Approfondimenti : I bambini assistono da lontano e sembrano dire:"sappiamo che sei qui per noi!"
jeudi 14 février 2013 00:00
I bambini assistono da lontano e sembrano dire:"sappiamo che sei qui per noi!"
(lettera dalla missione in corso in Uganda)

 

Qui kitohwa! Resto stupita mentre contemplo la bellezza della natura che ho intorno e penso a quanto è ancora più grande quella che c'è dentro ogni persona. Resto in silenzio di fronte a tutte le mancanze d'amore che portano alla terribile riduzione delle forze meravigliose con cui siamo creati. Qui stiamo vivendo in un paradiso terrestre, verdi colli, fiori e frutti di ogni colore, ma ogni giorno affrontiamo la difficoltà di superare le dipendenze e le strutture che schiacciano le persone. Nessuno è consapevole della dignità di ogni bambino e di ogni persona. L'Amore e la luce che portiamo con i documenti e i libri di Padre Angelo Benolli, sono una sorgente d'acqua nel deserto.

Non è semplice essere testimoni di tanta immensità e mi sento continuamente richiamata ad essere seria, a vedere i contrasti che ho dentro e a risoverli nell'amore per potere davvero aiutare i bambini... insomma bella difficoltà per chi come me ha vissuto nell'ovatta dell'occidente che copre con il benessere il malessere profondo che abbiamo dentro. Altre storie, altre vite ma la stessa mancanza d'amore. Altre storie, altre vite ma ogni bambino è CREATO CON LO STESSO AMORE. "Anna Maria" sento una vocina chiamarmi, vedo una bambina che timida mi guarda dal basso con i suoi occhi belli, trema per l'emozione, l'abbraccio, la saluto, le chiedo come sta, lei resta li con il suo grande sorriso ferma e felice. Inizio a camminare e lei mi segue mentre porta la sua borsa colorata e pesante con dentro delle pannocchie. Stiamo percorrendo una stradina di terra sul bordo della collina al centro della rigogliosa valle. C'è Renzo Russi, con la camera sta riprendendo dei grandi fiori bianchi, ci vede e punta la telecamera sulla bambina. "what's your name?" le chiede, lei muta e tremante non parla, non c'è modo di farle dire il suo nome. Continuiamo a camminare, lei ci segue, ad un tratto viene e mi regala una pannocchia, poi una a Renzo, mi abbasso la guardo negli occhi e le chiedo di nuovo "what's your name?" "Fiona" risponde con voce flebile. Maria è una mia cara amica di Berlino dopo 2 anni ha deciso di fare un'adozione a distanza e quando ha ricevuto la lettera con il suo italiano zoppicante mi ha detto:" ho una Fiona!" Fionaaaaaa? Fiona!? Ma tu sei la bambina di Maria? Che gioia! Ho pensato a Maria e alla sua storia, ho visto la dolcezza di Fiona e in un secondo ho percepito cosa è l'Amore e che cosa muove questa carità, questo nuovo modo di fare adozione a distanza con Italia Solidale! Un piccolo grande segno che in un attimo rafforza la mia speranza e mi aiuta a permanere nel mio cammino per amare e testimoniare a questa gente la Vita che meritiamo di vivere. Lasciare il vecchio e dare spazio ad una Nuova Cultura di vita, che unisce le persone di tutto il mondo e salva Fiona e Maria dal non amore che hanno vissuto entrambe, ma in differenti culture. Uno scambio di carità che guarisce i mali dello spirito, uno scambio di rispetto, che è l'Amore. Ogni sera invitiamo alla formazione le persone delle comunità che vogliono approfondire dopo gli incontri nelle zone e Marco Casuccio, con la sua presenza unica e irripetibile, legge e approfondisce il Carisma da vivere e proporre, il documento scritto da Padre Angelo Benolli pieno di vita, forza e amore. Cadono così i muri delle chiusure, delle paure, delle violenze subite; gli occhi si aprono come se non avessero mai visto la luce! I bambini assistono da lontano e fanno capolino mentre giocano fuori... mi guardano sorridenti e sembrano dire: "sappiamo che sei qui per noi." Grazie bambini!

Anna Fanuele (Volontaria di Italia Solidale – Mondo Solidale)

Approfondimenti : "Divenni depressa, ma non mi sono arresa, volevo vivere!"
mardi 12 février 2013 00:00
"Divenni depressa, ma non mi sono arresa, volevo vivere!"
testimonianze che aiutano ad uscire dal deserto dell’anima

 

Questa testimonianza arriva da Kalokol, nella regione Turkana, una zona desertica a Nord del Kenya. Si tratta di una delle zone più difficili del Mondo e con uno dei più alti tassi di mortalità infantile. Grazie al nuovo modo di fare adozione a distanza di Italia Solidale, che viene dall’esperienza di Padre Angelo Benolli molte persone si stanno ritrovando uscendo fuori dal “deserto dell’anima” per credere in sé e negli altri e trovare creative soluzioni per vivere dignitosamente anche nel “deserto geografico”. Ad esempio una donna mi disse: “prima che mio marito ed io ci unissimo a questo movimento di Italia Solidale la nostra vita familiare era terribile. Mio marito non mi amava. Io avevo dei frequentissimi attacchi d’asma e problemi respiratori. Ogni volta che avevo questi problemi mio marito non veniva mai ad aiutarmi. Abbiamo avuto il nostro primo figlio ed anche lui aveva dei problemi respiratori. Anche il nostro secondo e terzo figlio hanno problemi di asma. Tutto ciò ci ha messo anche in una terribile situazione economica. La relazione in famiglia peggiorava di giorno in giorno. Mio marito si allontanò ancora di più. Ogni volta che uno dei nostri figli aveva dei problemi di salute, lui mi attribuiva la colpa e mi diceva che dovevo essere io a risolvere il problema. Io divenni completamente depressa. Ma non mi sono arresa. Io volevo vivere.

