Audio della parola del giorno : Letture della settimana
Mercoledì, 16 Novembre 2011 00:00
Commento di Padre Angelo Benolli alle Letture del giorno

Quando non “traffichi i talenti”, perdi la tua identità, perdi tutto.



"Queste scritture sono come sempre grandi. Gesù camminava verso Gerusalemme che è la Chiesa: Dio e la persona e la persona e Dio. Gesù è Re e tornerà come giustizia, ma c’è gente che non vuole “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Invece lui torna e onora solo i servi che hanno fatto fruttare i talenti … “a chi ha sarà dato, a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”. La prima lettura, poi, è formidabile; la donna protagonista dà un grande insegnamento: bisogna preoccuparsi della vita vera che è come è, non come io penso o gli altri dicono. I malvagi sono quelli che non sono veri: quelli che non credono, che non vivono la propria croce, che non eliminano l’”io reale” (ciò che ognuno ha vissuto - vedi “Uscire da ogni inganno”, P. Angelo Benolli) e rimangono nell’”io potenziale” (ciò che ognuno è per natura), che non amano, non sono veri. C’è poco da girarci intorno, è un richiamo ad una grande forza. Siate vivi! Se non siete forti, se non siete presenti, siete morti e non vivi. Siamo chiamati a vivere un’autenticità.".


Ascolta l'Audio: «Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca»?

("2Mac 7,1.20-31", "Lc 19,11-28", 16/11/2011 - Durata ca 13 min - Peso ca 12Mb).

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"Come fare a calare questi contenuti nella nostra esistenza? La nuova cultura di vita che viene fuori dai 52 anni di esperienza sacerdotale, scientifica, antropologica e missionaria, di Padre Angelo Benolli, ci offre gli strumenti per entrare nella nostra storia e fare questo cammino. Vi invitiamo a leggere i suoi libri o a contattarci".



Letture della data: 16/11/2011

Prima Lettura
Il Creatore dell'universo vi restituirà di nuovo il respiro e la vita.

Dal secondo libro dei Maccabèi In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite. Soprattutto la madre era ammirevole e degna di gloriosa memoria, perché, vedendo morire sette figli in un solo giorno, sopportava tutto serenamente per le speranze poste nel Signore. Esortava ciascuno di loro nella lingua dei padri, piena di nobili sentimenti e, temprando la tenerezza femminile con un coraggio virile, diceva loro: «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell'universo, che ha plasmato all'origine l'uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo il respiro e la vita, poiché voi ora per le sue leggi non vi preoccupate di voi stessi». Antioco, credendosi disprezzato e sospettando che quel linguaggio fosse di scherno, esortava il più giovane che era ancora vivo; e non solo a parole, ma con giuramenti prometteva che l'avrebbe fatto ricco e molto felice, se avesse abbandonato le tradizioni dei padri, e che l'avrebbe fatto suo amico e gli avrebbe affidato alti incarichi. Ma poiché il giovane non badava per nulla a queste parole, il re, chiamata la madre, la esortava a farsi consigliera di salvezza per il ragazzo. Esortata a lungo, ella accettò di persuadere il figlio; chinatasi su di lui, beffandosi del crudele tiranno, disse nella lingua dei padri: «Figlio, abbi pietà di me, che ti ho portato in seno nove mesi, che ti ho allattato per tre anni, ti ho allevato, ti ho condotto a questa età e ti ho dato il nutrimento. Ti scongiuro, figlio, contempla il cielo e la terra, osserva quanto vi è in essi e sappi che Dio li ha fatti non da cose preesistenti; tale è anche l'origine del genere umano. Non temere questo carnefice, ma, mostrandoti degno dei tuoi fratelli, accetta la morte, perché io ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno della misericordia». Mentre lei ancora parlava, il giovane disse: «Che aspettate? Non obbedisco al comando del re, ma ascolto il comando della legge che è stata data ai nostri padri per mezzo di Mosè. Tu però, che ti sei fatto autore di ogni male contro gli Ebrei, non sfuggirai alle mani di Dio».
(2Mac 7,1.20-31)

Salmo Sal 16
RIT: Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

Ascolta, Signore, la mia giusta causa, sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera: sulle mie labbra non c'è inganno.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie e i miei piedi non vacilleranno.
Io t'invoco poiché tu mi rispondi, o Dio; tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole.

