Approfondimenti : ANCORA 925 MILIONI GLI AFFAMATI SECONDO LA DENUNCIA DELLA FAO MA DI CHE FAME SI MUORE NEL MONDO?
Venerdì, 17 Settembre 2010 00:00

Mi chiamo Sara, ho 23 anni e sono appena tornata da un viaggio durato due mesi nella “terra degli affamati” per eccellenza, la grande Africa. Ho milioni di occhi di bambini, di donne, di uomini, di vecchi che potrei raccontarvi, ma voglio soffermarmi su due in particolare, quelli di una bambina musulmana incontrata a luglio in Repubblica Centrafricana, precisamente a Bangassou.

Mi trovavo per caso vicino ad un punto di distribuzione di aiuti per i migliaia di rifugiati provenienti dai villaggi vicini, che fuggono dai “tongo-tongo”, nome dato ai ribelli del Nord Uganda dell’LRA di Kony, che da due anni circa, “risolta” la guerra nel loro paese, sfogano ora la non risolta violenza che gli è rimasta dentro, contro la povera gente della Repubblica Centrafricana e del Sudan.

SaraDavanti a me questa bambina piangeva convulsamente per la febbre, senza nessuno che accorresse in suo aiuto. I suoi occhi raccontavano di un padre ucciso dai ribelli pochi giorni prima e di una madre assente e disperata, intenta solo a rimediare qualche sacco di farina per la sopravvivenza. Ho convinto la mamma, che stringeva dentro la mano un foglietto per le cure mediche assicurate, ad andare insieme al centro sanitario più vicino. La bambina aveva 40° di febbre da una settimana, e a breve, senza cure, sarebbe morta.

Inconsapevolmente ho salvato la vita a questa bambina, facendo quello che credo chiunque al mio posto avrebbe fatto…ma mi chiedo: perché questa madre che, essendo “rifugiata”, avrebbe avuto diritto alle cure gratuite (quel foglietto nel pugno), non ha fatto nulla per salvare sua figlia? Perché, nonostante i tanti miliardi di euro e dollari che sono pervenuti e ancora giungono nel Sud del mondo sotto forma di aiuti, non si riesce a sconfiggere la fame dei 925 milioni (così la FAO denuncia in questi giorni), compresa quella di questa piccola? Qual è, mi chiedo allora, la vera fame di cui soffrono i bambini, e soprattutto, come sconfiggerla?

Questa testimonianza non vuole andare contro nessuno, ma solo dare la prova concreta che se non si va alla radice del problema nessun tipo di assistenzialismo, nessuna pianificazione delle nascite, nessuna struttura, né tanto meno fiumi di dollari o euro, potranno mai risolvere la fame nel mondo.

Quella bambina sarebbe morta (forse morirà se sua madre continuerà ad andare avanti così nell’abbandono più totale) perché nessuno si preoccupa di fermarsi e amarla insieme a sua madre.

Quale dunque il problema? Non sono entrata in merito alla vita di questa donna, ma grazie all’esperienza che faccio come volontaria di Italia Solidale da anni, ho potuto vedere quanto la persona e le donne in particolare in Africa soffrono per le innumerevoli mancanze di amore e rispetto contro la vita della persona (tra queste ne cito alcune come dipendenze dal clan, dalla tribu’, della donna dall’uomo, dell’uomo dall’alcool e dal sesso fuori dall’amore, dei genitori dall’assistenza, ecc.). Ne consegue che c’è davvero poco amore che arriva ai bambini, inteso come rispetto e scambio di rispetto nei tempi e nei modi giusti, e si vede chiaramente che identità e forze personali sono colpite, non si sviluppano secondo la loro potenzialità di indipendenza e amore (che è naturale in ogni bambino e in ogni persona). Quante donne ho conosciuto che sono dipendenti dal marito (che condividono magari con altre 3 o 4 mogli; donne che non sono mai state amate né considerate a loro volta da genitori, probabilmente anch’essi poligami e quindi assenti davanti al loro bisogno d’amore e alle necessità di tutti i giorni….

