Approfondimenti : “NO al relativismo, SI all’amore!"
Tuesday, 24 September 2013 00:00

“NO al relativismo, SI all’amore!"

Luce, fede e carità, ma senza una vera Antropologia come si fa?

 

Dio ci crea maschi e femmine creando ogni persona unica e irripetibile.
Che meraviglia, che bellezza e che forza c’è in ogni persona!
Così Dio ci crea e così ogni persona è chiamata a vivere la sua natura… naturalmente!
Ma cosa ha incontrato l’uomo nella sua storia e cosa incontra nella famiglia, nel lavoro, nella società che ha intorno? Chi vede e rispetta questa unicità e tratta la persona così come la tratta Dio? Da quando sono nata non ho mai incontrato una corrispondenza profonda al mio “essere” a quello che ho sempre sentito profondamente di vivere, desiderare e costruire. Fino a quando ero bambina e guardavo, percepivo, partecipavo e mi esprimevo naturalmente in quell’essere “femmina”, poi a forza di non ricevere mai l’amore di cui necessitavo mi sono sempre più allontanata… allontanata da Dio e da me, allontanata da vere relazioni e allontanata dalla vita. Mi ricordo che a 25 anni mi capitò di vedere un video dove c’ero io neonata di pochi mesi, che stupore! Capii perfettamente che quella bambina non ero più io, dove l’avevo lasciata? Per anni mi sono sempre fatta questa domanda e sono passata sotto ponti e strade e ho attraversato fiumi e valli, ma non ho mai trovato nessuno che mi aiutasse a recuperare la bambina e rispondesse al perché l’avevo persa.

Ieri ho sentito vari pezzi ai Tg che parlavano dell’apertura di Bergoglio verso divorziati, omosessuali, donne che avevano abortito. Trovo che questo Papa sia una meraviglia di umiltà e spirito e che il suo cuore abbracci con amore il mondo intero. Mi commuovo davanti a tanta semplicità sapiente che sorride mentre demolisce pezzo per pezzo tutta la struttura “chiesa” e riporta il centro in Cristo che amava più i peccatori che i farisei. Mentre ascoltavo i pezzi dei Tg ero contenta ma poi per un attimo ho percepito che avere tutta la pulizia e maturità per cogliere quello che il Papa dice non è semplice, si fa presto a generalizzare o a portare il suo messaggio su un relativismo che mi fa paura. Ho sentito parole che facevano intendere che Dio ci crea liberi di essere quello che vogliamo come se essere divorziati, omosessuali o uccidere i bambini sia una cosa semplice e normale e non ha bisogno di essere sostenuta per arrivare a una soluzione ordinata e rispettosa della natura dell’uomo. Capisco però, capisco perché ho la fortuna di vivere un’esperienza unica che mi aiuta a comprendere che senza una sana Antropologia nessun uomo può veramente vedere e risolvere le mancanze profonde che poi portano ogni creatura fuori dalla Creazione. Così l’uomo si aggrappa, cerca soluzioni, usa la testa o fa struttura e vuole risolvere con la “legge” e sempre più si allontana dalla verità che è il sigillo che c’è in ogni persona. Oggi conosco le mie forze uniche e irripetibili e cerco di rispettarle e svilupparle, l’anima, la sessualità, i nervi, il corpo e la mente come fanno ad essere sane senza il giusto amore e rispetto? Chi però ha mai risposto alle mie attese? Chi ha dato un fondamento ai miei perché? Chi ha creduto e visto che prima del mio “IO” c’ero io? Padre Angelo Benolli per 50 anni, per 8 ore al giorno, partendo da un piccolo studio nel centro di Roma, con grande amore ha incontrato persone e persone che cercavano risposte ai loro mali. Lui con sapienza e tenuta è entrato nel profondo della storia di ognuno toccando, rispettando e portando fuori il potenziale di ogni persona, mai sostituendosi ma accompagnando un movimento ed un impegno che può essere solo personale. Tutto questo è il frutto di un’esperienza che ha fondamenti scientifici, scritturali e antropologici e che risponde ad un tempo quello di oggi che “relativizza” o che condanna o che assolve mai trova risposte e soluzioni. I libri di Padre Angelo contengono tutta questa esperienza e io li voglio regalare anche al Papa perché se li merita visto la meraviglia che è. “10 Punti di Vita e Missione”, “Uscire da ogni inganno”, “La famiglia non si inganna”, “La vita non si inganna”, “Ordine antropologico della vita” “Antropologia per uscire dagli inganni specie inconsci”, “Il sesso non si inganna”. «Luce, fede e carità» spesso ci ripete Padre Angelo, ma senza una vera Antropologia come si fa? E’ arrivato così a 2 milioni di persone e a fare missione in un modo unico. Nelle nostre 120 collaborazioni ci sono bambini, famiglie, comunità e zone che camminano trovando luce e soluzioni ai loro mali profondi. E’arrivato così ai 20.000 donatori che ha sempre considerato prima di tutto “nobili” persone da vedere e salvare, perché diciamocela tutta, qui noi non moriamo di fame ma quanta morte viviamo!
Allora mentre faccio strada per Santa Marta voi fate strada verso Italia Solidale e magari adottate a distanza anche un bambino perché come me, anche loro non devono morire ma solo vivere, amare ed esprimere tutta la bellezza che sono! Grazie Padre Angelo.

