Approfondimenti : Quel libro si chiamerà "Angelo"
Friday, 11 October 2013 00:00
Quel libro si chiamerà "Angelo"
Il libro che gli ho promesso che scriverò con tutte le mie forze
con tutta la mia fede, con tutto il mio amore, con tutta la mia anima

 

Il regalo, è il libro che scriverò
Il libro che gli ho promesso che scriverò con tutte le mie forze, con tutta la mia fede, con tutto il mio amore, con tutta la mia anima.
Andrò a Malga Zures e con suo fratello Serafino berremo del buon vino e rideremo tanto insieme, quando mi parlerà all’orecchio delle storie della vita del fratello che amava. Sarò insieme alle sue montagne, e mentre sentirò tossire Dio, scriveremo tutti insieme quel libro.
Quel libro, si chiamerà “Angelo” e basta.
Quando Dante chiese a Virgilio “Perché sono qui? Io non sono Enea, e non sono neanche S. Paolo che cosa ci sta a fare uno che scrive di belle ragazze nei 3 regni dell’Oltretomba?”
“E’ perché tu lo veda, ed è perché tu lo dica” gli rispose Virgilio. Perché tu veda “gli spiriti dolenti” dell’inferno, gli inganni che li hanno afflitti e li denunci, perché tu veda la penitenza delle anime del Purgatorio, e la Luce di Dio riflessa in Paradiso, e racconti queste cose agli uomini rendendoli partecipi …”
E mi viene un po’ da piangere, e un po’ da ridere.
Io ero solo un ragazzo che scriveva le poesia alle ragazze che gli piacevano al liceo, che avrebbe voluto chiudere gli occhi innanzi all’Inferno che viveva e vedeva ogni giorno. Quanto dolore, quanta morte, quanta tenebra… scrivevo per non morire e oggi mi ritrovo qui.
Ho avuto la grazia di conoscere intimamente Padre Angelo Benolli da tutta la vita, l’ho visto incontrare una persona dopo l’altra per 8 ore al giorno, parlare ai volontari di Italia Solidale, sciare, mangiare, riposare, coltivare, giocare a calcio, scrivere, cogliere le Stelle Alpine, parlare di Niki Lauda, Coppi e dell’Inter di Corso e Jair. Ho visto e conosco molte delle persone che sono state salvate da Dio attraverso di Lui, che oggi testimoniano nel mondo la vita che hanno ricevuto, ho visto cosa sta avvenendo in Africa, in India, in Sud America, ci sono personalmente stato. I miei occhi hanno avuto la grazia di vedere tutto questo… ho visto l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso e non so se valgo Dante Alighieri, ma so di per certo che lo racconterò.

Scriverò quel libro, e sarà un modo per continuare a restituire alla vita che oggi ringrazio Dio di aver creato 82 anni fa, la vita di Angelo Benolli.
Grazie a Dio che ha creato tutto, ed ha creato te Angelo.
Grazie a te per essere andato fino a dove si vedevano solo cielo e neve, e per aver posto la tua vita prima di ogni falsità. Grazie per averla difesa da ogni inganno, tirando i panni giù dalla finestra a tua madre, essendo ateo, facendo il giustiziere.
Grazie ad Alessandro Manzoni, alla letteratura vera italiana, e grazie al giustiziere Ludovico diventato Fra Cristoforo che significa “portatore di Cristo”… grazie a lui per averlo portato nel tuo cuore, e a te per averlo colto.
Grazie per ogni fase della tua vita, forse nemmeno te ne accorgi, dici sempre “avevo un sacco di gente che veniva da me” e venivano perché amavi. Grazie a Dio per averti chiamato e a te per aver risposto, grazie di aver tenuto fede a te stesso, la tua vocazione, il fuoco della vita sbaragliando ogni falsità, anche religiosa, durante tutto il tuo sacerdozio.
Grazie P. Angelo per non aver mai sopportato la violenza di una spiritualità codificata che uccide la vita, e grazie allo Spirito Santo per aver fatto leva su questo accompagnandoti da uomo e da uomo di Dio, nei meandri inconsci dell’essere umano. Grazie per aver ancora meno sopportato una scienza che è secca, meccanica e arida che uccide forse ancora di più e grazie a Maria e Dio che t’hanno dato una pacca sulla spalla dicendo “finalmente!” quando hai preso scienza e fede e gli hai fatto far l’Amore sotto il cielo e le stelle!
Grazie per il bambino nato da quell’amore: bambino con gli occhi forti e veri, con lo sguardo incavato e vissuto, pieno d’amore e pieno di forza: bambino che entra nel sangue, Spirito che pulsa nelle vene di ogni essere umano disponibile ed umile.
Grazie allo Spirito Santo che, attraverso questo bambino, propone all’uomo una via vera di vita per capire la vita, l’inconscio, Dio nell’inconscio, il diavolo nell’inconscio, come me ne libero e come amo, come vivo e come canto!
Grazie allo Spirito Santo e a Dio per aver detto a tuo zio “portalo tra i bambini”, grazie a te per non esserti mai accontentato dicendo “vabbè … almeno avranno un po’ di pane” e grazie allo Spirito che ha usato questo carattere per portare alle genti di ogni dove una nuova, necessaria, pulsante di vita esperienza viva per vivere!!!
Grazie a nome di ogni essere umano Padre Angelo, che oggi combatte per la libertà con questa nuova e necessaria arma per collegare Dio alla propria vita!
E come dicevo prima, questo è solo un assaggio. Ho visto l’Inferno nel dolore umanamente non raccontabile di avere continue attese di vita pugnalate da droga, integrazione, sesso assurdo, bugie, falsità e tradimenti. Ho visto il Purgatorio nel cammino di due milioni di persone tra cui io, un Purgatorio libero e nuovo, basato non su codici e precetti ma sulla vita … Ho visto il Paradiso negli Occhi di Sole del bambino July, figlio di una ragazza kenyota nata a Nyeri nel 1989, che l’ha potuto avere solo perché ha incontrato Gesù, ed ha incontrato Gesù solo perché lo Spirito Santo ha usato la vita che oggi festeggiamo ed a cui dedico “Angelo”, il libro che scriverò raccontando agli uomini tutto quello che lo Spirito m’ha fatto vedere.