Custodiscimi come pupilla agli occhi, all'ombra delle tue ali nascondimi.
Io nella giustizia contemplerò il tuo volto, al risveglio mi sazierò della tua immagine.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Io ho scelto voi, dice il Signore, perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga. Alleluia.

Vangelo
Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca?

Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: Fatele fruttare fino al mio ritorno. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate dieci. Gli disse: Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città. Poi si presentò il secondo e disse: Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate cinque. Anche a questo disse: Tu pure sarai a capo di cinque città. Venne poi anche un altro e disse: Signore, ecco la tua moneta d'oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato. Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi. Disse poi ai presenti: Toglietegli la moneta d'oro e datela a colui che ne ha dieci. Gli risposero: Signore, ne ha già dieci!. Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me». Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.
(Lc 19,11-28)

Audio della parola del giorno : letture della settimana
Martedì, 15 Novembre 2011 00:00
Commento di Padre Angelo Benolli alle Letture del giorno

Viviamo in un tempo dove non c’è carattere, che è l’unico modo per vivere nello Spirito e Verità.



"Come sempre anche le letture sono fondamento alla realtà. E’ un grande richiamo a restare con Dio, staccati dagli uomini. E’ una testimonianza perche Eleàzaro pensa ai giovani. O sei Chiesa, persona con Dio, ogni momento o sei sempre contro di te, contro Dio e gli altri. Zaccheo cercava. Gesù vede l’amore, vede che cerca e va a casa sua. Il Signore vuole la relazione con ognuno di noi. E’ Dio che sceglie noi, ma quando siamo come Zaccheo. Quindi c’è Dio, c’è l’uomo che cerca Dio e in questo incontro fa subito la carità. Senza la carità non si risolve nulla. Abramo, per stare con Dio, è disposto a far fuori il figlio. Gesù per stare con Dio dà il corpo e il sangue. Cosa facciamo noi? Preghiamo per gli italiani e per Monti; anche noi siamo in mezzo ai mali ed è necessario stare nello Spirito che è vita, non soltanto per vedere, ma per scacciare i diavoli, parlando lingue nuove e guarendo ogni malattia, dello spirito e del corpo".


Ascolta l'Audio: «Il Figlio dell'uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

("2Mac 6,18-31", "Lc 19,1-10", 15/11/2011 - Durata ca 13 min - Peso ca 12Mb).

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"Come fare a calare questi contenuti nella nostra esistenza? La nuova cultura di vita che viene fuori dai 52 anni di esperienza sacerdotale, scientifica, antropologica e missionaria, di Padre Angelo Benolli, ci offre gli strumenti per entrare nella nostra storia e fare questo cammino. Vi invitiamo a leggere i suoi libri o a contattarci".



Letture della data: 15/11/2011

Prima Lettura
Lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte per le sante e venerande leggi.

Dal secondo libro dei Maccabèi In quei giorni, un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell'aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s'incamminò volontariamente al supplizio, sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per attaccamento alla vita. Quelli che erano incaricati dell'illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest'uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare le carni sacrificate imposte dal re, perché, agendo a questo modo, sarebbe sfuggito alla morte e avrebbe trovato umanità in nome dell'antica amicizia che aveva con loro. Ma egli, facendo un nobile ragionamento, degno della sua età e del prestigio della vecchiaia, della raggiunta veneranda canizie e della condotta irreprensibile tenuta fin da fanciullo, ma specialmente delle sante leggi stabilite da Dio, rispose subito dicendo che lo mandassero pure alla morte. «Poiché - egli diceva - non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant'anni Eleàzaro sia passato alle usanze straniere, a loro volta, per colpa della mia finzione, per una piccola e brevissima esistenza, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia. Infatti, anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire, né da vivo né da morto, alle mani dell'Onnipotente. Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e nobilmente per le sante e venerande leggi». Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio. Quelli che ve lo trascinavano, cambiarono la benevolenza di poco prima in avversione, ritenendo che le parole da lui pronunciate fossero una pazzia. Mentre stava per morire sotto i colpi, disse tra i gemiti: «Il Signore, che possiede una santa scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell'anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui». In tal modo egli morì, lasciando la sua morte come esempio di nobiltà e ricordo di virtù non solo ai giovani, ma anche alla grande maggioranza della nazione.
(2Mac 6,18-31)

Salmo Sal 3
RIT: Il Signore mi sostiene.

