Approfondimenti : “Il lavoro più bello (e duro) del mondo”
Wednesday, 02 October 2013 00:00

“Il lavoro più bello (e duro) del mondo”

Intervista a Davide De Maria, 32 anni, Promotore di Vita di Italia Solidale.
Il Promotore di Sviluppo di Vita è una nuova professione che sta interessando non solo i giovani

 

Da quanto tempo fai il Promotore?
"Ho conosciuto Italia Solidale nel 2006, quando avevo 24 anni, e sono diventato Promotore da fine 2007, quindi sono 7 anni che vado in missione, ed ultimamente mi sto concentrando in Kenya".
Cosa ti ha portato a fare questa scelta?
"La vita, l'amore, era quello che cercavo. Ho sempre sentito in me una ricerca di vita, che poi mi ha portato ad essere Promotore, anche se non era nei miei piani diventarlo. Quando ho conosciuto l'associazione cercavo solo di aiutare me stesso, ma poi ho visto che per aiutare me dovevo aiutare gli altri".
Come hai conosciuto Italia Solidale Onlus?
"Attraverso internet e il servizio civile. In quel periodo studiavo cooperazione internazionale all'università, perché ho sempre sentito dentro di voler dare una mano agli altri, ma studiando vedevo che facevo tutto tranne qualcosa di concreto per la vita. Poi un giorno mi sono detto che dovevo trovare qualcosa di reale, mi sono messo un pomeriggio su internet, cercando associazioni che si muovevano in questo senso. Non so per quale motivo, all'epoca neanche credevo, quando ho visto la home del sito di Italia Solidale e ho letto “Gesù è grande” - una cosa che avrebbe dovuto darmi fastidio in quanto ateo convinto - sono rimasto colpito. Quindi ho preso il numero di telefono e ho fatto la domanda per il servizio civile, senza sapere bene come si lavorasse lì".p>

Come ti sei preparato per questo lavoro?
"Penso di non essere mai stato pronto in realtà! Scherzi a parte, sono arrivato qui convinto di andare a fare qualcosa di concreto per i bambini, come scaricare i sacchi di cibo, costruire pozzi o ospedali, in realtà piano piano ho capito che la missione che si faceva qui partiva prima di tutto dal rispetto della vita. E che la prima che dovevo rispettare era la mia. Perché io sono arrivato in associazioni a 24 anni e da una parte avevo una potenzialità immensa, dall'altra invece stavo male nello spirito e nel corpo, ero circondato da amici superficiali, bevevo, un disastro! Quindi prima di tutto ho capito che il primo bambino che dovevo salvare non era né in Africa, né in India, né in Sud America, ma era dentro di me".
E allora cosa hai fatto?
Ho cominciato un mio percorso personale, aiutato dalla Scuola Quadriennale di Sviluppo di Vita e Missione, nella quale viene approfondita la cultura alla base di tutto il movimento di Italia Solidale. Ho cominciato ad incontrare ogni mese i donatori della Calabria ed a parlare con loro di vita e missione. Ho formato una comunità qui con altri giovani, incontrandoci una volta a settimana, proprio come fanno nel Sud del mondo, e leggendo i libri di Padre Angelo. E tra questi ragazzi c’era anche Sara che poi è diventata mia moglie (anche lei è Promotrice in Africa e per questo si sono sposati in Kenya nel 2011 - ndr). E poi, con questa base, sono andato in missione a dare la mia testimonianza e non a costruire cose, e cominciando questo lavoro anche qui dall’Italia, relazionandomi con i Promotori africani nelle missioni ogni settimana, tramite conferenze Skype.
È un'esperienza che chiunque può fare?
"Penso che tutti noi siamo creati per essere Promotori, perché siamo creati per amare, non esiste una persona non predisposta all'amore, con la giusta preparazione ovviamente".
In ogni modo, siete chiamati a fronteggiare situazioni non facili.
"I grandi mali dell'Africa sono l'alcolismo, la violenza e la morte infantile: ogni giorno muoiono circa 22mila bambini di fame. In questi 7 anni ho visitato tante missioni in Africa, sono stato in Etiopia, in Kenya, in Tanzania ed ho visto che, anche se le persone sono forti e ricche di potenzialità, questa è schiacciata dalle mille negatività che ha vissuto l'Africa, dal colonialismo alla schiavitù, che hanno reso le persone passive, chiuse e dipendenti. Dal deserto dei Turkana ai posti fertilissimi della East Valley, dalle baraccopoli di Nairobi alla terra ricca di Ithanga, i bambini muoiono non perché non c'è cibo, ma perché non ci sono due genitori forti che si occupano dei loro figli".
E quindi come risolvere questa situazione?
"Partire dalla valorizzazione della meraviglia della persona. Ho conosciuto un uomo a Kalokol due anni fa che, dopo aver vissuto una vita nell’assistenza data dagli aiuti internazionali, era arrivato a pensare che curare suo figlio, che stava morendo di fame, non era più responsabilità sua. Era perso tra alcol e violenza, che scaricava sulla famiglia. Grazie poi all'incontro con uno dei nostri missionari di Italia Solidale nella missione di Kalokol, questo uomo è stato sostenuto a vedere i suoi inganni personali e, con l'adozione a distanza di suo figlio, ha cominciato a vendere verdure. Quest'uomo in poco tempo ha ritrovato sé, il suo ruolo nella famiglia, ha cominciato a rispettare la moglie e i figli. Adesso hanno un negozio ed ha adottato con la famiglia un bambino a distanza. Questa storia è il simbolo dell'Africa: di come può essere distrutta, ma anche di come è capace di risorgere".
Anche la tua vita è cambiata da quando sei Promotore.
"La mia vita è concretamente cambiata. Prima non riuscivo a relazionarmi con nessuno, se non attraverso l'alcol, non riuscivo ad esprimermi, stavo perdendo i capelli ed ero sempre ammalato allo stomaco. Ora sto bene, sono felice, ho un sacco di begli amici, sono gioioso, sono sposato e contento di esserlo, e ho fatto molti altri passaggi concreti nella mia vita. Ed è quello che oggi i giovani cercano. Perché non vengo da una storia particolarmente complicata o da una famiglia schizofrenica, ero un ragazzo normale con una famiglia normale, ma la sera arrivavo a casa, chiudevo la porta e mi sentivo profondamente infelice. Volevo fare qualcosa di nuovo, ma non ci riuscivo. Oggi invece quando vado a letto la sera sono gioioso, sono contento di quello che faccio. Sento il mio bambino, il bambino Davide, che ride finalmente".
A chi consiglieresti di diventare Promotore?
"A tutti, perché tutti ne abbiamo bisogno, non per fare carità benevola, ma per aiutare se stessi e nutrire la meraviglia che siamo. In particolare penso ai giovani, perché se a 24 anni non avessi incontrato questo tipo di realtà non so se sarei ancora vivo, sarei morto di malattia o nello spirito, diventando un impiegato chissà dove.
Ci sarà un motivo per cui i ragazzi sono pieni di dipendenze: alcol, gioco, sesso, internet! Cerchiamo qualcosa che ci soddisfi, ma non possiamo nutrirci di cose che ci fanno ancora più male. Ci servono cose vive, vere, e la missione è vera. Ed essa è anche qui, promuovendo la mia vita, quella dei bambini, del mio vicino di casa, della mia famiglia, della mia comunità ogni giorno".