 

Giacomo Fagiolini a nome di ogni essere vivente

Approfondimenti : “E tutto è Vita” L’abbraccio a Padre Angelo Benolli
Friday, 11 October 2013 00:00

“E tutto è Vita”

L’abbraccio a Padre Angelo Benolli

 

SINAPSI

Sono grande, mio Signore,
nell’infinito piccolo di amore
che prima di ogni tempo hai preparato
per farne parte a me.

Ed ecco allora qui
l’Anima mia,
lo Spirito,
la Luce della via,
ripetono a misure di ogni grado
la volontà del Padre.

Facciamo io e Te sinapsi.
Scambiamo, uniti insieme.
Da Te viene quel tutto
perché sia festa al sesso, ai nervi e al cuore,
fino alla mente
viva oltre il dolore,
risorta e sana dalla verità.

Grazie Padre Angelo, con tanti auguri

 

Pietro Maroncelli, volontario donatore di Latina

Approfondimenti : “Carissimi donatori e tutti, domani 11 ottobre Padre Angelo compie 82 anni”
Thursday, 10 October 2013 00:00
“Carissimi donatori e tutti, domani 11 ottobre Padre Angelo compie 82 anni”
Partecipiamo a lui godendo e trasmettendo l’immenso dono
della nuova cultura di sviluppo di vita e missione

 

“Dio Creatore, crea il bambino “con-creatore e con-redentore”. Questa è la vita che Dio ha posto in ogni persona. Questa Vita che viene da Dio, nonostante la salvezza offertaci da Cristo venuto da Maria, non era stata mai vista, ne rispettata nei secoli. C’è sempre stata la dipendenza dell’uomo dall’uomo. Per questo si sono sviluppati i condizionamenti negativi secolari per cui ogni persona è colpita nel carattere, nella fede, nel sesso, nella creatività e i bambini muoiono di fame dello spirito e del corpo. Il nostro meraviglioso pianeta è arrivato al capolinea!
Dio voleva salvarci da questi inganni del diavolo ed ha potuto finalmente agire attraverso Padre Angelo Benolli che non si è adattato mai all’ “andazzo” millenario della dipendenza dell’uomo dall’uomo. In 82 anni di vita e 54 anni d’impegno sacerdotale, missionario, antropologico e scientifico, Padre Angelo si è mantenuto coerente, senza adattarsi neanche alla fede staccata dalla vita o alla scienza staccata da Dio e dall’anima. Ha cercato solo lo Spirito che Dio ha creato, che la croce di Cristo ha salvato e che la Madonna aveva pienamente testimoniato. Così, con la Grazia dello Spirito Santo, incontrando quotidianamente per almeno 8 ore al giorno, persone e persone, ha potuto operare una svolta antropologica e ripartire dalla creazione, dal bambino, che è una novità assoluta, con energie uniche ed irripetibili, che ha bisogno d’amore che è solo rispetto e scambio di rispetto di tutte le forze dell’albero della Vita che Dio ha posto in ognuno. Questa realtà che è di ognuno, è sempre stata cercata, ma mai trovata! Su questo fondamento Padre Angelo ha sviluppato una completa antropologia che ha poi manifestato nei suoi 9 libri e nei suoi tanti documenti, particolarmente nel “Carisma da vivere e proporre e nell’Economia nel Carisma. Grazie a questo Spirito milioni di persone nel mondo stanno uscendo in Cristo dagli inganni, ritrovando sé, Dio, l’amore agli altri e sono sussistenti e solidali



L’economia nel Carisma, applicata da centinaia di migliaia di famiglie, comunità e zone nelle 125 missioni solidali dell’Africa, India e Sud America, ha già superato l’economia capitalista. Un segno è che oggi, grazie alle adozioni interstatali fatte dalle 10 comunità di ogni zona solidale, si sono salvati migliaia di bambini. E’ un’immensità di Grazia che certo è molto più grande delle poche parole che esprimo qui.
Oggi questa immensità è donata a noi perché la viviamo e la trasmettiamo ad un’umanità che sta aspettando questa luce per non morire! L’unico modo di mettere a frutto questo immenso dono è essere “bambini, con-creatori e con-redentori”: testimoni umili ma completi di questo Carisma, con la nostra famiglia e ovunque attorno a noi. La vita è vera se siamo testimoni ovunque ed in ogni momento, fino a dare il nostro corpo e sangue come e con Cristo. La vita chiama ognuno ad esprimere nell’amore, con Dio, il proprio carisma personale. Grazie a questo carisma di sviluppo di vita e missione finalmente è possibile fare un cammino nella propria storia e nel proprio inconscio per arrivare a questo! Approfittiamone. Leggiamo i libri di Padre Angelo, per scoprire e manifestare la nostra potenza di vita nell’amore. Così salviamo i bambini e l’intera umanità. Così possiamo veramente festeggiare insieme il compleanno di Padre Angelo! Chi volesse inviare messaggi e preghiere di auguri può farlo all’indirizzo mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..">This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.. Grazie Padre Angelo e tanti Auguri!

 

Antonella Casini per i volontari di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “Buon Onomastico Padre Angelo!”
Wednesday, 02 October 2013 00:00

“Buon Onomastico Padre Angelo!”

