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testimonianza di Luisa, volontaria donatrice oggi impegnata come volontaria di Italia Solidale in alcune missioni dell'India e nel movimento regionale.
Carissimi tutti, siamo di nuovo di passaggio a Shillong, capitale del piccolo stato di Meghalaya, per una notte. Domani ci aspetta un viaggio di 8 ore di jeep per raggiungere un'altra missione dei Padri Clarettiani nello stato di Assam al confine con il Bhutan. Scrivere un’e-mail da qui è l'unico modo di essere in contatto con voi. I nostri telefoni non funzionano né con la scheda indiana, né con quella italiana. Anche nello stato in cui andremo avremo la stessa situazione. Credo che potremo comunicare solo la sera dell'11 quando ritorneremo a Hyderabad per prendere il volo per Londra.
Carissimi tutti, sono a Bangalore, nello stato di Karnataka, insieme a Luca e a P. John Payikkattu, ospiti della Casa Provinciale dei Clarettiani. Questa mattina abbiamo lasciato l'Andhra Pradesh e manteniamo nel cuore tutti i bambini, le famiglie, le comunità, i volontari che vi abbiamo incontrato. Impossibile riassumere l'esperienza (inoltre non credo di poter utilizzare a lungo questo computer). Voglio solo ringraziare Dio per la bellezza della vita che ho visto, principalmente nei bambini e nei più poveri. Voglio ringraziare P. Angelo per il Nuovo Sapere e per come le persone qui lo accolgono in modo naturale, riconoscendolo vero nella loro esperienza a contatto della natura. Per la maggioranza sono poveri contadini che innaffiano le piante di mais ad una ad una con una bocchetta, da bidoni collocati ai margini dei campi , riempiti dai canali che portano l'acqua dei grandi fiumi indiani.
Siamo a Visakhapatnam, importante porto affacciato sul Golfo del Bengala, centro industriale e seconda città dello stato dell'Andhra Pradesh: con 3 milioni di abitanti questa e' la nona città dell'India per popolazione. Siamo ospiti presso un Centro Cattolico di ritiri, all'interno di un santuario mariano su una collina, ma dentro alla zona portuale; tra le sirene delle navi ed immensi depositi a cielo aperto di carbone (dato che qui si concentra l'attività siderurgica di questa parte dell'India), tra la polvere di carbone che si deposita ovunque e il tanfo degli scarichi fognari, degli idrocarburi e della spazzatura, cerchiamo di essere Chiesa: Dio con la persona, e persona con Dio, insieme ad un gruppo di missionari e laici indiani provenienti da 4 collaborazioni Solidali.
Carissimi tutti, solo oggi dopo 15 giorni di missione riesco a sedermi davanti a un pc per scrivere. Non so da dove iniziare! Ho visto che Guido vi ha costantemente tenuti informati di tutto e sono molto felice perché la cosa più bella quando vivi un’esperienza incredibile come quella che stiamo facendo noi è proprio il fatto di condividerla con gli altri! Sono qui a Nandigama da 4 giorni e l'esperienza da sola con me e Dio è grandiosa. La gente è di un’umiltà incredibile, disponibile e sincera. A volte, quando mi trovo a parlare e a testimoniare davanti a loro, penso all'umiltà che hanno nel mettere in discussione l'esperienza che fanno ed essere subito aperti alla Nuova Cultura. E' incredibile! Ora capisce quando nel Magnificat la Madonna dice "...perché ha guardato l'umiltà della sua serva".
Carissimi tutti, Vi scriviamo da Bhattiprolu, dopo la conclusione dei 3 giorni di formazione con gli animatori di Zona di varie collaborazioni: quella di Bhattiprolu, di cui è responsabile P. Sebastian, quella di Oleru, che gestisce P. John Bosco, quella di Nandigama, in cui opera Sr. Bridget, e quella di Lanka, guidata, invece, da P. John Paykkattu. Erano anche presenti le suore di altre 2 congregazioni, che in un modo o nell'altro stanno già partecipando alla realtà di quest'area. Abbiamo trovato negli animatori uno Sviluppo di Vita e Missione molto positivo, principalmente grazie alla scuola di formazione, coordinata da P. John Bosco, i cui incontri si tengono il sabato ogni settimana.
Comincia così il mio primo viaggio missionario in Africa. Anche se io ancora non lo sapevo. Con una domanda molto semplice ma che portava in sé contenuti che in quel momento non immaginavo. Senza pensarci troppo infatti ho risposto: "Si".
che risolva, dall'INCONSCIO alla MISSIONE, tutti i condizionamenti interni ed esterni di ogni persona, di ogni famiglia, di ogni lavoro, di ogni comunità, di ogni cultura, basandosi sulle ENERGIE libere di ogni PERSONA, per un'autentica globalizzazione della solidarietà.