem di Kilema, Tanzania Solidale – Mondo Solidale

 

Attraverso gli scambi di lettere con il donatore ho sentito che c’è una persona in Italia che ama me e i miei bambini

Quando è venuta Italia Solidale nel mio villaggio pensavo fosse una delle tante ONG che portavano soldi e vestiti. Sono andata per curiosità ad un incontro, ma ho subito capito che era diversa. Le persone presenti, insieme al volontario stavano leggendo un documento di padre Angelo Benolli in cui spiegava che se un bambino, dalla sua vita intrauterina in poi non incontra persone che lo amano e lo rispettano come merita, crescendo si difende inconsciamente, si chiude o si adatta e poi si ammala. Ho pianto per ore e ho continuato ad approfondire cosa volesse fare Italia Solidale. Infatti fin da piccola sono stata sempre chiusa, isolata e non parlavo mai con nessuno. Non ho mai incontrato i miei genitori, perché mio padre è scappato quando mia madre era incinta e mia madre è morta quando ero ancora piccola. Sono cresciuta con i nonni per un periodo, poi un mio zio ha voluto che mi sposassi con un uomo quando ero molto giovane. Lui veniva da una famiglia poligama e quando ha sposato me aveva altre mogli. Inoltre beveva ed era violento. Io soffrivo molto, cercavo conforto andando in chiesa e pregando ma non risolvevo nulla.

Ho avuto una prima figlia, ma mio marito e la sua famiglia ha cominciato ad odiami ancora di più perché non gli davo un figlio maschio. Mia figlia era terrorizzata e quando lo vedeva scappava via. In questa situazione volevo suicidarmi e dare fuoco a me ed ai miei figli. Ma con gli incontri con Italia Solidale ho cominciato ad avere luce su cosa mi stava avvenendo e cosa era avvenuto nella mia vita. Ho visto come fin dall’infanzia ho inconsciamente sofferto per l’abbandono di mio padre da mia madre. Ho percepito che non volevo più dipendere da nessuno e ho creduto in me e Dio e che ce la potevo fare. Ho cominciato allora a prendere posizione anche in famiglia ed a dire SI SI No, No e a fare le mie scelte. Per esempio mio marito non voleva che andassi agli incontri di Italia Solidale, ma io ho continuato a fare quello che sentivo giusto per me, anche se dovevo litigare con lui.

Leggevo i libri di padre Angelo e collegavo quello che c’era scritto alla mia storia di vita. Ho preso sempre più coscienza di come Dio in realtà mi ha creato con tutte le forze, come una vera femmina. Inconsciamente mio marito ha cominciato a percepire che ero diversa ed io ho iniziato a capire meglio le sue sofferenze, per esempio la violenza che ha subito anche lui nell’essere forzato a sposarmi, ed ho cominciato ad avere un atteggiamento diverso con lui. Gradualmente ha cominciato a sentirsi amato e visto, ed è rientrato in se stesso. Prima andava via e stava con altre donne anche per un mese ma gradualmente tutto stava cambiando. Così mi sono sempre più rafforzata, ho imparato, in ogni scelta o comportamento, a partire solo da me e da Dio e mi sono sentita una donna forte. Ho visto come Dio, attraverso Italia Solidale stava salvando me e miei bambini, infatti sono stata collegata ad un donatore italiano che ha adottato a distanza il mio bambino.

Con l’aiuto economico che ho ricevuto ho potuto compare un piccolo pezzo di terra dove ho potuto coltivare prodotti sia per me, sia per essere venduti. Così con mio marito abbiamo anche potuto comprare una casa tutta nostra, andando via dalla famiglia di mio marito dove sentivamo ancora tanta sofferenza, ma soprattutto, attraverso le lettere che mandavo al donatore ed il donatore mandava a me, ho sentito che una persona italiana si prendeva cura di me ed ho sentito che se anche non ho avuto dei genitori che mi hanno amato, c’è una persona in Italia che ama me e i miei bambini. Così ho cominciato a prendermi cura delle altre famiglie del mio villaggio che soffrivano come soffrivo io prima. Molte famiglie si avvicinano perché vedono i cambiamenti in me, nella mia famiglia e nelle altre famiglie che partecipano. La situazione nel mio villaggio ed in villaggi vicini ora sta cambiando alla radice.

Susan di Pajule, Uganda Solidale - Mondo Solidale

 

Con questa base sono uscito da tanti inganni, ho smesso di bere, di essere disordinato e sono guarito anche fisicamente

Invio tanti saluti a Padre Angelo Benolli, Antonella Casini, Stefano Bovenzi, Nino Azzarita, Francesco Mingarelli e a tutti i missionari di Italia Solidale – Mondo Solidale. Vorrei raccontarvi che Dio mi ha benedetto mostrandomi il cammino di questa nuova cultura di vita e missione. Prima di conoscere tutto questo, ero perso nel mondo del materialismo e dell’inganno.

A casa c’era molta violenza, fisica, verbale e psicologica, per tanti contrasti violenti dentro le persone, non trovavo il motivo di continuare a vivere e ho pensato al suicidio come soluzione a questi problemi che non potevo vedere, ne risolvere, perché neanche i miei genitori, amici, o il cabilo (ossia l’autorità indigena), al quale appartengo, potevano vedere e risolvere questi diavoli che stavano perturbando la mia vita. A causa di questi contrasti ho provocato tante sofferenze a i miei figli perché ero violento, bevevo e avevo altre donne. Ma ho causato molte sofferenze anche ad altri bambini e ai loro genitori perché avevo costruito quella che noi chiamiamo una “casita”, ossia un locale dove ubriacarsi e avere relazioni sessuali disordinate. Questa è una cosa purtroppo molto comune tra le comunità indigene. Quindi portavo molte famiglie nel mondo del alcolismo e del disordine, in quelle famiglie gli uomini e le donne si ubriacavano e si perdevano. Per causa di questa situazione nelle nostre case esistevano grandi difficoltà, bambini che avevano fame fisica e spirituale perché, non essendo persone forti, piene e serie in Dio, non potevamo essere padri e madri responsabili.

Questo perché vivevamo in una falsa cultura, gli uomini seguivano agli altri uomini, le donne le altre donne, ripetendo tutte le sofferenze dei nostri genitori, nonni, antenati dall’epoca della colonizzazione spagnola e oltre. Per tutto questo mi sono anche ammalato fisicamente. Ho avuto la leucemia ed il diabete. Sono andato dai medici che mi hanno riempito di medicine, ma io stavo sempre più male. Quando sono entrato nel movimento di “Italia Solidale – Mondo Solidale”, all’inizio non capivo niente. Mi sembrava un’altra organizzazione che regalava cose. Poi ascoltando parlare Antonella Casini e scambiando con altre famiglie che già vivevano questa esperienza, ho capito che c’era qualcosa di più ed ho iniziato a leggere i libri di Padre Angelo Benolli. Ringrazio a Dio che mi ha dato la benedizione di vivere, sperimentare questa nuova cultura di sviluppo di vita e missione, ringrazio P. Angelo per i suoi meravigliosi libri e documenti e ringrazio tutti i missionari di “Italia Solidale – Mondo Solidale”. Ringrazio anche le tante famiglie che hanno condiviso con me le loro gioie, difficoltà e la lettura dei libri e documenti di P. Angelo Benolli.

Grazie a questa nuova cultura, Dio onnipotente mi ha dato la luce e la forza di trovare me stesso, la luce sul perché esistono questi condizionamenti dei miei antenati che io stavo ripetendo e così poter vedere che la mia vita è sacra, donata da Lui e che solo lui me la può togliere. Il movimento di Italia Solidale è luce! La benedizione che Dio mi ha dato, conoscendo il Carisma dell’Amore, che ogni persona già ha per Creazione, ma che inconsciamente non si sviluppa per colpa del Virus, delle negatività che si insinuano e ci portano lontano da noi stessi, lontano da Dio e dal prossimo.

Con questa base sono uscito da tanti inganni, ho smesso di bere, di essere disordinato e sono guarito anche fisicamente. Ora posso vivere e sperimentare questa meravigliosa esperienza e condividere questo nuovo viluppo della mia vita, dando testimonianza ad altre persone, famiglie, e comunità di Italia Solidale in Colombia.

Ringrazio tanto anche i volontari donatori italiani e di tutto il mondo. Con la loro partecipazione di spirito e economica stanno permettendo a tante famiglie di uscire da una schiavitù secolare, che non si vede, ma che uccide le persone e le famiglie. Oggi, le famiglie che collaborano con Italia Solidale sono più forti, libere e indipendenti. Hanno delle piccole attività di sussistenza che gli permettono veramente stare meglio, ma soprattutto hanno i libri che aiutano ogni famiglia ad essere veramente più rispettosi tra loro e con il loro bambini. Come persona ho ancora tanti condizionamenti vedere e risolvere, ma Dio onnipotente mi sta dando una grande opportunità di riparare i miei errori, e sempre sarò presente per collaborare con le famiglie e con i bambini delle comunità della nostra missione. Grazie a Dio per permettere di esprimermi con queste umili parole di gratitudine. 