Grazie per non aver mai potuto accettare le tenebre e le nebbie
ed aver portato la luce di Dio in ogni uomo

 

Dicono che Lucifero fosse il più bello degli angeli. Creato per portare la luce di Dio negli angoli remoti dell’Universo, s’innamorò della sua luce, gridò a Dio che non lo avrebbe più servito ed oggi porta la sua luce, che è bugiarda, staccando gli uomini da Quella Vera che avrebbe dovuto portare nel buio.
Dicono che Michele in realtà, non fosse il più bello degli angeli, né il più forte, né il più grande, ma che Dio lo avesse scelto per combattere Lucifero perché era l’angelo più umile e più in relazione con Lui.
Se penso al mio angelo custode, credo sia davvero stato formidabile per come mi ha sempre difeso dal male. Se penso agli angeli mi dico che è vero, non li valutiamo a sufficienza e non li valutiamo perché non Ci valutiamo. Dipendiamo, ci ribelliamo, ci arrabbiamo, ma mai viviamo la nostra vita nella libertà che merita.
Oggi mi è stato chiesto di scrivere un augurio per l’onomastico di Padre Angelo Benolli da parte di tutte le persone che si impegnano nella missione della vita, di tutte le persone coinvolte in Italia Solidale - Mondo Solidale. Non posso non pensare agli inganni di cui eravamo vittime, le sofferenze che ci impedivano e mi dico che i nostri angeli custodi sono davvero in gamba. Si vede chiaramente che possiamo usufruire di un’arma che gli esseri umani affidati agli altri angeli non hanno a loro disposizione, un’arma che viene da uno che oggi festeggia perché porta il loro nome.
Auguri Angelo, da parte di tutti, e grazie. Grazie di aver sentito la tua luce, la tua immensa dignità, grazie per averla sempre manifestata e difesa, nutrita e scambiata. Grazie di aver fatto il contrario di quello che ha fatto Lucifero, brillando talmente tanto da scordarti della tua di luce e vedendo la luce di Dio nei meandri profondi di ogni persona.
Grazie per non aver mai potuto accettare le tenebre e le nebbie, ed aver portato la luce di Dio in ogni uomo incontrato; una strada di vita e una cultura perché ogni persona viva la propria libertà, riceva e viva l’Amore di Dio, s’incontri e scambi l’amore con gli uomini, distruggendo il male e il maligno che promette luce ma offre tenebre e morte.
Grazie all’Angelo con gli occhi da leone che non s’è mai arreso, che è rimasto lì e ha combattuto, ha creduto, ha trovato, ha visto e ha proposto un modo vero di vivere.

 

Giacomo Fagiolini per i volontari di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “Le nostre energie per collaborare con Dio”
Wednesday, 02 October 2013 00:00

“Le nostre energie per collaborare con Dio”

Molti stanno male ma non trovano un aiuto vero. Dio è Padre e vuole che partecipiamo per vedere e risolvere i mali inconsci

 

Moltissime persone, moltissime famiglie, anche quando chiedono aiuto non si sentono capite e aiutate. Oggi, il 70% dei giovani italiani afferma di non avere più punti di riferimento e di scambio. Un gruppo di diciottenni che incontro testimoniano che, prima dei nostri assidui incontri, non si erano mai trovati con se stessi, con gli amici, in famiglia e nella scuola.
Questi problemi di solitudine personale e di scambio interpersonale sono comunissimi. Tutte queste problematiche che investono lo spirito, l’anima, il sesso e le relazioni, non si possono risolvere con ragionamenti, con leggi, con preghiere superficiali o con raccomandazioni. è necessario essere molto in alleanza con Dio e pregare, ma pregare sulla realtà e con completa fede.
I mariti, le mogli, gli educatori, i preti, gli psicologi che non sono completamente risolti nei loro problemi personali, come possono risolvere i problemi delle altre persone? Cristo può risolvere tutto, perché è risolto. Chi è in problemi personali e relazionali, li può risolvere solo se trova Dio e delle persone mature, competenti, ricche d’amore e concrete, come ha bisogno. Dio è grande, ci vuole persone. Se ci crea senza di noi, non ci salva senza di noi. Dio è Padre, non ci vuole plagiati. Sa che, se non c’è la nostra energia personale, tutto è sempre violento e vano. Per questo ci dà tutte le possibilità di salvezza amandoci fino alla croce, ma non si sostituisce a noi.
Benedetto Iddio che è tanto differente da quasi tutta la cultura umana la quale, il più delle volte, presume di amare travolgendo le più intime energie della persona. Dio ha dimostrato questo travolgimento e non lo vuole, allo stesso tempo però, da tutto il Suo amore risulta quanto Lui e tutta la vita esigano la più completa, morale e fedele collaborazione e preghiera. Questa è la vocazione e la vera dignità di ogni persona. Se esistono ancora tanti disordini e tante sofferenze non è certamente perché manca la forza, lo spirito, la sapienza e l’amore di Dio, ma perché è ancora molto carente una cultura di collaborazione completa e seria. Manca specialmente la collaborazione nel vedere, valutare, amare e risolvere tanti mali inconsci che condizionano ogni persona. Spesso questi mali non si vedono o non si vogliono vedere. Anche quando si vedono, non vi è la cultura umana e cristiana per risolverli. Molti educatori delegano tali problematiche agli “specialisti”. Molti altri si ostinano a negarle e pretendono di risolverle secondo la loro “mentalità” e non secondo la realtà. Per questo molte persone, anche se si impegnano, non vengono a capo di nulla, anzi spesso peggiorano. Perciò a novembre la Scuola per i promotori di Sviluppo di Vita e Missione di Italia Solidale

Padre Angelo Benolli (Fondatore e Presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale)

 (dal sito ioacquaesapone.it)

Approfondimenti : “Il lavoro più bello (e duro) del mondo”
Wednesday, 02 October 2013 00:00

“Il lavoro più bello (e duro) del mondo”

Intervista a Davide De Maria, 32 anni, Promotore di Vita di Italia Solidale.
Il Promotore di Sviluppo di Vita è una nuova professione che sta interessando non solo i giovani

 