Tante donne non si accorgono, come questa donna, che la loro bambina sta morendo. Attende un aiuto esterno che la faccia andare avanti ancora un giorno, ma non risolve pienamente il bisogno di amore e rispetto che la bimba richiede e che la madre non può dare, perché non amata a sua volta. E questi sono solo alcuni esempi delle profonde sofferenze che gli africani vivono da secoli.

In questi due mesi ho ancora di più visto quanto bisogno c’è di una cultura nuova, che riparta dalla base, dalla vita che c’è in ogni essere umano, così come esso è stato creato. C’è bisogno di una luce profonda sui mali insiti dentro la persona, a livello familiare, culturale, storico e sociale, che da secoli prevalgono sulla vita. C’è bisogno di famiglie forti e disponibili che facciano questo cammino insieme, per sostenersi a vedere lì dove i loro bambini - e “loro” bambini - non sono stati e non sono rispettati, e come uscire da queste mancanze di rispetto attraverso l’amore verso di sé e verso gli altri, in una carità che si espande e diventa mondiale, verso tutti i sofferenti. Questa è Italia Solidale, l’associazione con cui collaboro da 4 anni e che si fonda su questa base culturale, grazie all’esperienza cinquantennale di P. Angelo Benolli. È così che arriviamo a salvare oltre 2 milioni di persone in Africa, Sud America ed Asia. É così che, anno dopo anno, vediamo i bambini adottati a distanza con questa base culturale insieme alle loro famiglie rinascere, uscire da tanti inganni culturali e familiari come l’alcoolismo, i maltrattamenti sulla donna, i disordini sessuali, le violenze sui bambini, la dipendenza dagli aiuti esterni, etc. In questo modo donne e uomini ritornano alla loro dignità personale e ritrovano la loro responsabilità di essere genitori per i propri figli, attraverso anche dei lavori creativi che li portano alla sussistenza e alla solidarietà con altre famiglie povere.

Solo così possiamo risolvere la fame nel mondo: una fame che va ben oltre il sacco di farina o il litro d’olio, una fame profonda, una fame d’amore, di cui non solo i bambini del Sud del mondo soffrono, una fame che anche noi qui ed i nostri bambini conosciamo molto bene.

Sara Pietropaoli, volontaria di Italia Solidale

Approfondimenti : ITALIA SOLIDALE A COMINCIAMO BENE ESTATE (RAITRE), VENERDI' 17 SETTEMBRE, ORE 12:45
Giovedì, 16 Settembre 2010 00:00

Cominciamo Bene Estate, trasmissione in onda ogni mattina su Rai 3, ospiterà domani, 17 settembre 2010, Antonella Casini e Marco Casuccio, volontari di Italia Solidale. Nel loro intervento, previsto le ore 12,48, Antonella e Marco parleranno della proposta missionaria e culturale di Italia Solidale attraverso la loro esperienza di vita e in missione, in Italia e nel mondo, mostrando la base culturale del nuovo modo di fare missione e adozioni a distanza di Italia Solidale. Ad introdurli sarà un video che presenta, attraverso le immagini, l’esperienza del fondatore, P.Angelo Benolli e le concrete esperienze di sviluppo di vita e missione dei bambini e delle famiglie aiutate in Sud America, Africa e India, anche grazie alle adozioni a distanza di 20.000 donatori italiani.

L’intervento di Antonella e Marco, con alle spalle anni e anni di esperienza diretta nel combattere la fame del corpo e dello spirito nel mondo è particolarmente significativa in questi giorni in cui la FAO, nonostante rilevi un leggero miglioramento nella lotta alla fame, denuncia che l’obbiettivo è ancora molto lontano "… con un bambino che muore ogni sei secondi per problemi connessi con la sottoalimentazione, la fame rimane lo scandalo e la tragedia di più vaste proporzioni al mondo", ha detto Jacques Diouf, Direttore Generale della FAO. "Questo è assolutamente inaccettabile".