Alessandra Manni

 

 


(dal sito ioacquaesapone.it)

Approfondimenti : Non possiamo ignorare che l’umanità si sta suicidando,mentre crede di star bene, perché non ha l’inconscio e non ha un’Antropologia completa
Tuesday, 01 October 2013 00:00
Non possiamo ignorare che l’umanità si sta suicidando,mentre crede di star bene, perché non ha l’inconscio e non ha un’Antropologia completa
 

 

Quest’anno in 71 volontari laici, accompagnati da molti donatori, abbiamo avuto la grazia di vivere l’esperienza della missione, sul fondamento immenso del “Carisma da vivere e proporre” e dell’”Economia nel Carisma”. Questi due documenti sintetizzano l’antropologia nuova e completa sviluppata da Padre Angelo Benolli, con la Grazia dello Spirito Santo e il suo grande impegno di sacerdote, scienziato, antropologo e missionario. Padre Angelo ha espresso questa Antropologia in modo completo nei suoi 9 libri che invitiamo tutti a leggere. Su questi libri le famiglie nel sud del mondo s’incontrano tutte le settimane e recuperano gradualmente la propria identità, la propria fede e quindi la capacità di amare e lavorare bene. Questo è accaduto anche a noi e sta accadendo sempre più in tutta Italia. Questa esperienza grandiosa di comunione sul Carisma con migliaia di bambini, famiglie, comunità di tutto il mondo, ci ha fatto toccare ancora di più con mano la grandiosità e la completezza di quest’Antropologia. Ci siamo immersi ancora di più nella realtà immensa del bambino che, nei primi 30 giorni, è solo con Dio, con creatore e con redentore con Lui nell’Amore. Abbiamo visto ancora più forte che il bambino incontra da secoli tutto il contrario alla propria dignità e per questo miliardi di persone sono condizionate, hanno malattie, si separano, milioni di bambini muoiono di fame dello spirito e del corpo e il mondo è pieno di guerra. Proprio nelle situazioni concrete, a volte di difficoltà, incontrate nelle missioni, abbiamo avuto un’altra forte occasione di constatare che questa realtà del “bambino” è in ognuno di noi e che la dobbiamo esprimere e mantenere ogni momento, rompendo ogni dipendenza secolare “costituita”, per essere, risolvere, vivere e far vivere e avere una vera fede.

E’ sempre più chiara la Grazia di questa cultura di vita che scopre finalmente l’inconscio e che, con lo Spirito Santo, entra negli inganni secolari dell’uccisione “istituzionalizzata” del bambino, della dipendenza considerata “amore e bontà”, della morte considerata vita. Così vediamo le fissazioni nelle nostre cellule nervose e la dimensione esatta della nostra croce che è nell'inconscio e senza la quale non possiamo incontrare Gesù, ne l’immensa maternità di Maria. Penso che noi tutti, insieme, 2.000.000 di persone, possiamo innalzare a Dio un forte grido dicendo con tutta l’anima: “GRAZIE!!” Questo Nuovo Sapere e Nuovo Potere è la vita e la salvezza dell’umanità oggi. Non siamo ancora perfetti come testimoni, ma dobbiamo esserlo e mantenerci “bambini” ogni momento, leggendo i libri di Padre Angelo, meditando, pregando, vedendo e facendo fuori i le difficoltà nostre e degli altri. E’ l’unico modo di vivere veramente il Carisma, perché il bambino nei primi 30 giorni “non parla”, ma è con creatore e con redentore. Questa è la nostra Vita e questa è la nostra sessualità e questa è la nostra salute. Proprio in mezzo alle difficoltà degli inganni secolari contro Dio e contro il bambino, che, con l’Antropologia, incontriamo Cristo, la Madonna, noi stessi bambini e gli altri nell’amore.
Padre Angelo ci richiama con forza ad essere svegli, concreti, nella missione nelle regioni e nel Sud del mondo. Non possiamo infatti ignorare che l’umanità si sta suicidando mentre crede di star bene, perché non ha l’inconscio e non ha un’antropologia vera e completa.
In questo spirito siamo tutti chiamati ad essere veri e concreti fino a diventare forti, accorgendoci della realtà e delle risposte pratiche che dobbiamo dare per dare davvero da mangiare agli affamati e da bere agli assetati. Che Dio ci aiuti!

 Antonella Casini

Approfondimenti : “NO al relativismo, SI all’amore!"
Tuesday, 24 September 2013 00:00

“NO al relativismo, SI all’amore!"