Da quanto tempo fai il Promotore?
"Ho conosciuto Italia Solidale nel 2006, quando avevo 24 anni, e sono diventato Promotore da fine 2007, quindi sono 7 anni che vado in missione, ed ultimamente mi sto concentrando in Kenya".
Cosa ti ha portato a fare questa scelta?
"La vita, l'amore, era quello che cercavo. Ho sempre sentito in me una ricerca di vita, che poi mi ha portato ad essere Promotore, anche se non era nei miei piani diventarlo. Quando ho conosciuto l'associazione cercavo solo di aiutare me stesso, ma poi ho visto che per aiutare me dovevo aiutare gli altri".
Come hai conosciuto Italia Solidale Onlus?
"Attraverso internet e il servizio civile. In quel periodo studiavo cooperazione internazionale all'università, perché ho sempre sentito dentro di voler dare una mano agli altri, ma studiando vedevo che facevo tutto tranne qualcosa di concreto per la vita. Poi un giorno mi sono detto che dovevo trovare qualcosa di reale, mi sono messo un pomeriggio su internet, cercando associazioni che si muovevano in questo senso. Non so per quale motivo, all'epoca neanche credevo, quando ho visto la home del sito di Italia Solidale e ho letto “Gesù è grande” - una cosa che avrebbe dovuto darmi fastidio in quanto ateo convinto - sono rimasto colpito. Quindi ho preso il numero di telefono e ho fatto la domanda per il servizio civile, senza sapere bene come si lavorasse lì".p>

Come ti sei preparato per questo lavoro?
"Penso di non essere mai stato pronto in realtà! Scherzi a parte, sono arrivato qui convinto di andare a fare qualcosa di concreto per i bambini, come scaricare i sacchi di cibo, costruire pozzi o ospedali, in realtà piano piano ho capito che la missione che si faceva qui partiva prima di tutto dal rispetto della vita. E che la prima che dovevo rispettare era la mia. Perché io sono arrivato in associazioni a 24 anni e da una parte avevo una potenzialità immensa, dall'altra invece stavo male nello spirito e nel corpo, ero circondato da amici superficiali, bevevo, un disastro! Quindi prima di tutto ho capito che il primo bambino che dovevo salvare non era né in Africa, né in India, né in Sud America, ma era dentro di me".
E allora cosa hai fatto?
Ho cominciato un mio percorso personale, aiutato dalla Scuola Quadriennale di Sviluppo di Vita e Missione, nella quale viene approfondita la cultura alla base di tutto il movimento di Italia Solidale. Ho cominciato ad incontrare ogni mese i donatori della Calabria ed a parlare con loro di vita e missione. Ho formato una comunità qui con altri giovani, incontrandoci una volta a settimana, proprio come fanno nel Sud del mondo, e leggendo i libri di Padre Angelo. E tra questi ragazzi c’era anche Sara che poi è diventata mia moglie (anche lei è Promotrice in Africa e per questo si sono sposati in Kenya nel 2011 - ndr). E poi, con questa base, sono andato in missione a dare la mia testimonianza e non a costruire cose, e cominciando questo lavoro anche qui dall’Italia, relazionandomi con i Promotori africani nelle missioni ogni settimana, tramite conferenze Skype.
È un'esperienza che chiunque può fare?
"Penso che tutti noi siamo creati per essere Promotori, perché siamo creati per amare, non esiste una persona non predisposta all'amore, con la giusta preparazione ovviamente".
In ogni modo, siete chiamati a fronteggiare situazioni non facili.
"I grandi mali dell'Africa sono l'alcolismo, la violenza e la morte infantile: ogni giorno muoiono circa 22mila bambini di fame. In questi 7 anni ho visitato tante missioni in Africa, sono stato in Etiopia, in Kenya, in Tanzania ed ho visto che, anche se le persone sono forti e ricche di potenzialità, questa è schiacciata dalle mille negatività che ha vissuto l'Africa, dal colonialismo alla schiavitù, che hanno reso le persone passive, chiuse e dipendenti. Dal deserto dei Turkana ai posti fertilissimi della East Valley, dalle baraccopoli di Nairobi alla terra ricca di Ithanga, i bambini muoiono non perché non c'è cibo, ma perché non ci sono due genitori forti che si occupano dei loro figli".
E quindi come risolvere questa situazione?
"Partire dalla valorizzazione della meraviglia della persona. Ho conosciuto un uomo a Kalokol due anni fa che, dopo aver vissuto una vita nell’assistenza data dagli aiuti internazionali, era arrivato a pensare che curare suo figlio, che stava morendo di fame, non era più responsabilità sua. Era perso tra alcol e violenza, che scaricava sulla famiglia. Grazie poi all'incontro con uno dei nostri missionari di Italia Solidale nella missione di Kalokol, questo uomo è stato sostenuto a vedere i suoi inganni personali e, con l'adozione a distanza di suo figlio, ha cominciato a vendere verdure. Quest'uomo in poco tempo ha ritrovato sé, il suo ruolo nella famiglia, ha cominciato a rispettare la moglie e i figli. Adesso hanno un negozio ed ha adottato con la famiglia un bambino a distanza. Questa storia è il simbolo dell'Africa: di come può essere distrutta, ma anche di come è capace di risorgere".
Anche la tua vita è cambiata da quando sei Promotore.
"La mia vita è concretamente cambiata. Prima non riuscivo a relazionarmi con nessuno, se non attraverso l'alcol, non riuscivo ad esprimermi, stavo perdendo i capelli ed ero sempre ammalato allo stomaco. Ora sto bene, sono felice, ho un sacco di begli amici, sono gioioso, sono sposato e contento di esserlo, e ho fatto molti altri passaggi concreti nella mia vita. Ed è quello che oggi i giovani cercano. Perché non vengo da una storia particolarmente complicata o da una famiglia schizofrenica, ero un ragazzo normale con una famiglia normale, ma la sera arrivavo a casa, chiudevo la porta e mi sentivo profondamente infelice. Volevo fare qualcosa di nuovo, ma non ci riuscivo. Oggi invece quando vado a letto la sera sono gioioso, sono contento di quello che faccio. Sento il mio bambino, il bambino Davide, che ride finalmente".
A chi consiglieresti di diventare Promotore?
"A tutti, perché tutti ne abbiamo bisogno, non per fare carità benevola, ma per aiutare se stessi e nutrire la meraviglia che siamo. In particolare penso ai giovani, perché se a 24 anni non avessi incontrato questo tipo di realtà non so se sarei ancora vivo, sarei morto di malattia o nello spirito, diventando un impiegato chissà dove.
Ci sarà un motivo per cui i ragazzi sono pieni di dipendenze: alcol, gioco, sesso, internet! Cerchiamo qualcosa che ci soddisfi, ma non possiamo nutrirci di cose che ci fanno ancora più male. Ci servono cose vive, vere, e la missione è vera. Ed essa è anche qui, promuovendo la mia vita, quella dei bambini, del mio vicino di casa, della mia famiglia, della mia comunità ogni giorno".

