Approfondimenti : “Rinasco ogni giorno grazie alla cultura di Italia Solidale”
jeudi 21 mars 2013 00:00
“Rinasco ogni giorno grazie alla cultura di Italia Solidale”
testimonianza di Jeanne D’Arc, missionaria del Rwanda

 

"Sono nata in una famiglia di sei figli e io sono la primogenita ma da piccola non riuscivo né parlare né a ridere. Quando mio padre si è sposato legalmente con mia madre, aveva già un altra donna con un altro figlio e mia madre non lo sapeva. Quando lo ha scoperto sono iniziati screzi e litigi che hanno profondamente segnato la mia famiglia. Mia madre non poteva lasciare mio padre perché anche lei era rimasta orfana di madre, quindi non avrebbe saputo dove andare, ma non sopportava di restare in casa con la seconda donna di suo marito. Io sono stata messa al mondo in mezzo a tutte queste sofferenze. All’età di un anno e sette mesi mi sono ammalata e sono diventata handicappata. La società Ruandese rifiuta i bambini con handicap perché dice che distruggono la ricchezza familiare. La famiglia si vergognava di me e sono cresciuta isolata: non uscivo, non giocavo con gli altri bambini, non facevo niente.

"Mi ricordo che vicino a casa mia c’erano delle pietre che lanciavo ai bambini che venivano a vedermi attraverso il nostro recinto e una volta ho colpito la mia sorella minore che era con loro. Mia sorella piangeva e quando è venuta dentro ho visto il sangue dalla ferita che le avevo causato, ma non ho detto niente a nessuno, non riuscivo a capire come avessi potuto fare ciò. Alla scuola primaria, la maestra mi diceva di restare in classe durante la ricreazione e di non giocare perché gli altri bambini potevano farmi cadere. Ho vissuto così durante tutti i cinque anni della scuola primaria, pensavano di farmi del bene invece mi ferivano sempre di più. Al quinto anno della scuola primaria ero diventata la seconda della classe ma il preside diceva alla mia maestra di verificare i compiti d’esame perché non lo riteneva possibile. Quando tornavo a casa nessuno dei miei genitori mi gratificava per il un buon lavoro. L’odio verso i miei genitori cresceva sempre più e mi domandavo perché fossi nata, non sapevo come trovare una soluzione alle mie sofferenze. L’ anno seguente sono partita per un centro per handicappati di Gategara, lì mi sentivo bene, giocavo con i bambini come me, cominciavo a fare qualche cosa, ma quando ero in questo centro spesso non parlavo, ero molto aggressiva e mi punivano ogni giorno perché picchiavo gli altri bambini. Quando sono arrivate le vacanze non volevo tornare a casa mia ma dovevo tornare. Come d’abitudine, a casa dei miei genitori non uscivo mai di casa. L’anno successivo sono andata alla scuola secondaria, li c’erano dei ragazzi del mio villaggio che avevano diffuso per tutta la scuola la notizia che da molto tempo ero malata mentale anche se non era vero e anche durante questi anni ho condotto una vita molto molto dura, come a casa mia. Terminati gli studi non volevo trovare lavoro dalle mie parti e l’ho trovato al sud del paese, ma quando ho cominciato a lavorare, non mi ferivano ma mi vedevano come una ragazza di cui avere pietà, per aiutarmi, perché non ero capace, io mi domandavo perché e non trovavo la soluzione. Prima del mio matrimonio, come d’abitudine, sono andata a casa dei miei genitori per invitarli e tutti sono rimasti meravigliati che ci fosse uomo disposto a sposarmi. Mio marito era militare e tornava a casa i fine settimana. Mi sono sposata con lui ma la sua famiglia era contro di lui perché dicevano che non ero normale. Nella mia famiglia lavoravo molto, senza sosta affinché mio marito non mi considerasse incapace come dicevano gli altri. Ero in lotta con mia cognata che viveva con noi e parlava molto con mio marito. Quando è nata mia figlia si è ammalata e l’ho portata più volte in ospedale, l’ultima volta siamo stati trasferiti in un ospedale per malati mentali, ma la bambina non guariva, mi chiedevo come trovare una soluzione per guarire mia figlia che soffriva, malgrado la mia ricerca continua di verità. Ho molto da dire sulla mia vita ma soltanto attraverso la nuova cultura del nuovo sapere e nuovo potere di Italia Solidale ho capito e mi sono resa conto delle mie energie create da Dio, per vivere in unione personale con Lui. Tutti i documenti di Padre Angelo Benolli insistono spesso sul fatto che il bambino che non cresce nell’amore soffre. Ho capito che i miei genitori mi hanno fatto soffrire moltissimo da piccola e che io ho fatto, inconsciamente, la stessa cosa con mia figlia. Ho cominciato il mio cammino personale e continuo. Ho cominciato a vedere la mia storia alla luce di questo amore che mi è mancato, ho perdonato i miei genitori e gli altri. Dopo aver cominciato a seguire questa cultura ho capito, ho saputo, dell’Io Potenziale. Ho potuto iniziare a parlare, a ridere e ad aiutare i miei figli, a loro racconto tutto. Così ho iniziato ad amarli veramente, e solo dopo mia figlia ha iniziato ad uscire poco a poco dalle sue sofferenze e ora non soffre più. I medici ci hanno detto con enorme stupore che è completamente guarita! Questo mi ha rafforzata nel mio cammino personale in questa cultura di vita e nella ferma volontà di condividerlo con tutti coloro che sono sofferenti. Ora lascio i miei figli liberi, ho capito che i miei genitori e tutta la famiglia mi consideravano come una “cosa”, avevo perso la mia identità. Ora ho lasciato il lavoro di segretaria che avevo per stare al servizio degli altri; ho imparato a fare collane per donne e uomini per essere indipendente. Adesso mi sento gioiosa. Questa nuova cultura che viene dalla grande esperienza di Padre Angelo Benolli, mi aiuta a scoprire i miei condizionamenti, come li posso risolvere e come con Cristo posso scacciare il negativo che è dentro di me. Adesso so che i miei figli sono figli di Dio prima di essere miei figli, hanno un sigillo di Dio che non cambia e non si può cancellare. Sono felice di diffondere questa Nuova Cultura di vita e di missione ai miei fratelli e sorelle perché io rinasco ogni giorno grazie a questa cultura ed è tempo di condividere la mia testimonianza con tutti e continuare il mio cammino personale. Ringrazio profondamente Dio per la mia vita, ringrazio Padre Angelo che ha avuto la grazia di scoprire e testimoniarci questa cultura, ringrazio moltissimo i volontari donatori che adottano a distanza i nostri bambini e ringrazio tutti i testimoni di Italia Solidale Mondo Solidale.”