Italia Solidale – Mondo Solidale non fa teorie. Sono anni che, sia pur gradualmente e in mezzo a mille difficoltà, sta concretamente sconfiggendo la fame dello spirito e del corpo nel Sud del mondo ed in Italia, senza creare strutture od uffici, senza finanziamenti statali, ma attraverso il movimento di “persone per le persone”. Aiuta 2.000.000 di persone in tutto il mondo con 108 “Missioni Solidali” in Africa, Sud America ed India. Tutto questo in comunione con volontari (missionari e laici) di 20 tra Congregazioni e Diocesi e con 20.000 volontari donatori coinvolti in un nuovo modo di far missione e adozione a distanza. Alla base di questo impegno c’è la proposta di “Sviluppo di Vita e Missione”. Una nuova cultura di vita che permette ad ognuno di entrare nella propria storia, liberarsi dai propri condizionamenti e ritrovare la propria identità, la propria spiritualità per saper ben amare e ben lavorare in famiglie e comunità sussistenti e solidali. Questo è il frutto della vita e dei 50 anni di sacerdozio di p. Angelo Benolli.

Con questa base culturale, racchiusa anche nei libri e nei documenti di p. Angelo, l’adozione a distanza diventa un modo semplice ed efficace per “spezzare il cerchio” tra fame dello spirito e fame del corpo nel mondo, mettendo in relazione persone di diverse fedi e culture. Con “Italia Solidale – Mondo Solidale”, tutti sperimentano il “prestito solidale” che non è un prestito di soldi, ma di vita.

Le famiglie del Sud del mondo si riuniscono in piccoli gruppi dove, aiutati da questa cultura e da volontari locali formati da noi, vedono e risolvono insieme i loro condizionamenti interni ed esterni. Con questa base il denaro proveniente dalla solidarietà dei “volontari donatori” coinvolti (equivalente ad un caffè al giorno), gli viene dato in forma di piccoli prestiti economici attraverso cui realizzano piccoli imprendimenti. Le famiglie non restituiscono il denaro a nostre strutture bancarie, ma lo impiegano per aiutare altre famiglie vicine e lontane a fare il loro stesso percorso di sviluppo di vita e missione. Oggi ci sono “comunità solidali” dell’India che hanno “adottato a distanza” bambini di comunità dell’Africa e del sud America e viceversa. Ai volontari donatori il “prestito solidale” viene restituito attraverso le lettere che le famiglie del Sud del mondo scrivono e con cui li coinvolgono in questo processo di completa solidarietà. Così, anche in Italia, i volontari donatori stanno creando piccole comunità di “sviluppo di vita e missione” con cui si promuove la solidarietà e si superano tante sofferenze. In questo sentiamo di contribuire alla Chiesa Ecumenica, che è fatta di persone con Dio che amano come Cristo ha amato, a prescindere dalle differenze di confessione religiosa o di cultura.

Anche attraverso la RAI che ringraziamo profondamente, presentiamo la nostra esperienza perché oggi miliardi di persone soffrono, i bambini muoiono e la cultura di Sviluppo di vita e missione che noi sperimentiamo è un contributo decisivo per soddisfare la fame dello spirito e del corpo.

FAI ANCHE TU UN’ADOZIONE A DISTANZA!

Approfondimenti : Dies Natali di Suor Nancy Pereira FMA
Mercoledì, 14 Luglio 2010 00:00
Oggi Sr. Nancy Pereira FMA è “rinata” in cielo, una grande persona, una grande missionaria. Migliaia di poveri, bambini e famiglie, devono al suo cuore e alla sua carità, tutto l’amore e l’aiuto ricevuto. Era una persona tenace, voleva seguire l’esempio di Cristo che ha amato e servito nei più piccoli fino alla fine.
Ringraziamo Dio di averla conosciuta e di aver iniziato, attraverso di lei, a collaborare con le Suore Salesiane per il bene di migliaia di bambini e famiglie in India e Africa...

Questa collaborazione continua ad essere benedetta dal Signore, visto che oggi collaborammo con tante suore salesiane in 17 missioni in cui Italia Solidale è presente negli stati del Karnataka, Kerala, Assam , Andhra Pradesh e Sudan.
Per Padre Angelo Benolli, fondatore e presidente di Italia Solidale, Sr Nancy è sempre stata e sempre sarà “una PROVVIDENZA di DIO”! Noi tutti così la ricordiamo.