Signore, quanti sono i miei avversari! Molti contro di me insorgono.
Molti dicono della mia vita: «Per lui non c'è salvezza in Dio!».
Ma tu sei mio scudo, Signore, sei la mia gloria e tieni alta la mia testa.
A gran voce grido al Signore ed egli mi risponde dalla sua santa montagna.

Io mi corico, mi addormento e mi risveglio: il Signore mi sostiene.
Non temo la folla numerosa che intorno a me si è accampata.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Alleluia.

Vangelo
Il Figlio dell'uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand'ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
(Lc 19,1-10)

Audio della parola del giorno : letture della settimana
Lunedì, 14 Novembre 2011 00:00
Commento di Padre Angelo Benolli alle Letture del giorno

Guardate nella storia, sempre regole, schemi, falsa spiritualità, leggi... Tutti inganni!



"Vediamo che il vangelo e le letture parlano della Sapienza che possiamo vedere in Cristo, ma possiamo vederla ancora meglio, perché è dentro di noi. Per esempio la Madonna ha la Sapienza; la Sapienza è l’energia della concreazione e corredenzione di Dio nella carità. Quando non è presente, noi non siamo presenti. Non essere nella sapienza è peccato; il peccato è la non vita. Si vive senza vivere. Guardate nella storia, sempre regole, schemi, false preghiere, leggi... Tutti inganni: è diabolico. Ma la sapienza è coerente, è la creazione, è la testimonianza nella redenzione, è lo Spirito Santo: non è “qui o là” come dice il vangelo. Quanti inganni nella storia!?

Sapere non è ancora vivere: bisogna vedere. Ma vedere non è ancora vivere. Vivere è amare! Cioè lodare e ringraziare e stare con Dio come il bambino nei primi 30 giorni, ma è ancora di più. La sapienza è amare anche il prossimo come te stesso parlare lingue nuove scacciare i diavoli e guarire tutte le malattie. Pensate che responsabilità che abbiamo"
.


Ascolta l'audio: «Il regno di Dio è in mezzo a voi!».

("Sap 7,22-8,1", "Lc 17,20-25", 10/11/2011 - Durata ca 15 min - Peso ca 21Mb).

 

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Audio della parola del giorno : Letture della settimana
Lunedì, 14 Novembre 2011 00:00
Commento di Padre Angelo Benolli alle Letture del giorno

L’incompletezza è la dipendenza dalle cose materiali.



"Quello che e avvenuto al tempo di Noè e di Lot, avviene anche oggi. Quando non c’é un fondamento spirituale, antropologico d’amore e relazionale, di guarigione, di liberazione si va sul mangiare, sul bere, sulla superficialità ecc... Ma "viene il diluvio". La morte è quando non hai una base di spirito nell’amore e nella carità. Il maligno è nella dipendenza dalle cose materiali, che porta all’incompletezza. La bellezza vera è quella della tua vita di concreatore e corredentore, quella della libertà dei figli di Dio, del Sacramento, di Cristo, che fa fuori i diavoli e guarisce le malattie; che bellezza è l’altra? Vedete quanto bisogna purificarsi anche dalla falsa bellezza".


Ascolta l'Audio: «Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si manifesterà!».

("Sap 13,1-9", "Lc 17,26-37", 11/11/2011 - Durata ca 11 min - Peso ca 15Mb).

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Letture della data: 11/11/2011

Prima Lettura
Se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?

Dal libro della Sapienza Davvero vani per natura tutti gli uomini che vivevano nell'ignoranza di Dio, e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è, né, esaminandone le opere, riconobbero l'artefice. Ma o il fuoco o il vento o l'aria veloce, la volta stellata o l'acqua impetuosa o le luci del cielo essi considerarono come dèi, reggitori del mondo. Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro sovrano, perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza. Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore. Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi facilmente s'ingannano cercando Dio e volendolo trovare. Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura e si lasciano prendere dall'apparenza perché le cose viste sono belle. Neppure costoro però sono scusabili, perché, se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?
(Sap 13,1-9)

Salmo Sal 18
RIT: I cieli narrano la gloria di Dio.