 

Jeanne D’Arc Nyiramatama (volontaria di Rwanda Solidale – Mondo Solidale)

Approfondimenti : "Tutta la mia tristezza è svanita"
mardi 19 mars 2013 00:00
"Tutta la mia tristezza è svanita"
 

Volevo condividere l’esperienza della mia adozione a distanza con Italia Solidale. Stavo attraversando un periodo molto buio della mia vita, dopo la morte di mio padre e la malattia di mia madre che tutt'ora non l’abbandona, quando inaspettatamente è arrivata una magnifica lettera e la bellissima foto del mio piccolo Jacob. Tutta la mia tristezza è svanita! Vederlo sorridere e vedere i suoi bellissimi occhi mi ha fatto subito pensare al valore dell’adozione a distanza e a quanto questo gesto può rendere felice una famiglia povera in Africa e anche noi qui. Leggere le parole dei genitori del bimbo, che continuano a ringraziare me e mio marito, a invocare Dio perché ci protegga e ci raccontano i loro progressi nella loro attività agricola, mi riempie il cuore di gioia. È un bambino bellissimo e questa esperienza mi sta facendo crescere nello spirito. Ringrazio Italia Solidale, che mi ha permesso di rendermi utile. Ho visitato anche la sede e ascoltato le parole di Padre Angelo Benolli. Mi hanno molto colpito per la forza che sprigionano, sono trascinanti, piene di amore, e indicano una vera strada per la nostra esistenza. Non è facile esprimere fino in fondo cosa prova il nostro cuore, ma mi sento davvero benissimo nel sapere che in Africa c'è un bimbo che sta meglio grazie al mio piccolo gesto. Ci sono molti bambini come il mio piccolo Jacob che hanno bisogno di aiuto. Aprirci alla carità è un gesto d’amore che viene ricambiato dal loro amore, anche attraverso le foto e le lettere. Ora, quando la tristezza riprende il sopravvento, prendo una foto di Jacob e parlo con lui, come se fosse qui con me.

 Barbara di Giacomo (volontaria donatrice di Latina)

Approfondimenti : MI ALMA CANTA LA GRANDEZA DEL SEÑOR!!!
jeudi 14 mars 2013 00:00
MI ALMA CANTA LA GRANDEZA DEL SEÑOR!!!
Messaggio di una volontaria dalle nostre missioni nelle Favelas di Buenos Aires Solidale-Mondo Solidale

 

La mia anima canta la grandezza del Signore. Come sempre, voglio solo condividere i miei sentimenti. In questi momenti, con il cuore ardito, che vuol dire essere testimoni dei segni di questi tempi…. sento la fedeltà del Padre che dice “Non vi lascierò orfani”. Oggi queste parole assumono la centralità e il “carattere” per cui sono state pronunciate a tutta la creazione… Oggi la mia anima le percepisce ed è mossa ad annunciare al mondo, con sicurezza, la Gioia del cristiano per questo nuovo Papa ed augurare tutto il bene per i miei fratelli sparsi nel mondo. Ho grande gioia come Argentina, come sudamericana, ma specialmente come figlia di Dio.
Ringrazio lo Spirito di Dio per la possibilità di questa nuova cultura di Vita che ci permette di “vedere” per reinterpretare le culture, per “ricreare” questa Presenza amorosa con cui il Padre vuole arricchirci attraverso la diversità…..
Prego perché insieme possiamo stare attenti e dare con umiltà e docilità buoni frutti nel cuore di ogni persona,
Un forte Abbraccio a tutti