Grande anima, grande cuore, grande umiltà, al servizio di Dio e dei poveri.
P. Angelo Benolli e noi tutti volontari di Italia Solidale la ricordiamo nelle nostre preghiere e preghiamo per la missione comune che portiamo avanti in tutto il mondo con le suore salesiane, affinché ogni bambino e famiglia possano svilupparsi e crescere nell’amore, nella forza e nella carità come Dio vuole e Suor Nancy ha sempre voluto.

                                                               Suor Nancy Pereira F.M.A. e Padre Angelo Benolli O.M.V. (Bangalore, India 2007)

Approfondimenti : INTERVISTA A PADRE ANGELO A RADIO VATICANA
Giovedì, 01 Luglio 2010 00:00

Oggi giovedì 1 luglio su RADIO VATICANA, (105 mhz e in onde medie 585 khz) alle ore 11.30, all'interno del programma "InFatti" , ci sarà un intervista a Padre Angelo Benolli, fondatore e presidente di Italia Solidale sull'importante meeting Sud America Solidale - Italia Solidale, a conferma dell'opera di Dio in tutto il mondo.

Approfondimenti : Visita di Mons. Marin, arcivescovo di Popayan, al meeting internazionale di Italia Solidale
Sabato, 26 Giugno 2010 00:00

"Italia Solidale - Mundo Solidario è pienamente nella Chiesa, anzi, è proprio nel cuore di nostra Madre Chiesa poiché ciò che propone e sviluppa è giusto quel che vuole Dio: vivere il Regno di Dio dentro ogni persona." Così Monsignor Iván Antonio Marín López, Arcivescovo di Popayan, in Colombia, ha salutato ed accolto le quasi 200 persone riunite nel Meeting Internazionale Sud America Solidale Italia Solidale - Mondo Solidale.

Una realtà che già arriva a coinvolgere due milioni di persone nel continente latinoamericano, in Africa, India e Italia con 20.000 volontari donatori che con le adozioni a distanza sostengono famiglie e bambini. 

Iniziato il 21 giugno, il Meeting proseguirà fino al 26 giugno, con moltissime testimonianze: Grazie a questo percorso di sviluppo di vita e missione ora non ci sentiamo più schiavi affermano i rappresentanti delle comunità afrocolombiane, discendenti degli schiavi africani, già coinvolti con centinaia di famiglie. Stiamo riscattando le nostre famiglie e il nostro popolo indigeno raccontano altri delle comunità Nasa, popolo indigeno del Nord del Cauca, regione colombiana tra i fuochi di guerriglia, paramilitari e narcotraffico. Nella nostra favela, la più pericolosa dello Stato di San Paolo, solo attraverso questa proposta di Italia Solidale stiamo operando direttamente con le famiglie, affinché arrivino a vedere, affrontare e risolvere i mali che li colpiscono. E così testimoniano anche i volontari e le volontarie dell'Argentina: Finalmente stiamo trovando la nostra identità di persone, nella carità e superando gli ostacoli della nostra dolorosa storia, e possiamo accompagnare i poveri, tra cui molti nuovi emigranti, come i boliviani e i peruviani, che cercano speranza e opportunità nel nostro Paese. Speranza che si fa concreta mano a mano che si avvicinano a questo cammino ecumenico portato avanti con Italia Solidale anche nelle missioni argentine.
Dio vuole che qui ognuno di voi sia portatore del Suo Regno e questo può succedere con questo cammino di Italia Solidale ha detto Monsignor Marìn, ribadendo il suo invito a Popayan considerate la nostra una città aperta a questa realtà missionaria, un punto di riferimento per Italia Solidale, Sud America Solidale e per il Mondo Solidale, e per tutto il movimento di sviluppo di vita e missione fondato da padre Angelo Benolli.
Il sostegno dell'Arcivescovo colombiano si unisce a quello di altri Vescovi di Brasile, Argentina, Africa, Italia e del Pontificio Consiglio della Cultura.
Francesco Buda


Il saluto dell'arcivescovo di Popayan a Padre Angelo Benolli O.M.V.

Per contatti: segreteria 0039 06 6877999
Responsabili per il Sud America: Antonella Casini - Corrado Rossi
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Responsabile ufficio stampa Daniela Gurrieri
Per il Sud America: Francesco Buda - Celia Regina De Oliveira
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