Alessandra Manni

 

 


(dal sito ioacquaesapone.it)

Approfondimenti : Non possiamo ignorare che l’umanità si sta suicidando,mentre crede di star bene, perché non ha l’inconscio e non ha un’Antropologia completa
Tuesday, 01 October 2013 00:00
Non possiamo ignorare che l’umanità si sta suicidando,mentre crede di star bene, perché non ha l’inconscio e non ha un’Antropologia completa
 

 

Quest’anno in 71 volontari laici, accompagnati da molti donatori, abbiamo avuto la grazia di vivere l’esperienza della missione, sul fondamento immenso del “Carisma da vivere e proporre” e dell’”Economia nel Carisma”. Questi due documenti sintetizzano l’antropologia nuova e completa sviluppata da Padre Angelo Benolli, con la Grazia dello Spirito Santo e il suo grande impegno di sacerdote, scienziato, antropologo e missionario. Padre Angelo ha espresso questa Antropologia in modo completo nei suoi 9 libri che invitiamo tutti a leggere. Su questi libri le famiglie nel sud del mondo s’incontrano tutte le settimane e recuperano gradualmente la propria identità, la propria fede e quindi la capacità di amare e lavorare bene. Questo è accaduto anche a noi e sta accadendo sempre più in tutta Italia. Questa esperienza grandiosa di comunione sul Carisma con migliaia di bambini, famiglie, comunità di tutto il mondo, ci ha fatto toccare ancora di più con mano la grandiosità e la completezza di quest’Antropologia. Ci siamo immersi ancora di più nella realtà immensa del bambino che, nei primi 30 giorni, è solo con Dio, con creatore e con redentore con Lui nell’Amore. Abbiamo visto ancora più forte che il bambino incontra da secoli tutto il contrario alla propria dignità e per questo miliardi di persone sono condizionate, hanno malattie, si separano, milioni di bambini muoiono di fame dello spirito e del corpo e il mondo è pieno di guerra. Proprio nelle situazioni concrete, a volte di difficoltà, incontrate nelle missioni, abbiamo avuto un’altra forte occasione di constatare che questa realtà del “bambino” è in ognuno di noi e che la dobbiamo esprimere e mantenere ogni momento, rompendo ogni dipendenza secolare “costituita”, per essere, risolvere, vivere e far vivere e avere una vera fede.

E’ sempre più chiara la Grazia di questa cultura di vita che scopre finalmente l’inconscio e che, con lo Spirito Santo, entra negli inganni secolari dell’uccisione “istituzionalizzata” del bambino, della dipendenza considerata “amore e bontà”, della morte considerata vita. Così vediamo le fissazioni nelle nostre cellule nervose e la dimensione esatta della nostra croce che è nell'inconscio e senza la quale non possiamo incontrare Gesù, ne l’immensa maternità di Maria. Penso che noi tutti, insieme, 2.000.000 di persone, possiamo innalzare a Dio un forte grido dicendo con tutta l’anima: “GRAZIE!!” Questo Nuovo Sapere e Nuovo Potere è la vita e la salvezza dell’umanità oggi. Non siamo ancora perfetti come testimoni, ma dobbiamo esserlo e mantenerci “bambini” ogni momento, leggendo i libri di Padre Angelo, meditando, pregando, vedendo e facendo fuori i le difficoltà nostre e degli altri. E’ l’unico modo di vivere veramente il Carisma, perché il bambino nei primi 30 giorni “non parla”, ma è con creatore e con redentore. Questa è la nostra Vita e questa è la nostra sessualità e questa è la nostra salute. Proprio in mezzo alle difficoltà degli inganni secolari contro Dio e contro il bambino, che, con l’Antropologia, incontriamo Cristo, la Madonna, noi stessi bambini e gli altri nell’amore.
Padre Angelo ci richiama con forza ad essere svegli, concreti, nella missione nelle regioni e nel Sud del mondo. Non possiamo infatti ignorare che l’umanità si sta suicidando mentre crede di star bene, perché non ha l’inconscio e non ha un’antropologia vera e completa.
In questo spirito siamo tutti chiamati ad essere veri e concreti fino a diventare forti, accorgendoci della realtà e delle risposte pratiche che dobbiamo dare per dare davvero da mangiare agli affamati e da bere agli assetati. Che Dio ci aiuti!

 Antonella Casini

Approfondimenti : “NO al relativismo, SI all’amore!"
Tuesday, 24 September 2013 00:00

“NO al relativismo, SI all’amore!"

Luce, fede e carità, ma senza una vera Antropologia come si fa?

 

Dio ci crea maschi e femmine creando ogni persona unica e irripetibile.
Che meraviglia, che bellezza e che forza c’è in ogni persona!
Così Dio ci crea e così ogni persona è chiamata a vivere la sua natura… naturalmente!
Ma cosa ha incontrato l’uomo nella sua storia e cosa incontra nella famiglia, nel lavoro, nella società che ha intorno? Chi vede e rispetta questa unicità e tratta la persona così come la tratta Dio? Da quando sono nata non ho mai incontrato una corrispondenza profonda al mio “essere” a quello che ho sempre sentito profondamente di vivere, desiderare e costruire. Fino a quando ero bambina e guardavo, percepivo, partecipavo e mi esprimevo naturalmente in quell’essere “femmina”, poi a forza di non ricevere mai l’amore di cui necessitavo mi sono sempre più allontanata… allontanata da Dio e da me, allontanata da vere relazioni e allontanata dalla vita. Mi ricordo che a 25 anni mi capitò di vedere un video dove c’ero io neonata di pochi mesi, che stupore! Capii perfettamente che quella bambina non ero più io, dove l’avevo lasciata? Per anni mi sono sempre fatta questa domanda e sono passata sotto ponti e strade e ho attraversato fiumi e valli, ma non ho mai trovato nessuno che mi aiutasse a recuperare la bambina e rispondesse al perché l’avevo persa.

