Approfondimenti : Incontro con i volontari donatori di Roma
Martedì, 09 Novembre 2010 00:00
Italia Solidale è felice di invitare tutti i volontari donatori di Roma ad un incontro in cui sarà presente anche il fondatore P. Angelo Benolli.
L'incontro si terrà Mercoledì 10 Novembre 2010 alle ore 19:00 nella Chiesa di s. Maria del Pianto in via S. Maria de Calderari, 31.

 


E' un'occasione unica per la presenza di P. Angelo Benolli che nei suoi 53 anni di esperienza come sacerdote, missionario e antropologo ha trovato un nuovo modo di fare missione e adozione a distanza sulla base culturale di sviluppo di vita e missione. Con questa base, racchiusa anche nei suoi libri, stiamo promuovendo l'autentico sviluppo dei bambini, delle famiglie e comunità (in tutto quasi 2.000.000 di persone) che aiutiamo insieme a volontari, missionari e laici di 20 tra congregazioni e diocesi e insieme a 20.000 volontari donatori come voi. Oggi abbiamo 108 missioni solidali in Africa, India e Sud America.
E' un'esperienza unica, che serve molto anche a noi italiani, per questo siamo contenti di offrirvela e di tenere una relazione con tutti voi.

Per informazioni contattare la Segreteria al numero: 06.68.77.999.

Approfondimenti : Il Premio Nobel per la medicina 2010 assegnato allo scienziato considerato il padre della fecondazione in vitro
Martedì, 19 Ottobre 2010 00:00
Abbiamo il 50% di famiglie che si dividono. Il sesso nell’amore dove sta? Il laicismo ateo e massonico dà il Nobel a chi ha inventato la scorciatoia della provetta. Si risolvono così i problemi sessuali e dell’amore? Ringraziamo la presa di posizione del Vaticano, ma anche tra i credenti vi sono molti problemi sessuali che culturalmente, e quindi moralmente, vanno risolti. Ma chi è contro Dio e la persona va sempre avanti, perché i credenti non si svegliano…(P.Angelo Benolli)

di Daniela Fortini


“Produrre” un bambino in una provetta”. Come mai siamo arrivati a ridurre ad uno squallido e pericoloso esperimento di laboratorio l’atto più alto in cui un uomo e una donna, nello scambio d’amore, esprimono la pienezza della loro più grande dignità, quella di collaborare con Dio a dare vita ad una nuova creatura, la cui vita trascende la loro volontà ed anche il bambino stesso?

Nel nostro mondo cosiddetto sviluppato, mentre il 50% delle famiglie si separa, tra quelle che rimangono insieme, il malessere è spesso insostenibile. Tra queste, il 15% non riesce ad avere figli. In alcune aree, questa percentuale sale addirittura ad un preoccupante 33%. L’infertilità è un allarme che ci deve fare molto riflettere, specie perché spesso non è riconducibile ad alcuna disfunzione fisica. Da questi e tanti altri segni, è evidente che al giorno d’oggi, specie nel mondo occidentale, è tale lo sconvolgimento dell’ordine naturale della vita che la vita di coppia e di relazione ne esce profondamente colpita.

Ma cosa facciamo per risolvere questa sofferenza?

La nostra scienza moderna, così abituata a travolgere la vita con tecniche e saperi umani, invece di andare in fondo al problema dentro le persone, pretende di risolverlo con le scorciatoie. Scorciatoie che peraltro peggiorano ancora di più la situazione creando nuovi gravi problemi: alla fecondazione in vitro si incatenano problemi su problemi: la diagnosi pre-impianto (per cui si prelevano delle cellule nelle delicatissime prime fasi della vita dell’embrione per vedere se è “idoneo”), la soppressione o congelamento degli embrioni ritenuti “non di qualità”, il mercato degli ovociti e degli spermatozoi, le questioni relative alle mamme-nonne e agli uteri in affitto, ecc.