Luce, fede e carità, ma senza una vera Antropologia come si fa?

 

Dio ci crea maschi e femmine creando ogni persona unica e irripetibile.
Che meraviglia, che bellezza e che forza c’è in ogni persona!
Così Dio ci crea e così ogni persona è chiamata a vivere la sua natura… naturalmente!
Ma cosa ha incontrato l’uomo nella sua storia e cosa incontra nella famiglia, nel lavoro, nella società che ha intorno? Chi vede e rispetta questa unicità e tratta la persona così come la tratta Dio? Da quando sono nata non ho mai incontrato una corrispondenza profonda al mio “essere” a quello che ho sempre sentito profondamente di vivere, desiderare e costruire. Fino a quando ero bambina e guardavo, percepivo, partecipavo e mi esprimevo naturalmente in quell’essere “femmina”, poi a forza di non ricevere mai l’amore di cui necessitavo mi sono sempre più allontanata… allontanata da Dio e da me, allontanata da vere relazioni e allontanata dalla vita. Mi ricordo che a 25 anni mi capitò di vedere un video dove c’ero io neonata di pochi mesi, che stupore! Capii perfettamente che quella bambina non ero più io, dove l’avevo lasciata? Per anni mi sono sempre fatta questa domanda e sono passata sotto ponti e strade e ho attraversato fiumi e valli, ma non ho mai trovato nessuno che mi aiutasse a recuperare la bambina e rispondesse al perché l’avevo persa.

Ieri ho sentito vari pezzi ai Tg che parlavano dell’apertura di Bergoglio verso divorziati, omosessuali, donne che avevano abortito. Trovo che questo Papa sia una meraviglia di umiltà e spirito e che il suo cuore abbracci con amore il mondo intero. Mi commuovo davanti a tanta semplicità sapiente che sorride mentre demolisce pezzo per pezzo tutta la struttura “chiesa” e riporta il centro in Cristo che amava più i peccatori che i farisei. Mentre ascoltavo i pezzi dei Tg ero contenta ma poi per un attimo ho percepito che avere tutta la pulizia e maturità per cogliere quello che il Papa dice non è semplice, si fa presto a generalizzare o a portare il suo messaggio su un relativismo che mi fa paura. Ho sentito parole che facevano intendere che Dio ci crea liberi di essere quello che vogliamo come se essere divorziati, omosessuali o uccidere i bambini sia una cosa semplice e normale e non ha bisogno di essere sostenuta per arrivare a una soluzione ordinata e rispettosa della natura dell’uomo. Capisco però, capisco perché ho la fortuna di vivere un’esperienza unica che mi aiuta a comprendere che senza una sana Antropologia nessun uomo può veramente vedere e risolvere le mancanze profonde che poi portano ogni creatura fuori dalla Creazione. Così l’uomo si aggrappa, cerca soluzioni, usa la testa o fa struttura e vuole risolvere con la “legge” e sempre più si allontana dalla verità che è il sigillo che c’è in ogni persona. Oggi conosco le mie forze uniche e irripetibili e cerco di rispettarle e svilupparle, l’anima, la sessualità, i nervi, il corpo e la mente come fanno ad essere sane senza il giusto amore e rispetto? Chi però ha mai risposto alle mie attese? Chi ha dato un fondamento ai miei perché? Chi ha creduto e visto che prima del mio “IO” c’ero io? Padre Angelo Benolli per 50 anni, per 8 ore al giorno, partendo da un piccolo studio nel centro di Roma, con grande amore ha incontrato persone e persone che cercavano risposte ai loro mali. Lui con sapienza e tenuta è entrato nel profondo della storia di ognuno toccando, rispettando e portando fuori il potenziale di ogni persona, mai sostituendosi ma accompagnando un movimento ed un impegno che può essere solo personale. Tutto questo è il frutto di un’esperienza che ha fondamenti scientifici, scritturali e antropologici e che risponde ad un tempo quello di oggi che “relativizza” o che condanna o che assolve mai trova risposte e soluzioni. I libri di Padre Angelo contengono tutta questa esperienza e io li voglio regalare anche al Papa perché se li merita visto la meraviglia che è. “10 Punti di Vita e Missione”, “Uscire da ogni inganno”, “La famiglia non si inganna”, “La vita non si inganna”, “Ordine antropologico della vita” “Antropologia per uscire dagli inganni specie inconsci”, “Il sesso non si inganna”. «Luce, fede e carità» spesso ci ripete Padre Angelo, ma senza una vera Antropologia come si fa? E’ arrivato così a 2 milioni di persone e a fare missione in un modo unico. Nelle nostre 120 collaborazioni ci sono bambini, famiglie, comunità e zone che camminano trovando luce e soluzioni ai loro mali profondi. E’arrivato così ai 20.000 donatori che ha sempre considerato prima di tutto “nobili” persone da vedere e salvare, perché diciamocela tutta, qui noi non moriamo di fame ma quanta morte viviamo!
Allora mentre faccio strada per Santa Marta voi fate strada verso Italia Solidale e magari adottate a distanza anche un bambino perché come me, anche loro non devono morire ma solo vivere, amare ed esprimere tutta la bellezza che sono! Grazie Padre Angelo.