 Andrea Basso (Volontaria di Buenos Aires Solidale – Mondo Solidale)

 

Approfondimenti : IERI IL MIO "DOPPIO CUORE" HA ESULTATO
jeudi 14 mars 2013 00:00
IERI IL MIO "DOPPIO CUORE" HA ESULTATO
 

 Quando la voce tremolante del Card. Tauran ha pronunciato in latino il nome di Battesimo del nuovo Papa, Jorge Mario, ho cominciato a sperare. Quando poi ne ha scandito il cognome, Bergoglio, alla maniera degli ispanici ossia distinguendo la “g” dalla “l” il mio cuore “latino americano” ha esultato. Così come ha gioito il mio cuore di “indegno servitore della vigna del Signore” (per riprendere le parole dell’eligiendo ex-Papa, ora emerito Benedetto XVI). Da 22 anni lavoro per la Santa Sede. Questo è il “mio” terzo Papa. Allo stesso tempo da 5 anni mi dedico a vivere e a testimoniare, specie in Sud America ed in particolare proprio in Argentina. l’esperienza antropologica che viene dalle scoperte religiose, scientifiche, scritturali ed esistenziali di P.Angelo Benolli. E oggi mentre la Chiesa celebra l’arrivo di un nuovo Pastore, P.Angelo compie 54 anni di sacerdozio. Ci sarebbe tanto da dire, Madre Santa. Ci provo. Ieri il mio “doppio cuore” ha esultato perché è stanco di divisioni, di schizofrenie, di strutture mentali che coprono la piena espressione delle energie vitali che Dio ha messo dentro ognuno di noi. Ha esultato perché, inconsciamente, per la prima volta ha sentito che si può davvero ri-unire quello che Dio ha creato sacramentalmente unito a Lui per sempre, ossia la Vita. Ma, da sempre “qualcuno”, che non viene da Dio ha cercato di separare e di separarci dal nostro Creatore, facendoci perdere la nostra Creazione e il legame profondo con la nostra Creatura. E ci è sempre riuscito. Sono 82 anni di vita e 54 di sacerdozio che P.Angelo, leggendo nella profondità inconsce della nostra Creazione, urla al mondo questa “novità antica”. E’ instancabile la sua testimonianza di coerenza e quindi di profonda unità alla Creazione, che parte dal vedere le forze inconsce di ogni persona, prosegue con un cammino di guarigione personale in Cristo che è l’unico Medico capace di andare in croce per rimuovere la radice diabolica di ogni malattia dello spirito e del corpo, per poi risorgere ed esprimere così la meraviglia delle energie d’amore con cui eravamo stati creati. Solo allora, ristabiliti nel Sacramento amiamo fino alla conversione per “darci” in pienezza ai fratelli ed essere tutti così di “nuovo” missionari perché solo nella “missione” ci diamo al punto da vivere davvero.

P.Angelo non mi ha insegnato questo. Me lo ha testimoniato con la sua Vita nella Vita di Cristo. E tutto questo l’ho poi potuto sperimentare nelle “villas” intorno a Buenos Aires da cui viene per nascita e cammino l’ex Card.Bergoglio da ieri Francesco I, viene. Nelle “villas” (tipo favelas brasiliane) c’è tutto il “concentrato” di una terra immensa e ricca di Natura come l’Argentina da un lato e la sofferenza di un popolo che non riesce ancora ad avere un’identità, dall’altro. E per questo si spacca, piange, si riunisce di nuovo, si cerca ma fondamentalmente non si trova. Dai tempi della colonizzazione spagnola, cui gli stessi Gesuiti (di cui Francesco I è stato Provinciale in Argentina) hanno cercato di porre rimedio aiutando gli indios rimasti dal genocidio, a quelli dei desaparecidos, a quelli dei contrasti sociali fino al 2001 anno in cui i poveri assaltavano i supermercati, a quelli di una politica debole e asservita ad oggi, nulla è profondamente cambiato. La gente continua a non vivere perché dentro non ha l’esperienza della certezza della sua provenienza “divina” , non ha l’esperienza delle sue energie vitali che per il 90% sono inconsce e quindi totalmente “destrutturate”. E poi ci sono i bambini che nascono copiosi come segno della debolezza umana che non trova altro sostegno se non rifugiarsi in un calore passeggero e superficiale di un rapporto immaturo. Quasi tutte le famiglie sono così. Eppure i bambini continuano a nascere. La Vita e il Suo Creatore “spinge” continuamente la Vita verso la Vita. Eppure la miseria ad ogni livello ci attanaglia e ci isola.