 

Anna Fanuele (Volontaria di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “Le prostitute vi passeranno davanti”
Tuesday, 24 September 2013 00:00

“Le prostitute vi passeranno davanti”

L’apertura di Papa Francesco alla persona prima dei giudizi è un grande inizio
ma c’è bisogno di luce sull’inconscio

 

Gesù è sempre molto diretto e chiaramente dice che le persone più determinate come i pubblicani e le prostitute passeranno davanti alle persone che urlano “Signore! Signore!”, ma non fanno la volontà del Padre. In un mondo di tante parole e molte guerre, di sofferenze e malattie, di fame e povertà, di disordini e confusioni, quanto veramente riusciamo a vedere, amare e risolvere, senza giudicare, come solo il Cristo ha fatto? In una realtà dove la falsa politica, la falsa economia e talvolta la falsa spiritualità schiacciano la persona, quanto veramente si vede e si risolve e con quali strumenti? In missione in Brasile ho incontrato una donna che piangeva a singhiozzi perché non poteva prendere Cristo Eucaristia. Ho incontrato tanti disordini, debolezze sulla sessualità, ma gli occhi desiderosi di risolvere ed essere pieni di vita e pieni della vera sessualità. Ho incontrato centinaia di bambini che non solo rischiano di morire di fame, ma che in mezzo a tutto questo disordine muoiono nell’anima. Spesso mi sono chiesto cosa ci facessi proprio io in missione e se veramente avessi le capacità di affrontare questi problemi, rischiando di coprire con altre parole o cose. Invece sono riuscito un po’ ad amare, a vedere, a non giudicare e a mettere delle basi per risolvere. Dopo 52 giorni nelle favelas più violente o nel profondo della foresta amazzonica, sono tornato a casa arricchito, stanco, ma felice di aver testimoniato una speranza! Questa speranza, questa testimonianza si chiama “Sviluppo di Vita e missione”. Se non sviluppo la mia vita non posso fare missione!

Missione con i fratelli vicini e lontani; missione basata su fondamenta antropologiche che partono dalla Creazione del bambino unico e irripetibile, creato “Maschio e Femmina”, a immagine e somiglianza di Dio, nell’Amore e per amare. Ma cosa incontra invece il bambino? I miei genitori sono meravigliosi, ma ho capito che mio padre non era Cristo e mia madre non era la Madonna. Hanno fatto quello che hanno potuto, ma inevitabilmente mi sono rimaste addosso tante debolezze, registrate sui neuroni, nell’inconscio e anche se non voglio, le ripeto! Poi la scuola il lavoro, le relazioni, la società e via dicendo. Non ho più incontrato persone che mi hanno rispettato come Dio nella Creazione. E allora? Cosa succede alla mia persona? Se non entro nella mia storia e nella Storia dei secoli, se non vedo cosa è successo e quanto tutto è registrato sulla mia pelle e quanto inconsciamente ripeto queste mancanze d’amore, posso amare? Posso essere missionario? Posso testimoniare? E se affronto un problema con questa cecità, risolvo veramente? Ringrazio profondamente Dio perché ormai da qualche anno sto facendo una vera esperienza d’amore. Da quando ho incontrato Italia Solidale e Padre Angelo Benolli, sto incominciando a riprendermi l’amore che, non per colpa, mi è stato negato. Sto approfondendo la mia storia, vedendo le origini dei condizionamenti, dove si annidano, cosa causano e con la mia croce, nella Croce di Cristo e con un grandissimo impegno nella carità ai fratelli, sto iniziando anche a risolvere. Per la prima volta sento parlare di sessualità con un rispetto e una sapienza unica e parole come la rimozione, la masturbazione, l’omosessualità, l’incesto, la prostituzione, l’innamoramento e l’amore, non sono più sconosciute. Posso finalmente iniziare a dargli il giusto valore, rispetto, profonda comprensione e risoluzione con una testimonianza. Bene allora alle aperture, ma bisogna entrare nell’inconscio per vedere e risolvere, in Cristo, e testimoniare ai fratelli, soprattutto a quelli disponibili. E’ una vera rivoluzione, ma d’amore e siete tutti invitati a partecipare!

 Stefano Bovenzi (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “Il Kenya ti colpisce e ti entra nell’anima”
Tuesday, 24 September 2013 00:00

“Il Kenya ti colpisce e ti entra nell’anima”

In questi giorni sotto attacco terroristico, ma non è il primo. E’ necessaria una antropologia che riporta la persona a ritrovare se stessa, Dio e gli altri

 

Il Kenya è un paese meraviglioso. Ho avuto la gioia e la grazia di visitarlo più volte e di incontrare e partecipare alla vita di migliaia di bambini, famiglie e comunità che collaborano nelle missioni di Kenya Solidale – Italia Solidale. Non è facile esprimere in poche righe l’immensità di vita e amore che ho ricevuto da queste grandiose persone.
Perché il Kenya, così come tanti paesi del Sud del Mondo, ti colpisce e ti entra nell’anima.
Gli occhi dei bambini sono pieni d’amore, le donne hanno una forza d’animo impressionante, gli uomini sono una potenza della natura. Hanno una cultura millenaria ricchissima. Ho avuto l’onore di incontrare tante tribù (masai, turkana, akamba, kikuyo, pokot, kalenijn e altre) che mi hanno insegnato più che in molti anni di corsi universitari. Il territorio è in buona parte fertilissimo e ricchissimo. Nello stesso tempo in Kenya ci sono e si vivono innumerevoli sofferenze.
In questi giorni è sotto i riflettori della stampa internazionale il terribile assalto terrorista in uno dei più rinomati centri commerciali della capitale Nairobi. Purtroppo in Kenya non è il primo atto di violenza. Si susseguono continuamente attacchi, scontri, agguati che hanno alla base divisione tribale, religiosa, economica.