I cieli narrano la gloria di Dio, l'opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia.
Senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce, per tutta la terra si diffonde il loro annuncio e ai confini del mondo il loro messaggio.
.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Alleluia.

Vangelo
Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si manifesterà.

Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell'uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l'uno verrà portato via e l'altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l'una verrà portata via e l'altra lasciata». Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».
(Lc 17,26-37)

Audio della parola del giorno : Letture della settimana
Lunedì, 14 Novembre 2011 00:00
Commento di Padre Angelo Benolli alle Letture del giorno

Guardate nella storia, sempre regole, schemi, falsa spiritualità, leggi... Tutti inganni!



"Vediamo che il vangelo e le letture parlano della Sapienza che possiamo vedere in Cristo, ma possiamo vederla ancora meglio, perché è dentro di noi. Per esempio la Madonna ha la Sapienza; la Sapienza è l’energia della concreazione e corredenzione di Dio nella carità. Quando non è presente, noi non siamo presenti. Non essere nella sapienza è peccato; il peccato è la non vita. Si vive senza vivere. Guardate nella storia, sempre regole, schemi, false preghiere, leggi... Tutti inganni: è diabolico. Ma la sapienza è coerente, è la creazione, è la testimonianza nella redenzione, è lo Spirito Santo: non è “qui o là” come dice il vangelo. Quanti inganni nella storia!?

Sapere non è ancora vivere: bisogna vedere. Ma vedere non è ancora vivere. Vivere è amare! Cioè lodare e ringraziare e stare con Dio come il bambino nei primi 30 giorni, ma è ancora di più. La sapienza è amare anche il prossimo come te stesso parlare lingue nuove scacciare i diavoli e guarire tutte le malattie. Pensate che responsabilità che abbiamo"
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Ascolta l'audio: «Il regno di Dio è in mezzo a voi!».

("Sap 7,22-8,1", "Lc 17,20-25", 10/11/2011 - Durata ca 15 min - Peso ca 21Mb).

 

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Letture della data: 10/11/2011

Prima Lettura
La sapienza è riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio.

Dal libro della Sapienza Nella sapienza c'è uno spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile, agile, penetrante, senza macchia, schietto, inoffensivo, amante del bene, pronto, libero, benefico, amico dell'uomo, stabile, sicuro, tranquillo, che può tutto e tutto controlla, che penetra attraverso tutti gli spiriti intelligenti, puri, anche i più sottili. La sapienza è più veloce di qualsiasi movimento, per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa. È effluvio della potenza di Dio, emanazione genuina della gloria dell'Onnipotente; per questo nulla di contaminato penetra in essa. È riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio e immagine della sua bontà. Sebbene unica, può tutto; pur rimanendo se stessa, tutto rinnova e attraverso i secoli, passando nelle anime sante, prepara amici di Dio e profeti. Dio infatti non ama se non chi vive con la sapienza. Ella in realtà è più radiosa del sole e supera ogni costellazione, paragonata alla luce risulta più luminosa; a questa, infatti, succede la notte, ma la malvagità non prevale sulla sapienza. La sapienza si estende vigorosa da un'estremità all'altra e governa a meraviglia l'universo.
(Sap 7,22-8,1)

Salmo Sal 118
RIT: La tua parola, Signore, è stabile per sempre.

Per sempre, o Signore, la tua parola è stabile nei cieli.
La tua fedeltà di generazione in generazione; hai fondato la terra ed essa è salda.
Per i tuoi giudizi tutto è stabile fino a oggi, perché ogni cosa è al tuo servizio.
La rivelazione delle tue parole illumina, dona intelligenza ai semplici.

Fa' risplendere il tuo volto sul tuo servo e insegnami i tuoi decreti.
Che io possa vivere e darti lode: mi aiutino i tuoi giudizi.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore; chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto. Alleluia.

Vangelo
Il regno di Dio è in mezzo a voi.

Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, oppure: Eccolo là. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: Eccolo là, oppure: Eccolo qui; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all'altro del cielo, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
(Lc 17,20-25)

Audio della parola del giorno : Letture della settimana
Lunedì, 14 Novembre 2011 00:00
Commento di Padre Angelo Benolli alle Letture del giorno

Gesù è sempre vero, scaccia i diavoli e guarisce le malattie e vuole che ognuno veda, creda, preghi e testimoni.