Mi colpisce che P.Angelo ha studiato all’Università Gregoriana, proprio dai Gesuiti. Lui “stra-benedice” ancora tanti dei suoi professori dell’epoca. Ma poi aggiunge che il suo vero sacerdozio l’ha trovato proprio in Argentina, sua prima terra di missione nei primi anni ‘60 quando Jorge Mario Bergoglio era appena entrato in Seminario. E lo ha trovato proprio comprandosi un “rancho” in mezzo ai baraccati delle villas di Castelar (periferia nord di Buenos Aires nella Diocesi di Moron) e genuflettendosi di fronte alla potente fede di quelle popolazioni andine che da 250 anni non vedevano un prete e lo osannavano chiedendogli di celebrare i Sacramenti per e con loro.
Oggi a distanza di più di 50 anni ringrazio Dio per la Vita meravigliosa di P.Angelo e per il dono del Suo Sacramento sacerdotale “ecumenicamente” missionario e perché proprio in Argentina P.Angelo ha scoperto la presenza di Dio Padre nell’inconscio mentre celebrava il Sacramento della Riconciliazione con la gioventù argentina del tempo. Lo ringrazio perché oggi più di 2 milioni di persone, nelle 116 missioni in India, Africa e Sud America con cui collaboriamo riscoprono questa potente dignità di amore che ogni creatura ha per “dotazione”. Ed ognuna di loro si ritrova proprio essendo missionaria. E così salvano i bambini.
Ringrazio ancora Dio perché dal balcone della Basilica di S.Pietro ieri sera, si è affacciato un uomo che vuole essere Pastore prima che Pontefice. Il Figlio del Padre e della Madre che ha pregato subito con i fedeli prima di un “ruolo”.
Forse ora ho capito perché esultava il mio cuore. Forse il mio “essere già naturalmente Chiesa”, come ognuno di noi lo è per Creazione, ha colto che si può essere finalmente uniti “dall’inconscio alla missione”, quindi dalla Creazione alla Risurrezione come la Madonna e come Cristo. A patto però che ci impegniamo per “permanere” Chiesa e far fuori ogni divisione testimoniando l’unione profonda con il Creatore. Non facendo morire i bambini, Creature vive. Da Chiesa nella Chiesa per la Chiesa.
Maria, Madre Bambina e Chiesa sostienici nel “rimanere” nella luce fino ad amare come Te.

 

Corrado Rossi (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale)

Approfondimenti : BENVENUTO PAPA FRANCESCO
jeudi 14 mars 2013 00:00
BENVENUTO PAPA FRANCESCO
 

"Buona sera.
Il compito dei fratelli cardinali era di dare un vescovo a Roma, e sono andati a prenderlo alla fine del mondo.
Ora preghiamo per Benedetto XVI, e preghiamo per la Chiesa, un Padre nostro, un Ave Maria, un Gloria.
Ora come vescovo di Roma, voglio dare la benedizione ma prima chiedo a voi di pregare Dio di benedire me.”

Queste parole, questo nome, la congregazione di origine, la nazione d’origine, lo Spirito che Jorge Maria Bergoglio ha testimoniato al mondo ieri, sono già una rivoluzione assoluta e un oceano d’Amore per l’umanità.
Francesco d’Assisi si è spogliato di tutto, ha profondamente cercato la Verità in Gesù fuori da ogni tipo di struttura, anche clericale o familiare, e per questo Cristo gli ha detto “Vai e ripara la mia Chiesa” con questa base di persona in Dio per la carità.
Francesco è vissuto nel 1200, è uno dei santi più importanti della storia della Chiesa Cattolica, ma Bergoglio è il primo papa che prende il suo nome, perché?

Nome questo, che ha in se stesso un significato profondissimo, sconvolgente, che rimette al centro della Chiesa tu che leggi, me che scrivo, la persona unita a Dio che ama fuori da schemi, strutture, codificazioni. 