Un rapporto delle nazioni unite di qualche mese fa evidenziava come nel paese africano in soli 12 mesi sono state uccise più di 400 persone e 112.000 sono profughi per motivi tribali. Poi a Nairobi, Mombasa, Garissa, Moyale e in molte altre città ci sono stati attentati e assalti a Chiese, stazioni autobus, luoghi turistici, ristoranti compiuti da terroristi di matrice islamica. L’assalto plateale che si sta consumando in questi giorni è solo l’ultimo atto e che ha avuto risvolti internazionali anche perché ha colpito un luogo nevralgico frequentato anche da molti stranieri.
Terrorismo, lotte tribali, violenze criminali… apparentemente non c’è un collegamento. In realtà guardando la realtà più profondamente si può vedere come tutti questi avvenimenti hanno una radice comune.
In Kenya si percepisce una grande e profonda divisione tra quello che il paese potrebbe essere e quello che poi realmente è. Una profonda divisione tra la ricchezza immensa dei bambini, degli uomini, delle donne, delle loro culture, delle loro risorse e quello che poi realmente si vive e si sperimenta. Una divisione profonda che inficia la grande meraviglia e le grandi potenzialità di questo straordinario paese africano e della sua popolazione.
Una divisione che come conseguenza ultima genera il terrorismo, la violenza estrema, la guerra ma che ha però origini molto più profonde e che riguarda ogni singola persona in Kenya e nel Mondo.
Ogni persona infatti, pur essendo creata da Dio completamente viva, vera, gioiosa, indipendente per ben amare e ben lavorare in completa unità con Lui, in realtà incontra tutto il contrario rispetto alla sua dignità e questo sempre divide da Dio e quindi anche da noi stessi e dagli altri. Divisone che non è mentale ma registrata inconsciamente in noi che, pur volendo amare, la viviamo e sperimentiamo nella nostra vita, con nostra moglie o marito, con i nostri figli, con la nostra comunità. Siamo continuamente divisi.
Questo è quello che ho avuto modo di sperimentare in Kenya dove ho visto tanta forza ma anche tanta sofferenza e morte. Ho visto la divisione negli uomini che da una parte hanno una forza immensa e dall’altra sono violenti e dipendenti da alcol; nelle donne che impressionano per il loro carattere ma poi sono succubi e dipendenti dagli uomini, nelle famiglie spesso fondate nella non relazione e piene di violenza; nei bambini che da una parte sono straordinariamente pieni di vita ma dall’altra molto sofferenti per tutto quello che sono costretti a vivere. In Kenya ogni anno muoiono nel corpo 108.000 bambini con meno di 5 anni. 300 al giorno! Molti altri muoiono nello spirito. Una vera tragedia! Questa divisone da Dio e da sé stessi crea inevitabilmente anche passività e dipendenza, incapacità di credere nelle proprie potenzialità e quindi non si riesce a ben amare e a ben lavorare. Questo è quello che provoca sofferenza e disperazione nel paese, questo è il motivo profondo della morte dei 108.000 bambini, qui è dove guadagna terreno il tribalismo e dove i movimenti terroristici trovano le loro truppe.
Davanti a questa terribile realtà si è cercato in molto modi di intervenire. Il Kenya è uno dei paesi africani più aiutati dalle Nazioni Unite, dalle ONG laiche e religiose, da organizzazioni politiche nazionali e internazionali, etc. Ma la situazione in Kenya non è cambiata e la realtà dimostra che è addirittura peggiorata. Lo dimostrano i tristi numeri dello stesso ONU che afferma che in Kenya nel 1990 morivano 97.000 bambini mentre nel 2011, nonostante i tanti aiuti sono morti 108.000 bambini. Un concreto e visibile fallimento.
Perché davanti a questa immensa realtà, non si può intervenire con la sola buona volontà o con tanto impegno, ma è necessaria una vera e nuova proposta risolutiva che non può partire dall’alto ma che deve incarnarsi concretamente nella persona e per la persona. Infatti con tanta diabolica divisione è necessaria una antropologia che riporta la persona a ritrovare se stessa, Dio e gli altri per ritornare all’unità nel nostro inconscio con cui siamo stati Creati e con la nostra Croce nella Croce di Cristo come scrive San Paolo “abbattere il muro di separazione, cioè l’inimicizia per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo… e riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.” Tutto attraverso un concreto movimento d’amore e di autentica carità. Solo così possiamo essere uniti in noi stessi, con Dio e con gli altri e scacciare tutto i secolari Diavoli inconsci che provocano tanta morte e sofferenza in noi e intorno a noi, specie nei bambini. Costruire così famiglie sane e mature, comunità vive e solidali, società unite nell’amore.

Non è utopia o teoria ma è una antropologia di sviluppo di vita e missione concreta frutto di oltre 55 anni di esperienza di Padre Angelo Benolli e che è ben espressa nei suoi libri e documenti che vi invito ad approfondire e che è una concreta realtà per due milioni di persone nel Mondo.
Solo in Kenya ad esempio, nonostante le mille divisioni e difficoltà, oggi ci sono oltre 4.000 famiglie coinvolte in 18 diversi villaggi. Ognuna di queste famiglie è collegata ad un generosissimo volontario donatore collegato a loro attraverso l’adozione a distanza. Queste famiglie si riuniscono in piccole comunità formate da 5 famiglie, si incontrano settimanalmente ed hanno scambi di contenuto partendo dai libri scritti da Padre Angelo. Con questi contenuti, in Dio, fanno fronte ai tanti Diavoli inconsci che impediscono alla loro vita di essere vissuta in pienezza. Esse ricevono direttamente il contributo inviato dai donatori nei loro conti di comunità, li usano come prestito per attività che generano reddito (agricoltura, pesca, artigianato, piccolo commercio, etc.).
Così attraverso un lavoro creativo si esprimono, hanno un guadagno che utilizzano per i loro bambini e restituiscono il prestito ricevuto a se stessi. Le comunità si incontrano nelle zone formate da 10 comunità. Nelle zone fortificano la formazione in comunione con i volontari di Italia Solidale collegati via Skype ma è anche luogo dove possono avere scambi commerciali tra loro per sperimentare una nuova economia incentrata sulla vita e non su guadagno, profitto e sfruttamento delle risorse umane, ambientali. Per questo nelle zone stanno essi stessi costruendo dei centri di zona.
Queste semplici e umili famiglie, in modo naturale si sono aperte alla carità verso i fratelli sofferenti e hanno esse stesse attivato adozioni a distanza a livello di comunità e di zona per salvare essi stessi i bambini sofferenti attraverso un concreto movimento d’amore. In Kenya e nel Mondo, questa missione sta donando rinascita, dignità, pace, unità, gioia, amore a migliaia di persone che hanno superato profonde divisioni personali, nelle loro famiglie, nelle loro comunità e quindi di conseguenza non si fanno più abbindolare da false culture di morte che spesso sfociano in guerre, violenze, conflitti e terrorismi di varia natura.

Salvare un bambino con Italia Solidale è partecipare a tutto questo. Una missione completamente nuova che umilmente cerca di vedere, di entrare e di risolvere i tanti mali secolari e inconsci che oggi ci dividono da Dio, da noi stessi e dagli altri.

Possiamo partecipare anche noi! Perché le potenzialità divine e le divisioni diaboliche che si sperimentano in Kenya ci sono anche nel nostro meraviglioso paese, dove oggi non ci sono i terroristi che sparano i proiettili ma dove siamo continuamente bersagliati da proiettili invisibili carichi di “non amore” che colpiscono la nostra anima, la nostra identità, le nostre relazioni facendoci lentamente spegnere e cadere in depressioni, dipendenze, malattie.
Diamoci una mano! Non meritiamo tanto male e per grazia di Dio, vi è la concreta possibilità di far fronte a tutti i problemi e tutti i drammi (dal problema personale ai problemi di natura internazionale come quello che sta succedendo a Nairobi) con una nuova Luce, una vera Fede ed una profonda Carità. È quello che oggi serve ad ogni persona. È quello che oggi serve a noi. E’ quello che oggi serve al Mondo! Viva la vita!

 

Davide De Maria (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “La vera civiltà” Digiuno, Papa e Turkana: la vera pace nel deserto nasce dall’inconscio
Tuesday, 10 September 2013 00:00

“La vera civiltà”

Digiuno, Papa e Turkana:
la vera pace nel deserto nasce dall’inconscio

 

Sabato sera c'è stata una veglia in Piazza S. Pietro, organizzata dal Papa, che non vuole restare indifferente dinanzi a quanto sta accadendo in Siria.
Bene. Perché prima di tutto occorre saper vedere.
Ha chiesto una giornata di digiuno, il Papa. Per la Siria.
Certo, siamo così addormentati che un modo doveva trovarlo per richiamare la nostra attenzione.
Ma mi chiedo: a cosa servirà, non mangiare? A preservare forse altre vite dalle bombe? Ad impedire la morte di altri bambini? A portare la pace tra persone che la guerra ce l'hanno prima di tutto dentro, registrata sulle cellule? A permettere quello sviluppo economico che sembra essere la panacea di tutti i mali?
Non voglio rispondere con altre parole o con ragionamenti astratti, che già dobbiamo sentirne troppi, al giorno d'oggi, attraverso i tanti mezzi di comunicazione a nostra disposizione.
Ma stavo pensando ai miei amici Turkana, nel nord del Kenya, dove Italia Solidale ha la gioia di aver visto nascere e crescere 4 collaborazioni con la gente locale.
Vivono nell'arido deserto del Turkana, in mezzo al nulla, in uno dei posti più inospitali della terra, tra sabbia, caldo rovente, animali velenosi e siccità: un luogo da cui, la prima volta che ci si arriva, si desidera solo scappare, perché pensare di poterci sopravvivere sembra impossibile.

E non sono solo gli animali, la fame, la sete e le malattie che ne conseguono, ad uccidere. La tribù dei Turkana, come tutte le tribù africane, è spesso coinvolta in atroci lotte tribali, in atti di banditismo, in razzie di animali e violenze personali. Sono tante, troppe le persone che muoiono a causa della mancanza di una cultura che veda e rispetti veramente la persona in tutta la meraviglia della sua creazione. Ma nessuno parla di questi morti, perché non fanno notizia, non si trovano in luoghi strategici che promettano interessanti ritorni economici.
Ho trascorso gli ultimi due mesi con le meravigliose persone Turkana che sperimentano ogni giorno la cultura di vita proposta da Italia Solidale, e posso testimoniare quello che ho visto con i miei occhi: non ci sono più scontri tribali, da quando le persone sono entrate nel loro inconscio, hanno visto la loro storia personale, hanno affrontato i loro condizionamenti e le loro dipendenze secolari ed hanno riscoperto la meraviglia della loro creazione e la potenzialità delle loro energie, quelle dei primi 30 giorni dal concepimento, in cui ci sono solo Dio e il bambino! Perché, come loro stessi mi hanno ogni giorno ripetuto, scoprendo questa creazione in loro, hanno potuto vederla in ogni altra persona, anche se appartenente ad una diversa tribù: e non hanno più trovato motivi per considerala nemica, ma vivono per la prima volta nella pace!
Non solo: questo recupero delle proprie forze personali e relazionali, insieme all'amore di tanti donatori italiani che hanno attivato un'adozione a distanza, ha permesso loro di creare davvero dal nulla ed in modo impensabile, considerato l'ambiente desertico ed ostile in cui vivono, una varietà di piccole attività economiche autonome con cui ogni famiglia è diventata davvero sussistente! Così ora non dipendono più dall'assistenzialismo impersonale e castrante delle ONG e dallo sfruttamento immorale ed arrogante delle multinazionali, ma hanno una vita dignitosa, possono prendersi cura dei loro bambini e addirittura hanno iniziato loro stessi ad adottare a distanza i bambini delle altre 121 missioni di Italia Solidale in Africa, Sud America ed India. E di più: molti di loro hanno chiesto di poter aiutare i bambini italiani, perché hanno compreso che, oltre alle difficoltà economiche contingenti, anche noi abbiamo tanti condizionamenti inconsci da affrontare e risolvere per uscire dalle nostre sofferenze sia dello spirito che del corpo (depressioni, violenze, separazioni, cancri).
Siamo di fronte ad una grossa rivoluzione culturale: l'Africa, da sempre considerato il Paese che deve essere aiutato, è passata dall'altra parte, è lei, ora, che ha la possibilità di aiutare gli altri!
Se non è pace questa, se non è sviluppo economico questo, se non è civiltà questa...!
L'intenzione è buona, ma i fatti mi testimoniano concretamente che non servirà digiunare se non ci si incarna veramente nei problemi e negli errori alla base delle guerre. E ci si può incarnare solo personalmente, partendo dalla propria vita che, in maniera personale, unica ed irripetibile, ci è stata donata ed alla quale, in modo altrettanto personale, dobbiamo partecipare. Perché solo così possiamo partecipare anche alla vita degli altri, proprio come noi facciamo nelle 125 missioni in tutto il mondo delle quali, come per i Turkana, siamo responsabili, continuando a collaborare insieme a Dio ogni giorno, per uscire da ogni morte, da tutte le guerre, da tutte le povertà e da tutti gli inganni della nostra cultura attuale.

 

Roberta Cappelli (Volontaria di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “Promotori di sviluppo di vita e missione”
Monday, 09 September 2013 00:00

“Promotori di sviluppo di vita e missione”

Una nuova dura ma meravigliosa professione
che aiuta la vita in Italia e nel mondo

 

Tantissimi italiani, specialmente i giovani, vogliono lavorare nel mondo del volontariato, perché sentono una spinta interiore ad occuparsi degli altri. Allo stesso tempo percepiscono che il mondo del lavoro, così com’è oggi, è contro la persona e contro la vita. Pertanto sono disposti anche ad impegnarsi molto, ma in un contesto che non rinneghi la propria umanità, ma anzi promuova la solidarietà e lo sviluppo della vita. Italia Solidale si occupa di questo in tutte le regioni italiane e in 120 missioni nel mondo. La nostra potenzialità personale di ognuno di noi è immensa, ma non la conosciamo finché non la sperimentiamo. Non sappiamo quanta energia abbiamo perché purtroppo il mondo che incontriamo più che supportarci a tirarla fuori ce l’ha ridotta e spesso bloccata.
Allora il lavoro più grande da fare è dentro noi stessi, per recuperare la nostra vera identità e la forza di amare e di lavorare. Solo allora si può iniziare il lavoro forse più bello e difficile che esiste: aiutare gli altri a fare altrettanto. Essere per far essere. Questo è il Promotore di Sviluppo di Vita e Missione. In Italia e in tutto il mondo. Occorre avere più amore di un missionario, più preparazione di uno psicologo, più coraggio di chi fa sport estremi, più fede di un prete, più umiltà degli ultimi che si vanno ad aiutare. Altro che Indiana Jones. È quasi impossibile trovare persone così, ma ci si può arrivare con un’intensissima formazione e un fortissimo impegno.

La formazione, poi, è continua e inizia con la Scuola di Sviluppo di Vita e Missione di Italia Solidale, una scuola dove non si studia tanto con la mente, quanto dove si fa esperienza con tutte le energie della persona. Una scuola che io ho avuto il grande dono di frequentare e dove ho conosciuto molte delle persone più belle della mia vita, anche se poi sto vivendo la mia missione nel mondo dei media più che nel Sud del mondo. Ma soprattutto una scuola che per grazia di Dio è arrivata nel modo giusto e nel momento giusto per sostenermi a comprendere come la vita è, come rispettare davvero le mie forze che non sapevo di avere e come uscire fuori da molti inganni inconsci e culturali che mi facevano soffrire terribilmente.
A tutti i giovani che veramente hanno a cuore la vita e l’amore per gli altri, che non vogliono conformarsi a questo mondo così superficiale e falso e fare lavori inumani e sfruttatori, che hanno voglia di impegnarsi fino in fondo e l’umiltà di mettersi in discussione completamente, consiglio vivamente di farsi avanti e mettersi in gioco. Ho davanti agli occhi il sorriso vero e gli occhi felici di molti nuovi giovani Promotori che solo fino a pochi anni fa erano sofferenti, spenti, bloccati ed oggi invece sono forti, liberi e gioiosi perché amano e si impegnano con tutto se stessi. Parrebbe incredibile anche a me se non avessi visto quali grandi trasformazioni la vita può riservarci quando iniziamo a scoprire la nostra vera natura e iniziamo a rispettarla veramente. E questo è molto difficile farlo da soli, è necessaria una continua preparazione e un continuo scambio rispettoso della nostra identità profonda. La scuola partirà a novembre 2013 e dura quattro anni con un incontro a settimana che può essere seguito anche via internet, ma alcune volte è richiesta la partecipazione in sede. Ovviamente sarà possibile partire per i viaggi missionari, ma solo dopo una sufficiente preparazione e con tutto lo spirito che una dedizione tanto grande richiede. Per informazioni Italia Solidale 06.68.77.999

