Generale : Per vivere davvero
Martes, 13 Febrero 2018 21:03

Per vivere davvero

È tempo di sbarazzarsi di ogni falsità e, attraverso Dio e la natura, soprattutto personale,sperimentare di nuovo tutta la verità e l’intensità religiosa e scientifica della vita

Mi trovo in un posto bellissimo. Sotto di me il lago di Garda azzurro e calmo. Sopra di me un immenso cielo terso. Sono affacciato su una roccia che strapiomba per 2.000 metri a picco sul lago. Di fronte a me, dall’altra parte del lago, svettano alte montagne di roccia imponente, fino ad arrivare alla bellezza maestosa e bianca dei ghiacciai dell’Adamello e della Presanella. Tutto intorno è silenzio e pace. Sono circondato da meravigliosi fiori e da una limpida aria, intiepidita da un bellissimo sole. Tutta questa realtà non dipende dall’uomo. 

È una realtà vera, permanente, sublime, intensa, che noi uomini possiamo vedere, contemplare, ammirare, ma mai costruire o completamente distruggere. 

Ma, se non possiamo costruire o completamente distruggere tutta questa meravigliosa natura, come mai nei secoli abbiamo così sfacciatamente preteso di “costruire” le persone e sovrapporci ad esse con guerre, micidiali violenze culturali e legali, fino ad arrivare a leggi che permettono l’aborto o la clonazione?

Il contenuto vivo della persona di un bambino non ha forse delle qualità superiori a tutta questa natura che mi circonda? Perché queste qualità antropologiche e religiose, uniche e irripetibili di ogni bambino e di ogni persona, sono spesso così poco viste, rispettate, tutelate e sostenute sia dalle persone di scienza che dalle persone di religione?

Possono la scienza o la religione dirsi tali quando non colgono, non rispettano e non amano le energie naturali create da Dio in ogni persona?

Può la persona stessa, con la sua coscienza, non rispettare la sua natura, fondamentalmente inconscia e religiosa perché creata e sostenuta sempre da Dio come oggi risulta anche dalle scoperte della fisica?

Generale : Lontani da Dio e dalla natura: perché?
Martes, 30 Enero 2018 02:32

Lontani da Dio e dalla natura: perché?

Perché nel nostro tempo ha tanto potuto prevalere un’antropologia slegata dalla natura e da Dio?

E' troppo semplice constatare il male che producono il razionalismo, l’illuminismo, il comunismo, il materialismo. Sappiamo quanto male hanno fatto le rivoluzioni. Quanto male, però, hanno fatto anche le restaurazioni di culture e di regimi precedenti a quelle stesse insurrezioni: nessun potere rivoluzionario o non rivoluzionario è superiore alla vita. Nessuna legge, nessuna cultura, può travolgere impunemente la natura della vita. 

La vita è come è, non dipende dai poteri, dalle leggi o dalle riduzioni culturali. Dio l’ha creata non come noi crediamo o pensiamo. Ciò che crediamo o pensiamo non si può contrapporre a ciò che la vita è. Essa ha intrinsecamente un ordine naturale prestabilito, fondamentalmente sempre esistente in ogni essere, anche nell’uomo. Purtroppo, quasi mai si è creduto che il potere, la legge, la cultura corrente dovessero essere in servizio della verità e della vita. 

La vita doveva essere al loro servizio e non viceversa! Si può immaginare pertanto come sia stato consequenziale, con siffatti fondamenti antropologici sostitutivi di Dio e della natura, incorrere in tutti i massacri di vita, di cui tutta la storia è pienamente testimone. Nessuno si può sostituire a Dio ed alle energie interiori che ogni persona possiede. Nemmeno la coscienza personale può minimamente ed impunemente travolgere tutta l’immensità e la densità della natura propria, che è insita in ogni individuo. E tale natura, per il 90%, è posta in forze inconsce e religiose. Pensiamo poi a quale aberrazione si compie quando questa natura personale inconscia viene travolta da un’altra persona, dalla legge, da qualsiasi altra istituzione. 

È tempo che tutti ci poniamo davanti alla realtà della vita, specie della vita personale, con molta e molta più umiltà e verità. Per questo la vera cultura è solo quella che è in pieno e totale servizio a tutta la verità della vita. 

Generale : L'editore de Il Caffè dal Papa: «Santità, Le scrivo ciò che non ho potuto dirle»
Martes, 23 Enero 2018 14:01

L'editore de Il Caffè dal Papa:

«Santità, Le scrivo ciò che non ho potuto dirle»

Sua Santità, mi permetto di esporre su queste pagine ciò che non ho potuto dire nel nostro breve incontro del 16 dicembre e di cui La ringrazio di cuore, soprattutto per la dolcezza e umiltà che mi ha dimostrato. 
Le Sue illuminate parole hanno sintetizzato la missione che da 16 anni portiamo avanti con i nostri giornali. 
Infatti oggi l'Italia e il mondo soffrono troppo perché stiamo perdendo il valore della persona. Questi nuovi media, schiavi di logiche che nulla hanno di umano, tantomeno di divino, ci bombardano continuamente e pervasivamente con un'immagine dell'uomo deformata e ridotta, soprattutto a livello sessuale. 
Ciò sta producendo una mutazione antropologica profondissima che spaventa tutti e nessuno sa a cosa ci porterà. 
Il pericolo più grande è la perdita della cultura del che cosa è davvero la Persona. Grazie a Dio, Lei con tanta forza e competenza insiste molto proprio su questo punto. Per aiutare e per rinnovare il mondo occorre partire dall'aiutare e dal rinnovare la propria persona.
Proprio con queste basi portiamo avanti il nostro impegno per produrre informazione sana, libera, rispettosa della vita e delle persone con indipendenza, anima, speranza. E Le testimonio con gioia che il successo che stiamo ottenendo ci dimostra che tante persone cercano proprio questo. Perciò oggi pubblichiamo il settimanale e il mensile più letti nel Lazio. Ma non di noi voglio parlare, ma di ben altro.
In questo impegno siamo stati sostenuti a livello personale e culturale da quello che io considero il più grande esploratore di tutti i tempi, cioè colui che è arrivato più in fondo all'animo umano per coglierne pienamente la potenzialità e sostenerlo nella sua maturazione ed espressione. 
Sto parlando di Padre Angelo Benolli che Lei ha conosciuto, ma forse non ancora bene. Un grande missionario in tutto il mondo, per alcuni anni anche a Buenos Aires ma soprattutto a livello culturale. È educatore e scienziato dell'inconscio, ma soprattutto è un vero grande Sacerdote, con un amore così grande per il mondo che ciò di cui sono testimone personalmente non posso più tenerlo per me. 
In 18 anni che lo conosco ho visto personalmente centinaia e centinaia di persone uscire da sofferenze, inganni di ogni tipo, da malattie dello spirito, dei nervi, del sesso, del corpo e della mente, grazie al suo sostegno spirituale e culturale. 
Padre Benolli non vuole neanche che si parli di queste guarigioni, perché non cerca le masse o i seguaci. Anzi opera incessantemente per promuovere l'indipendenza delle persone. E non va più da tanti anni neanche in televisione nonostante tanti inviti in Rai. Non cerca notorietà, è un vero grande profeta completamente fuori dalle logiche umane. 
Perciò vuole solo persone disposte ad impegnarsi profondamente, perché come ripete spesso: «È Dio che guarisce, non sono mica io, no?». 
In questo Carisma speciale salva migliaia e migliaia di bambini poveri dalla morte fisica e altrettante persone anche qui in Italia, fra cui io, dalla morte spirituale che è anche peggio di quella del corpo.
Padre Benolli ha scritto 10 libri e ha fondato Italia Solidale – Mondo Solidale con i volontari missionari laici che sono impegnati in Italia e in mezzo mondo per sostenere lo sviluppo della vita, portare la scienza alla fede e la fede alla vita. Inoltre è presente in 125 progetti in Sud America, Africa e India.

Per onore della Verità, Santo Padre, in questa Sua grande Benedetta Missione proprio per queste sfide di oggi, che Lei porta avanti con così grande coraggio, ho ritenuto di doverLa informare più completamente riguardo quest'uomo di Dio che tanto ha ancora da dire e offrire all'umanità di oggi. Affinché possa trarne eventualmente supporto anche Lei personalmente, il Clero e la Chiesa tutta.

Tratto da Il Caffe'

Alberico Cecchini