Jorge Maria Bergoglio non ha scelto il nome di un re, ma di un ragazzo. Presentandosi ieri al mondo non ha detto “Io sono il Papa” ma si è chiamato “vescovo della Chiesa di Roma che presiede le altre nella carità” Questo è immenso.
Queste parole, già di Sant’ Ignazio d’Antiochia, hanno un valore incommensurabile. Cioè il papa dà risalto al valore della Chiesa di Roma e del suo Vescovo non come imposizione, comando, schematismo, gerarchia, ma come primate della chiesa in quanto testimone d’amore in libertà, Spirito e Verità. Mentre scrivo, non mi sembra vero.
Ignazio di Antiochia, come Ignazio di Loyola, ex comandante dell’ esercito spagnolo che si converte e avverte profondamente l’ esigenza di un rinnovamento spirituale, per questo fonda la compagnia di Gesù, i padri gesuiti, dei quali Bergoglio fa parte. E’ il primo papa gesuita, ed anche questo ha un valore sconvolgente per il tipo di contributo immenso che la compagnia di Gesù ha dato all’umanità, non solo alla Chiesa.
Ieri ad attendere il nuovo papa c’era una piazza gremita di gente, e la testimonianza di Francesco ha messo in risalto il valore primario della Chiesa che non è gerarchia, ma una comunità di persone con Dio, che proprio per questo pregano per il pastore e lo benedicono. Questo è tipico della spiritualità della Chiesa in America Latina, da dove proviene Bergoglio.
Figlio di emigrati piemontesi, papà Mario e mamma Regina, a 20 anni Jorge Maria è un ragazzo normale che studia, lavora ed ha una ragazza. A 22 arriva la vocazione e l’entrata nel seminario dei gesuiti di Villa Devoto. Tutto il suo sacerdozio è impregnato di una grande coerenza nella Fede in Dio, in Maria, nell’enorme carità per ogni persona.

Per questo anche da Cardinale arcivescovo di Buenos Aires impronta la sua pastorale su Dio e sull’amore a ogni persona, prendendo spesso posizioni che danno scandalo contro il governo e i potenti. Gira in metropolitana e autobus vestito solo con la tonaca da sacerdote, si cucina da solo nel piccolo appartamento dove vive, ama Beehtoven, Dante, Manzoni, il calcio e il tango. Nel 2002 la sua energica presa di posizione nei confronti del governo argentino ferma il massacro della folla in protesta. Insomma fede, carità, umiltà e forza, verità, senza compromessi.
Preghiamo davvero per Francesco, chiamato ora ad una grande missione, come preghiamo oggi per un altro grande sacerdote, P. Angelo Benolli che festeggia i suoi 54 anni di vita religiosa. P. Angelo oggi durante la messa era raggiante per il nuovo papa. “Io ho trovato il mio sacerdozio in Argentina e lui è argentino, io devo molto ai gesuiti e lui è gesuita, avevo un rancho trai baraccati di Buenos Aires e lui pure era in mezzo ai baraccati. Il papa ieri ci ha fatto vedere la primazia della preghiera, pregate pregate pregate per entrare bene, nell’Amore di Dio, nel vostro inconscio per comprenderlo e sanarlo nell’Amore e nella carità che rende liberi”.

Noi ci stringiamo intorno al nostro fondatore, e ci stringiamo introno al nostro papa, anche se il vero e unico modo di partecipare davvero è essere noi veri, cioè cogliere il più profondo ed essenziale messaggio che ci arriva oggi da questi due testimoni. Devo essere io persona, in Dio, come Francesco, per l’espressione della mia verità nell’amore, vedendo tutto il mio inconscio e risolvendolo in Cristo, unico vero e universale terapeuta che ti rende libero, altrimenti questo non è mai davvero possibile.

 Giacomo Fagiolini (Volontario di Italia Solidale-Mondo Solidale)

Approfondimenti : 54° ANNIVERSARIO DEL SACERDOZIO DI PADRE ANGELO BENOLLI O.M.V.
jeudi 14 mars 2013 00:00
54° ANNIVERSARIO DEL SACERDOZIO DI
PADRE ANGELO BENOLLI O.M.V.
 