 

Anna Fanuele (Volontaria di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “Le prostitute vi passeranno davanti”
Tuesday, 24 September 2013 00:00

“Le prostitute vi passeranno davanti”

L’apertura di Papa Francesco alla persona prima dei giudizi è un grande inizio
ma c’è bisogno di luce sull’inconscio

 

Gesù è sempre molto diretto e chiaramente dice che le persone più determinate come i pubblicani e le prostitute passeranno davanti alle persone che urlano “Signore! Signore!”, ma non fanno la volontà del Padre. In un mondo di tante parole e molte guerre, di sofferenze e malattie, di fame e povertà, di disordini e confusioni, quanto veramente riusciamo a vedere, amare e risolvere, senza giudicare, come solo il Cristo ha fatto? In una realtà dove la falsa politica, la falsa economia e talvolta la falsa spiritualità schiacciano la persona, quanto veramente si vede e si risolve e con quali strumenti? In missione in Brasile ho incontrato una donna che piangeva a singhiozzi perché non poteva prendere Cristo Eucaristia. Ho incontrato tanti disordini, debolezze sulla sessualità, ma gli occhi desiderosi di risolvere ed essere pieni di vita e pieni della vera sessualità. Ho incontrato centinaia di bambini che non solo rischiano di morire di fame, ma che in mezzo a tutto questo disordine muoiono nell’anima. Spesso mi sono chiesto cosa ci facessi proprio io in missione e se veramente avessi le capacità di affrontare questi problemi, rischiando di coprire con altre parole o cose. Invece sono riuscito un po’ ad amare, a vedere, a non giudicare e a mettere delle basi per risolvere. Dopo 52 giorni nelle favelas più violente o nel profondo della foresta amazzonica, sono tornato a casa arricchito, stanco, ma felice di aver testimoniato una speranza! Questa speranza, questa testimonianza si chiama “Sviluppo di Vita e missione”. Se non sviluppo la mia vita non posso fare missione!

Missione con i fratelli vicini e lontani; missione basata su fondamenta antropologiche che partono dalla Creazione del bambino unico e irripetibile, creato “Maschio e Femmina”, a immagine e somiglianza di Dio, nell’Amore e per amare. Ma cosa incontra invece il bambino? I miei genitori sono meravigliosi, ma ho capito che mio padre non era Cristo e mia madre non era la Madonna. Hanno fatto quello che hanno potuto, ma inevitabilmente mi sono rimaste addosso tante debolezze, registrate sui neuroni, nell’inconscio e anche se non voglio, le ripeto! Poi la scuola il lavoro, le relazioni, la società e via dicendo. Non ho più incontrato persone che mi hanno rispettato come Dio nella Creazione. E allora? Cosa succede alla mia persona? Se non entro nella mia storia e nella Storia dei secoli, se non vedo cosa è successo e quanto tutto è registrato sulla mia pelle e quanto inconsciamente ripeto queste mancanze d’amore, posso amare? Posso essere missionario? Posso testimoniare? E se affronto un problema con questa cecità, risolvo veramente? Ringrazio profondamente Dio perché ormai da qualche anno sto facendo una vera esperienza d’amore. Da quando ho incontrato Italia Solidale e Padre Angelo Benolli, sto incominciando a riprendermi l’amore che, non per colpa, mi è stato negato. Sto approfondendo la mia storia, vedendo le origini dei condizionamenti, dove si annidano, cosa causano e con la mia croce, nella Croce di Cristo e con un grandissimo impegno nella carità ai fratelli, sto iniziando anche a risolvere. Per la prima volta sento parlare di sessualità con un rispetto e una sapienza unica e parole come la rimozione, la masturbazione, l’omosessualità, l’incesto, la prostituzione, l’innamoramento e l’amore, non sono più sconosciute. Posso finalmente iniziare a dargli il giusto valore, rispetto, profonda comprensione e risoluzione con una testimonianza. Bene allora alle aperture, ma bisogna entrare nell’inconscio per vedere e risolvere, in Cristo, e testimoniare ai fratelli, soprattutto a quelli disponibili. E’ una vera rivoluzione, ma d’amore e siete tutti invitati a partecipare!

 Stefano Bovenzi (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “Il Kenya ti colpisce e ti entra nell’anima”
Tuesday, 24 September 2013 00:00

“Il Kenya ti colpisce e ti entra nell’anima”

In questi giorni sotto attacco terroristico, ma non è il primo. E’ necessaria una antropologia che riporta la persona a ritrovare se stessa, Dio e gli altri

 

Il Kenya è un paese meraviglioso. Ho avuto la gioia e la grazia di visitarlo più volte e di incontrare e partecipare alla vita di migliaia di bambini, famiglie e comunità che collaborano nelle missioni di Kenya Solidale – Italia Solidale. Non è facile esprimere in poche righe l’immensità di vita e amore che ho ricevuto da queste grandiose persone.
Perché il Kenya, così come tanti paesi del Sud del Mondo, ti colpisce e ti entra nell’anima.
Gli occhi dei bambini sono pieni d’amore, le donne hanno una forza d’animo impressionante, gli uomini sono una potenza della natura. Hanno una cultura millenaria ricchissima. Ho avuto l’onore di incontrare tante tribù (masai, turkana, akamba, kikuyo, pokot, kalenijn e altre) che mi hanno insegnato più che in molti anni di corsi universitari. Il territorio è in buona parte fertilissimo e ricchissimo. Nello stesso tempo in Kenya ci sono e si vivono innumerevoli sofferenze.
In questi giorni è sotto i riflettori della stampa internazionale il terribile assalto terrorista in uno dei più rinomati centri commerciali della capitale Nairobi. Purtroppo in Kenya non è il primo atto di violenza. Si susseguono continuamente attacchi, scontri, agguati che hanno alla base divisione tribale, religiosa, economica.