Ieri ho sentito vari pezzi ai Tg che parlavano dell’apertura di Bergoglio verso divorziati, omosessuali, donne che avevano abortito. Trovo che questo Papa sia una meraviglia di umiltà e spirito e che il suo cuore abbracci con amore il mondo intero. Mi commuovo davanti a tanta semplicità sapiente che sorride mentre demolisce pezzo per pezzo tutta la struttura “chiesa” e riporta il centro in Cristo che amava più i peccatori che i farisei. Mentre ascoltavo i pezzi dei Tg ero contenta ma poi per un attimo ho percepito che avere tutta la pulizia e maturità per cogliere quello che il Papa dice non è semplice, si fa presto a generalizzare o a portare il suo messaggio su un relativismo che mi fa paura. Ho sentito parole che facevano intendere che Dio ci crea liberi di essere quello che vogliamo come se essere divorziati, omosessuali o uccidere i bambini sia una cosa semplice e normale e non ha bisogno di essere sostenuta per arrivare a una soluzione ordinata e rispettosa della natura dell’uomo. Capisco però, capisco perché ho la fortuna di vivere un’esperienza unica che mi aiuta a comprendere che senza una sana Antropologia nessun uomo può veramente vedere e risolvere le mancanze profonde che poi portano ogni creatura fuori dalla Creazione. Così l’uomo si aggrappa, cerca soluzioni, usa la testa o fa struttura e vuole risolvere con la “legge” e sempre più si allontana dalla verità che è il sigillo che c’è in ogni persona. Oggi conosco le mie forze uniche e irripetibili e cerco di rispettarle e svilupparle, l’anima, la sessualità, i nervi, il corpo e la mente come fanno ad essere sane senza il giusto amore e rispetto? Chi però ha mai risposto alle mie attese? Chi ha dato un fondamento ai miei perché? Chi ha creduto e visto che prima del mio “IO” c’ero io? Padre Angelo Benolli per 50 anni, per 8 ore al giorno, partendo da un piccolo studio nel centro di Roma, con grande amore ha incontrato persone e persone che cercavano risposte ai loro mali. Lui con sapienza e tenuta è entrato nel profondo della storia di ognuno toccando, rispettando e portando fuori il potenziale di ogni persona, mai sostituendosi ma accompagnando un movimento ed un impegno che può essere solo personale. Tutto questo è il frutto di un’esperienza che ha fondamenti scientifici, scritturali e antropologici e che risponde ad un tempo quello di oggi che “relativizza” o che condanna o che assolve mai trova risposte e soluzioni. I libri di Padre Angelo contengono tutta questa esperienza e io li voglio regalare anche al Papa perché se li merita visto la meraviglia che è. “10 Punti di Vita e Missione”, “Uscire da ogni inganno”, “La famiglia non si inganna”, “La vita non si inganna”, “Ordine antropologico della vita” “Antropologia per uscire dagli inganni specie inconsci”, “Il sesso non si inganna”. «Luce, fede e carità» spesso ci ripete Padre Angelo, ma senza una vera Antropologia come si fa? E’ arrivato così a 2 milioni di persone e a fare missione in un modo unico. Nelle nostre 120 collaborazioni ci sono bambini, famiglie, comunità e zone che camminano trovando luce e soluzioni ai loro mali profondi. E’arrivato così ai 20.000 donatori che ha sempre considerato prima di tutto “nobili” persone da vedere e salvare, perché diciamocela tutta, qui noi non moriamo di fame ma quanta morte viviamo!
Allora mentre faccio strada per Santa Marta voi fate strada verso Italia Solidale e magari adottate a distanza anche un bambino perché come me, anche loro non devono morire ma solo vivere, amare ed esprimere tutta la bellezza che sono! Grazie Padre Angelo.

 

Anna Fanuele (Volontaria di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “Le prostitute vi passeranno davanti”
Tuesday, 24 September 2013 00:00

“Le prostitute vi passeranno davanti”

L’apertura di Papa Francesco alla persona prima dei giudizi è un grande inizio
ma c’è bisogno di luce sull’inconscio

 

Gesù è sempre molto diretto e chiaramente dice che le persone più determinate come i pubblicani e le prostitute passeranno davanti alle persone che urlano “Signore! Signore!”, ma non fanno la volontà del Padre. In un mondo di tante parole e molte guerre, di sofferenze e malattie, di fame e povertà, di disordini e confusioni, quanto veramente riusciamo a vedere, amare e risolvere, senza giudicare, come solo il Cristo ha fatto? In una realtà dove la falsa politica, la falsa economia e talvolta la falsa spiritualità schiacciano la persona, quanto veramente si vede e si risolve e con quali strumenti? In missione in Brasile ho incontrato una donna che piangeva a singhiozzi perché non poteva prendere Cristo Eucaristia. Ho incontrato tanti disordini, debolezze sulla sessualità, ma gli occhi desiderosi di risolvere ed essere pieni di vita e pieni della vera sessualità. Ho incontrato centinaia di bambini che non solo rischiano di morire di fame, ma che in mezzo a tutto questo disordine muoiono nell’anima. Spesso mi sono chiesto cosa ci facessi proprio io in missione e se veramente avessi le capacità di affrontare questi problemi, rischiando di coprire con altre parole o cose. Invece sono riuscito un po’ ad amare, a vedere, a non giudicare e a mettere delle basi per risolvere. Dopo 52 giorni nelle favelas più violente o nel profondo della foresta amazzonica, sono tornato a casa arricchito, stanco, ma felice di aver testimoniato una speranza! Questa speranza, questa testimonianza si chiama “Sviluppo di Vita e missione”. Se non sviluppo la mia vita non posso fare missione!