Oggi 14 Marzo festeggiamo insieme il 54° anniversario del sacerdozio di P. Angelo Benolli, fondatore e presidente di Italia Solidale-Mondo Solidale.
Il Sacramento Sacerdotale di P. Angelo si è innestato sul Sacramento della sua persona con Dio e Dio con lui: il Sacramento di Vita che lui, in tutti i suoi 83 anni di vita, ha sempre mantenuto. In questa esperienza lo Spirito Santo lo ha benedetto e si è manifestato al mondo attraverso di lui, con una luce e una carità completa oggi racchiusa nei suoi 8 libri e nei suoi documenti. Da questo Sacramento e dalla sua profonda e continua testimonianza con ciascuno di noi, tutti abbiamo ricevuto “Grazia su Grazia”. Il “Carisma da vivere e proporre” e l’ “Economia nel Carisma”, ognuno dei suoi libri sono emanazioni dello Spirito che ci toccano dentro e, se siamo seri con la Madonna, in Cristo, nel Padre, ci offrono l’occasione di uscire dagli inganni secolari, ricevere lo Spirito Santo e tornare come i bambini nei primi 30 giorni per amare e lavorare bene ed essere sussistenti e solidali. Si tratta di contenuti immensi, con novità antropologiche epocali come il cambiamento dell’inconscio di Freud con l’Io Potenziale. E’ una grande rivelazione dei nostri tempi perché nessuno ha mai visto in modo completo l’inconscio e la creazione, la redenzione e l’opera dello Spirito Santo nella loro sede fondamentale che è l’inconscio di ogni persona. Per questo ogni persona gemeva e gli errori s’ingigantivano nei secoli ed oggi siamo arrivati all’apocalisse”. Questa Cultura è speranza per l’umanità. Con questi contenuti si sono già salvate 2.000.000 di persone in Italia ed in 115 missioni di Africa, India e Sudamerica.
P. Angelo, con lo Spirito Santo, è un profeta dei nostri tempi. Dove siamo noi che abbiamo ricevuto questa opportunità di vita?
In occasione del 54° anniversario del sacerdozio di P. Angelo il più grande ringraziamento lo facciamo perché questa cultura finalmente è coerente con la natura e parte dal bambino, senza compromessi, senza “se” e senza “ma”. Grazie perché siamo tutti come quel bimbo che abbiamo visto nel filmato della scuola di sabato dove si vedeva che la vita non dipende da noi ed è fondamentalmente nell’inconscio. Questa vita cresce solo nell’amore che è rispetto e scambio di rispetto di queste meravigliose forze dentro ogni persona.
Il non amore spegne e seppellisce il bambino in noi. Quando non siamo bambini, soffriamo nell’anima, nel sesso, nei nervi, nel corpo, anche se abbiamo “successo”. Se queste forze fondamentali inconsce sono sofferenti, la mente (che è solo il 10 % delle nostre forze) non funziona.
Qui vediamo il valore che ha salvare i bambini con questa cultura e proporre questo tipo di adozione agli altri vincendo la “vergogna” o i ragionamenti.
Promuovere l’adozione è un’esperienza che ci libera dai condizionamenti del non amore e ci fa “toccare” il bimbo in noi. Così amiamo “noi bambini” ed i bambini.
Questa piccola immensa esperienza ci da una forza enorme per “risolvere” le nostre falsità inconsce e ritrovare la nostra persona con Dio per ben amare e ben lavorare. Questa è “cultura”. Questa ci permette di rivivere tutti la nostra creazione così ritroviamo noi stessi, l’Amore e le relazioni con i nostri cari, salvando oggi la vita dei 20.000 che rischiano di morire nelle nostre 115 missioni. Questo è il nostro ringraziamento a Dio e Padre Angelo, salvare tutti i bambini che soffrono nello spirito e nel corpo oggi. E in questo movimento ringraziamo sopratutto voi amati volontari donatori per i bambini che avete salvato un bambino dalla morte e vi chiamiamo ancora una volta, voi che avete amato per primi a non abbandonare gli altri bambini che sono oggi in fin di vita. Salviamoli insieme! Coinvolgendo un’altra persona in una nuova adozione a distanza, è il bambino dentro di noi che rivive, è il prestito Solidale che possiamo restituire a P. Angelo Benolli per il dono del suo Sacerdozio. La foto che vedete documenta il regalo di oggi dei volontari di Italia Solidale : 1 fiore = 1 adozione! preghiamo e ci impegniamo perchè diventi sempre più folto!
Grazie P.Angelo! Che la Madonna ti custodisca sempre.

I Volontari di Italia Solidale-Mondo Solidale

Approfondimenti : 14 marzo 2013…I Promessi frutti (mantenuti)
jeudi 14 mars 2013 00:00
14 marzo 2013…I Promessi frutti (mantenuti)
 

 

Quel ramo del lago di Garda
che porta frutti verso mezzogiorno
(…meglio 5 minuti prima)
un sacerdote che vuole in dote
tori e non mucche e giovenche
che dall’Argentina arriva al mondo intero
come Francesco
pap...á e padre di una moltitudine di genti
un re sacerdote che non vuole sudditi
ma testimoni
un profeta sacerdote ministeriale
senza burocrazia e organizzazione.
sempre indipendente
anche se oggi temporaneamente influenzato
54 anni sono un soffio
non di naso ma del Signore
la vera vita mina che esplode
e fa guarire
la trova e la dona in Cristo al mondo
più che nella frutta la trova nei...frutti!
Auguri P. Angelo.

  

Marco Casuccio (Volontario di Italia Solidale-Mondo Solidale)

Approfondimenti : “Un pensiero per tutti i bambini che lascio qui e uno per tutti i nostri bambini in Italia”
vendredi 1 mars 2013 00:00
“Un pensiero per tutti i bambini che lascio qui e uno per tutti i nostri bambini in Italia”
(lettera dalla missione in corso in Uganda)

 

Qui Rushaky, sono quasi giunta alla fine del mio viaggio ci stiamo spostando verso Kampala dove faremo gli ultimi 3 giorni di formazione con Marco, Renzo e altri 83 volontari provenienti dalle 27 missioni ugandesi. Non semplice a parole trasmettere un'esperienza come quella che ho fatto, piena di difficoltà ma con la presenza costante di una forza d'amore che mi ha sostenuto senza sosta. Quello che portiamo è totalmente nuovo e mette in crisi tutto il vecchio dentro e fuori di noi. La missione verso i bambini parte da noi stessi e ci porta a vedere e risolvere tutti gli inganni che da secoli allontanano l'uomo dalla sua natura. Viviamo culture false che causano sofferenze enormi nei bambini e in ogni persona. Tutto quello che abbiamo incontrato è immenso e anche terrificante. Ho scambiato esperienze che hanno un comune denominatore: mancanza d'amore.