Un rapporto delle nazioni unite di qualche mese fa evidenziava come nel paese africano in soli 12 mesi sono state uccise più di 400 persone e 112.000 sono profughi per motivi tribali. Poi a Nairobi, Mombasa, Garissa, Moyale e in molte altre città ci sono stati attentati e assalti a Chiese, stazioni autobus, luoghi turistici, ristoranti compiuti da terroristi di matrice islamica. L’assalto plateale che si sta consumando in questi giorni è solo l’ultimo atto e che ha avuto risvolti internazionali anche perché ha colpito un luogo nevralgico frequentato anche da molti stranieri.
Terrorismo, lotte tribali, violenze criminali… apparentemente non c’è un collegamento. In realtà guardando la realtà più profondamente si può vedere come tutti questi avvenimenti hanno una radice comune.
In Kenya si percepisce una grande e profonda divisione tra quello che il paese potrebbe essere e quello che poi realmente è. Una profonda divisione tra la ricchezza immensa dei bambini, degli uomini, delle donne, delle loro culture, delle loro risorse e quello che poi realmente si vive e si sperimenta. Una divisione profonda che inficia la grande meraviglia e le grandi potenzialità di questo straordinario paese africano e della sua popolazione.
Una divisione che come conseguenza ultima genera il terrorismo, la violenza estrema, la guerra ma che ha però origini molto più profonde e che riguarda ogni singola persona in Kenya e nel Mondo.
Ogni persona infatti, pur essendo creata da Dio completamente viva, vera, gioiosa, indipendente per ben amare e ben lavorare in completa unità con Lui, in realtà incontra tutto il contrario rispetto alla sua dignità e questo sempre divide da Dio e quindi anche da noi stessi e dagli altri. Divisone che non è mentale ma registrata inconsciamente in noi che, pur volendo amare, la viviamo e sperimentiamo nella nostra vita, con nostra moglie o marito, con i nostri figli, con la nostra comunità. Siamo continuamente divisi.
Questo è quello che ho avuto modo di sperimentare in Kenya dove ho visto tanta forza ma anche tanta sofferenza e morte. Ho visto la divisione negli uomini che da una parte hanno una forza immensa e dall’altra sono violenti e dipendenti da alcol; nelle donne che impressionano per il loro carattere ma poi sono succubi e dipendenti dagli uomini, nelle famiglie spesso fondate nella non relazione e piene di violenza; nei bambini che da una parte sono straordinariamente pieni di vita ma dall’altra molto sofferenti per tutto quello che sono costretti a vivere. In Kenya ogni anno muoiono nel corpo 108.000 bambini con meno di 5 anni. 300 al giorno! Molti altri muoiono nello spirito. Una vera tragedia! Questa divisone da Dio e da sé stessi crea inevitabilmente anche passività e dipendenza, incapacità di credere nelle proprie potenzialità e quindi non si riesce a ben amare e a ben lavorare. Questo è quello che provoca sofferenza e disperazione nel paese, questo è il motivo profondo della morte dei 108.000 bambini, qui è dove guadagna terreno il tribalismo e dove i movimenti terroristici trovano le loro truppe.
Davanti a questa terribile realtà si è cercato in molto modi di intervenire. Il Kenya è uno dei paesi africani più aiutati dalle Nazioni Unite, dalle ONG laiche e religiose, da organizzazioni politiche nazionali e internazionali, etc. Ma la situazione in Kenya non è cambiata e la realtà dimostra che è addirittura peggiorata. Lo dimostrano i tristi numeri dello stesso ONU che afferma che in Kenya nel 1990 morivano 97.000 bambini mentre nel 2011, nonostante i tanti aiuti sono morti 108.000 bambini. Un concreto e visibile fallimento.
Perché davanti a questa immensa realtà, non si può intervenire con la sola buona volontà o con tanto impegno, ma è necessaria una vera e nuova proposta risolutiva che non può partire dall’alto ma che deve incarnarsi concretamente nella persona e per la persona. Infatti con tanta diabolica divisione è necessaria una antropologia che riporta la persona a ritrovare se stessa, Dio e gli altri per ritornare all’unità nel nostro inconscio con cui siamo stati Creati e con la nostra Croce nella Croce di Cristo come scrive San Paolo “abbattere il muro di separazione, cioè l’inimicizia per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo… e riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.” Tutto attraverso un concreto movimento d’amore e di autentica carità. Solo così possiamo essere uniti in noi stessi, con Dio e con gli altri e scacciare tutto i secolari Diavoli inconsci che provocano tanta morte e sofferenza in noi e intorno a noi, specie nei bambini. Costruire così famiglie sane e mature, comunità vive e solidali, società unite nell’amore.

Non è utopia o teoria ma è una antropologia di sviluppo di vita e missione concreta frutto di oltre 55 anni di esperienza di Padre Angelo Benolli e che è ben espressa nei suoi libri e documenti che vi invito ad approfondire e che è una concreta realtà per due milioni di persone nel Mondo.
Solo in Kenya ad esempio, nonostante le mille divisioni e difficoltà, oggi ci sono oltre 4.000 famiglie coinvolte in 18 diversi villaggi. Ognuna di queste famiglie è collegata ad un generosissimo volontario donatore collegato a loro attraverso l’adozione a distanza. Queste famiglie si riuniscono in piccole comunità formate da 5 famiglie, si incontrano settimanalmente ed hanno scambi di contenuto partendo dai libri scritti da Padre Angelo. Con questi contenuti, in Dio, fanno fronte ai tanti Diavoli inconsci che impediscono alla loro vita di essere vissuta in pienezza. Esse ricevono direttamente il contributo inviato dai donatori nei loro conti di comunità, li usano come prestito per attività che generano reddito (agricoltura, pesca, artigianato, piccolo commercio, etc.).
Così attraverso un lavoro creativo si esprimono, hanno un guadagno che utilizzano per i loro bambini e restituiscono il prestito ricevuto a se stessi. Le comunità si incontrano nelle zone formate da 10 comunità. Nelle zone fortificano la formazione in comunione con i volontari di Italia Solidale collegati via Skype ma è anche luogo dove possono avere scambi commerciali tra loro per sperimentare una nuova economia incentrata sulla vita e non su guadagno, profitto e sfruttamento delle risorse umane, ambientali. Per questo nelle zone stanno essi stessi costruendo dei centri di zona.
Queste semplici e umili famiglie, in modo naturale si sono aperte alla carità verso i fratelli sofferenti e hanno esse stesse attivato adozioni a distanza a livello di comunità e di zona per salvare essi stessi i bambini sofferenti attraverso un concreto movimento d’amore. In Kenya e nel Mondo, questa missione sta donando rinascita, dignità, pace, unità, gioia, amore a migliaia di persone che hanno superato profonde divisioni personali, nelle loro famiglie, nelle loro comunità e quindi di conseguenza non si fanno più abbindolare da false culture di morte che spesso sfociano in guerre, violenze, conflitti e terrorismi di varia natura.

