Approfondimenti : Franco Scaglia, Presidente di RAICINEMA, ospite del Corso Mass Media
Lunedì, 24 Maggio 2010 00:00

DAGLI ANNI DEI SOGNI ALL’INERZIA DELL’ANIMA

Franco Scaglia, Presidente di RAICINEMA, al nostro Corso-Laboratorio “La persona e i mass media” parla a noi giovani della sua esperienza personale e della necessità di trovare risposte valide di fronte ad un mondo – specie in quello dei media – che con la sua “profonda devianza” ci fa perdere la nostra anima e la voglia di lottare per essa.

Il principio di inerzia afferma che un corpo permane nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme a meno che non intervenga una forza esterna a modificare tale stato. Ed è proprio così che Franco Scaglia, presidente di Rai Cinema, intervenuto lo scorso venerdì a Italia Solidale, nell’ambito del laboratorio “La Persona e i Mass Media”, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, descrive la nostra società attuale. Tra i tanti temi affrontati durante l’interessantissimo incontro, quali la sua storia da giornalista in Italia dagli anni ‘70, in paesi di guerra, come produttore cinematografico poi, Scaglia nella realtà attuale ricalca molto la componente personale, parlando di “inerzia dell’anima”. Quella che viene da dentro, anche se non per colpa, proveniente da sofferenze prima di tutto in famiglia, poi sul lavoro e nei mass media. Per far comprendere meglio a noi giovani, inizia a parlarci della sua storia. “Quando ero giovane se avevi un minimo di valore personale, avevi la possibilità di diventare un giornalista, con tanto di stipendio, di cose da dire e la possibilità per farlo; poi la gioia di tornare a casa, per me, quel tempo dedicandomi alla lettura, e poi la sera, prima del riposo, c’era anche il tempo di coltivare la propria spiritualità”. Invece adesso ci ritroviamo con lavori che, semmai si trovano, hanno perso il loro significato, famiglie divise, e la televisione che fagocita il tempo e le energie della sera con tutto il contrario di ciò che è etico, morale e professionale. Il risultato è questa grave situazione in cui il modello economico vince sulla persona, sulla sua anima, rendendola inerte.

Il Dott. Scaglia ci ha anche raccontato di come questo male si insinua a partire dai più puri, dai più indifesi, dai più malleabili: i bambini. In una delle sue esperienze all’estero, a Gerusalemme, ha visto come, a partire dalle scuole, i bambini palestinesi e israeliani vengono divisi, impedendone la reciproca conoscenza e accettazione; o come i bimbi palestinesi vengono cresciuti a pane e odio portati a visitare da soli, senza le madri, i padri carcerati nel deserto. “Il bambino – aggiunge il presidente di Rai Cinema – viene sempre deviato da qualcosa che gli arriva addosso, colpendolo e lasciandogli dentro grandi ferite”. E per fare esperienza di questo non c’è bisogno di andare a Gerusalemme. È su questo che Scaglia ci ha ringraziato, dicendo che “i gruppi come il nostro hanno una profondissima utilità morale”, perché, come ha poi sottolineato P. Angelo Benolli, presidente e fondatore di Italia Solidale presente all’incontro, partiamo dal bambino, dalla Creazione in ognuno di essi, ed entriamo nelle ferite inconsce per rispondere in modo risolutivo a tutto questo male, provocato da tanti inganni e falsità secolari di mancanza di cultura rispettosa della vita e del suo ordine creato da Dio. “L’inerzia – ha concluso Scaglia – è figlia di questo mondo. E siete voi giovani che, uscendo dalla vostra inerzia e battendo i pugni, dovete far aprire le braccia a quel mondo e riportare la vita al suo posto”. Ma come si può uscire e far uscire dall’inerzia, o da quell’essere “Poltiglia e mucillaggine” come il Censis ha definito la società italiana? Durante l’incontro P. Angelo ha accennato alla sua esperienza di cinquant’anni a sostegno di persone di ogni tipo, grazie alla quale ha potuto finalmente trovare una cultura che parte dalla vita, la coglie nella sua meravigliosa essenza, e traccia il cammino per arrivare a recuperarla, rispettarla e viverla in pienezza. Una cultura che aiuta concretamente ciascuna persona a risolvere i mali inconsci personali, per poi vedere, affrontare e risolvere anche i mali esterni.
Anche per noi giovani è una grande chiamata. Questi contenuti di vita ci sono, le energie e la voglia di comunicarli pure…..le necessità di tanti giovani come noi ce lo impongono...non possiamo più aspettare.

Sara Pietropaoli giovane tutor al corso “La persona e i mass media”

Approfondimenti : FRANCO SCAGLIA, Presidente di RAICINEMA, ospite del Corso Laboratorio La Persona e i Mass Media
Giovedì, 13 Maggio 2010 00:00

 FRANCO SCAGLIA, Presidente di RAICINEMA, ospite del Corso Laboratorio La Persona e i Mass Media

Venerdì 14 maggio FRANCO SCAGLIA, Presidente di RAICINEMA sarà ospite del "Corso Laboratorio La Persona e i Mass Media". L'incontro, che avrà inizio alle ore 18,30, sarà un confronto sui temi cari al Laboratorio e sempre più attuali, come il rapporto Persona-Mass Media in una società come quella Italiana sempre più sofferente nello spirito e nel corpo, definita dal Censis "Poltiglia e mucillagine" a significare la grave perdita di identità e carattere delle persone e il grande senso di disorientamento culturale in cui siamo immersi. Questi incontri, come tutti gli altri delle precedenti edizioni, si prefiggono non solo di fare un'analisi, ma anche di tracciare un possibile percorso, nel confronto con gli innovativi contenuti culturali di Italia Solidale, perchè i mass media possano davvero essere uno strumento a servizio dell'uomo, non contro di esso.