Le storie di sofferenza segnate dal clan, dalla poligamia, dalla disparità dei sessi, alla dipendenza, dalla violenza, dalla mancanza d'espressione. Bambini cresciuti senza amore che diventano grandi e cercano una via di fuga facendosi una famiglia dove inconsciamente ripetono le stesse miserie subite e così di generazione in generazione... famiglie che invece in apparenza amano i propri figli ma gli precludono la possibilità di scelta e di espressione. Follie di superstizioni antiche che ancora determinano i destini di creature che hanno la colpa di essere nate femmine. Attaccamenti, violenze, falsità, alcolismo, malattie. Ma che mondo è questo? La vita peró non molla! Resiste in ogni bambino che con la sua semplicità viene e rompe tutti i ragionamenti! La luce che illumina le tenebre è il bambino. Partendo dalla meraviglia di questa creazione Padre Angelo Benolli ci aiuta a ritornare alla bellezza che c'è in ogni persona. Se pensiamo che il 90% inconscio del nostro essere determina la nostra esistenza è chiaro vedere come viviamo convinti di stare nella realtà, ma la realtà stessa è solo un apparenza. C'è molto di più ed è nascosto dentro di noi. Finché non lo vediamo e non ci impegniamo per pulirlo, ricomporlo e amarlo, non siamo in grado di essere veri e sani. Tornare bambini, Che fatica! Amare noi stessi e gli altri; partecipare alla Vita; amare richiamando ad una verità i fratelli che vivono nella falsità, cercando di essere testimoni coerenti... che fatica! insomma è una lotta personale che parte da me ed esprime agli altri un'esperienza che, nonostante le difficoltà, sono felice di vivere e di condividere. Ogni volta torno più vera, più forte, più convinta che tutto questo è necessario per tutti! Il filo d'amore che questa carità tesse tra persone di tutto il mondo, con noi italiani, è tinto di rosso fuoco. Raccoglie e sostiene 2.000.000 di persone e regala ad ognuno la possibilità di vivere riconoscendo la meraviglia che siamo. Un pensiero per tutti i bambini che lascio qui e uno per tutti i nostri bambini in Italia che meritano una esperienza di verità e genitori capaci di sostenerli ad uno sviluppo indipendente. Un pensiero a tutti i donatori italiani che amano e seguono i loro bambini a distanza e un saluto a tutti i volontari che come me mettono in moto le loro forze per la carità. Un invito speciale per chi ancora non ha deciso di seguirci in questa avventura: toccate la vita, partecipate insieme a noi alla rivoluzione d'amore che parte dai bambini e salva il bambino che è in ognuno di noi! Di bimbi che aspettano ne ho visto tanti, come ho visto quelli che gioiscono già di questo amore. Fate un’adozione a distanza, chiamate Italia Solidale allo 800662426! Davanti alla confusione restiamo fermi e veri e contribuiamo con poco (25 euro al mese), per amare molto! Vvb dall'Africa con amore grazie a Dio.

 Anna Fanuele (Volontaria di Italia Solidale – Mondo Solidale)

Approfondimenti : LA GRANDEZZA DI UN UOMO NELL’UMILTA’ DI UN PAPA
jeudi 28 février 2013 00:00
LA GRANDEZZA DI UN UOMO NELL’UMILTA’ DI UN PAPA
Sulla partecipazione all’ultima udienza di Benedetto XVI

 

“La gente, chi dice che sia il Figlio dell’Uomo?”
“Alcuni dicono Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”
“Ma voi, voi chi dite che io sia?”
Disse Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”
“Beato tu baar Giona, perché ne la carne ne il sangue te lo hannorivelato, ma il Padre mio che è nei Cieli.
Tu sei Pietro, e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno su di essa”
Per secoli si è letto questo vangelo come l’investitura da parte di Gesù Cristo di San Pietro come capo della sua Chiesa sulla terra, come suo Vicario, e senza dubbio questo è vero.
Anche qui però, P. Angelo Benolli ci parla con una voce nuova e preziosissima aiutandoci a cogliere un fatto sostanziale che fonda questa stessa investitura.

Gesù dice a Pietro “Tu sei”.