Salvare un bambino con Italia Solidale è partecipare a tutto questo. Una missione completamente nuova che umilmente cerca di vedere, di entrare e di risolvere i tanti mali secolari e inconsci che oggi ci dividono da Dio, da noi stessi e dagli altri.

Possiamo partecipare anche noi! Perché le potenzialità divine e le divisioni diaboliche che si sperimentano in Kenya ci sono anche nel nostro meraviglioso paese, dove oggi non ci sono i terroristi che sparano i proiettili ma dove siamo continuamente bersagliati da proiettili invisibili carichi di “non amore” che colpiscono la nostra anima, la nostra identità, le nostre relazioni facendoci lentamente spegnere e cadere in depressioni, dipendenze, malattie.
Diamoci una mano! Non meritiamo tanto male e per grazia di Dio, vi è la concreta possibilità di far fronte a tutti i problemi e tutti i drammi (dal problema personale ai problemi di natura internazionale come quello che sta succedendo a Nairobi) con una nuova Luce, una vera Fede ed una profonda Carità. È quello che oggi serve ad ogni persona. È quello che oggi serve a noi. E’ quello che oggi serve al Mondo! Viva la vita!

 

Davide De Maria (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “La vera civiltà” Digiuno, Papa e Turkana: la vera pace nel deserto nasce dall’inconscio
Tuesday, 10 September 2013 00:00

“La vera civiltà”

Digiuno, Papa e Turkana:
la vera pace nel deserto nasce dall’inconscio

 

Sabato sera c'è stata una veglia in Piazza S. Pietro, organizzata dal Papa, che non vuole restare indifferente dinanzi a quanto sta accadendo in Siria.
Bene. Perché prima di tutto occorre saper vedere.
Ha chiesto una giornata di digiuno, il Papa. Per la Siria.
Certo, siamo così addormentati che un modo doveva trovarlo per richiamare la nostra attenzione.
Ma mi chiedo: a cosa servirà, non mangiare? A preservare forse altre vite dalle bombe? Ad impedire la morte di altri bambini? A portare la pace tra persone che la guerra ce l'hanno prima di tutto dentro, registrata sulle cellule? A permettere quello sviluppo economico che sembra essere la panacea di tutti i mali?
Non voglio rispondere con altre parole o con ragionamenti astratti, che già dobbiamo sentirne troppi, al giorno d'oggi, attraverso i tanti mezzi di comunicazione a nostra disposizione.
Ma stavo pensando ai miei amici Turkana, nel nord del Kenya, dove Italia Solidale ha la gioia di aver visto nascere e crescere 4 collaborazioni con la gente locale.
Vivono nell'arido deserto del Turkana, in mezzo al nulla, in uno dei posti più inospitali della terra, tra sabbia, caldo rovente, animali velenosi e siccità: un luogo da cui, la prima volta che ci si arriva, si desidera solo scappare, perché pensare di poterci sopravvivere sembra impossibile.

E non sono solo gli animali, la fame, la sete e le malattie che ne conseguono, ad uccidere. La tribù dei Turkana, come tutte le tribù africane, è spesso coinvolta in atroci lotte tribali, in atti di banditismo, in razzie di animali e violenze personali. Sono tante, troppe le persone che muoiono a causa della mancanza di una cultura che veda e rispetti veramente la persona in tutta la meraviglia della sua creazione. Ma nessuno parla di questi morti, perché non fanno notizia, non si trovano in luoghi strategici che promettano interessanti ritorni economici.
Ho trascorso gli ultimi due mesi con le meravigliose persone Turkana che sperimentano ogni giorno la cultura di vita proposta da Italia Solidale, e posso testimoniare quello che ho visto con i miei occhi: non ci sono più scontri tribali, da quando le persone sono entrate nel loro inconscio, hanno visto la loro storia personale, hanno affrontato i loro condizionamenti e le loro dipendenze secolari ed hanno riscoperto la meraviglia della loro creazione e la potenzialità delle loro energie, quelle dei primi 30 giorni dal concepimento, in cui ci sono solo Dio e il bambino! Perché, come loro stessi mi hanno ogni giorno ripetuto, scoprendo questa creazione in loro, hanno potuto vederla in ogni altra persona, anche se appartenente ad una diversa tribù: e non hanno più trovato motivi per considerala nemica, ma vivono per la prima volta nella pace!
Non solo: questo recupero delle proprie forze personali e relazionali, insieme all'amore di tanti donatori italiani che hanno attivato un'adozione a distanza, ha permesso loro di creare davvero dal nulla ed in modo impensabile, considerato l'ambiente desertico ed ostile in cui vivono, una varietà di piccole attività economiche autonome con cui ogni famiglia è diventata davvero sussistente! Così ora non dipendono più dall'assistenzialismo impersonale e castrante delle ONG e dallo sfruttamento immorale ed arrogante delle multinazionali, ma hanno una vita dignitosa, possono prendersi cura dei loro bambini e addirittura hanno iniziato loro stessi ad adottare a distanza i bambini delle altre 121 missioni di Italia Solidale in Africa, Sud America ed India. E di più: molti di loro hanno chiesto di poter aiutare i bambini italiani, perché hanno compreso che, oltre alle difficoltà economiche contingenti, anche noi abbiamo tanti condizionamenti inconsci da affrontare e risolvere per uscire dalle nostre sofferenze sia dello spirito che del corpo (depressioni, violenze, separazioni, cancri).
Siamo di fronte ad una grossa rivoluzione culturale: l'Africa, da sempre considerato il Paese che deve essere aiutato, è passata dall'altra parte, è lei, ora, che ha la possibilità di aiutare gli altri!
Se non è pace questa, se non è sviluppo economico questo, se non è civiltà questa...!
L'intenzione è buona, ma i fatti mi testimoniano concretamente che non servirà digiunare se non ci si incarna veramente nei problemi e negli errori alla base delle guerre. E ci si può incarnare solo personalmente, partendo dalla propria vita che, in maniera personale, unica ed irripetibile, ci è stata donata ed alla quale, in modo altrettanto personale, dobbiamo partecipare. Perché solo così possiamo partecipare anche alla vita degli altri, proprio come noi facciamo nelle 125 missioni in tutto il mondo delle quali, come per i Turkana, siamo responsabili, continuando a collaborare insieme a Dio ogni giorno, per uscire da ogni morte, da tutte le guerre, da tutte le povertà e da tutti gli inganni della nostra cultura attuale.

 

Roberta Cappelli (Volontaria di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “Promotori di sviluppo di vita e missione”
Monday, 09 September 2013 00:00

“Promotori di sviluppo di vita e missione”

Una nuova dura ma meravigliosa professione
che aiuta la vita in Italia e nel mondo

 

Tantissimi italiani, specialmente i giovani, vogliono lavorare nel mondo del volontariato, perché sentono una spinta interiore ad occuparsi degli altri. Allo stesso tempo percepiscono che il mondo del lavoro, così com’è oggi, è contro la persona e contro la vita. Pertanto sono disposti anche ad impegnarsi molto, ma in un contesto che non rinneghi la propria umanità, ma anzi promuova la solidarietà e lo sviluppo della vita. Italia Solidale si occupa di questo in tutte le regioni italiane e in 120 missioni nel mondo. La nostra potenzialità personale di ognuno di noi è immensa, ma non la conosciamo finché non la sperimentiamo. Non sappiamo quanta energia abbiamo perché purtroppo il mondo che incontriamo più che supportarci a tirarla fuori ce l’ha ridotta e spesso bloccata.
Allora il lavoro più grande da fare è dentro noi stessi, per recuperare la nostra vera identità e la forza di amare e di lavorare. Solo allora si può iniziare il lavoro forse più bello e difficile che esiste: aiutare gli altri a fare altrettanto. Essere per far essere. Questo è il Promotore di Sviluppo di Vita e Missione. In Italia e in tutto il mondo. Occorre avere più amore di un missionario, più preparazione di uno psicologo, più coraggio di chi fa sport estremi, più fede di un prete, più umiltà degli ultimi che si vanno ad aiutare. Altro che Indiana Jones. È quasi impossibile trovare persone così, ma ci si può arrivare con un’intensissima formazione e un fortissimo impegno.

La formazione, poi, è continua e inizia con la Scuola di Sviluppo di Vita e Missione di Italia Solidale, una scuola dove non si studia tanto con la mente, quanto dove si fa esperienza con tutte le energie della persona. Una scuola che io ho avuto il grande dono di frequentare e dove ho conosciuto molte delle persone più belle della mia vita, anche se poi sto vivendo la mia missione nel mondo dei media più che nel Sud del mondo. Ma soprattutto una scuola che per grazia di Dio è arrivata nel modo giusto e nel momento giusto per sostenermi a comprendere come la vita è, come rispettare davvero le mie forze che non sapevo di avere e come uscire fuori da molti inganni inconsci e culturali che mi facevano soffrire terribilmente.
A tutti i giovani che veramente hanno a cuore la vita e l’amore per gli altri, che non vogliono conformarsi a questo mondo così superficiale e falso e fare lavori inumani e sfruttatori, che hanno voglia di impegnarsi fino in fondo e l’umiltà di mettersi in discussione completamente, consiglio vivamente di farsi avanti e mettersi in gioco. Ho davanti agli occhi il sorriso vero e gli occhi felici di molti nuovi giovani Promotori che solo fino a pochi anni fa erano sofferenti, spenti, bloccati ed oggi invece sono forti, liberi e gioiosi perché amano e si impegnano con tutto se stessi. Parrebbe incredibile anche a me se non avessi visto quali grandi trasformazioni la vita può riservarci quando iniziamo a scoprire la nostra vera natura e iniziamo a rispettarla veramente. E questo è molto difficile farlo da soli, è necessaria una continua preparazione e un continuo scambio rispettoso della nostra identità profonda. La scuola partirà a novembre 2013 e dura quattro anni con un incontro a settimana che può essere seguito anche via internet, ma alcune volte è richiesta la partecipazione in sede. Ovviamente sarà possibile partire per i viaggi missionari, ma solo dopo una sufficiente preparazione e con tutto lo spirito che una dedizione tanto grande richiede. Per informazioni Italia Solidale 06.68.77.999

 

Alberico Cecchini (Direttore Acqua&Sapone)

Approfondimenti : "Come affrontare l’atroce delitto delle armi chimiche in Siria"
Thursday, 05 September 2013 00:00

"Come affrontare l’atroce delitto delle armi
chimiche in Siria"

 

  1) Innanzi a tante atroci violenze non si può chiudersi nelle maggioranze nazionali o internazionali che praticamente se ne lavano le mani, come quasi sempre è successo con l’Onu.
2) Anche qualsiasi intervento di armi è incompleto e negativo. La violenza non si sconfigge con la violenza ed il negativo non si sconfigge con altro negativo, come propongono certi stati. E’ necessario vedere e risolvere alla radice, una buona volta, tanto veleno. Ma sempre vi è veleno quando si colpiscono ma non si risolvono tutte le cause e le forze negative.
3) Però non basta nemmeno fermarsi solo alla testimonianza del digiuno e della preghiera. Papa Francesco ci richiama con forza alla pienezza della luce e della pace interiore, per risolvere sia ogni veleno chimico, ma ancor più a ogni veleno diabolico che brucia non solo il corpo ma ancor di più lo spirito. Anche il veleno che atrocemente distrugge i corpi, nasce da un veleno prevalentemente inconscio, ma è sempre un veleno nella mancanza di spirito delle persone
4) Le armi chimiche che uccidono e deformano il corpo derivano sempre dal veleno ripetitivo e micidialissimo che già deforma lo Spirito. Per risolvere con luce tanto veleno come Ghandi e ancor di più come Cristo vuole, togliamoci ogni violenza e falsità di veleno che è radicato nell’inconscio di ogni persona e cultura corrente. Solo allora veri testimoni di vita e di pace, avremo anche le benedizioni complete di Dio, per sconfiggere veramente ogni tipo di violenza e di guerra. Per tutto questo è necessario convertirsi come bambini, ritrovare tutte le tue libere e complete energie personali, veramente permanere e credere in Dio, e fino alla croce amare, parlando lingue nuove, scacciando i diavoli e guarire come dice Cristo, ogni malattia. Per tutto questo non basta solamente il dialogo, ma una completa ed universale conversione. Frattanto però riuniamoci con coloro che testimoniano una completa cultura antropologica e religiosa della pace come Cristo ha testimoniato fino alla Croce e Resurrezione.

 

Padre Angelo Benolli (Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale)

Approfondimenti : “Chi è disponibile, ritrova la propria bellezza”
Tuesday, 03 September 2013 00:00

“Chi è disponibile, ritrova la propria bellezza”

Ognuno porta in sé tutte le forze creative di Dio e tutte le forze uniche e irripetibili della propria persona. Come rivitalizzarle?

 

Ogni persona porta in sé tutte le forze creative di Dio. Ma anche tutte le forze uniche ed irripetibili della propria persona contenute nell’anima la quale determina il carattere. Inoltre ogni persona porta in sé tutte le forze sessuali per l'amore, tutte le forze dei nervi (su cui passano le energie precedenti), tutte le forze del corpo che sono ben connesse ai nervi. Infine, la persona porta in sé tutte le forze della mente, la quale riflette sempre il modo d'essere di tutte le altre energie che vengono prima. Quando qualsiasi energia è disturbata, di conseguenza anche tutte le altre energie ne risentono poiché sono per natura sempre strettamente connesse e interdipendenti. Quando non vengono rispettate le forze di Dio e della persona, allora subito il sesso, poi i nervi, il corpo e la mente ne risentono. Le forze colpite, chiuse, ridotte o integrate in falsità di vita non possono mai amare. Per amare, cioè per rispettare, sostenere e liberare le forze altrui, è necessario che tu, come Cristo, abbia addosso tutta la verità e la natura delle forze della vita; è necessario che tu ne sia costantemente testimone e che sia capace di coinvolgerti nel male altrui fino a guarirlo. Tutta la luce e l'amore alla tua vita, portati da Dio e dagli altri, non sono sufficienti per guarire le forze della vita se tu non collabori, in spirito e verità, con chi ti ama in spirito e verità, fino ad arrivare alla guarigione di tutte le forze del tuo inconscio come Dio e natura vogliono. Per collaborare a questa azione di luce e di amore di Dio o con persone ricche di vita, di luce e di amore come Dio vuole, è necessaria molta umiltà, disponibilità, pazienza, intensità di fede e di preghiera. Molti italiani stanno trovando un valido sostegno incontrandosi coi volontari di Italia Solidale, in tutte le regioni. In autunno ripartirà la Scuola dei promotori di sviluppo di vita e missione, che offre un percorso nuovo e completo per ritrovarsi ed amare sé, Dio e gli altri.

Padre Angelo Benolli (Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale)

 

(dal sito ioacquaesapone.it)

Approfondimenti : “Il carisma di ognuno sono le sue energie create da Dio”
Wednesday, 28 August 2013 00:00

“Il carisma di ognuno sono le sue energie create da Dio”

Con le nostre adozioni a distanza, tutti sono sullo stesso piano di dignità per una globalizzazione della solidarietà in cui tutti danno e tutti ricevono

 

Dio ci crea nell’amore e per l’amore. Il centro di tutto è l’amore, ossia le energie personali del bambino create nell’amore. Nel carisma si manifesta il valore enorme della persona che cresce solo nell’amore di Dio che è dentro il sigillo di Dio in ogni persona e che si mostra nelle cellule germinali che sono indipendenti, senza nessun DNA del padre o della madre. Non c’è sostituzione: Dio ci dà talenti unici e irripetibili perché li serviamo, li traffichiamo, li condividiamo e con essi produciamo frutti di vita. Alla fine ci chiama, attraverso l’Amore, a restituire tutto. Noi vogliamo essere fedeli a tutto questo. Perciò invitiamo tutti gli italiani a coinvolgersi, partendo anche solo da una adozione a distanza.
Le famiglie che ricevono l’amore degli italiani e hanno un bambino adottato a distanza con Italia Solidale, a loro volta lo restituiscono attraverso lettere, foto, preghiere e testimonianze personali anche in Italia da parte di alcuni di loro che vengono apposta in Italia per incontrare i donatori.
Inoltre queste famiglie in gruppo attivano adozioni in altri Stati, perché non possono solo ricevere.
Uno dei più gravi danni che possiamo fare loro è continuare a farli sentire inferiori, mendicanti, passivi. Così tutti sono sullo stesso piano di dignità per una globalizzazione della solidarietà in cui tutti danno e tutti ricevono. Tutto ciò produce una moltiplicazione dei pani che è frutto dello Spirito Santo che incontra persone che vanno oltre se stessi e la propria famiglia, per amare in modo disinteressato chi ha più bisogno e rende viva e attuale la grande verità “è dando che si riceve”. Con l’“Economia nel Carisma” rimettiamo al centro Dio e la Sua creazione in ognuno di noi, come nel bambino. Così, dopo secoli, superiamo l’economia che mette al centro il profitto e uccide sempre i bambini e le persone. Questo è il fondamento per un’autentica Civiltà dell’Amore.

Padre Angelo Benolli (Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale)

 

(dal sito ioacquaesapone.it)