Anche i miei figli volevano e dovevano vivere. Un giorno mi sono ritrovata in un incontro dove si approfondiva la cultura di vita di Italia Solidale. In me si è sviluppato un forte interesse e ho chiesto anche a mio marito di partecipare. In questi giorni mi è stato dato un libro. “Dieci punti di sviluppo di vita e missione”. I miei occhi sono subito finiti sul punto che tocca la coppia e la famiglia. Siamo ritornati a casa ed immediatamente ho chiesto a mio marito se possiamo leggere questo punto del libro insieme. Lui ha accettato. Lo abbiamo letto e meditato insieme. Lui è stato profondamente toccato e si è scusato per le tante volte che è stato violento con me e con i nostri figli. Da quel momento si è preso cura di me e dei miei figli, ci ha anche portato in un buon ospedale dove ci siamo curati i problemi respiratori che avevamo. Abbiamo cominciato a sentirci sempre meglio, sia io che i nostri figli. Gli attacchi d’asma si sono notevolmente ridotti. Ho capito immediatamente che sia io che i miei figli stavamo guarendo nello spirito e conseguentemente anche nel corpo e nella mente perché stavamo recuperando una relazione di pace, gioia e amore con noi stessi, con Dio, tra noi e con gli altri. Sia io che mio marito abbiamo colto che alla base delle nostre violenze non vi era cattiveria, ma profondi condizionamenti inconsci. Mio marito era cresciuto in una famiglia violenta. Io sono cresciuta in una famiglia dove le donne erano tutte dipendenti dagli uomini e dove le potenzialità della donna erano ridotte e “soffocate”. Noi stavamo ripetendo gli stessi “schemi” e li stavamo così passando ai nostri figli. Uno dei nostri figli è stato poi collegato anche ad un donatore italiano. Con il contributo che riceviamo, grazie all’adozione a distanza, io e mio marito abbiamo cominciato una nostra attività per diventare sussistenti anche economicamente. Inoltre con altre 4 famiglie, ci riuniamo settimanalmente, leggiamo i libri di Padre Angelo, li colleghiamo alla nostra vita, ci sosteniamo a vedere e risolvere i problemi che viviamo concretamente nelle nostre vite. Grazie ai libri di Padre Angelo, grazie ai volontari di Italia Solidale, grazie ai volontari locali e grazie a tutti voi, volontari donatori perché con la vostra adozione a distanza, tutto ciò si è reso possibile. Che il Signore benedica la missione!” 

Questa è solo una delle tante testimonianza che evidenziamo come con l’aiuto dei volontari donatori stiamo andando ben oltre il semplice sostegno economico. Per questo ringraziamo ancora una volta tutte le persone che hanno già un adozione con noi e chiedo dal profondo del cuore a tutti voi di partecipare alla vita. Ci sono ancora tanti, troppo bambini che rischiano di morire se non interveniamo immediatamente. Fai con noi un’adozione a distanza! Salva un bambino… l’amore ti salverà! .

Davide de Maria(volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale)

Acquista i libri o contattaci".

Approfondimenti : "Le testimonianze dei poveri che cambiano vita"
vendredi 8 février 2013 00:00
"Le testimonianze dei poveri che cambiano vita"
(notizie dalla missione in corso in India)

 

Ho appena parlato con Caterina, che è giunta a Dadghari, villaggio nel nord-ovest dell'Assam. E' stata accolta da Fr. Linesh, sacerdote tramite il quale abbiamo da poco avviato la collaborazione con le famiglie locali. Dadghari si trova a poca distanza dal confine con il Bhutan, stato indipendente ed autonomo tra le montagne Himalayane, governato da saggi amministratori che antepongono lo spirito ed il rispetto della natura all'economia. Questo villaggio è così isolato che - per poter comunicare - si servono della rete telefonica mobile del Bhutan, in quanto quella indiana qui non arriva. Caterina mi ha raccontato la forte esperienza che ha fatto quest'anno a Kokrajar, villaggio ad alcune ore di jeep di distanza, dove è stata in visita per 6 giorni, insieme a Manjunatha, il volontario missionario del Karnataka che la sta accompagnando. Le famiglie l'hanno accolta con entusiasmo e partecipazione, davvero rinforzate dalla cultura di vita di cui fanno continua esperienza, mediante le piccole comunità di 5 famiglie e con la condivisione dei libri di P. Angelo Benolli. Caterina mi ha detto che quest'anno ha potuto fare un'esperienza del tutto nuova, che fa presagire grandi possibilità nel futuro. I notabili cattolici della zona hanno potuto constatare in questi anni i profondi cambiamenti delle famiglie che partecipano al movimento di Italia Solidale.

