Approfondimenti : Pillola abortiva, legge 194… ma NOI come la mettiamo con la VITA?
Jueves, 13 Mayo 2010 00:00

Pillola abortiva, legge 194…

ma NOI come la mettiamo con la VITA?



Sono a casa, perché malata con l’influenza virale intestinale che ha mietuto anche me tra le sue migliaia di vittime. Riesumata dal letto decido di fare zapping in tv per non rimanere del tutto tagliata fuori da ciò che succede nel mondo. E cosa succede? Accendo il canale 2 e trovo parlamentari, dottoresse e donne varie dello spettacolo che parlano di 2 fatti principali, inconsapevolmente messi a confronto:
- una donna muore dando alla luce 2 bambini gemelli durante il parto;
- nello stesso tempo un’altra donna prende per la 1° volta in Italia la pillola abortiva RU 486 a Bari.
Tutta la trasmissione è incentrata sul fatto che seppur la legge preveda che la pillola abortiva sia presa in ospedale con 3 giorni di degenza, la donna in questione invece ha firmato ed è tornata a casa. Questo getta tutti nel panico: non sarà assistita nel momento di “espellere il corpo estraneo”, come farà da casa a sapere se il suo utero sia completamente “disabitato dal corpo estraneo”... cioè dal bambino. E poi ancora si chiedono: “per la donna è meno doloroso andare sotto i ferri o prendere la pillola?”, “in America già da anni preferiscono la pillola abortiva così non deve fare l’anestesia”!
E già, perché effettivamente quando si porta un esserino nuovo in grembo, sapendo che questo dovrà perire, il problema della donna effettivamente è proprio come soffrire corporalmente di meno!!
Tutto ciò ad un certo punto mi provoca dei profondi brividi alla schiena e anche agli intestini, e subito comprendo che non è l’influenza che torna a colpirmi, ma ciò che lo provoca è l’assoluta mancanza di rispetto, il grande materialismo e la freddezza e superficialità con la quale parlano della morte di una nuova vita come se tutto ciò fosse una bazzecola!
Nessuno si sofferma a parlare di quella ferita indelebile e invisibile che per sempre si cucirà addosso all’anima e al cuore di quella donna, che solo lei e Dio sapranno quanto ancora in futuro la farà soffrire. Quella è l’anestesia più brutta, non sentire più la tua anima e la tua vita pulsarti dentro. Ma di questo certo non si parla, altrimenti si potrà essere tacciati per moralisti, religiosi, o per carità: cristiani.
Il fatto è, che non c’entra essere cristiani o non cristiani, il fatto è riconoscere o non riconoscere la vita che di fatto c’è e che non l’abbiamo creata noi umani.
Nessuno sa le motivazioni e i drammi profondi che hanno portato la donna di Bari ad usufruire di questa pillola che elimina, di fatto, la vita da dentro il suo ventre e nessuno la giudica, neppure io, che ho appena 27 anni ma che di bambini riportati alla vita ne ho visti e ne vedo tanti ogni giorno.
La questione quindi, non è la pillola abortiva o andare sotto i ferri, non è la degenza o la non degenza all’ospedale, la questione è: siamo al giorno d’oggi in grado di rispettare e servire la VITA dentro e fuori di noi, per come è?
La vita o si vive o si paga, è già scritta in noi ed è fatta per essere goduta nel suo ordine e nelle sue leggi naturali. Niente deve essere inventato o creato dall’esterno, Dio ha già messo tutto dentro di noi, va solo visto, servito e tirato fuori. La vita non è come noi la pensiamo, è così come è, e se non la si serve, non la si gode e sempre la si paga.
Inoltre le cellule nervose registrano tutto ciò che si sperimenta e non cambiano, quindi tutto il passato, anche l’aborto e altro, inconsciamente è sempre presente, e sempre disturba il proprio carattere, il sesso, i nervi, il corpo e la mente. Se oggi in Italia il 50% delle famiglie si divide, e il 50% ormai ha dentro di se il cancro è perché si crede di vivere senza il rispetto della vita o addirittura con l’uccisione di un bambino.
Alessia Parisi
volontaria di Italia Solidale - Mondo Solidale
Approfondimenti : Per una festa della mamma piena di amore e vita
Viernes, 07 Mayo 2010 00:00

Per una festa della mamma piena di amore e vita

Domenica 9 maggio su RAI TRE, alle ore 7.30, all'interno del programma MAMME IN BLOG , ci sarà un servizio-intervista a Mia Caforio, volontaria di Italia Solidale, che parteciperà assieme a tre dei suoi figli. Come mamma-lavoratrice darà una testimonianza di quanto un'adozione a distanza fa bene alla famiglia.
In questo giorno particolare ci auguriamo che tante mamme possano accogliere questo messaggio di amore diventando mamme speciali a distanza e ringraziamo la RAI per questo ulteriore contributo a favore della vita.

Approfondimenti : E' tempo di svegliarsi
Viernes, 26 Febrero 2010 00:00

E’ tempo di svegliarsi!

 

 

“E’ tempo di essere finalmente veri per servire nella politica, nelle scienze e nell’amore. Purtroppo oggi, non avendo il rispetto della creazione, della redenzione, non si ha lo spirito della vita ne per se stessi, ne per gli altri, perché, solo sugli uomini, si è sempre lontani e si è sempre senza il Creatore degli uomini, senza il Redentore degli uomini e lo Spirito che è la vita degli uomini. E’ tempo di svegliarsi e di non credere più a chi è senza spirito e vita e sempre toglie la vita ad ogni persona. Questo oggi succede con i capitalisti, con i comunisti, con i massoni. L’uomo con Dio è al centro di tutto.”

 

Padre Angelo Benolli O.M.V