 

Alberico Cecchini (Direttore Acqua&Sapone)

Approfondimenti : "Come affrontare l’atroce delitto delle armi chimiche in Siria"
Thursday, 05 September 2013 00:00

"Come affrontare l’atroce delitto delle armi
chimiche in Siria"

 

  1) Innanzi a tante atroci violenze non si può chiudersi nelle maggioranze nazionali o internazionali che praticamente se ne lavano le mani, come quasi sempre è successo con l’Onu.
2) Anche qualsiasi intervento di armi è incompleto e negativo. La violenza non si sconfigge con la violenza ed il negativo non si sconfigge con altro negativo, come propongono certi stati. E’ necessario vedere e risolvere alla radice, una buona volta, tanto veleno. Ma sempre vi è veleno quando si colpiscono ma non si risolvono tutte le cause e le forze negative.
3) Però non basta nemmeno fermarsi solo alla testimonianza del digiuno e della preghiera. Papa Francesco ci richiama con forza alla pienezza della luce e della pace interiore, per risolvere sia ogni veleno chimico, ma ancor più a ogni veleno diabolico che brucia non solo il corpo ma ancor di più lo spirito. Anche il veleno che atrocemente distrugge i corpi, nasce da un veleno prevalentemente inconscio, ma è sempre un veleno nella mancanza di spirito delle persone
4) Le armi chimiche che uccidono e deformano il corpo derivano sempre dal veleno ripetitivo e micidialissimo che già deforma lo Spirito. Per risolvere con luce tanto veleno come Ghandi e ancor di più come Cristo vuole, togliamoci ogni violenza e falsità di veleno che è radicato nell’inconscio di ogni persona e cultura corrente. Solo allora veri testimoni di vita e di pace, avremo anche le benedizioni complete di Dio, per sconfiggere veramente ogni tipo di violenza e di guerra. Per tutto questo è necessario convertirsi come bambini, ritrovare tutte le tue libere e complete energie personali, veramente permanere e credere in Dio, e fino alla croce amare, parlando lingue nuove, scacciando i diavoli e guarire come dice Cristo, ogni malattia. Per tutto questo non basta solamente il dialogo, ma una completa ed universale conversione. Frattanto però riuniamoci con coloro che testimoniano una completa cultura antropologica e religiosa della pace come Cristo ha testimoniato fino alla Croce e Resurrezione.

 

Padre Angelo Benolli (Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale)

Approfondimenti : “Chi è disponibile, ritrova la propria bellezza”
Tuesday, 03 September 2013 00:00

“Chi è disponibile, ritrova la propria bellezza”

Ognuno porta in sé tutte le forze creative di Dio e tutte le forze uniche e irripetibili della propria persona. Come rivitalizzarle?

 

Ogni persona porta in sé tutte le forze creative di Dio. Ma anche tutte le forze uniche ed irripetibili della propria persona contenute nell’anima la quale determina il carattere. Inoltre ogni persona porta in sé tutte le forze sessuali per l'amore, tutte le forze dei nervi (su cui passano le energie precedenti), tutte le forze del corpo che sono ben connesse ai nervi. Infine, la persona porta in sé tutte le forze della mente, la quale riflette sempre il modo d'essere di tutte le altre energie che vengono prima. Quando qualsiasi energia è disturbata, di conseguenza anche tutte le altre energie ne risentono poiché sono per natura sempre strettamente connesse e interdipendenti. Quando non vengono rispettate le forze di Dio e della persona, allora subito il sesso, poi i nervi, il corpo e la mente ne risentono. Le forze colpite, chiuse, ridotte o integrate in falsità di vita non possono mai amare. Per amare, cioè per rispettare, sostenere e liberare le forze altrui, è necessario che tu, come Cristo, abbia addosso tutta la verità e la natura delle forze della vita; è necessario che tu ne sia costantemente testimone e che sia capace di coinvolgerti nel male altrui fino a guarirlo. Tutta la luce e l'amore alla tua vita, portati da Dio e dagli altri, non sono sufficienti per guarire le forze della vita se tu non collabori, in spirito e verità, con chi ti ama in spirito e verità, fino ad arrivare alla guarigione di tutte le forze del tuo inconscio come Dio e natura vogliono. Per collaborare a questa azione di luce e di amore di Dio o con persone ricche di vita, di luce e di amore come Dio vuole, è necessaria molta umiltà, disponibilità, pazienza, intensità di fede e di preghiera. Molti italiani stanno trovando un valido sostegno incontrandosi coi volontari di Italia Solidale, in tutte le regioni. In autunno ripartirà la Scuola dei promotori di sviluppo di vita e missione, che offre un percorso nuovo e completo per ritrovarsi ed amare sé, Dio e gli altri.