Questa cosa li ha fortemente impressionati, e quando Caterina è arrivata qui, c'è stata una vera e propria gara ad invitare lei, la suor Maria Scaria e Manjunata a scambiare con loro a cena, per poter chiedere loro maggiori informazioni. Una sera sono stati invitati dai proprietari di una coltivazione naturale di the (tea garden), ed erano presenti due giovani occidentali, un francese ed un tedesco. C'è stato un vivace scambio con loro, interessati dalla nuova cultura che viene dall'esperienza di Padre Angelo Benolli, che Caterina e gli altri raccontavano. Essi erano "fuggiti" dall'occidente, per trovare in India risposte spirituali alle loro profonde esigenze interiori. Ma le risposte che trovavano erano superficiali e non coinvolgenti. Invece sono stati toccati e colpiti dalle testimonianze di vita di Manjunata e di Suor Maria Scaria, persone indiane che hanno fatto un cammino grazie a questo "nuovo modo" di fare adozione a distanza di Italia Solidale, che con molta semplicità ma con concretezza si sono espressi, con maturità e carità verso di loro, stimolandoli ad un nuovo cammino personale. Questo è accaduto anche le altre sere, ad esempio in casa di un potente esponente governativo, impegnato nei "Food programs" ma con il desiderio di approfondire questa cultura. E' un segno potente di come le "autorità" si stiano coinvolgendo, partendo dalle testimonianze giunte loro dai poveri che cambiano vita. E in accordo con quanto - negli stessi giorni - ci stanno raccontando Marco ed Anna dall'Uganda, ove i rappresentanti governativi e lo stesso vescovo restano impressionati dalla nuova proposta di vita di Italia Solidale, che si attua nella reale salvezza ed espressione dei poveri attraverso le adozioni a distanza e la grande carità che viene dai volontari donatori italiani. E' qualcosa che non è mai successo prima, un segno profetico, che va sostenuto ed alimentato. Preghiamo Dio di poter essere davvero a servizio della Sua opera nel mondo, in modo particolare per l'ormai prossima visita in Cina di Caterina e Sr. Joseline, paese ove la fame dello Spirito è immensa, e la necessità d'intervento urgente.

 

Guido Pietropaoli (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale)

Approfondimenti : “Voi lavorate partendo dalla povera gente e oggi mi state dando una nuova speranza”
jeudi 7 février 2013 00:00
“Voi lavorate partendo dalla povera gente e oggi mi state dando una nuova speranza”
(lettera dalla missione in corso in Uganda)

 

Qui Kampala! Dopo 2 giorni intensi di riunioni con le autorità, che rappresentano il presidente dell'Uganda, per difenderci dalla diffamazione fatta contro di noi semplicemente perché vogliamo aiutare la povera gente ad uscire dai poteri e recuperare la loro dignità e indipendenza. Ieri sera in hotel abbiamo trovato vuota una delle nostre stanze! Avevano rubato tutto! Dopo varie minacce e tentativi di chiamare la polizia sono uscite fuori le nostre borse chiuse dentro ad una misteriosa stanza dell'hotel. Alla fine hanno rubato il laptop, il telefono e la macchina fotografica di Marco! Povero! Fuori dalle cose e con nuova speranza oggi abbiamo testimoniato davanti al Nunzio ugandese. Ci guardava come degli extraterrestri mentre ascoltava le testimonianze di Ceaser, Angelo, Geoffry, Godfry e Wilbert con la sapiente regia di Marco che con un amore unico tesseva le fila della nostra realtà nel mondo. Queste le parole del Nunzio: "Chiunque arriva qui, ci porta problemi e pretende soluzioni. Voi lavorate partendo dalla povera gente e fate tutto questo e oggi mi state dando una nuova speranza"

Adesso stiamo partendo alla volta di Tororo a 5 ore da qui dove il 7 parteciperemo ad una specie di chiarimento di fronte alle autorità e ai "cattivi" che vogliono eliminare quello che Italia Solidale propone con per esercitare potere sulla gente. Kampala è un enorme drago che sputa fuoco dalle narici. Milioni di persone, mai visto tanto traffico e tanta varietà di colori e smog! Percepisci quanto questa realtà è lontana dalla natura di questa gente che invece viene dalla terra rossa e dagli enormi e succosi frutti. Quanta riduzione e miseria! Tutti assoggettati al dio denaro che usa e abusa fregando le persone e facendogli perdere l'anima. I bambini sono dovunque con le loro divise scolastiche o attaccati alle spalle delle mamme, piccole musulmane con il velo e piccoli briganti tutti strappati. Poi alzi gli occhi e mentre provi a tappare il naso perché respiri solo gas di scarico, trovi enormi grattacieli di vetro e strutture, cemento, grandi tabelloni pubblicitari che promettono case strepitose o birre giganti che diventano idoli da adorare. Ma la cosa che mi colpisce di più è che guardando tutto l'insieme ti appare terribile... ma poi inizi a guardare negli occhi la signora che ti vende le banane o l'autista del boda boda o il bambino con il topo in mano che mostra agli altri la sua preda e ti accorgi che ognuno è una meraviglia...e con forza e coraggio affronta la vita nonostante il quasi nulla intorno. Non vedo l'ora di uscire da qui e arrivare ai villaggi, alle realtà rurali delle nostre comunità che a differenza di tutte queste persone, belle ma confuse, hanno una possibilità concreta di rinascita e recupero della meraviglia che sono. Mi sento portatrice di un grande tesoro e vivere e testimoniare insieme agli altri volontari questa Nuova Cultura, che viene da tutta l’esperienza di Padre Angelo Benolli e che vede e rispetta ogni persona partendo dalla creazione passando per l'inconscio e arrivando ad una soluzione, è una grazia enorme che cerco ogni giorno di meritare. I bambini sono veri, l'Amore è vero, ognuno di voi che ci sostiene è vero e difendere questo contro ogni negatività e falsità è un enorme dono e ci richiama alla forza. A distanza di 20 anni ancora il passato è presente e prova a demolire la realtà di oggi che è ben diversa! Le famiglie della missione di Namuaya che collaborano con Italia Solidale, amano i donatori e rispettano il loro sostegno che oggi arriva direttamente nei loro piccoli conti bancari senza nessun intermediario. Questo passaggio importantissimo e questo nuovo modo di fare adozione a distanza, ha fatto saltare tutte le gerarchie e strutture che non abbiamo mai voluto ma con le quali ci siamo dovuti scontrare negli anni per portare avanti la Vita dei bambini prima di tutto. Non sarà difficile parlare con le testimonianze della gente normale che oggi vive e ama i bambini grazie all'Amore che hanno ricevuto. E i nostri donatori sanno quanto è grande l'impegno che portiamo avanti.

 

Anna Fanuele (Volontaria di Italia Solidale – Mondo Solidale)

Approfondimenti : “Restare oltre un mese in Italia mi ha nutrito lo spirito”
mercredi 6 février 2013 00:00
“Restare oltre un mese in Italia mi ha nutrito lo spirito”

Miei amati volontari donatori e missionari dei vari continenti che rappresentate il mondo solidale di Africa, India e Sud America e Italia; testimoni e frutti venuti di questa cultura; persone in cammino per essere liberi dai condizionamenti, dalle sofferenze spirituali e materiali e dalle falsità che creano la morte della persona in tutto il mondo, vi saluto con tutto il mio cuore! Con grande gioia ed amore ringrazio profondamente Dio per quello che personalmente ho ricevuto nei giorni di missione insieme a Prakash dall’ India, Restituta dalla Tanzania, Andrea dall’Argentina, ai volontari di Italia Solidale e per i quotidiani e forti approfondimenti di Padre Angelo Benolli. Restare oltre un mese in Italia mi ha nutrito lo spirito. Prego Dio affinché mi benedica per mantenere quello che ho ricevuto e mi sostenga nell’impegno quotidiano a vivere e proporre questo carisma, attraverso la mia testimonianza.

E’ necessario che restiamo concretamente nella nostra creazione che è ad immagine e somiglianza di Dio, nella nostra indipendenza e libertà, nell’amore di Dio, fuori da tutte le falsità e dipendenza degli umani. Per me questa è una preghiera e una speciale chiamata per voi e per noi, affinché ci rendiamo conto del valore che ha. Voglio ringraziare i volontari donatori italiani per la loro grande carità a sostenerci generosamente in un cammino che salva le nostre vite, le nostre famiglie, e la vita di tanti bisognosi, arrivando a 2 milioni di persone in tutto il mondo. Siamo circondati da mille sofferenze che bloccano le nostre espressioni, la creatività e la meraviglia che abbiamo dentro per creazione; questo poi ha conseguenze sulla nostra anima, sulla sessualità, sulle relazioni, sui bambini, sul lavoro e così, sofferenti nello spirito ci ammaliamo anche nel corpo. Questa cultura, attraverso i libri e i documenti di Padre Angelo Benolli, ci permette di vedere e risolvere in Cristo, molti inganni e sofferenze della vita, entrando nell’inconscio, entrando nella propria storia e avendo luce sulle cause di tante sofferenze. Ne ho viste tante anche nella vita e nelle famiglie dei volontari donatori italiani, ma sono stato felice di vedere la loro positività nell’affrontare le difficoltà, accogliendo e ritrovando in questa cultura di vita una nuova speranza e una concreta possibilità per superare tutte le negatività. Sono stato felice nel vedere che iniziano a formare dei piccoli gruppi che leggono i libri di Padre Angelo e che si impegnano loro stessi ad essere missionari, a coinvolgere altre persone e a fare nuove adozioni a distanza per salvare i bambini. Partecipando alla missione nelle regioni italiane ho sentito una grande ed unica Eucarestia, nella verità di questa antropologia, che unisce le nostre missioni nell’amore e nella carità. Voglio ringraziare i volontari di Italia Solidale che mi hanno portato dai donatori di tutta Italia, ma anche dell’enorme sostegno a noi nelle missioni di tutto il mondo. Questo tempo è stato un meraviglioso momento di scambio di esperienze di vita e testimonianza di quello che l’amore dei volontari donatori sta facendo nelle nostre vite e nelle nostre famiglie. Attraverso l’adozione a distanza con Italia Solidale, noi in Africa, stiamo sperimentando un amore mai sperimentato prima. Anche formare le comunità nelle missioni non è facile ma sono sempre positivo di fronte alle difficoltà. Per questa grazia ho capito che dobbiamo tutti impegnarci di più per risolvere i nostri condizionamenti e testimoniare. Come la Sacra Scrittura dice: “rimuovi la trave nei tuoi occhi e poi sarai capace di togliere la pagliuzza negli occhi del fratello”. Quanto impegno, spirito e luce è necessario per tutti noi nella missione in Italia e nel Sud del mondo? Quante famiglie stanno aspettando la nostra testimonianza? Questa realtà è voluta dal Signore e ci chiama a costruire comunità mature sia nel sud del mondo che in Italia per salvare le vite attraverso una forte relazione, con Dio, tra di noi, con i volontari di Italia Solidale, i volontari donatori e le loro famiglie. Non siamo soli, il Signore è con noi, Cristo è lì insieme allo Spirito Santo, lì con noi, attraverso il nostro continuo impegno e testimonianza di amore.

 Angelo Kermu (volontario di Orussi, Uganda Solidale - Italia Solidale)

Approfondimenti : "Una nobile storia di sviluppo e di maturazione"
vendredi 25 janvier 2013 00:00
"Una nobile storia di sviluppo e di maturazione"
testimonianza di Guido dalla missione in India

 

Sto lasciando Mittapally (nello stato dell’Andhra Pradesh – India del sud), avamposto delle suore Salesiane circondato a campi di miglio e risaie, tra i contadini analfabeti della casta più bassa. Dimenticati tra gli uomini. Ho completato la seconda parte del mio breve viaggio in India (la prima parte è stata dedicata ad un Meeting con tutti i volontari locali delle 18 collaborazioni che abbiamo in questo stato), e tra poco partirò per raggiungere il villaggio di Kodumur, a circa 4 ore da qui, dove rimarrò per 6 giorni. A Mittapally abbiamo avviato da alcuni anni una collaborazione con le suore, facendo adottare a distanza un centinaio tra i bambini più bisognosi di questa zona. E’ il quarto anno che visito questa missione, che seguo insieme ad altre 2 in Andhra Pradesh, collegandomi con i donatori italiani e trasmettendo a queste famiglie la nuova cultura di vita e missione di Italia Solidale.

Abbiamo iniziato con questi “intoccabili” che erano tutti braccianti a giornata, pagati un euro al giorno e solo per 6 mesi all’anno, gli altri 6 mesi erano costretti a privazioni e fame. Nel 2009 sono stati colpiti da una delle ricorrenti grandi alluvioni di questa parte del mondo (che si alternano a lunghe siccità), evento che li ha privati del raccolto e delle poche cose che avevano. Siamo intervenuti in soccorso con un piccolo aiuto, e nel giro di meno di un anno sono rifioriti. Con il sostegno dell’amore dei donatori italiani, e con il contributo economico da loro versato, ora queste famiglie si sono trasformate. E’ una nobile storia di sviluppo e di maturazione, comune in tutte le collaborazioni di Italia Solidale nel mondo. Non facciamo assistenza, ma chiediamo alle famiglie – unite in piccole comunità - di impegnarsi utilizzando le loro forze, per “restituire” a loro stessi in un anno il denaro ricevuto dai donatori, ed avviando per questo piccole attività generatrici di reddito. Contemporaneamente chiediamo a loro di riunirsi ogni settimana, leggendo i libri scritti da P. Angelo e poi esprimendosi liberamente sulla loro storia, per aiutarsi sulle difficoltà. Anche qui infatti le ferite di non amore ricevute sono molte e profonde, che impediscono alla persona di cogliere la propria dignità, la bloccano e ne condizionano gravemente la vita. E’ il “lavoro” di noi volontari, aiutare le persone ad essere quello che per creazione sono in potenza, sostenendoli in un cammino per vedere, affrontare e risolvere tutti i condizionamenti ricevuti nella vita. E’ un esperienza, che possiamo ben trasmettere solo se noi stessi per primi la mettiamo in pratica: “Non posso darti 5 centesimi se non li ho in tasca” dice P. Angelo. Quest’anno sto dando priorità a quest’aspetto di “cultura di vita”, spingendoli con l’esempio diretto a fare gli incontri di comunità. Qui le famiglie sono molto pratiche e subito hanno colto l’aspetto economico, riuscendo in pochi anni a migliorare grandemente il loro stato. Ogni anno hanno restituito completamente il denaro ricevuto, versandolo sui loro conti di comunità, e ogni anno hanno potuto disporre di cifre sempre più alte, potendo migliorare molto. Ma dal punto di vista umano le loro ferite sono presenti, e se non facciamo fronte ad esse con gli strumenti più idonei (cioè questa cultura), essi perderanno tutto. Infatti i diavoli si annidano tra questa gente (e non solo…), ce ne sono tanti nascosti nelle loro consuetudini, nei pregiudizi di casta, nella sessualità, nelle cattive abitudini, nelle strutture civili e religiose, nell’abitudine a non esprimersi ma a soffocare la propria creatività, nell’adattarsi a schemi e leggi che sono contro la persona e contro l’indipendenza. La suora che segue questa collaborazione è un vero “carro armato”, ma anche lei ha bisogno di questo cammino, e si è aperta con me su tante difficoltà che incontra. Sono in contatto con mia moglie Caterina (che è in Assam), e ho sentito gli altri volontari Luca e Daniela che si trovano in Andhra come me. Stanno tutti bene e vi salutano. Vi lascio perché tra poco mi passano a prendere. Rimaniamo uniti nella comune preghiera, per avere luce, forza e spirito, ed esprimere la meraviglia che è in ciascuno di noi.

 Guido Pietropaoli (Volontario di Italia Solidale – Mondo Solidale)

Approfondimenti : "Questa è la concreta condivisione del pane"
jeudi 24 janvier 2013 00:00
"Questa è la concreta condivisione del pane"
dall’Amazzonia salva un bambino in Africa

 

Oggi ho ricevuto un grande regalo. Mi è arrivata la lettera e la foto del bambino che aiuto in Uganda. Nonostante non conosco l’inglese, la foto traduce molte più emozioni delle parole. Lo aiuto attraverso il lavoro unico di Italia Solidale, che non fa assistenza, ma sostiene l’io potenziale che ciascuno di noi ha dentro. Quando aiutiamo gli altri è come se aiutassimo doppiamente noi stessi. L’esperienza dell’adozione a distanza non è avere molti soldi da dare poveri, ma aiutare un’altra persona con il piccolo guadagno del proprio lavoro. Questa è la concreta condivisione del pane, come nel Vangelo.

Oggi capisco che le famiglie in Africa, nonostane siano molto povere e umili, non hanno bisogno di molto per sopravvivere. Hanno bisogno di un sostegno profondo per ritrovare la meraviglia che hanno dentro. Per molto tempo sono rimasto a fissare la foto del bambino, un volto un pò triste, con una piccola lacrima sulla faccia. Ma aveva dei grandi occhi che brillavano e in quel momento mi sono sentito come un adolescente innamorato e l'unica cosa che volevo era ricevere l'amore di quel bambino.

 Marcyo Aguiar (volontario Amazzonia Solidale – Italia Solidale)

I bambini sono quelli che veramente amano e anche noi abbiamo bisogno dell'amore dei bambini, sostenendoli a distanza, per tornare noi bambini e la testimonianza che abbiamo letto lo conferma. Il lavoro che facciamo, anche in Brasile e grazie a persone molto impegnate con noi come Marcyo, sostiene nel profondo ad esprimere le meravigliose energie personali poste dentro ognuno per creazione. Queste energie, quando sono viste e rispettate, portano la persona a ben amare e ben lavorare e naturalmente ad aprirsi alla carità verso i fratelli vicini e lontani. Il lavoro di Italia Solidale si basa sulla grande esperienza sacerdotale, antropologica, scientifica e missionaria di Padre Angelo Benolli, racchiusa nei suoi tanti libri e documenti. Una “nuova cultura di vita” per uscire dalle falsità prodotte da secoli di condizionamenti e di mancanze di respetto della persona e dei bambini. “Il bambino vuole essere concepito nell'amore, vuole incontrare una madre femmina, ossia forte e ricca d'amore; vuole incontrare un padre maschio, ossia forte e ricco d'amore; vuole incontrare fratelli pieni d'amore; vuole incontrare amici, educatori, una cultura ed una società pieni d'amore. Come il bambino, ogni persona vuole sempre sperimentare l'amore e vive solo se, in sé ed attorno a sé, c'è amore. Questa è la realtà dell'io potenziale che è in ognuno di noi. Nessuno di noi può rinunciare all'io potenziale”. (Tratto da “Uscire da ogni inganno” di Padre Angelo Benolli). Acquista i libri o contattaci".

Approfondimenti : "Vai, vai Raf adesso e grazie ancora di tutto"
lundi 21 janvier 2013 00:00
"Vai, vai Raf adesso e grazie ancora di tutto"
ci ha lasciato Serafino, il fratello di Padre Angelo

 

Quando stringevi la mano a Raf, ti accorgevi subito che non era un saluto come un altro. Ti fissava, dritto, non muoveva lo sguardo e ti stringeva la mano, forte e libero. Quando gli parlavi ti faceva capire che dovevi venire fuori tutto, senza lasciare niente dentro di te. “Prego?” ti chiedeva, lentamente, se non aveva capito quello che volevi dire, se sentiva che ci giravi intorno. Raf era uno che voleva sempre vederci chiaro, che non ti lasciava andare se prima non ti aveva detto dalla a alla z quello che aveva dentro. Pensando a lui vengono in mente i versi con cui Dante descrive Capaneo, grande re e guerriero, che mentre tutti gli altri dannati si rifugiano dalle fiamme che cadono dal cielo e li straziano, rimane saldo tanto da far esclamare a Dante: “Maestro… chi è quel grande che non par che curi l’incendio e giace dispettoso e torto, si che la pioggia non par che ‘l marturi?”

Raf, era fatto così. In mezzo alla pioggia d’inferno della riduzione, del materialismo, della falsità, dell’ipocrisia, della menzogna di questo mondo, non si è mai nascosto come tutti gli altri. Raf ha sempre detto a tutti chi era. Era uno che non ti vendeva un prodotto nella sua profumeria, se ti vedeva falso e bugiardo, era uno che quando stringeva il segno della pace ti diceva: “Che tu abbia la pace che ti meriti”. Raf, è stato così, fedele al suo spirito ed in ricerca di coerenza tutti i giorni della sua vita. Purtroppo, innanzi all’usurpazione del suo Spirito la rabbia lo ha accecato, ha combattuto Raf, sempre ogni istante, però ha combattuto da solo e senza amore, questo lo ha ucciso. Dante sempre a Capaneo dice: “in ciò che non s'ammorza la tua superbia, se' tu più punito: nullo martiro, fuor che la tua rabbia, sarebbe al tuo furor dolor compito". Capaneo non soffriva per la pioggia, lo consumava la sua rabbia di tenere fino alla fine ma senza trovare mai un goccio d’amore. Raf, io volevo a nome di tutti ringraziarti, perché sei stato fedele al tuo Spirito e non hai ceduto. Sono contento, siamo tutti contenti, perché ci hanno detto che avevi un sorriso magnifico appena passato al Padre. Sappiamo che adesso quella tenuta trova pace dentro al Volto di Dio, come diceva tuo zio Mazzoldi “canterai eternamente le lodi di Dio, immesso nella eterna luce del Suo Cuore”. Vai, vai Raf adesso e grazie ancora di tutto, preferiamo pregare te piuttosto che un certo tipo di santi con un certo tipo di spiritualità, io ti abbraccio Raf e ti prego, fammi vedere sempre i tuoi occhi che mi guardano fisso, stringimi forte quella mano, come facevi quando ero bambino perché volevi che diventassi un uomo.