Tu sei, vuol dire tu sei persona, Figlio di Dio, unico ed irripetibile e su questa unione tra ogni “tu sei” cioè ogni persona e Dio, si fonda la Chiesa, dove le porte degli inferi non prevarranno. Dio con la Persona, la Persona con Dio, fondamento della Chiesa.
Quindi, come Benedetto XVI ha più volte invitato a ricordare nel corso del suo pontificato, ogni persona con Dio è la Chiesa.
Certo questo è il fondamento anche della Santa Romana Chiesa Cattolica, ma poi il Signore ha anche affidato il deposito di tutta la ricchezza del suo messaggio nelle mani di uomini che hanno tentato di testimoniare questo nel Mondo, in continuità con la testimonianza degli apostoli e dello stesso Gesù Cristo.

Sono state, fin ora, 265 le persone che Dio ha chiamato a guidare la Chiesa Cattolica da San Pietro a Benedetto XVI.

Ho fatto questa premessa perché davvero la sensazione che si aveva osservando Papa Benedetto oggi benedire i fedeli dalla papa mobile, era di aver davanti da una parte l’anziano, saggio e stanco Joseph Ratzinger, ormai alla fine del suo lavoro, e dall’altra il Vicario di Cristo e Successore di Pietro. Una figura che dà unità e fondamento a tutta la Chiesa, che và anche oltre la persona che la svolge. 

“Ringrazio il creatore per questo cielo meraviglioso e ognuno di voi perché mi fate vedere la Chiesa viva”.
E davvero a guardare la varietà e la molteplicità dei movimenti, dei fedeli, degli stati rappresentati si poteva avvertire una Chiesa viva e fiduciosa. Era lampante il grande contributo di freschezza arrivato dal Concilio Vaticano II e dal pontificato del Beato Giovanni Paolo II, che hanno svecchiato e rinnovato dal profondo la Chiesa Cattolica.
Il Papa ha detto poche parole, ha ringraziato tutti, e poi sostanzialmente ha detto: “Avevo fede il 19 Aprile 2005 quando ho accettato il pontificato, ho la stessa certezza oggi che la Chiesa non è mia, ma di Dio, e l’amore di Dio la guiderà sempre, come l’ha guidata durante gli 8 anni del mio pontificato”.
Quasi un bilancio di Benedetto XVI che parla di “tempi di pesca gioiosa e tempi di mare in tempesta”.
Ma davvero il papa ha lasciato una grande testimonianza di fede a tutti, e questa fede si toccava tra la gente, fede nella vita, fede nella Chiesa, fede nello Spirito, fede nel futuro.
Anche Mondo Solidale era presente a questo momento storico epocale, perché erano rappresentati tutti i continenti dove la testimonianza dello sviluppo di vita e missione è ormai arrivata e agisce attivamente. La grande sensazione che ognuno di noi di Mondo Solidale aveva e su cui ci siamo trovati d’accordo è quale grande missione abbiamo noi nel testimoniare questa nuova cultura che è vita vissuta e proposta da P. Angelo Benolli.
Infatti si percepiva che tutte quelle persone, gli eminenti cardinali e vescovi erano lì, partecipavano, ma non so fino a quanto ci si rendeva conto di cosa avesse vissuto nelle sue energie personali, che per il 90% sono inconsce, Benedetto XVI per arrivare a questo grande gesto di rinuncia. Non so se ci si rendeva conto fino in fondo di quello che ogni membro della Chiesa vive in profondità nelle sue energie personali, e che sono proprio quei drammi che portano le divisioni, anche nella Chiesa.
C’è l’esigenza di una grande testimonianza delle forze della vita, dell’inconscio, dello Spirito Santo che ti fa vedere l’inconscio, di Cristo “Unico Terapeuta”, per rinnovarci personalmente e quindi portare una grande ventata di novità anche nella Chiesa, altrimenti continueremo magari a voler fare, a essere volenterosi e devoti, ma a non vedere i nostri drammi e quindi mai ad avere un autenticità di fede e di sviluppo di vita e quindi di missione.
Il Concilio Vaticano II fu indetto da un figlio di Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, che era stato fatto Papa perché avrebbe dovuto essere un “momento di transizione”, invece lo Spirito sconvolse tutto, era l’11 Ottobre del 1962.
Proprio in quel giorno festeggiava i suoi trentun anni un giovane sacerdote nato a 182 km da Sotto il monte, nel paesino di Nago, che avrebbe completamente rinnovato in Cristo l’inconscio di Freud e profondamente ravvivato la fede con una visione cristiana dell’inconscio, e che ancora oggi attua continuamente quel concilio proponendo a ogni persona, ed anche alla Chiesa, non un cambio o uno snaturare le tradizioni o l’identità, ma una piena fioritura e testimonianza proprio di quella stessa identità sia come Chiesa – persona che, di conseguenza, come Chiesa Universale.
Preghiamo allora, con il papa, per i cardinali che ora dovranno eleggere il 266esimo successore di San Pietro, e preghiamo per tutti noi, perché possiamo essere testimoni della vita, della fede, del nostro inconscio per un autentica fioritura di ogni persona e quindi anche della Chiesa di Dio.

 

Giacomo Fagiolini (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale)

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jeudi 28 février 2013 00:00
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