Reinaldo Pilcue, Munchique, Colombia Solidale - Mondo Solidale

 

Ho potuto fare tutto ciò solo grazie alla partecipazione agli incontri della piccola comunità di sviluppo di vita e missione

Da piccolo ho studiato nel collegio, lontano dalla famiglia. Per questo mi è mancato l’amore e la loro vicinanza. Questa esperienza mi ha fatto essere indifferente anche verso le sorelle e i parenti. Quello che non ho sperimentato non lo posso dare agli altri. Ho perso mia madre quando ero piccolo. A causa di queste sofferenze non mi riuscivo a concentrare nello studio e quindi non sono riuscito a completare i miei studi. Questo mi ha fatto sentire miserabile. Così ho iniziato a lavorare in un negozio che vende scarpe, come commesso, ma mi sentivo uno schiavo. Anche dopo il matrimonio combinato la mia vita è continuata senza amore.

La partecipazione al meeting di Bangalore nel 2007, mi ha fatto riflettere sulla mia vita e mi ha iniziato a far entrare nella Nuova Cultura di vita testimoniata da Padre Angelo Benolli e ho iniziato ad entrare nel nuovo Sapere e nuovo Potere e da questo momento la mia vita è iniziata a cambiare. Volevo essere libero, indipendente e sussistente; volevo vivere la mia vita in famiglia nell’amore e nella gioia. Quando poi abbiamo avuto una continuità nell’approfondire i libri di Padre Angelo nello scambio con le comunità e con la zona, insieme a mia moglie e le altre famiglie, ho avuto la grazia che la relazione stessa con mia moglie e familiari è migliorata molto. Ho preso coraggio e con il sostegno che ricevevo dal donatore italiano che aveva adottato il mio bambino a distanza e un altro prestito, ho comprato il negozio in vendita dove prima lavoravo; li ho sentito la mia indipendenza! Anche se è stato difficile ripagare tutti i debiti, mi sentivo con Dio. Sento che ho potuto fare tutto ciò solo grazie alla partecipazione agli incontri della piccola comunità di sviluppo di vita e missione.

Sannikanti Anil, Gavaravaram, India Solidale - Mondo Solidale

(Anil è un volontario della missione di Gavaravaram Solidale, Andhra Pradesh, India. Ha 37 anni. È sposato con matrimonio combinato da 13 anni ed ha 2 figli. Dopo la seconda gravidanza la moglie si è operata per non avere più figli.

Anil è stato sempre molto “attento”, ha sempre cercato qualcosa oltre quello che viveva perché gli stava stretto, ma non lo trovava. Ha sempre avuto una profonda ricerca di Dio che esprime con forza nel canto ma in alcune suore e alcuni preti ha trovato sottomissione e direttività dipendente. Questa sua ricerca lo ha preservato dall’alcool, dalla dipendenza delle lotterie, dalla politica (di casta) che spesso inquina gli uomini già da giovani

Due anni fa la missione ha rischiato la chiusura, perché nel passaggio da suore a laici la gente non veniva più indirizzata dall’alto ma doveva prendersi in mano la missione e all’inizio non è stato semplice e automatico. Lui non ha voluto che si chiudesse e si è mosso moltissimo per far svegliare la gente che stava perdendo un tesoro.

In questo periodo ha fatto anche un ulteriore passaggio. Ha venduto il negozio di scarpe perché non voleva lavorare da mattina e sera per una vita: la sentiva una schiavitù. Voleva trovare una strada che gli permettesse di essere libero anche dal lavoro. Ha fatto un salto nel vuoto e si è inventato un lavoro che ora comincia a consolidale. Ha iniziato ad andare dai direttori delle varie scuole della zona in cui vive proponendogli di comprare le scarpe per tutti gli studenti (due paia per bambino). All’inizio non è stato facile, ma ora ha più di 15 scuole che comprano da lui ogni anno le scarpe per tutti i loro studenti. Da quest’anno lui lavora 4 mesi all’anno così, nel periodo marzo-giugno, mentre per 8 mesi si può dedicare alla missione a tempo pieno. - Luca Rando, volontario di Italia Solidale -)