 Giacomo Fagiolini

Preghiamo per Serafino, per il suo sorriso nella luce e nell'Amore della Creazione

I volontari di Italia Solidale

Approfondimenti : “Una meravigliosa esperienza in Sud Sudan"
vendredi 18 janvier 2013 00:00
“Una meravigliosa esperienza in Sud Sudan"

Sono tornata da poco da una meravigliosa esperienza in Sud Sudan, nella missione di Isohe Solidale – Italia Solidale. Mi chiamo Elisabetta e ho 17 anni, e nonostante prima di partire fossi già stata in Sudan tre volte insieme ai miei genitori, che si occupavano delle missioni in Sudan e Sud Sudan, questa volta è stata la prima che ho vissuto come vera missione, per gli altri e per me. Infatti non sono partita con l'intento di trovare me stessa, ma per dare una mano e offrire quello che avevo, e credo che proprio perché non sono rimasta su di me ma mi sono aperta, ho aiutato e mi sono resa conto di aver veramente trovato la mia identità. Sono partita con Daniela Fortini, volontaria di Italia Solidale, per due settimane, per andare ad incontrare personalmente le famiglie di Isohe coinvolte con l'adozione a distanza. Isohe è un piccolo villaggio che si trova in un posto meraviglioso! E' immerso tra enormi montagne di roccia scura, tutte coperte di verde, da cui l'acqua scende tutto l'anno. Guardando con occhi esterni si penserebbe che lì la gente ha il necessario per cavarsela, avendo acqua, un terreno molto fertile e pioggia abbondante per più di metà dell'anno. Invece entrando a contatto con le persone si vede subito quanto siano colpiti nell'animo a causa di decenni di guerra civile, finita da poco, e quanto siano appassiti e distrutti dalla dipendenza, a causa di tutta l'assistenza che da sempre ricevono, che gli fa perdere tutta la loro capacità di essere davvero sussistenti e quindi gli impedisce di rendersi conto della ricchezza in cui vivono e di usarla.

Ecco perché è necessario portare qualcosa di nuovo, qualcosa basato sull'Amore, sul rispetto delle loro forze, della loro natura! E le famiglie di Isohe hanno percepito il grande dono che gli portavamo, perché agli incontri che abbiamo organizzato per conoscere meglio come effettivamente si stanno aiutando grazie al sostegno dell'adozione, si sono presentati molto numerosi. Una cosa molto forte che ho vissuto è che mentre stavamo lì, vivevamo continuamente nello Spirito. Non c'erano momenti in cui potevamo permetterci di non essere presenti. E questo ora mi aiuta a essere coerente con il cammino personale che sto facendo, e per fare veramente missione - non solo in Africa, ma anche nella vita di tutti i giorni, non bisogna essere presuntuosi e “insegnare”, ma bisogna essere semplici, senza schemi e immersi in Dio. Dopo circa due settimane di viaggio missionario, sento ancora una grande ricchezza nell'anima e nel cuore, perché ho ritrovato la mia libertà e la libertà di esprimermi. E questo grazie allo Spirito che hanno gli africani, che anche se con molti problemi (che vengono soprattutto dalla loro cultura e dalle loro tradizioni), sono come bambini, pieni di natura e di Dio, che è la base naturale e necessaria della persona. Sempre di più mi rendo conto del vuoto che invece c'è in Italia (ma non solo lì), dove tutti giudicano, si isolano, attaccano e si difendono, non amano, soffrono, si ammalano e non si rendono conto perché, quindi si curano con le medicine e con la ragione, lontani da Dio e dallo Spirito vero che invece guarisce. Quindi c'è davvero tanto da imparare da loro!

 Elisabetta Carini (volontaria di Italia Solidale)

Ringraziamo Elisabetta per la freschezza di questa testimonianza e per il suo coinvolgimento in una missione veramente grande. Noi di Italia Solidale sosteniamo le famiglie in queste realtà poverissime grazie ad un “nuovo modo” di fare adozione a distanza. Si tratta di una nuova cultura che viene dall’esperienza di 80 anni di vita e 53 di sacerdozio di Padre Angelo Benolli, antropologo, storico, scienziato e missionario. Da 50 anni per 8 ore al giorno, incontra nel profondo persone e persone di tutte le culture e religioni. Sofferenti nell’anima che si rivolgono a lui per trovare una soluzione alle tante difficoltà che fanno ammalare l’uomo nello spirito e nel corpo. Grazie a questa esperienza unica, Padre Angelo ha scritto 8 libri e centinaia di documenti che finalmente donano una possibilità concreta per vedere e risolvere, in Cristo, i condizionamenti che abbiamo addosso. E’ con queste basi che arriviamo a 115 missioni in Africa, India e Sudamerica. Più di 2.000.000 di persone coinvolte in tutto il mondo, sostenute a recuperare la propria dignità di figli di Dio e metterla al servizio della vita, arrivando così a ben amare e ben lavorare ed essere solidali con tutti i bisognosi vicini e lontani. Vi invitiamo a chiamarci allo 06.6877999 per aiutarci a salvare i bambini e le famiglie dalla fame dello spirito e del corpo.