L’infertilità, così come tutti i problemi sessuali, non si risolvono in laboratorio. Si tratta di una grande sofferenza con radici molto profonde. Essa è il risultato di una mancata pienezza di sviluppo sessuale, di un’evidente difficoltà di relazione e di autentico incontro nell’amore. Di tutto questo spesso non si è coscienti, perché la dinamica avviene a livello delle forze inconsce. Ma la nostra impostazione di vita e cultura, tramandata nei secoli, nega l’importanza di queste forze inconsce. Allora, quando ricorriamo alla scienza, ci vengono propone soluzioni “spicce”, fisiche, biochimiche. Mai complete, mai risolutive. E la sofferenza dilaga. Se l’infertilità è un problema sessuale e di mancanza d’amore, quale amore riceverà un bambino nato da genitori così? Riflettiamo solo sul fatto che, se è vero che 4 milioni di bambini sono nati con la fecondazione artificiale, studi inquietanti evidenziano i seri problemi fisici e psicologici che essi spesso sviluppano.

La persona non è un ammasso di cellule e di organi. E neppure di meri “sentimenti”. Ogni bambino è creato da Dio con delle meravigliose forze create nell’amore e per l’amore. Queste forze sono per il 90% inconsce, sono tutte connesse tra loro. Solo dopo ridondano sulle cellule e sugli organi e infine determinano il modo d’essere della mente cosciente (un piccolo 10%).

E’ necessario un onesto e radicale cambio di rotta a livello scientifico, culturale, antropologico per ritornare ad essere più umani e proporre risoluzioni alle nostre sofferenze degne di ciò che realmente siamo. E’ necessaria una nuova cultura di vita che faccia realmente luce sulla natura, la dinamica e la connessione delle forze inconsce e le ricolleghi alla vita così come veramente è.

La vita non s’inganna. Essa ha un suo ordine ed una sua qualità che vanno rispettate, altrimenti se ne pagano le conseguenze sullo spirito, sul corpo e sulla mente. Su questo si basa la novità antropologica, scientifica e culturale nata da P.Angelo Benolli e che oggi arriva a 2 milioni di persone nel mondo, che ritrovano salute, gioia, fede, pace, una sana sessualità in famiglie sane e una sana capacità di lavorare in modo creativo e di servizio. Vi invitiamo ad approfondire questi contenuti nei suoi libri.

Daniela Fortini

Approfondimenti : ANCORA 925 MILIONI GLI AFFAMATI SECONDO LA DENUNCIA DELLA FAO MA DI CHE FAME SI MUORE NEL MONDO?
Venerdì, 17 Settembre 2010 00:00

Mi chiamo Sara, ho 23 anni e sono appena tornata da un viaggio durato due mesi nella “terra degli affamati” per eccellenza, la grande Africa. Ho milioni di occhi di bambini, di donne, di uomini, di vecchi che potrei raccontarvi, ma voglio soffermarmi su due in particolare, quelli di una bambina musulmana incontrata a luglio in Repubblica Centrafricana, precisamente a Bangassou.

Mi trovavo per caso vicino ad un punto di distribuzione di aiuti per i migliaia di rifugiati provenienti dai villaggi vicini, che fuggono dai “tongo-tongo”, nome dato ai ribelli del Nord Uganda dell’LRA di Kony, che da due anni circa, “risolta” la guerra nel loro paese, sfogano ora la non risolta violenza che gli è rimasta dentro, contro la povera gente della Repubblica Centrafricana e del Sudan.

SaraDavanti a me questa bambina piangeva convulsamente per la febbre, senza nessuno che accorresse in suo aiuto. I suoi occhi raccontavano di un padre ucciso dai ribelli pochi giorni prima e di una madre assente e disperata, intenta solo a rimediare qualche sacco di farina per la sopravvivenza. Ho convinto la mamma, che stringeva dentro la mano un foglietto per le cure mediche assicurate, ad andare insieme al centro sanitario più vicino. La bambina aveva 40° di febbre da una settimana, e a breve, senza cure, sarebbe morta.

Inconsapevolmente ho salvato la vita a questa bambina, facendo quello che credo chiunque al mio posto avrebbe fatto…ma mi chiedo: perché questa madre che, essendo “rifugiata”, avrebbe avuto diritto alle cure gratuite (quel foglietto nel pugno), non ha fatto nulla per salvare sua figlia? Perché, nonostante i tanti miliardi di euro e dollari che sono pervenuti e ancora giungono nel Sud del mondo sotto forma di aiuti, non si riesce a sconfiggere la fame dei 925 milioni (così la FAO denuncia in questi giorni), compresa quella di questa piccola? Qual è, mi chiedo allora, la vera fame di cui soffrono i bambini, e soprattutto, come sconfiggerla?