 

Approfondimenti : Pillola abortiva, legge 194… ma NOI come la mettiamo con la VITA?
Giovedì, 13 Maggio 2010 00:00

Pillola abortiva, legge 194…

ma NOI come la mettiamo con la VITA?



Sono a casa, perché malata con l’influenza virale intestinale che ha mietuto anche me tra le sue migliaia di vittime. Riesumata dal letto decido di fare zapping in tv per non rimanere del tutto tagliata fuori da ciò che succede nel mondo. E cosa succede? Accendo il canale 2 e trovo parlamentari, dottoresse e donne varie dello spettacolo che parlano di 2 fatti principali, inconsapevolmente messi a confronto:
- una donna muore dando alla luce 2 bambini gemelli durante il parto;
- nello stesso tempo un’altra donna prende per la 1° volta in Italia la pillola abortiva RU 486 a Bari.
Tutta la trasmissione è incentrata sul fatto che seppur la legge preveda che la pillola abortiva sia presa in ospedale con 3 giorni di degenza, la donna in questione invece ha firmato ed è tornata a casa. Questo getta tutti nel panico: non sarà assistita nel momento di “espellere il corpo estraneo”, come farà da casa a sapere se il suo utero sia completamente “disabitato dal corpo estraneo”... cioè dal bambino. E poi ancora si chiedono: “per la donna è meno doloroso andare sotto i ferri o prendere la pillola?”, “in America già da anni preferiscono la pillola abortiva così non deve fare l’anestesia”!
E già, perché effettivamente quando si porta un esserino nuovo in grembo, sapendo che questo dovrà perire, il problema della donna effettivamente è proprio come soffrire corporalmente di meno!!
Tutto ciò ad un certo punto mi provoca dei profondi brividi alla schiena e anche agli intestini, e subito comprendo che non è l’influenza che torna a colpirmi, ma ciò che lo provoca è l’assoluta mancanza di rispetto, il grande materialismo e la freddezza e superficialità con la quale parlano della morte di una nuova vita come se tutto ciò fosse una bazzecola!
Nessuno si sofferma a parlare di quella ferita indelebile e invisibile che per sempre si cucirà addosso all’anima e al cuore di quella donna, che solo lei e Dio sapranno quanto ancora in futuro la farà soffrire. Quella è l’anestesia più brutta, non sentire più la tua anima e la tua vita pulsarti dentro. Ma di questo certo non si parla, altrimenti si potrà essere tacciati per moralisti, religiosi, o per carità: cristiani.
Il fatto è, che non c’entra essere cristiani o non cristiani, il fatto è riconoscere o non riconoscere la vita che di fatto c’è e che non l’abbiamo creata noi umani.
Nessuno sa le motivazioni e i drammi profondi che hanno portato la donna di Bari ad usufruire di questa pillola che elimina, di fatto, la vita da dentro il suo ventre e nessuno la giudica, neppure io, che ho appena 27 anni ma che di bambini riportati alla vita ne ho visti e ne vedo tanti ogni giorno.
La questione quindi, non è la pillola abortiva o andare sotto i ferri, non è la degenza o la non degenza all’ospedale, la questione è: siamo al giorno d’oggi in grado di rispettare e servire la VITA dentro e fuori di noi, per come è?
La vita o si vive o si paga, è già scritta in noi ed è fatta per essere goduta nel suo ordine e nelle sue leggi naturali. Niente deve essere inventato o creato dall’esterno, Dio ha già messo tutto dentro di noi, va solo visto, servito e tirato fuori. La vita non è come noi la pensiamo, è così come è, e se non la si serve, non la si gode e sempre la si paga.
Inoltre le cellule nervose registrano tutto ciò che si sperimenta e non cambiano, quindi tutto il passato, anche l’aborto e altro, inconsciamente è sempre presente, e sempre disturba il proprio carattere, il sesso, i nervi, il corpo e la mente. Se oggi in Italia il 50% delle famiglie si divide, e il 50% ormai ha dentro di se il cancro è perché si crede di vivere senza il rispetto della vita o addirittura con l’uccisione di un bambino.
Alessia Parisi
volontaria di Italia Solidale - Mondo Solidale
Approfondimenti : Per una festa della mamma piena di amore e vita
Venerdì, 07 Maggio 2010 00:00

Per una festa della mamma piena di amore e vita

Domenica 9 maggio su RAI TRE, alle ore 7.30, all'interno del programma MAMME IN BLOG , ci sarà un servizio-intervista a Mia Caforio, volontaria di Italia Solidale, che parteciperà assieme a tre dei suoi figli. Come mamma-lavoratrice darà una testimonianza di quanto un'adozione a distanza fa bene alla famiglia.
In questo giorno particolare ci auguriamo che tante mamme possano accogliere questo messaggio di amore diventando mamme speciali a distanza e ringraziamo la RAI per questo ulteriore contributo a favore della vita.