Vi invitiamo a leggere i suoi libri o a contattarci".​

Approfondimenti : “Vi racconto come ho scoperto l’Amore di Dio e della mia famiglia"
mercredi 16 janvier 2013 00:00
“Vi racconto come ho scoperto l’Amore di Dio e della mia famiglia"

Mi chiamo Prakash, ho 36 anni e vengo dallo Stato del Karnakata, India. Sono il sesto figlio, ma nella mia famiglia non c’è mai stata né gioia e né libertà. Nessuno rispettava i miei sentimenti, mi umiliavano e non mi permettevano neppure di giocare pretendendo che dopo la scuola aiutassi in campagna e se non ubbidivo mi picchiavano ferocemente. L'unica persona che si prendeva cura di me era mia sorella maggiore che purtroppo si suicidò a causa dei miei familiari che volevano sposasse forzatamente un uomo che non amava, quando io avevo appena 5 anni. Questa sofferenza enorme rimase indelebile dentro di me. La mancanza di amore subita fin dalla nascita si radicò dentro bloccando l'espressione di tutta la mia persona, tanto che senza accorgermene ho riversato poi nel mio matrimonio la violenza vissuta. Impedivo ai miei figli di giocare, li picchiavo, soffocavo la loro espressione e la loro libertà. A causa della ripetizione, inconscia, di quello che avevo subito, ho causato tante sofferenze a mia moglie e ai miei figli, tanto che uno di loro sprofondò nel silenzio e si ammalò di problemi respiratori.

Grazie a Dio nel 2008, attraverso il sacerdote della mia parrocchia, venni a conoscenza di Italia Solidale - Mondo Solidale. Un mio figlio fu adottato a distanza da un donatore dall’Italia, ma per circa 3 anni non ho capito la potenzialità dell’aiuto che stavo ricevendo. Nel 2011 ricevetti l’invito a partecipare al meeting intercontinentale di Nago (TN), dove ci riunimmo in più di 300 persone provenienti dall’Africa, India, Sudamerica e Italia. Fu l'occasione per cominciare a guardarmi dentro. I primi giorni furono difficilissimi: vivevo un profondo contrasto tra il fuoco che ardeva dentro di me, sentendo le testimonianze di rinascita di persone provenienti da tutto il mondo e la forte chiusura che avevo avuto e avevo nei confronti della vita. La mia durezza iniziò a sciogliersi il quarto giorno, quando riuniti in piccoli gruppi di italiani, africani, sud americani ed indiani, ciascuno esprimeva la propria esperienza. Quando venne il mio turno cominciai a piangere senza riuscire a fermarmi, ma fu un pianto di liberazione. Realizzai che nel mio passato avevo ricevuto tanta violenza e mai amore e rispetto come persona, per questo non ero capace di amare me stesso, né la mia famiglia. Da quel momento ho iniziato ad approfondire sempre di più i contenuti di questa Nuova Antropologia attraverso la lettura dei libri di Padre Angelo Benolli, sia a livello individuale che in piccoli gruppi di papà e mamme dei bambini adottati dai meravigliosi volontari donatori italiani. Negli incontri settimanali in queste piccole comunità, esprimiamo le nostre esperienze di vita e ci sosteniamo attraverso questa cultura a risolvere alla radice i condizionamenti di ciascuno per la mancanza di amore subita, come nella mia storia. Attraverso questo cammino di approfondimento e scambio di esperienze, riceviamo luce per vedere dentro noi stessi, e in Cristo rimarginare le ferite del passato e aprirci all'Amore non solo di sé e della propria famiglia ma anche verso il prossimo. Oggi posso dire di aver riscoperto la mia persona e l’amore per la mia famiglia. Questo è avvenuto grazie all’adozione a distanza ricevuta da mio figlio. Il donatore italiano ha amato mio figlio molto più di me e ha amato anche me, mia moglie e tutta la mia famiglia. Grazie a quest’amore ricevuto, economico e personale, anche io sto imparando ad amare sempre più la mia famiglia. Adesso stiamo meglio anche grazie all’attività di sussistenza avviata con il prestito economico. Quello che abbiamo ricevuto è talmente grande che ci siamo sentiti nel profondo di donarlo ad altri e abbiamo deciso di adottare a distanza un bambino africano. In questo modo abbiamo dato anche a lui ed alla sua famiglia, come è stato fatto con noi, la possibilità di vivere la meraviglia della vita che Dio ci ha dato nel rispetto delle forze ricevute per creazione. Ho condiviso tutto questo nel recente viaggio missionario in Italia, dove ho conosciuto centinaia di volontari donatori in varie regioni e potuto testimoniare questa grande esperienza di vita ed ogni volta che la raccontavo, mi sentivo più forte e vedevo con più chiarezza i condizionamenti che mi hanno bloccato per tanti anni. Attraverso questo cammino di sviluppo di vita e missione proposto da Italia Solidale, riscopriamo e mettiamo al servizio nostro e degli altri le energie che abbiamo dentro e che purtroppo non sono mai viste e valorizzate come meritano. Adesso con questa nuova cultura di vita, venuta dalla grande esperienza di Padre Angelo Benolli, abbiamo tutti una nuova speranza, una vera possibilità per vedere e risolvere le negatività dei secoli che abbiamo addosso. Ringrazio profondamente Dio per il grande Amore avuto per me facendomi conoscere Italia Solidale, ringrazio Padre Angelo, tutti i volontari di Italia Solidale e tutti i volontari donatori italiani.

 

Prakash Srusti (volontario di India Solidale – Italia Solidale)