Questa testimonianza non vuole andare contro nessuno, ma solo dare la prova concreta che se non si va alla radice del problema nessun tipo di assistenzialismo, nessuna pianificazione delle nascite, nessuna struttura, né tanto meno fiumi di dollari o euro, potranno mai risolvere la fame nel mondo.

Quella bambina sarebbe morta (forse morirà se sua madre continuerà ad andare avanti così nell’abbandono più totale) perché nessuno si preoccupa di fermarsi e amarla insieme a sua madre.

Quale dunque il problema? Non sono entrata in merito alla vita di questa donna, ma grazie all’esperienza che faccio come volontaria di Italia Solidale da anni, ho potuto vedere quanto la persona e le donne in particolare in Africa soffrono per le innumerevoli mancanze di amore e rispetto contro la vita della persona (tra queste ne cito alcune come dipendenze dal clan, dalla tribu’, della donna dall’uomo, dell’uomo dall’alcool e dal sesso fuori dall’amore, dei genitori dall’assistenza, ecc.). Ne consegue che c’è davvero poco amore che arriva ai bambini, inteso come rispetto e scambio di rispetto nei tempi e nei modi giusti, e si vede chiaramente che identità e forze personali sono colpite, non si sviluppano secondo la loro potenzialità di indipendenza e amore (che è naturale in ogni bambino e in ogni persona). Quante donne ho conosciuto che sono dipendenti dal marito (che condividono magari con altre 3 o 4 mogli; donne che non sono mai state amate né considerate a loro volta da genitori, probabilmente anch’essi poligami e quindi assenti davanti al loro bisogno d’amore e alle necessità di tutti i giorni….

Tante donne non si accorgono, come questa donna, che la loro bambina sta morendo. Attende un aiuto esterno che la faccia andare avanti ancora un giorno, ma non risolve pienamente il bisogno di amore e rispetto che la bimba richiede e che la madre non può dare, perché non amata a sua volta. E questi sono solo alcuni esempi delle profonde sofferenze che gli africani vivono da secoli.

In questi due mesi ho ancora di più visto quanto bisogno c’è di una cultura nuova, che riparta dalla base, dalla vita che c’è in ogni essere umano, così come esso è stato creato. C’è bisogno di una luce profonda sui mali insiti dentro la persona, a livello familiare, culturale, storico e sociale, che da secoli prevalgono sulla vita. C’è bisogno di famiglie forti e disponibili che facciano questo cammino insieme, per sostenersi a vedere lì dove i loro bambini - e “loro” bambini - non sono stati e non sono rispettati, e come uscire da queste mancanze di rispetto attraverso l’amore verso di sé e verso gli altri, in una carità che si espande e diventa mondiale, verso tutti i sofferenti. Questa è Italia Solidale, l’associazione con cui collaboro da 4 anni e che si fonda su questa base culturale, grazie all’esperienza cinquantennale di P. Angelo Benolli. È così che arriviamo a salvare oltre 2 milioni di persone in Africa, Sud America ed Asia. É così che, anno dopo anno, vediamo i bambini adottati a distanza con questa base culturale insieme alle loro famiglie rinascere, uscire da tanti inganni culturali e familiari come l’alcoolismo, i maltrattamenti sulla donna, i disordini sessuali, le violenze sui bambini, la dipendenza dagli aiuti esterni, etc. In questo modo donne e uomini ritornano alla loro dignità personale e ritrovano la loro responsabilità di essere genitori per i propri figli, attraverso anche dei lavori creativi che li portano alla sussistenza e alla solidarietà con altre famiglie povere.

Solo così possiamo risolvere la fame nel mondo: una fame che va ben oltre il sacco di farina o il litro d’olio, una fame profonda, una fame d’amore, di cui non solo i bambini del Sud del mondo soffrono, una fame che anche noi qui ed i nostri bambini conosciamo molto bene.

Sara Pietropaoli, volontaria di Italia Solidale

Approfondimenti : ITALIA SOLIDALE A COMINCIAMO BENE ESTATE (RAITRE), VENERDI' 17 SETTEMBRE, ORE 12:45
Giovedì, 16 Settembre 2010 00:00

Cominciamo Bene Estate, trasmissione in onda ogni mattina su Rai 3, ospiterà domani, 17 settembre 2010, Antonella Casini e Marco Casuccio, volontari di Italia Solidale. Nel loro intervento, previsto le ore 12,48, Antonella e Marco parleranno della proposta missionaria e culturale di Italia Solidale attraverso la loro esperienza di vita e in missione, in Italia e nel mondo, mostrando la base culturale del nuovo modo di fare missione e adozioni a distanza di Italia Solidale. Ad introdurli sarà un video che presenta, attraverso le immagini, l’esperienza del fondatore, P.Angelo Benolli e le concrete esperienze di sviluppo di vita e missione dei bambini e delle famiglie aiutate in Sud America, Africa e India, anche grazie alle adozioni a distanza di 20.000 donatori italiani.

L’intervento di Antonella e Marco, con alle spalle anni e anni di esperienza diretta nel combattere la fame del corpo e dello spirito nel mondo è particolarmente significativa in questi giorni in cui la FAO, nonostante rilevi un leggero miglioramento nella lotta alla fame, denuncia che l’obbiettivo è ancora molto lontano "… con un bambino che muore ogni sei secondi per problemi connessi con la sottoalimentazione, la fame rimane lo scandalo e la tragedia di più vaste proporzioni al mondo", ha detto Jacques Diouf, Direttore Generale della FAO. "Questo è assolutamente inaccettabile".

Italia Solidale – Mondo Solidale non fa teorie. Sono anni che, sia pur gradualmente e in mezzo a mille difficoltà, sta concretamente sconfiggendo la fame dello spirito e del corpo nel Sud del mondo ed in Italia, senza creare strutture od uffici, senza finanziamenti statali, ma attraverso il movimento di “persone per le persone”. Aiuta 2.000.000 di persone in tutto il mondo con 108 “Missioni Solidali” in Africa, Sud America ed India. Tutto questo in comunione con volontari (missionari e laici) di 20 tra Congregazioni e Diocesi e con 20.000 volontari donatori coinvolti in un nuovo modo di far missione e adozione a distanza. Alla base di questo impegno c’è la proposta di “Sviluppo di Vita e Missione”. Una nuova cultura di vita che permette ad ognuno di entrare nella propria storia, liberarsi dai propri condizionamenti e ritrovare la propria identità, la propria spiritualità per saper ben amare e ben lavorare in famiglie e comunità sussistenti e solidali. Questo è il frutto della vita e dei 50 anni di sacerdozio di p. Angelo Benolli.

Con questa base culturale, racchiusa anche nei libri e nei documenti di p. Angelo, l’adozione a distanza diventa un modo semplice ed efficace per “spezzare il cerchio” tra fame dello spirito e fame del corpo nel mondo, mettendo in relazione persone di diverse fedi e culture. Con “Italia Solidale – Mondo Solidale”, tutti sperimentano il “prestito solidale” che non è un prestito di soldi, ma di vita.

Le famiglie del Sud del mondo si riuniscono in piccoli gruppi dove, aiutati da questa cultura e da volontari locali formati da noi, vedono e risolvono insieme i loro condizionamenti interni ed esterni. Con questa base il denaro proveniente dalla solidarietà dei “volontari donatori” coinvolti (equivalente ad un caffè al giorno), gli viene dato in forma di piccoli prestiti economici attraverso cui realizzano piccoli imprendimenti. Le famiglie non restituiscono il denaro a nostre strutture bancarie, ma lo impiegano per aiutare altre famiglie vicine e lontane a fare il loro stesso percorso di sviluppo di vita e missione. Oggi ci sono “comunità solidali” dell’India che hanno “adottato a distanza” bambini di comunità dell’Africa e del sud America e viceversa. Ai volontari donatori il “prestito solidale” viene restituito attraverso le lettere che le famiglie del Sud del mondo scrivono e con cui li coinvolgono in questo processo di completa solidarietà. Così, anche in Italia, i volontari donatori stanno creando piccole comunità di “sviluppo di vita e missione” con cui si promuove la solidarietà e si superano tante sofferenze. In questo sentiamo di contribuire alla Chiesa Ecumenica, che è fatta di persone con Dio che amano come Cristo ha amato, a prescindere dalle differenze di confessione religiosa o di cultura.

Anche attraverso la RAI che ringraziamo profondamente, presentiamo la nostra esperienza perché oggi miliardi di persone soffrono, i bambini muoiono e la cultura di Sviluppo di vita e missione che noi sperimentiamo è un contributo decisivo per soddisfare la fame dello spirito e del corpo.

FAI ANCHE TU UN’ADOZIONE A DISTANZA!