Padre Angelo Benolli (Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale)

 

(dal sito ioacquaesapone.it)

Approfondimenti : “Il carisma di ognuno sono le sue energie create da Dio”
Wednesday, 28 August 2013 00:00

“Il carisma di ognuno sono le sue energie create da Dio”

Con le nostre adozioni a distanza, tutti sono sullo stesso piano di dignità per una globalizzazione della solidarietà in cui tutti danno e tutti ricevono

 

Dio ci crea nell’amore e per l’amore. Il centro di tutto è l’amore, ossia le energie personali del bambino create nell’amore. Nel carisma si manifesta il valore enorme della persona che cresce solo nell’amore di Dio che è dentro il sigillo di Dio in ogni persona e che si mostra nelle cellule germinali che sono indipendenti, senza nessun DNA del padre o della madre. Non c’è sostituzione: Dio ci dà talenti unici e irripetibili perché li serviamo, li traffichiamo, li condividiamo e con essi produciamo frutti di vita. Alla fine ci chiama, attraverso l’Amore, a restituire tutto. Noi vogliamo essere fedeli a tutto questo. Perciò invitiamo tutti gli italiani a coinvolgersi, partendo anche solo da una adozione a distanza.
Le famiglie che ricevono l’amore degli italiani e hanno un bambino adottato a distanza con Italia Solidale, a loro volta lo restituiscono attraverso lettere, foto, preghiere e testimonianze personali anche in Italia da parte di alcuni di loro che vengono apposta in Italia per incontrare i donatori.
Inoltre queste famiglie in gruppo attivano adozioni in altri Stati, perché non possono solo ricevere.
Uno dei più gravi danni che possiamo fare loro è continuare a farli sentire inferiori, mendicanti, passivi. Così tutti sono sullo stesso piano di dignità per una globalizzazione della solidarietà in cui tutti danno e tutti ricevono. Tutto ciò produce una moltiplicazione dei pani che è frutto dello Spirito Santo che incontra persone che vanno oltre se stessi e la propria famiglia, per amare in modo disinteressato chi ha più bisogno e rende viva e attuale la grande verità “è dando che si riceve”. Con l’“Economia nel Carisma” rimettiamo al centro Dio e la Sua creazione in ognuno di noi, come nel bambino. Così, dopo secoli, superiamo l’economia che mette al centro il profitto e uccide sempre i bambini e le persone. Questo è il fondamento per un’autentica Civiltà dell’Amore.

Padre Angelo Benolli (Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale)

 

(dal sito ioacquaesapone.it)

Approfondimenti : “Prima di aiutare gli altri occorre lavorare su se stessi”
Wednesday, 28 August 2013 00:00

“Prima di aiutare gli altri occorre lavorare su se stessi”

I volontari di Italia Solidale sono in viaggio nelle nostre 120 missioni nel mondo. Torneranno più ricchi per condividere esperienze di sviluppo di Vita con gli italiani

 

Qui bisogna fare un grande lavoro! Da millenni si ripete la morte di Adamo ed Eva e tuttora continua così, sempre lontani da Dio – Amore. Sempre contro la creazione, sempre lontani dalla propria identità, sempre sporcati e impediti nell’amore, quindi nelle relazioni e nella pienezza della creatività. È un problema grandissimo, ma se non lo vediamo e non lo risolviamo, sempre produrrà sofferenze, malattie e separazioni. Dobbiamo vedere bene che abbiamo tanti condizionamenti e riduzioni causati dal non amore sull’anima, sul sesso, sui nervi, sul corpo e sulla mente. Ma dobbiamo anche e soprattutto credere che nel sigillo di Dio che c’è dentro di noi non ci sono mai diavoli, perché i non amori e i condizionamenti non lo possono toccare. Nel sigillo di Dio c’è Dio con noi. Questo è il fondamento dell’Io Potenziale, cioè della vera natura della nostra persona così com’è per creazione. Noi dobbiamo credere in noi al di là dei non amori e dei diavoli. Cristo credeva in sé e permaneva in Dio, così come anche noi abbiamo bisogno di credere in noi e permanere in Dio, come la Madonna. Quando crediamo in noi e permaniamo in Dio, anche noi troviamo noi stessi, troviamo Dio, parliamo lingue nuove, facciamo fuori i diavoli con la Croce e con Dio e guariamo ogni malattia, ogni riduzione e ogni deviazione sessuale. Arrivando così all’innamoramento che è la persona con tutto l’Albero della Vita in Dio, come la Madonna che nell’innamoramento non è neanche morta. La Madonna ha la pienezza della vita nell’amore. Per creare tutto questo Dio ha impiegato 17 miliardi di anni. Forse qualcosa di serio dobbiamo farlo anche noi!
Colleghiamoci fra noi attraverso i volontari di Italia Solidale. Quest’estate sono in viaggio nelle nostre 120 missioni nel mondo e torneranno carichi di vita per scambiare questa esperienza di riscoperta dell’Io Potenziale anche con gli italiani di ogni regione. In autunno poi partirà la Scuola dei Promotori di Sviluppo di Vita e Missione. Perché per aiutare davvero gli altri occorre prima lavorare su se stessi.

Padre Angelo Benolli (Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale)

 
(dal sito ioacquaesapone.it)

Approfondimenti : "Testimonianze dalle Missioni - Luglio 2013"
Wednesday, 24 July 2013 00:00

"Testimonianze dalle Missioni - Luglio 2013"

Testimonianza di Elisabetta dal Sud Sudan e di Lavinia dall'Amazzonia (Brasile) - domenica 21/7/2013

 

La missione continua!
Vedere come qui i bambini giocano mi fa capire come basta davvero poco per essere felice. Non dico che qui è tutto perfetto, perché i bambini continuano a morire. Spesso sono frutto di violenze, di sfogo , e allora vengono inconsciamente rifiutati. Quando si è cosi acciecati il bambino non è più meravigliosa creazione, ma materia con nessun valore. Tanti non sopravvivono, il male del non amore è più forte.
Eppure da noi è peggio, il male è più ingannevole, più nascosto ma tanto più grande! Qui la scuola non è una prigione, e la vita è in comunione con Dio, le relazioni d'infanzia tra maschi e femmine sono ancora qualcosa di sacro, di pulito, non contaminato da idoli e demoni. Nel profondo qui le persone sono talmente naturali e bambine che si liberano da sofferenze e catene quando sentono anime sincere e umili che vengono a loro portando un tesoro, non presunzione o inganni. Semplicemente luce e verità.
La nostra missione, che vivo come scambio, è la più meravigliosa che possa esistere. Perché è la missione di Dio! La gente si converte, le malattie guariscono, le ferite si sanano, le reazioni si aprono alla pulizia. Tutto ciò che ti può preservare nella tua bellezza è la carezza di una mamma e l'abbraccio sincero di un padre. La missione è semplice, se pur immensa!

Elisabetta Carini dal Sud Sudan - domenica 21/7/2013

C'è un luogo sconosciuto agli uomini e prossimo agli occhi di Dio, dove cielo e terra si toccano, dove tutto è azzurro e verde, una distesa d'acqua infinita abbraccia la foresta rigogliosa con frutti di ogni colore che nascono spontanei. Lí anche l'aria è fertile, carezza la pelle lasciando gocce di rugiada che illuminano e fanno brillare gli occhi dei bambini, che se osservati in profondità mostrano l'eterna Creazione: l'Universo e le Galassie, l'oceano e le montagne, il deserto e i fiumi.
Nel fitto verde si scorge il segreto della vita primitiva e ruggente. I ciuffi delle palme suggeriscono quanto sei lontano ma anche quanto sei vicino. Le nuvole bianche e candide si tuffano nell'acqua che le accoglie
felice di potersi colorare e le rispecchia in totale verità. Il sole al tramonto si veste di luce, contiene l'amore di Dio e lo espande come il big bang. Più cala e più è intenso. L'azzurro si tinge di rosa e arancio, le nuvole sorridono e all'orizzonte tutto è nuovo e mozzafiato.

Su una palafitta costruita con tavole di legno ma sicura come casa vive lei. Viso vero, qualche ruga che rivela vita vissuta intensamente nei suoi soli 28 anni. Sorriso sdentato ma gioioso. Occhi trasparenti ma velati di un dolore antico e vivo. Comincia a raccontarci la sua storia, trapunta di ferite e violenze, ritenuta dal villaggio ciò che lei non è. Insulti, falsità, giudizio, tormento risuonano nel suo cuore. Abbandonata dalla madre, senza mai aver conosciuto il padre, figlia di nessuno, accudita dalla solitudine. Le lacrime cominciano a scendere, vere e intrattenibili, riaprono e lavano gli squarci nella sua anima. Si avvicina al letto e tra i giochi dei suoi quattro figli sfila un libro. La copertina è blu con un gabbiano bianco che vola libero sull'acqua.
"Uscire da ogni inganno". Con la voce rotta dal pianto ma con un sorriso di gioia profonda comincia a leggere in un portoghese rude come il lavoro nei campi: "Ogni persona é piena di vita, ha una possibilità di sviluppo immensa, la sua forza é unica e irripetibile. Non possiamo perderci né adattarci a nulla perché la nostra forza di vita personale é soltanto nostra. Ogni persona é tale solo in quanto ama.
L'amore ci distacca dall'avere, ma è tale solo se è pulito ed immerso
in tutte le energie personali completamente sviluppate." Riprende fiato, ci guarda negli occhi, uno ad uno con profonda dignità: "Questo libro mi ha fatto uscire dalla depressione. Mi ha fatto rialzare di nuovo. Lo leggo ogni giorno perché qui c'è la VERITÀ!"
Verità! Che conquista! L'unica libertà. Ad ascoltare questa donna c'era anche una giovane ragazza, che come la vittoriosa commossa ha sempre voluto cercare se stessa. La risposta l'ha avuta dalla stessa fonte. Provenienti da due continenti differenti, 18 ore di distanza tra volo, macchina e barca, realtà e tradizioni assolutamente diverse, altra lingua e condizionamenti. Ma Dio, che è Padre di tutti, ascolta il cuore di ogni suo figlio e gli fa incontrare la Vita, quella vera e perpetua, quella che ti stupisce se lotti per conquistarla, quella che non sfugge più, quella che non ti abbandona, quella che ce n'è solo una, quella che è già dentro di te.

Lavinia Rocchi dal Brasile - domenica 21/7/2013

In questo momento particolare, chiediamo a tutti voi preghiere e partecipazione a questa missione, che ci vede uniti in Dio, qui in Italia e in tutto il mondo. Nelle nostre missioni ci sono 20.000 bambini che stanno aspettando un donatore per non morire di fame. Partecipate a questa immensità salvando un bambino. Contattaci subito! 

I Volontari di Italia Solidale-Mondo Solidale


Acquista i libri o contattaci".