Missione con i fratelli vicini e lontani; missione basata su fondamenta antropologiche che partono dalla Creazione del bambino unico e irripetibile, creato “Maschio e Femmina”, a immagine e somiglianza di Dio, nell’Amore e per amare. Ma cosa incontra invece il bambino? I miei genitori sono meravigliosi, ma ho capito che mio padre non era Cristo e mia madre non era la Madonna. Hanno fatto quello che hanno potuto, ma inevitabilmente mi sono rimaste addosso tante debolezze, registrate sui neuroni, nell’inconscio e anche se non voglio, le ripeto! Poi la scuola il lavoro, le relazioni, la società e via dicendo. Non ho più incontrato persone che mi hanno rispettato come Dio nella Creazione. E allora? Cosa succede alla mia persona? Se non entro nella mia storia e nella Storia dei secoli, se non vedo cosa è successo e quanto tutto è registrato sulla mia pelle e quanto inconsciamente ripeto queste mancanze d’amore, posso amare? Posso essere missionario? Posso testimoniare? E se affronto un problema con questa cecità, risolvo veramente? Ringrazio profondamente Dio perché ormai da qualche anno sto facendo una vera esperienza d’amore. Da quando ho incontrato Italia Solidale e Padre Angelo Benolli, sto incominciando a riprendermi l’amore che, non per colpa, mi è stato negato. Sto approfondendo la mia storia, vedendo le origini dei condizionamenti, dove si annidano, cosa causano e con la mia croce, nella Croce di Cristo e con un grandissimo impegno nella carità ai fratelli, sto iniziando anche a risolvere. Per la prima volta sento parlare di sessualità con un rispetto e una sapienza unica e parole come la rimozione, la masturbazione, l’omosessualità, l’incesto, la prostituzione, l’innamoramento e l’amore, non sono più sconosciute. Posso finalmente iniziare a dargli il giusto valore, rispetto, profonda comprensione e risoluzione con una testimonianza. Bene allora alle aperture, ma bisogna entrare nell’inconscio per vedere e risolvere, in Cristo, e testimoniare ai fratelli, soprattutto a quelli disponibili. E’ una vera rivoluzione, ma d’amore e siete tutti invitati a partecipare!

 Stefano Bovenzi (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale

Approfondimenti : “Il Kenya ti colpisce e ti entra nell’anima”
Tuesday, 24 September 2013 00:00

“Il Kenya ti colpisce e ti entra nell’anima”

In questi giorni sotto attacco terroristico, ma non è il primo. E’ necessaria una antropologia che riporta la persona a ritrovare se stessa, Dio e gli altri

 

Il Kenya è un paese meraviglioso. Ho avuto la gioia e la grazia di visitarlo più volte e di incontrare e partecipare alla vita di migliaia di bambini, famiglie e comunità che collaborano nelle missioni di Kenya Solidale – Italia Solidale. Non è facile esprimere in poche righe l’immensità di vita e amore che ho ricevuto da queste grandiose persone.
Perché il Kenya, così come tanti paesi del Sud del Mondo, ti colpisce e ti entra nell’anima.
Gli occhi dei bambini sono pieni d’amore, le donne hanno una forza d’animo impressionante, gli uomini sono una potenza della natura. Hanno una cultura millenaria ricchissima. Ho avuto l’onore di incontrare tante tribù (masai, turkana, akamba, kikuyo, pokot, kalenijn e altre) che mi hanno insegnato più che in molti anni di corsi universitari. Il territorio è in buona parte fertilissimo e ricchissimo. Nello stesso tempo in Kenya ci sono e si vivono innumerevoli sofferenze.
In questi giorni è sotto i riflettori della stampa internazionale il terribile assalto terrorista in uno dei più rinomati centri commerciali della capitale Nairobi. Purtroppo in Kenya non è il primo atto di violenza. Si susseguono continuamente attacchi, scontri, agguati che hanno alla base divisione tribale, religiosa, economica.