"La lettura ci fa vedere l’abominio tra gli israeliti “Se presso qualcuno veniva trovato il libro dell'alleanza e se qualcuno obbediva alla legge, la sentenza del re lo condannava a morte” Questa negatività c’è anche adesso. Non si vive secondo la dignità della Creazione e della natura, ma nella confusione e nei compromessi. Non basta “non mangiare cibi impuri”. Ci vuole una completezza. Possiamo aiutare gli altri solo se abbiamo una completa pulizia dall’io reale, come Gesù che, con il cieco, permane con il Padre e nello Spirito Santo e lo guarisce. Personalmente ognuno deve risolvere il rapporto con Dio per saper amare e lavorare bene. Qui c’è l’azione dello Spirito Santo. Attraverso questa cultura, con lo Spirito Santo, con Cristo, si può entrare nell’inconscio, vedere gli inganni dei secoli che ti sono addosso e credere e vivere la tua croce nella croce e risolvere, finalmente potendo amare te Dio e gli altri.".


Ascolta l'Audio: «Che cosa vuoi che io faccia per te? Signore, che io veda di nuovo!».

("1Mac 1,10-15.41-43.54-57 62-64", "Lc 18,35-43", 14/11/2011 - Durata ca 16 min - Peso ca 23Mb).

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Letture della data: 14/11/2011

Prima Lettura
Grandissima fu l'ira sopra Israele.

Dal primo libro dei Maccabèi In quei giorni, uscì una radice perversa, Antioco Epìfane, figlio del re Antioco, che era stato ostaggio a Roma, e cominciò a regnare nell'anno centotrentasette del regno dei Greci. In quei giorni uscirono da Israele uomini scellerati, che persuasero molti dicendo: «Andiamo e facciamo alleanza con le nazioni che ci stanno attorno, perché, da quando ci siamo separati da loro, ci sono capitati molti mali». Parve buono ai loro occhi questo ragionamento. Quindi alcuni del popolo presero l'iniziativa e andarono dal re, che diede loro facoltà d'introdurre le istituzioni delle nazioni. Costruirono un ginnasio a Gerusalemme secondo le usanze delle nazioni, cancellarono i segni della circoncisione e si allontanarono dalla santa alleanza. Si unirono alle nazioni e si vendettero per fare il male. Poi il re prescrisse in tutto il suo regno che tutti formassero un solo popolo e ciascuno abbandonasse le proprie usanze. Tutti i popoli si adeguarono agli ordini del re. Anche molti Israeliti accettarono il suo culto, sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato. Nell'anno centoquarantacinque, il quindici di Chisleu, il re innalzò sull'altare un abominio di devastazione. Anche nelle vicine città di Giuda eressero altari e bruciarono incenso sulle porte delle case e nelle piazze. Stracciavano i libri della legge che riuscivano a trovare e li gettavano nel fuoco. Se presso qualcuno veniva trovato il libro dell'alleanza e se qualcuno obbediva alla legge, la sentenza del re lo condannava a morte. Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda per non mangiare cibi impuri e preferirono morire pur di non contaminarsi con quei cibi e non disonorare la santa alleanza, e per questo appunto morirono. Grandissima fu l'ira sopra Israele.
(1Mac 1,10-15.41-43.54-57 62-64)

Salmo Sal 118
RIT: Dammi vita, Signore, e osserverò la tua parola.

Mi ha invaso il furore contro i malvagi che abbandonano la tua legge.
I lacci dei malvagi mi hanno avvolto: non ho dimenticato la tua legge.
Riscattami dall'oppressione dell'uomo e osserverò i tuoi precetti.
Si avvicinano quelli che seguono il male: sono lontani dalla tua legge.

Lontana dai malvagi è la salvezza, perché essi non ricercano i tuoi decreti.
Ho visto i traditori e ne ho provato ribrezzo, perché non osservano la tua promessa.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me avrà la luce della vita. Alleluia.

Vangelo
Che cosa vuoi che io faccia per te? Signore, che io veda di nuovo!

Dal Vangelo secondo Luca Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.
(Lc 18,35-43)

Audio della parola del giorno : Letture della settimana
Lunedì, 13 Settembre 2010 00:00
Commento di Padre Angelo Benolli alle Letture del giorno






Ascolta l'Audio.

(13/00/2012 - Durata ca 10 min - Peso ca 10Mb).

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