Un rapporto delle nazioni unite di qualche mese fa evidenziava come nel paese africano in soli 12 mesi sono state uccise più di 400 persone e 112.000 sono profughi per motivi tribali. Poi a Nairobi, Mombasa, Garissa, Moyale e in molte altre città ci sono stati attentati e assalti a Chiese, stazioni autobus, luoghi turistici, ristoranti compiuti da terroristi di matrice islamica. L’assalto plateale che si sta consumando in questi giorni è solo l’ultimo atto e che ha avuto risvolti internazionali anche perché ha colpito un luogo nevralgico frequentato anche da molti stranieri.
Terrorismo, lotte tribali, violenze criminali… apparentemente non c’è un collegamento. In realtà guardando la realtà più profondamente si può vedere come tutti questi avvenimenti hanno una radice comune.
In Kenya si percepisce una grande e profonda divisione tra quello che il paese potrebbe essere e quello che poi realmente è. Una profonda divisione tra la ricchezza immensa dei bambini, degli uomini, delle donne, delle loro culture, delle loro risorse e quello che poi realmente si vive e si sperimenta. Una divisione profonda che inficia la grande meraviglia e le grandi potenzialità di questo straordinario paese africano e della sua popolazione.
Una divisione che come conseguenza ultima genera il terrorismo, la violenza estrema, la guerra ma che ha però origini molto più profonde e che riguarda ogni singola persona in Kenya e nel Mondo.
Ogni persona infatti, pur essendo creata da Dio completamente viva, vera, gioiosa, indipendente per ben amare e ben lavorare in completa unità con Lui, in realtà incontra tutto il contrario rispetto alla sua dignità e questo sempre divide da Dio e quindi anche da noi stessi e dagli altri. Divisone che non è mentale ma registrata inconsciamente in noi che, pur volendo amare, la viviamo e sperimentiamo nella nostra vita, con nostra moglie o marito, con i nostri figli, con la nostra comunità. Siamo continuamente divisi.
Questo è quello che ho avuto modo di sperimentare in Kenya dove ho visto tanta forza ma anche tanta sofferenza e morte. Ho visto la divisione negli uomini che da una parte hanno una forza immensa e dall’altra sono violenti e dipendenti da alcol; nelle donne che impressionano per il loro carattere ma poi sono succubi e dipendenti dagli uomini, nelle famiglie spesso fondate nella non relazione e piene di violenza; nei bambini che da una parte sono straordinariamente pieni di vita ma dall’altra molto sofferenti per tutto quello che sono costretti a vivere. In Kenya ogni anno muoiono nel corpo 108.000 bambini con meno di 5 anni. 300 al giorno! Molti altri muoiono nello spirito. Una vera tragedia! Questa divisone da Dio e da sé stessi crea inevitabilmente anche passività e dipendenza, incapacità di credere nelle proprie potenzialità e quindi non si riesce a ben amare e a ben lavorare. Questo è quello che provoca sofferenza e disperazione nel paese, questo è il motivo profondo della morte dei 108.000 bambini, qui è dove guadagna terreno il tribalismo e dove i movimenti terroristici trovano le loro truppe.
Davanti a questa terribile realtà si è cercato in molto modi di intervenire. Il Kenya è uno dei paesi africani più aiutati dalle Nazioni Unite, dalle ONG laiche e religiose, da organizzazioni politiche nazionali e internazionali, etc. Ma la situazione in Kenya non è cambiata e la realtà dimostra che è addirittura peggiorata. Lo dimostrano i tristi numeri dello stesso ONU che afferma che in Kenya nel 1990 morivano 97.000 bambini mentre nel 2011, nonostante i tanti aiuti sono morti 108.000 bambini. Un concreto e visibile fallimento.
Perché davanti a questa immensa realtà, non si può intervenire con la sola buona volontà o con tanto impegno, ma è necessaria una vera e nuova proposta risolutiva che non può partire dall’alto ma che deve incarnarsi concretamente nella persona e per la persona. Infatti con tanta diabolica divisione è necessaria una antropologia che riporta la persona a ritrovare se stessa, Dio e gli altri per ritornare all’unità nel nostro inconscio con cui siamo stati Creati e con la nostra Croce nella Croce di Cristo come scrive San Paolo “abbattere il muro di separazione, cioè l’inimicizia per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo… e riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.” Tutto attraverso un concreto movimento d’amore e di autentica carità. Solo così possiamo essere uniti in noi stessi, con Dio e con gli altri e scacciare tutto i secolari Diavoli inconsci che provocano tanta morte e sofferenza in noi e intorno a noi, specie nei bambini. Costruire così famiglie sane e mature, comunità vive e solidali, società unite nell’amore.

Non è utopia o teoria ma è una antropologia di sviluppo di vita e missione concreta frutto di oltre 55 anni di esperienza di Padre Angelo Benolli e che è ben espressa nei suoi libri e documenti che vi invito ad approfondire e che è una concreta realtà per due milioni di persone nel Mondo.
Solo in Kenya ad esempio, nonostante le mille divisioni e difficoltà, oggi ci sono oltre 4.000 famiglie coinvolte in 18 diversi villaggi. Ognuna di queste famiglie è collegata ad un generosissimo volontario donatore collegato a loro attraverso l’adozione a distanza. Queste famiglie si riuniscono in piccole comunità formate da 5 famiglie, si incontrano settimanalmente ed hanno scambi di contenuto partendo dai libri scritti da Padre Angelo. Con questi contenuti, in Dio, fanno fronte ai tanti Diavoli inconsci che impediscono alla loro vita di essere vissuta in pienezza. Esse ricevono direttamente il contributo inviato dai donatori nei loro conti di comunità, li usano come prestito per attività che generano reddito (agricoltura, pesca, artigianato, piccolo commercio, etc.).
Così attraverso un lavoro creativo si esprimono, hanno un guadagno che utilizzano per i loro bambini e restituiscono il prestito ricevuto a se stessi. Le comunità si incontrano nelle zone formate da 10 comunità. Nelle zone fortificano la formazione in comunione con i volontari di Italia Solidale collegati via Skype ma è anche luogo dove possono avere scambi commerciali tra loro per sperimentare una nuova economia incentrata sulla vita e non su guadagno, profitto e sfruttamento delle risorse umane, ambientali. Per questo nelle zone stanno essi stessi costruendo dei centri di zona.
Queste semplici e umili famiglie, in modo naturale si sono aperte alla carità verso i fratelli sofferenti e hanno esse stesse attivato adozioni a distanza a livello di comunità e di zona per salvare essi stessi i bambini sofferenti attraverso un concreto movimento d’amore. In Kenya e nel Mondo, questa missione sta donando rinascita, dignità, pace, unità, gioia, amore a migliaia di persone che hanno superato profonde divisioni personali, nelle loro famiglie, nelle loro comunità e quindi di conseguenza non si fanno più abbindolare da false culture di morte che spesso sfociano in guerre, violenze, conflitti e terrorismi di varia natura.

Salvare un bambino con Italia Solidale è partecipare a tutto questo. Una missione completamente nuova che umilmente cerca di vedere, di entrare e di risolvere i tanti mali secolari e inconsci che oggi ci dividono da Dio, da noi stessi e dagli altri.

Possiamo partecipare anche noi! Perché le potenzialità divine e le divisioni diaboliche che si sperimentano in Kenya ci sono anche nel nostro meraviglioso paese, dove oggi non ci sono i terroristi che sparano i proiettili ma dove siamo continuamente bersagliati da proiettili invisibili carichi di “non amore” che colpiscono la nostra anima, la nostra identità, le nostre relazioni facendoci lentamente spegnere e cadere in depressioni, dipendenze, malattie.
Diamoci una mano! Non meritiamo tanto male e per grazia di Dio, vi è la concreta possibilità di far fronte a tutti i problemi e tutti i drammi (dal problema personale ai problemi di natura internazionale come quello che sta succedendo a Nairobi) con una nuova Luce, una vera Fede ed una profonda Carità. È quello che oggi serve ad ogni persona. È quello che oggi serve a noi. E’ quello che oggi serve al Mondo! Viva la vita!

 

Davide De Maria (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale